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sabato 18 aprile 2015

Gran ballo al Colosseo. La grande trovata del ministro Franceschini, fra crolli abbandoni e disfacimenti

Ci chiediamo spesso cosa si prefigga un ministro  al momento in cui prende possesso del suo dicastero. Ad esempio Franceschini cosa vuole fare, di cosa vuole che si parli in futuro per gli anni in cui ha governato il Ministero dei beni e delle attività culturali, aiutato da quella brava persona che è Salvo Nastasi - nel caso specifico del Colosseo- solo con un sostegno morale, quello pratico avverrà più avanti.
 Scavi e siti che vanno in rovina, musei chiusi in giorni di grande affluenza di pubblico,  interventi fuori luogo a proposito di opere d'arte da mandare in giro... soprattutto di questo ci si ricorderà in futuro di Franceschini. ma anche di tutti gli altri ministri che lo hanno preceduto,  e che ricordiamo noi negli ultimi vent'anni, da  Rutelli a Urbani, a Buttiglione, a Bondi, a Ornaghi a Galan. Per queste disfatte soprattutto li ricorderemo, e  qualcuno perchè ha messo dei beni che avrebbe dovuto custodire e proteggere nelle mani  di qualche ladrone, come nel caso di Galan - che dietro consiglio di Dell'Utri, mette un ottimo ladrone di libri antichi alla Biblioteca dei Girolamini di Napoli. Il ministro si chiamava Galan, ladro anch'egli come si evince dall'inchiesta veneziana relativa al Mose.
Ma Franceschini, no, vuole essere ricordato anche per altro. Franceschini ha ben altri progetti per la testa, per i quali ha in casa un' ottima consigliera, la sua  nuova consorte che presiede la Commissione cultura del Comune di Roma. Franceschini si è messo in testa di fare un gran ballo annuale al Colosseo. Solo allora gli sarà di grande aiuto la consulenza di Nastasi. E per fare ciò che, a detta del ministro, sicuramente porterà tanti soldi nelle casse dello Stato, a causa dei diritti televisivi, ha deciso di rifare, in legno (speriamo non gli venga in mente di usare il cemento armato, come è accaduto al Teatro Grande di Pompei, dove nessuno ancora è finito in galera, ma ci sono parecchi inquisiti, anche del suo ministero) la platea del grande anfiteatro che coprirà interamente i sotterranei che forse potrebbero essere addirittura protetti da tale intervento.
 Con quali soldi signor ministro? Non va ogni giorno dicendo che molto ci sarebbe da fare per proteggere il nostro patrimonio e che non ha i soldi per farlo e perciò chiede aiuto ai privati, come del resto sì è messo a fare anche il suo amico Ignazio Marino- dietro consiglio sempre di sua moglie Di Biase? No, per questo intervento, per il quale i posteri parleranno di Franceschini i soldi ci sono. Ma dove li ha trovati? E perchè  non li ha destinati alla protezione, o alla salvaguardia del nostro immenso patrimonio, che è uno dei motori di sviluppo e crescita del nostro paese, come anche ieri ha dichiarato il premier Renzi?
 Franceschini vuole essere ricordato come il Ministro che ha riportato il Colosseo ad essere luogo di spettacolo come accadeva fino all'Ottocento. E non solo per questo, ora che ricordiamo una delle sue  strabilianti recenti uscite pubbliche. Anche per aver sollecitato ministro dell'Istruzione e insegnanti a portare a scuola e far studiare i testi delle canzoni dei nostri cantautori, alla stessa maniera con cui si fanno studiare Dante,  Leopardi, Pascoli Carducci o Foscolo, che si studino anche Dalla, De André, Vecchioni.

giovedì 5 marzo 2015

Franceschini mezzo disastro, Attila per le biblioteche. Le amenità di Fuortes: Augias per spiegare l'opera

Cominciamo dall'accoppiata Fuortes-Augias. Da quando è arrivato all'Opera di Roma, dove è stato appena confermato, Fuortes ci ha meravigliati per molte sue scelte, alcune delle quali, per fortuna non andate in porto, ma irrise da mezzo mondo. E non c'è bisogno che per l'ennesima volta parliamo della 'esternalizzazione'.
 Sappiamo anche che lui quando si muove si porta appresso una corte dei miracoli e di miracolati, alla quale affida questa e quella iniziativa, trincerandosi dietro la sua incompetenza, che non farebbe male a sventolare sotto il naso di tutti senza vergogna. Ora l'ultima. Ha affidato a Corrado Augias il compito di attirare gente all'Opera con lezioni dedicate ai singoli titoli in cartellone. Domenica 'Tosca' e fra qualche settimana 'Aida'. Cosa c'entri Augias con l'opera non c'è bisogno che lo spieghiamo a voi: non c'entra nulla, ma fra dilettanti dell'uno e l'altro mestiere si intendono. Augias, a dire la verità, ha già spiegato in Belgio 'Traviata', chiamatovi da un altro suo estimatore occulto, nobile dilettante di musica, che è Stefano Mazzonis, a capo di un teatro belga, e all'Auditorium di Fuortes grandi musicisti. La versione live dei video realizzati per Repubblica sui grandi compositori, in coppia con un  pianista, Modugno, l'unico della coppia che, fortunatamente, ci capisce e che, di conseguenza. anche se suo malgrado, fa fare ad Augias la figura del f... nei suoi interventi. Noi abbiamo visto il video dedicato a Beethoven e ci siamo vergognati per lui. Fuortes no. E lo pagherà profumatamente, perchè certamente Augias, proprio perchè incompetente, vorrà essere meglio pagato. E così Fuortes, che non riesce ancora a trovare sponsor per il teatro, ne trova uno in Lottomatica, che finanza il ciclo di incontri intitolato ' Più tua l'Opera'- 'Più Ricco Augias'.  e va avanti con l'iniziativa.
Per i competenti che non tollerano i dilettanti in palcoscenico, Fuortes, sempre dal suo precedente nido, Musica per Roma, si porta dietro - come ha fatto anche a Bari. Fuortes conosce poco e quel poco che conosce lo spreme in ogni luogo e per ogni circostanza -  Giovanni Bietti, troppo musicista per essere capito da tutti. Fuortes non conosce mezze misure. o troppo o niente, come nel caso di Bietti e Augias nei riguardi della musica spiegata.
 Franceschini 'mezzo disastro', vuole candidarsi al premio 'Attila, flagello dei libri' e per questo fa di tutto per meritarlo. Lì'ultima su uscita è la riduzione da  1.100.000 Euro circa a 190.000 Euro circa del contributo ministeriale alla Biblioteca Nazionale di Firenze, la più grande ed importante d'Italia, circa 6.000.000 di volumi conservati.  Strano che Renzi non l'abbia richiamato all'ordine. La biblioteca fiorentina andrebbe conservata con ben altra cura, ma Franceschinio non ne comprende l'importanza, preferisce  proporre all'attenzione della scuola italiana lo studio dei cantautori al pari di Carducci e Pascoli, anzi più di Carducci e Pascoli, del cui lascito a lui non frega nulla. Quest'ultima scempiaggine l'ha detta passando per la Casa Museo di Lucio Dalla a Bologna, dove ha anche cantato le sue canzoni, in coppia con Veltroni. Che pena!