Coloro che si sono messi sulla barricata a difesa del fortino nel quale s'è rinchiusa Virginia Raggi e tutta la sua giunta, non si muovono dalle loro postazioni, anche quando - come ormai è chiaro a tutti - quel fortino, lungi dall'essere espugnato, sta per cadere, sfaldandosi da solo, prima ancora che venga abbattuto da chi da tempo lo assedia - metaforicamente.
Ancora si continua a dire che la sindaca non può fare miracoli, che la situazione che ha trovato era drammatica e che lei sta comunque governando,facendo. Cosa? Sta promettendo ogni giorno infinite cose che non potranno realizzarsi prima di due o tre anni; e lei, nel frattempo ma noi speriamo anche prima, avrà lasciato il Campidoglio; quando, mollata la poltrona, potrà sempre a chi prenderà il suo posto che è stata la sua amministrazione a mettere le basi per i loro successi. E l'imbroglio continuerà.
Ora chi l'ha votata, un anno e mezzo fa, ma anche i cittadini ed i numerosi turisti che girano per Roma, non solo devono turarsi il naso - come invitava a fare Montanelli, quand'era vivo, per la impresentabilità di certi personaggi che si candidavano al governo del paese - per la puzza che si sente ovunque, ma devono camminare ad occhi chiusi, per evitare lo spettacolo indecente di una città sporca, piena di erbacce, trascurata, in totale abbandono - come è Roma governata da oltre un anno e mezzo della giunta grillina.
E il Movimento? Il Movimento continua a sparare contro tutti coloro che non appartengono al Movimento e che governano, vantando diversità da tutti gli altri, nel loro statuto sono definiti 'impresentabili'. E che, forse, lo sono. Ma Grillo non può continuare a dire ' la Raggi sta governando ed agendo bene e vedrete i risultati'. Sta agendo o agirà, nel caso dovesse invertire la rotta del suo non governo cittadino? Vedremo cosa e quando?
Per ora rovine, abbandono dappertutto, perfino nel settore della cultura, che, affidato ad un non grillino, sembrava potesse dare frutti. No, anche Luca Bergamo sta deludendo tutti, a cominciare dalla finte promesse sul Teatro Valle, del quale evidentemente non frega nulla neanche a lui. Non avevano detto lui e la giunta che il Valle non rappresentava una priorità? E' l'unica promessa mante nuta.
Ciò per cui i cittadini potranno ricordare Bergamo, assessore e vice sindaco, è per la sua impronta smaccatamente politica, e a scopo elettorale, data all'organizzazione di quella che un tempo era l'Estate romana. Aver voluto, cioè, che in ogni municipio si realizzasse qualcosa, senza guardare a cosa e come. Così tutti i municipi della dissestata capitale hanno avuto la loro festicciola pagata e via.
Certamente alle prossime elezioni i cittadini romani apriranno gli occhi sui grillini ai quali hanno voluto accordare, nella passata tornata elettorale, fiducia superiore a quella che si stanno meritando. Ora hanno gettato giù la maschera della loro diversità e onestà, rivelando, senza ombra di dubbio, la loro INCAPACITA'. Con la quale, pur nell'onestà ( ma stiamo a vedere, ancora presto per dire ) non si governano né le città né il paese.
P.S. Quando finirà l'emergenza rifiuti? Roma è ancora sommersa dalla 'monnezza'!
P.S. Ancora ieri i giornali riportavano gli esiti di una indagine effettuata da una società che valuta periodicamente il gradimento da parte dei cittadini di manager pubblici e privati. Bene, anzi malissimo. Virginia Raggi continua ad avere lo stesso gradimento di quando ha iniziato a (non) governare Roma. Come se non avesse fatto nulla.
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lunedì 9 ottobre 2017
venerdì 10 marzo 2017
Luigi Di Maio, candidato premier - Dio ci scampi e liberi - perde,blaterando,l' ennesima occasione per fare bella figura
Le parole pronunciate l'altro ieri dall'aitante esponente del Movimento di Grillo, vice presidente del Parlamento, Luigi Di Maio, nella stessa aula di Montecitorio, che egli spesso presiede guidando i lavori, dopo l'intervento del premier Gentiloni che riferiva dell'imminente incontro a Bruxelles dei capi di stato e di governo, fanno capire a quanti non avessero già capito che faccia di... bronzo abbia quel giovane politicante, deciso a scalare le vette del potere, non importa come ed a quale prezzo.
