Ci sono volute ben 32 votazioni, e oltre un anno di tempo, per arrivare alla nomina dei tre giudici, di nomina parlamentare, necessari per coprire i posti vacanti della Consulta. Enrico Mentana nell'annunciare l'ennesima votazione ha definito lo spettacolo 'poco edificante'. No, Mentana, lo spettacolo, durato oltre un anno, è stato indecente. Uno schifo. E perchè è durato tanto? Per i veti incrociati delle varie forze politiche sui nomi proposti dallo schieramento avverso. Una porcheria. Poi sono venute fuori anche le motivazioni, altrettanto vergognose. In previsione della modifica della legge elettorale, non si voleva che alla Consulta, alla quale eventualmente rivolgersi per la valutazione della sua costituzionalità, dei tre giudici da eleggere, non ve ne fosse nessuno contrario alla sua approvazione. Insomma una legge, pur importante, metteva in secondo piano l'ampia materia che quotidianamente viene sottoposta al giudizio della suprema Corte.
Renzi ha fatto fuori Forza Italia, si è accordato con il Movimento Cinque stelle, e ha fatto eleggere Barbera, Modugno e Prosperetti. Alla faccia di Berlusconi il quale, come fa un capo azienda che in essa ha il potere di vita e di morte, avrebbe voluto dei tre che uno almeno fosse di centro destra. Non importa al capo azienda che la persona prescelta abbia le competenze necessarie, importa di più che sia della propria parte politica.
E del resto Berlusconi è da sempre abituato a comportarsi nei confronti del Parlamento come fosse una propaggine della sua azienda. Infatti vi ha travasato suoi dipendenti come Romani, la Bergamini ed altri, tutti suoi fedelissimi che anche quando sono fuori dall'azienda, restano suoi dipendenti.
Si dirà che Berlusconi non è l'unico a comportarsi da padrone. Vero, c'è anche Renzi, con la differenza che lui i suoi collaboratori li pesca non nell'azienda che non ha, ma nella Toscana o direttamente a Firenze, dove fino a qualche anno fa comandava.
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mercoledì 16 dicembre 2015
giovedì 5 marzo 2015
Franceschini mezzo disastro, Attila per le biblioteche. Le amenità di Fuortes: Augias per spiegare l'opera
Cominciamo dall'accoppiata Fuortes-Augias. Da quando è arrivato all'Opera di Roma, dove è stato appena confermato, Fuortes ci ha meravigliati per molte sue scelte, alcune delle quali, per fortuna non andate in porto, ma irrise da mezzo mondo. E non c'è bisogno che per l'ennesima volta parliamo della 'esternalizzazione'.
Sappiamo anche che lui quando si muove si porta appresso una corte dei miracoli e di miracolati, alla quale affida questa e quella iniziativa, trincerandosi dietro la sua incompetenza, che non farebbe male a sventolare sotto il naso di tutti senza vergogna. Ora l'ultima. Ha affidato a Corrado Augias il compito di attirare gente all'Opera con lezioni dedicate ai singoli titoli in cartellone. Domenica 'Tosca' e fra qualche settimana 'Aida'. Cosa c'entri Augias con l'opera non c'è bisogno che lo spieghiamo a voi: non c'entra nulla, ma fra dilettanti dell'uno e l'altro mestiere si intendono. Augias, a dire la verità, ha già spiegato in Belgio 'Traviata', chiamatovi da un altro suo estimatore occulto, nobile dilettante di musica, che è Stefano Mazzonis, a capo di un teatro belga, e all'Auditorium di Fuortes grandi musicisti. La versione live dei video realizzati per Repubblica sui grandi compositori, in coppia con un pianista, Modugno, l'unico della coppia che, fortunatamente, ci capisce e che, di conseguenza. anche se suo malgrado, fa fare ad Augias la figura del f... nei suoi interventi. Noi abbiamo visto il video dedicato a Beethoven e ci siamo vergognati per lui. Fuortes no. E lo pagherà profumatamente, perchè certamente Augias, proprio perchè incompetente, vorrà essere meglio pagato. E così Fuortes, che non riesce ancora a trovare sponsor per il teatro, ne trova uno in Lottomatica, che finanza il ciclo di incontri intitolato ' Più tua l'Opera'- 'Più Ricco Augias'. e va avanti con l'iniziativa.
Per i competenti che non tollerano i dilettanti in palcoscenico, Fuortes, sempre dal suo precedente nido, Musica per Roma, si porta dietro - come ha fatto anche a Bari. Fuortes conosce poco e quel poco che conosce lo spreme in ogni luogo e per ogni circostanza - Giovanni Bietti, troppo musicista per essere capito da tutti. Fuortes non conosce mezze misure. o troppo o niente, come nel caso di Bietti e Augias nei riguardi della musica spiegata.
