venerdì 20 maggio 2022

L'incidente occorso ad Amburgo alla Filarmonica della Scala, per una civilissima ragione

Oggi i giornali raccontano dell' increscioso incidente - ma nulla di grave per fortuna - occorso alla Filarmonica della Scala, diretta da Chailly, in tournée in Germania. 

Ieri ha suonato nell'avveniristica nuova sala di Amburgo, la Elbphilharmonie, il profilo di  una nave, su una lingua di terra, pronta a salpare. Terminato il concerto, gli orchestrali con i loro strumenti si sono recati in aeroporto per essere riportati con un charter a Milano. Senonché sono dovuti restare a terra, cercarsi a tarda sera un hotel e riprendere il volo per l'Italia questa mattina, dopo le 6. 

 Perché li hanno fatto scendere dall'aereo sul quale erano già saliti ?

 Le operazioni di imbarco e i controlli sui bagagli oltre che sugli strumenti nelle  custodie sono andati per le lunghe, al punto che quando sono saliti in aereo erano passate le 23. E da quell'ora e fino alle 6 del mattino l'aeroporto di Amburgo è chiuso.

 E sapete perchè? Perchè l'aeroporto si trova non lontano dall'abitato e perciò la civilissima Amburgo ha deciso di non disturbare il sonno dei suoi cittadini. Che quindi possono dormire sonni tranquilli dalle 23 alle 6.

 Comprendiamo il disagio recato ai musicisti della Scala, ma siamo felice di sapere che in un paese come la Germania conta la musica, contano i musicisti di un celebre teatro, ma conta, potremmo dire di più, il rispetto della tranquillità notturna degli abitanti. 

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A proposito dei controlli in aeroporto, ci sovviene di un episodio di molti anni fa che vivemmo a Lipsia, allora nella Germania dell'Est. 

 Era nella seconda metà degli anni Ottanta, noi dirigevamo allora Pian Time e in occasione della celebre millenaria Fiera di Lipsia, Roberto Furcht e Casa Ricordi organizzarono un viaggio  nella cittadina dell'est Europa, per farci visitare la sezione musicale della Fiera. Fu un viaggio abbastanza singolare, un viaggio nell'altro mondo. Alla fine del soggiorno  i cui particolari andrebbero raccontati, la direzione della Fiera regalò a ciascuno di noi un cadeau consistente in una custodia, non grande,  simile a quella di un ottone di piccole dimensioni, nella quale c'era una tromba di formato ridotto ed una bottiglia di qualcosa.

 Arrivati in aeroporto, ciascuno di noi aveva oltre il bagaglio quella custodia che agli occhi dei doganieri dell'Est poteva celare chissà cosa.  Fummo tutti guardati con sospetto, mentre sarebbe bastato che gli organizzatori della fiera, che non erano privati, avessero preavvertito quelli della dogana del  curioso cadeau. Nulla da fare fecero aprire a tutti quelle custodie trovandovi dentro sempre e solo una tromba  ed una bottiglia di qualcosa da bere. Inutile dire che se ci fossimo trovati ad Amburgo, per il controllo di ciascuna custodia avremmo fatto notte e saremmo potuti ripartire non il giorno dopo, bensì due giorni dopo, forse.

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