Perché non avrebbe dovuto dire ciò che ha detto e forse fatto meglio a tacere, nonostante il clima generale della politica politicante sia infuocato, con la minaccia sempre presente di future non lontanissime elezioni?
Semplicemente perchè, volgendo lo sguardo agli affari di casa, la casa in cui alcuni esponenti del suo stesso Movimento stanno governando - sgovernando - si sarebbe dovuto convincere che la scelta del silenzio era migliore del lancio di accuse in altra direzione, quantomeno scgliere di moderare i termini.
Di Maio ha detto a Gentiloni di andare a casa, non senza essere andato prima a palazzo Chigi a spegnere le luci e chiudere a chiave.
Di Maio, l'accusatore, ha letto ciò che da tempo i giornali vanno scrivendo sullo scanalo del governo Cinquestelle della Capitale? Fa finta di non capire che egli è fra gli accusati? Per rinfrescargli la memoria- sebbene si tratti di cose che anche lui conosce bene, scorazzando per le strade indecenti di Roma - i giornali hanno scritto tutti indistintamente che la Capitale è ora in uno stato vergognoso, sotto ogni aspetto, dal traffico alla pulizia ai servizi pubblici, perchè la sindaca Virginia Raggi - laureata 'incapace' nel governare - ha da pensare ogni giorno a guai nuovi, prodotti dalla sua stessa incapacità. Dai vari collaboratori rivelatisi suggeritori occulti per propri interessi, al via vai dei vari assessori, l'ultimo del quali, quello che dovrebbe sostituire Berdini, non si sa ancora quando potrà fare l'assessore, perché dovrà prima dimettersi dal suo studio, in evidente conflitto di interessi con il suo assessorato.
Insomma un pasticcio dietro l'altro, che coinvolge in prima persona la sindaca che nelle valutazioni dell'opinione pubblica è agli ultimi posti nelle varie classifiche che regolarmente si compilano sulla qualità della vita nelle varie città e sulla loro amministrazione.
Beh, Roma, anche per colpa di Virginia Raggi e del Movimento che ogni giorno invia in Campidoglio qualche nuovo badante, prendendolo direttamente dall'EST che per Grillo, è rappresentato dalla sua Liguria, più precisamente da Genova (esattamente come Renzi ha fatto con il cosiddetto Giglio magico toscano!) è scesa agli ultimi posti.
Di Maio ha alzato la voce anche per un altro motivo. Nei giorni scorsi Repubblica ha pubblicato i risultati di un sondaggio effettuato ai primi di marzo, dunque fresco di giornata. Da tale sondaggio risultano evidenti due fattori allarmanti per il Movimento di Grillo, per nascondere i quali Di Maio fa il guappo. Al ballottaggio una bella fetta degli elettori di Virginia Raggi proveniva dalle file di coloro che avevano, al primo turno, votato per la Meloni di FdI. Dunque non da quelli che avevano votato per Giachetti. E questo già mette pensiero ai grillini. Ma il secondo elemento è ancora più grave del primo. E più allarmante.
Due su tre degli interpellati, che si erano dichiarati elettori di Virginia Raggi, hanno affermato convinti che non la rivoteranno. Due su tre. Dichiarazioni da far tremare il già traballante trono dei grillini e dello stesso Di Maio che, anche per questo, si alza in piedi e, come un bullo e spaccone qualsiasi, arringa il popolo.
Perché non avrebbe dovuto dire ciò che ha detto e forse fatto meglio a tacere, nonostante il clima generale della politica politicante sia infuocato, con la minaccia sempre presente di future non lontanissime elezioni?
Semplicemente perchè, volgendo lo sguardo agli affari di casa, la casa in cui alcuni esponenti del suo stesso Movimento stanno governando - sgovernando - si sarebbe dovuto convincere che la scelta del silenzio era migliore del lancio di accuse in altra direzione, quantomeno scgliere di moderare i termini.
