venerdì 20 gennaio 2023

La scuola deve cambiare, altrimenti non serve, e i genitori devono essere in prima linea nella promozione del cambiamento

 Quante volte abbiamo sentito dire che i giovani si formano a due scuole: la scuola in senso stretto e la famiglia. Ed ambedue con le rispettive regole che vanno osservate; per la scuola in particolare , il rispetto che si deve all'insegnante da parte degli allievi (e delle famiglie) e, di converso, il rispetto che l'insegnante deve ai propri allievi. Rispetto, non comunella. L'insegnante che dice di trattare i propri allievi come 'amici' sbaglia di grosso. Chi insegna qualcosa deve rispettare gli allievi, ma restando insegnante e pretendendo il rispetto dovuto. E l'insegnante e la famiglia devono concorrere, senza cedimenti o false posizione, alla formazione e crescita degli ragazzi.

 Adesso, da tempo si assiste ad episodi di allievi che deridono, insultano i propri insegnanti, e di genitori che difendono i propri figli  che hanno mancato di rispetto verso gli insegnanti. Nulla di più controproducente.

 Si dice che l'insegnante deve meritarselo il rispetto. Vero, ma non bisogna dimenticare che fra i giovani si registrano spesso, troppo spesso, anche in ambito scolastico, comportamenti che vanno sanzionati. Quando ciò accade è sbagliato da ogni punto di vista lasciar correre, senza sanzionarli,  questi comportamenti scorretti. Vanno anche puniti, perchè lo studente che li ha messi in atto non ha evidentemente capito la gravità del suo comportamento e quindi con ogni mezzo occorre fargli prendere coscienza di ciò. Non si può lasciar correre, perchè si viene meno al ruolo di educatori che nella scuola l'insegnante deve avere. E che le famiglie devono appoggiare.


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