lunedì 16 maggio 2022

Flavio Cattaneo, direttore generale della Rai, cancella ALL'OPERA! ( da Corriere della Sera, 2 aprile 2005)

  La crisi del settimo anno c’è anche nella musica. Finisce l’avventura di «All’Opera!», il programma che conduceva Antonio Lubrano su Raiuno. «Il direttore generale Flavio Cattaneo - spiega l’autore Pietro Acquafredda - non l’ha più messo in palinsesto perché non c’erano fondi per le seconde serate». «È come se ci vergognassimo di aver inventato, noi italiani, la lirica», racconta amaro Lubrano. Che ha parlato con Gigi Marzullo, ora responsabile della cultura di Raiuno: «Era mortificato». L’intero ciclo (10 puntate) costava meno di 250 mila euro, il Don Giovanni di Muti-Strehler ha avuto il 14% di share (le media era del 10). Mentre la Rai cancella l’unico programma dedicato alla lirica, la BBC2 a Londra manda in onda, alle 21, La Valchiria diretta da Antonio Pappano.



Così Lubrano spiegava la nuova trasmissione dedicata all'Opera lirica, su Rai 1. ALL'OPERA! nel 1999:


Si intitola 'All'opera!' il programma che segnera' in ritorno in Rai di Antonio Lubrano. Il giornalista lascera' la direzione delle news di Tmc dal 30 aprile prossimo, con due mesi di anticipo rispetto alla scadenza del suo contratto. Il nuovo programma andra' in onda su Raiuno, in seconda serata, dal prossimo 8 giugno: dieci puntate di 55 minuti sull'opera lirica, scritte dallo stesso Lubrano con Pietro Acquafredda e Antonella Serantoni per la regia di Gerardo d'Andrea.

''Lo schema della trasmissione e' semplicissimo -spiega Lubrano all'Adnkronos-. Raccontero' alla mia maniera la trama di un'opera che sara' scelta per ogni puntata. Chi va all'opera spesso non sa quello che accade sulla scena, i fatti non sono ben conosciuti. Oltre al mio racconto, mostrero' alcuni filmati con arie famose fatte in esecuzioni celebri''. La prima puntata sara' dedicata al 'Rigoletto' di Verdi, poi si proseguira' con altre celebri opere come 'Tosca', 'La Traviata', 'Aida' e 'Cavalleria rusticana'. Ad attirare Lubrano e' stata la sfida di poter raccontare, tra divulgazione e cordialita' cultural-popolare, quel che si svolge in un'opera. ''Sono convinto che, anche sulla base di un'indagine che la Rai ha fatto, ci sia una grande domanda di informazione musicale tra il pubblico televisivo'', spiega il giornalista. (Adnkronos)


Nessun commento:

Posta un commento