Franceschini 'mezzo disastro', vuole candidarsi al premio 'Attila, flagello dei libri' e per questo fa di tutto per meritarlo. Lì'ultima su uscita è la riduzione da 1.100.000 Euro circa a 190.000 Euro circa del contributo ministeriale alla Biblioteca Nazionale di Firenze, la più grande ed importante d'Italia, circa 6.000.000 di volumi conservati. Strano che Renzi non l'abbia richiamato all'ordine. La biblioteca fiorentina andrebbe conservata con ben altra cura, ma Franceschinio non ne comprende l'importanza, preferisce proporre all'attenzione della scuola italiana lo studio dei cantautori al pari di Carducci e Pascoli, anzi più di Carducci e Pascoli, del cui lascito a lui non frega nulla. Quest'ultima scempiaggine l'ha detta passando per la Casa Museo di Lucio Dalla a Bologna, dove ha anche cantato le sue canzoni, in coppia con Veltroni. Che pena!
Sappiamo anche che lui quando si muove si porta appresso una corte dei miracoli e di miracolati, alla quale affida questa e quella iniziativa, trincerandosi dietro la sua incompetenza, che non farebbe male a sventolare sotto il naso di tutti senza vergogna. Ora l'ultima. Ha affidato a Corrado Augias il compito di attirare gente all'Opera con lezioni dedicate ai singoli titoli in cartellone. Domenica 'Tosca' e fra qualche settimana 'Aida'. Cosa c'entri Augias con l'opera non c'è bisogno che lo spieghiamo a voi: non c'entra nulla, ma fra dilettanti dell'uno e l'altro mestiere si intendono. Augias, a dire la verità, ha già spiegato in Belgio 'Traviata', chiamatovi da un altro suo estimatore occulto, nobile dilettante di musica, che è Stefano Mazzonis, a capo di un teatro belga, e all'Auditorium di Fuortes grandi musicisti. La versione live dei video realizzati per Repubblica sui grandi compositori, in coppia con un pianista, Modugno, l'unico della coppia che, fortunatamente, ci capisce e che, di conseguenza. anche se suo malgrado, fa fare ad Augias la figura del f... nei suoi interventi. Noi abbiamo visto il video dedicato a Beethoven e ci siamo vergognati per lui. Fuortes no. E lo pagherà profumatamente, perchè certamente Augias, proprio perchè incompetente, vorrà essere meglio pagato. E così Fuortes, che non riesce ancora a trovare sponsor per il teatro, ne trova uno in Lottomatica, che finanza il ciclo di incontri intitolato ' Più tua l'Opera'- 'Più Ricco Augias'. e va avanti con l'iniziativa.
Per i competenti che non tollerano i dilettanti in palcoscenico, Fuortes, sempre dal suo precedente nido, Musica per Roma, si porta dietro - come ha fatto anche a Bari. Fuortes conosce poco e quel poco che conosce lo spreme in ogni luogo e per ogni circostanza - Giovanni Bietti, troppo musicista per essere capito da tutti. Fuortes non conosce mezze misure. o troppo o niente, come nel caso di Bietti e Augias nei riguardi della musica spiegata.
Franceschini 'mezzo disastro', vuole candidarsi al premio 'Attila, flagello dei libri' e per questo fa di tutto per meritarlo. Lì'ultima su uscita è la riduzione da 1.100.000 Euro circa a 190.000 Euro circa del contributo ministeriale alla Biblioteca Nazionale di Firenze, la più grande ed importante d'Italia, circa 6.000.000 di volumi conservati. Strano che Renzi non l'abbia richiamato all'ordine. La biblioteca fiorentina andrebbe conservata con ben altra cura, ma Franceschinio non ne comprende l'importanza, preferisce proporre all'attenzione della scuola italiana lo studio dei cantautori al pari di Carducci e Pascoli, anzi più di Carducci e Pascoli, del cui lascito a lui non frega nulla. Quest'ultima scempiaggine l'ha detta passando per la Casa Museo di Lucio Dalla a Bologna, dove ha anche cantato le sue canzoni, in coppia con Veltroni. Che pena!