Di Maio ha detto a Gentiloni di andare a casa, non senza essere andato prima a palazzo Chigi a spegnere le luci e chiudere a chiave.
Di Maio, l'accusatore, ha letto ciò che da tempo i giornali vanno scrivendo sullo scanalo del governo Cinquestelle della Capitale? Fa finta di non capire che egli è fra gli accusati? Per rinfrescargli la memoria- sebbene si tratti di cose che anche lui conosce bene, scorazzando per le strade indecenti di Roma - i giornali hanno scritto tutti indistintamente che la Capitale è ora in uno stato vergognoso, sotto ogni aspetto, dal traffico alla pulizia ai servizi pubblici, perchè la sindaca Virginia Raggi - laureata 'incapace' nel governare - ha da pensare ogni giorno a guai nuovi, prodotti dalla sua stessa incapacità. Dai vari collaboratori rivelatisi suggeritori occulti per propri interessi, al via vai dei vari assessori, l'ultimo del quali, quello che dovrebbe sostituire Berdini, non si sa ancora quando potrà fare l'assessore, perché dovrà prima dimettersi dal suo studio, in evidente conflitto di interessi con il suo assessorato.
Insomma un pasticcio dietro l'altro, che coinvolge in prima persona la sindaca che nelle valutazioni dell'opinione pubblica è agli ultimi posti nelle varie classifiche che regolarmente si compilano sulla qualità della vita nelle varie città e sulla loro amministrazione.
Beh, Roma, anche per colpa di Virginia Raggi e del Movimento che ogni giorno invia in Campidoglio qualche nuovo badante, prendendolo direttamente dall'EST che per Grillo, è rappresentato dalla sua Liguria, più precisamente da Genova (esattamente come Renzi ha fatto con il cosiddetto Giglio magico toscano!) è scesa agli ultimi posti.
Di Maio ha alzato la voce anche per un altro motivo. Nei giorni scorsi Repubblica ha pubblicato i risultati di un sondaggio effettuato ai primi di marzo, dunque fresco di giornata. Da tale sondaggio risultano evidenti due fattori allarmanti per il Movimento di Grillo, per nascondere i quali Di Maio fa il guappo. Al ballottaggio una bella fetta degli elettori di Virginia Raggi proveniva dalle file di coloro che avevano, al primo turno, votato per la Meloni di FdI. Dunque non da quelli che avevano votato per Giachetti. E questo già mette pensiero ai grillini. Ma il secondo elemento è ancora più grave del primo. E più allarmante.
Due su tre degli interpellati, che si erano dichiarati elettori di Virginia Raggi, hanno affermato convinti che non la rivoteranno. Due su tre. Dichiarazioni da far tremare il già traballante trono dei grillini e dello stesso Di Maio che, anche per questo, si alza in piedi e, come un bullo e spaccone qualsiasi, arringa il popolo.
venerdì 17 febbraio 2017
Qualche buona notizia, nell'attuale desolante panorama, ci viene dagli abitanti delle Eolie e da Oscar Farinetti di Eataly
L'attenzione è ormai catalizzata sia dagli sfasci del Movimento 'Cinquestelle' che, a Roma, stanno disastrando ogni cosa che dalle serpi che covano dentro il PD, per cui non riusciamo a pensare a nient'altro, a nulla di positivo, neanche quando ci arriva qualche buone notizia, seppure di dimensioni ridotte se paragonata a sfasci e disastri.
Intanto prendiamo nota di due piccole ma non insignificanti buone notizie.
La prima ci viene dagli abitanti ed albergatori delle Isole Eolie, i quali, con entusiasmo, si sono detti pronti ad ospitare di tutto punto i soccorritori dell'Hotel Rigopiano - oggi ricorre un mese esatto dal disastro - con i loro familiari per una settimana di vacanza ristoratrice. Dichiarano disponibilità per 120 ospiti circa, per una ragione che ci rende orgogliosi: vogliono compensare tutti quei soccorritori che, con abnegazione, hanno portato aiuto all'Hotel sconvolto dalla valanga, e che hanno tratto in salvo bambini ed adulti superstiti. Ed anche perchè anche loro, gli isolani, in tempi passati, hanno potuto sperimentare l'abnegazione dei soccorritori: volontari, vigili del fuoco e protezione civile.
La seconda ha come protagonista Oscar Farinetti, patron di Eataly, che pur non intendendo fare beneficienza, vuole comunque dare una mano a conservare uno dei capolavori dell'arte italiana che con il suo settore di attività ha un legame :l'Ultima cena di Leonardo, conservata a Milano. Offrirà 500.000 Euro, che andranno ad aggiungersi ai fondi del Ministero, per la conservazione e la manutenzione ordinaria del celebre affresco.
Non risolvono certo i gravi problemi del paese, però possono offrire una qualche speranza di futuro, non la stessa che vorrebbe garantire Speranza del PD.
Intanto prendiamo nota di due piccole ma non insignificanti buone notizie.
La prima ci viene dagli abitanti ed albergatori delle Isole Eolie, i quali, con entusiasmo, si sono detti pronti ad ospitare di tutto punto i soccorritori dell'Hotel Rigopiano - oggi ricorre un mese esatto dal disastro - con i loro familiari per una settimana di vacanza ristoratrice. Dichiarano disponibilità per 120 ospiti circa, per una ragione che ci rende orgogliosi: vogliono compensare tutti quei soccorritori che, con abnegazione, hanno portato aiuto all'Hotel sconvolto dalla valanga, e che hanno tratto in salvo bambini ed adulti superstiti. Ed anche perchè anche loro, gli isolani, in tempi passati, hanno potuto sperimentare l'abnegazione dei soccorritori: volontari, vigili del fuoco e protezione civile.
La seconda ha come protagonista Oscar Farinetti, patron di Eataly, che pur non intendendo fare beneficienza, vuole comunque dare una mano a conservare uno dei capolavori dell'arte italiana che con il suo settore di attività ha un legame :l'Ultima cena di Leonardo, conservata a Milano. Offrirà 500.000 Euro, che andranno ad aggiungersi ai fondi del Ministero, per la conservazione e la manutenzione ordinaria del celebre affresco.
Non risolvono certo i gravi problemi del paese, però possono offrire una qualche speranza di futuro, non la stessa che vorrebbe garantire Speranza del PD.
sabato 17 dicembre 2016
La lunga agonia di Virginia Raggi in Campidoglio quando finirà?
Governare Roma è impresa quasi impossibile. Possible che solo chi si candidava alla poltrona di sindaco non lo sapesse? Roma è dominata da Mafia capitale. La lasciamo continuare a fare affari?
Chiunque arriva in Campidoglio avrà contro i poteri forti e distorti. Chi governa e sa di avere nemici da tenere a bada se non da abbattere, che fa vive nella palude e chiude tutti e due gli occhi per non vedere? Roma è in un totale abbandono. Chi governa può continuare a stare alla finestra, a non scendere in strada?
A tutte queste naturali domande ed imputazioni che la cittadinanza rivolge al sindaco Virginia Raggi, in Campidoglio da sei mesi, il Movimento 'Cinque stelle' della ditta 'Grillo& Casaleggio', che l'ha in custodia, risponde o con l' espulsione dal Movimento, o col toglierle il simbolo 'Cinquestelle', che si sta rivelando come una medaglia distruttrice, sul petto della Raggi.
E allora, allora arriva la decisione del sinedrio pentastellato sul sindaco: ci sta rovinando la reputazione, farebbe bene a dimettersi. Il sindaco risponde picche, essendo stata eletta da oltre 700.000 romani - sebbene con il Movimento grillino . Fa 'mea culpa' e dice che ora si volta pagina. Dopo l'arresto di Marra si dimettono Romeo e Frongia, fedelissimi della Raggi, e da sempre contestati dal Movimento e si va avanti - come ha assicurato il comico genovese in persona dopo una seduta fiume con lo stato maggiore del suo movimento, all'interno del quale alcuni colonnelli - soprattutto donne, Lombardi in testa - gli fanno capire che le accuse che esse rivolgevano alla Raggi, avevano un qualche fondamento.