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sabato 6 dicembre 2014
De Rita &Sons: il Censis di padre in figlio. Ora è Roma un pericolo per Ignazio Marino e non viceversa. Augias ha fatto conoscere in Francia Rossini, Bellini, Donizetti
Augias Corrado, Legionario (d'onore). Al giornalista italiano la Francia ha attribuito la Legion d'onore per i suoi altissimi meriti culturali. Senza il suo impegno di divulgatore anche musicale - il riferimento è a quelle videocassette pubblicate da Repubblica e dedicate ad alcuni notissimi musicisti - i Francesi non avrebbero conosciuto Rossini, Bellini, Donizetti. Se i Francesi, per conoscere musicisti della grande storia, hanno bisogno del dilettante Corrado Augias vuol dire che siamo davvero alla frutta. Augias è un ottimo e conosciutissimo giornalista, parla della Francia agli italiani e viceversa; ma, per carità, lasci stare i musicisti. Lui, senza il bravo Modugno, in quelle sue lezioni mostra, senza vergogna, tutta la sua superficiale conoscenza della musica, al cui mondo egli è del tutto estraneo. Eppur si muove.
Ma quali famiglie? Mio figlio è il candidato che ha titoli per assumere quell'incarico. Non ne avrei potuto trovare un altro più idoneo. Che sia poi mio figlio non conta. E' la giustificazione miserevole che Giuseppe De Rita porta per il passaggio della direzione del CENSIS dalle sue mani in quelle di suo figlio. Il quale, laureato in ingegneria aeronautica, pensò bene fin dall'inizio del suo lavoro, terminati gli studi, di atterrare su una pista, guidato dal pilota automatico che aveva predisposto suo padre: quello della ricerca sociale prevalentemente. Poi passò a Nomisma e da lì, prima segretario generale del CENSIS ed ora anche direttore, al posto che è stato di suo padre fino a ieri.
In Italia, ha detto di recente il CENSIS nel suo annuale rapporto, tutti sono convinti che senza una protezione - unita nei casi migliori a meriti propri - non si va da nessuna parte. E il primo a dar prova dell'affermazione è stato proprio il direttore del CENSIS medesimo, Giuseppe De Rita, facendosi succedere da suo figlio. Perdonate l'uso improprio del verbo, ma la sostanza è ben più grave ed impossibile da perdonare.
Da qualche giorno non è più Marino il vero pericolo di Roma, bensì la città da lui governata, come si ritiene da più parti, ad essere un pericolo per lui. E perciò il pericolo dell'altro ieri è oggi sotto minaccia e diventa il bene più prezioso da difendere. Il prefetto è convinto che egli possa essere in pericolo e perciò gli assegna una scorta, vietandogli di usare la sua amatissima bici per gli spostamenti. Il presidente del PD, inviato da Renzi a far pulizia nel Comune infangato dalla malavita, ha blindato lui ed il suo gabinetto, dicendo fin d'ora che se dovessero esserci nuove elezioni -richieste a gran voce da Movimento 5 Stelle e Forza Italia, più velatamente da Alfano - lui sarebbe il candidato del PD e nessun altro, perchè forse uno dei pochissimi, addirittura l'unico a non essersi sporcato con la cupola del malaffare.
Ma quali famiglie? Mio figlio è il candidato che ha titoli per assumere quell'incarico. Non ne avrei potuto trovare un altro più idoneo. Che sia poi mio figlio non conta. E' la giustificazione miserevole che Giuseppe De Rita porta per il passaggio della direzione del CENSIS dalle sue mani in quelle di suo figlio. Il quale, laureato in ingegneria aeronautica, pensò bene fin dall'inizio del suo lavoro, terminati gli studi, di atterrare su una pista, guidato dal pilota automatico che aveva predisposto suo padre: quello della ricerca sociale prevalentemente. Poi passò a Nomisma e da lì, prima segretario generale del CENSIS ed ora anche direttore, al posto che è stato di suo padre fino a ieri.
In Italia, ha detto di recente il CENSIS nel suo annuale rapporto, tutti sono convinti che senza una protezione - unita nei casi migliori a meriti propri - non si va da nessuna parte. E il primo a dar prova dell'affermazione è stato proprio il direttore del CENSIS medesimo, Giuseppe De Rita, facendosi succedere da suo figlio. Perdonate l'uso improprio del verbo, ma la sostanza è ben più grave ed impossibile da perdonare.
Da qualche giorno non è più Marino il vero pericolo di Roma, bensì la città da lui governata, come si ritiene da più parti, ad essere un pericolo per lui. E perciò il pericolo dell'altro ieri è oggi sotto minaccia e diventa il bene più prezioso da difendere. Il prefetto è convinto che egli possa essere in pericolo e perciò gli assegna una scorta, vietandogli di usare la sua amatissima bici per gli spostamenti. Il presidente del PD, inviato da Renzi a far pulizia nel Comune infangato dalla malavita, ha blindato lui ed il suo gabinetto, dicendo fin d'ora che se dovessero esserci nuove elezioni -richieste a gran voce da Movimento 5 Stelle e Forza Italia, più velatamente da Alfano - lui sarebbe il candidato del PD e nessun altro, perchè forse uno dei pochissimi, addirittura l'unico a non essersi sporcato con la cupola del malaffare.
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