Interrogato sulla faccenda anche Pizzarotti, il contestato ed espulso sindaco di Parma, risponde che la Raggi deve decidere: se ha una squadra di sua fiducia con la quale pensa di poter lavorare vada avanti, se invece, anche dopo il 'commissariamento' del suo movimento - ieri è apparso in tv anche l'ectoplasma di Marino per difendere la Raggi, eletta dai cittadini che il suo stesso movimento vorrebbe abbattere, come fece Renzi con lui ( ma fece bene per non proseguire nell'agonia di una città che non amministrava!), per dirle di andare avanti e di non accettare ordini dal 'comico genovese'- non riesce a governare, vada via. Alla Capitale non serve una lenta inesorabile agonia amministrativa alla quale la Raggi l'ha condannata; ha bisogno di un governo che sappia governarla.
Certo chiamarsi fuori - come ha fatto il Movimento - e la scuse troppo facili della Raggi- non rappresentano una vera svolta. In una città, la Capitale, che fa acqua anche letteralmente, da tutte le parti.
L'ectoplasma di Marino ha fatto anche una profezia. La Raggi non può durare per tutta la legislatura, ancora lunga; cade prima. E siamo d'accordo.
Richiesti poi, sia lui che Marco Damilano a La 7, sul riflesso di tale disastrosa amministrazione sui prossimi risultati elettorali, hanno risposto che non avranno il peso e l'influenza negativa che tutti immaginano, senza spiegare ,perchè. Crediamo si possa spiegare con la tendenza a dimenticare di noi italiani e con l'assenza di alternative forti al movimento grillino.
Mentre Roma - ma anche l'Italia, nel suo piccolo - brucia! Ad eccezione, sembra , di Torino dove la Appendino, che ha ricevuto la città non in condizioni simili a Roma, continua con il 'buongovermo', al punto che il comico genovese vuole candidarla anche a papessa, oltre che a premier e presidente della repubblica
Chiunque arriva in Campidoglio avrà contro i poteri forti e distorti. Chi governa e sa di avere nemici da tenere a bada se non da abbattere, che fa vive nella palude e chiude tutti e due gli occhi per non vedere? Roma è in un totale abbandono. Chi governa può continuare a stare alla finestra, a non scendere in strada?
A tutte queste naturali domande ed imputazioni che la cittadinanza rivolge al sindaco Virginia Raggi, in Campidoglio da sei mesi, il Movimento 'Cinque stelle' della ditta 'Grillo& Casaleggio', che l'ha in custodia, risponde o con l' espulsione dal Movimento, o col toglierle il simbolo 'Cinquestelle', che si sta rivelando come una medaglia distruttrice, sul petto della Raggi.
E allora, allora arriva la decisione del sinedrio pentastellato sul sindaco: ci sta rovinando la reputazione, farebbe bene a dimettersi. Il sindaco risponde picche, essendo stata eletta da oltre 700.000 romani - sebbene con il Movimento grillino . Fa 'mea culpa' e dice che ora si volta pagina. Dopo l'arresto di Marra si dimettono Romeo e Frongia, fedelissimi della Raggi, e da sempre contestati dal Movimento e si va avanti - come ha assicurato il comico genovese in persona dopo una seduta fiume con lo stato maggiore del suo movimento, all'interno del quale alcuni colonnelli - soprattutto donne, Lombardi in testa - gli fanno capire che le accuse che esse rivolgevano alla Raggi, avevano un qualche fondamento.
Interrogato sulla faccenda anche Pizzarotti, il contestato ed espulso sindaco di Parma, risponde che la Raggi deve decidere: se ha una squadra di sua fiducia con la quale pensa di poter lavorare vada avanti, se invece, anche dopo il 'commissariamento' del suo movimento - ieri è apparso in tv anche l'ectoplasma di Marino per difendere la Raggi, eletta dai cittadini che il suo stesso movimento vorrebbe abbattere, come fece Renzi con lui ( ma fece bene per non proseguire nell'agonia di una città che non amministrava!), per dirle di andare avanti e di non accettare ordini dal 'comico genovese'- non riesce a governare, vada via. Alla Capitale non serve una lenta inesorabile agonia amministrativa alla quale la Raggi l'ha condannata; ha bisogno di un governo che sappia governarla.
Certo chiamarsi fuori - come ha fatto il Movimento - e la scuse troppo facili della Raggi- non rappresentano una vera svolta. In una città, la Capitale, che fa acqua anche letteralmente, da tutte le parti.
L'ectoplasma di Marino ha fatto anche una profezia. La Raggi non può durare per tutta la legislatura, ancora lunga; cade prima. E siamo d'accordo.
Richiesti poi, sia lui che Marco Damilano a La 7, sul riflesso di tale disastrosa amministrazione sui prossimi risultati elettorali, hanno risposto che non avranno il peso e l'influenza negativa che tutti immaginano, senza spiegare ,perchè. Crediamo si possa spiegare con la tendenza a dimenticare di noi italiani e con l'assenza di alternative forti al movimento grillino.
Mentre Roma - ma anche l'Italia, nel suo piccolo - brucia! Ad eccezione, sembra , di Torino dove la Appendino, che ha ricevuto la città non in condizioni simili a Roma, continua con il 'buongovermo', al punto che il comico genovese vuole candidarla anche a papessa, oltre che a premier e presidente della repubblica
mercoledì 16 dicembre 2015
L'indecente spettacolo della nomina dei tre giudici della Consulta si è finalmente concluso, facendo fuori FI
Ci sono volute ben 32 votazioni, e oltre un anno di tempo, per arrivare alla nomina dei tre giudici, di nomina parlamentare, necessari per coprire i posti vacanti della Consulta. Enrico Mentana nell'annunciare l'ennesima votazione ha definito lo spettacolo 'poco edificante'. No, Mentana, lo spettacolo, durato oltre un anno, è stato indecente. Uno schifo. E perchè è durato tanto? Per i veti incrociati delle varie forze politiche sui nomi proposti dallo schieramento avverso. Una porcheria. Poi sono venute fuori anche le motivazioni, altrettanto vergognose. In previsione della modifica della legge elettorale, non si voleva che alla Consulta, alla quale eventualmente rivolgersi per la valutazione della sua costituzionalità, dei tre giudici da eleggere, non ve ne fosse nessuno contrario alla sua approvazione. Insomma una legge, pur importante, metteva in secondo piano l'ampia materia che quotidianamente viene sottoposta al giudizio della suprema Corte.
Renzi ha fatto fuori Forza Italia, si è accordato con il Movimento Cinque stelle, e ha fatto eleggere Barbera, Modugno e Prosperetti. Alla faccia di Berlusconi il quale, come fa un capo azienda che in essa ha il potere di vita e di morte, avrebbe voluto dei tre che uno almeno fosse di centro destra. Non importa al capo azienda che la persona prescelta abbia le competenze necessarie, importa di più che sia della propria parte politica.
E del resto Berlusconi è da sempre abituato a comportarsi nei confronti del Parlamento come fosse una propaggine della sua azienda. Infatti vi ha travasato suoi dipendenti come Romani, la Bergamini ed altri, tutti suoi fedelissimi che anche quando sono fuori dall'azienda, restano suoi dipendenti.
Si dirà che Berlusconi non è l'unico a comportarsi da padrone. Vero, c'è anche Renzi, con la differenza che lui i suoi collaboratori li pesca non nell'azienda che non ha, ma nella Toscana o direttamente a Firenze, dove fino a qualche anno fa comandava.
Renzi ha fatto fuori Forza Italia, si è accordato con il Movimento Cinque stelle, e ha fatto eleggere Barbera, Modugno e Prosperetti. Alla faccia di Berlusconi il quale, come fa un capo azienda che in essa ha il potere di vita e di morte, avrebbe voluto dei tre che uno almeno fosse di centro destra. Non importa al capo azienda che la persona prescelta abbia le competenze necessarie, importa di più che sia della propria parte politica.
E del resto Berlusconi è da sempre abituato a comportarsi nei confronti del Parlamento come fosse una propaggine della sua azienda. Infatti vi ha travasato suoi dipendenti come Romani, la Bergamini ed altri, tutti suoi fedelissimi che anche quando sono fuori dall'azienda, restano suoi dipendenti.
Si dirà che Berlusconi non è l'unico a comportarsi da padrone. Vero, c'è anche Renzi, con la differenza che lui i suoi collaboratori li pesca non nell'azienda che non ha, ma nella Toscana o direttamente a Firenze, dove fino a qualche anno fa comandava.
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