Muti in concerto per Villa Verdi. C’è chi dice no. E scoppia il caos
Il giardino e la casa abbandonati: il Maestro voleva lanciare da qui “un atto d’amore” per il compositore e la sua musica

“Un atto d’amore. Volevamo semplicemente dedicare un atto d’amore e di riconoscenza a Giuseppe Verdi e alla sua musica, di fronte alla sua casa che ne custodisce l’eredità artistica”, dice sconfortato Riccardo Muti. Il suo desiderio di realizzare (il prossimo 12 settembre) un piccolo concerto, un momento raccolto di musica e di emozione nel giardino di Villa Verdi, a Sant’Agata di Villanova d’Arda, nel cuore delle terre verdiane fra Parma e Piacenza, si sarebbe scontrato con difficoltà burocratiche e operative. Da qualche ufficio dirigenziale – a quanto si è appreso ieri – sarebbe arrivato un deciso “no“: il cancello di Villa Verdi, sbarrato ormai da quasi quattro anni, deve restare chiuso anche per il Maestro. “Un profondo dispiacere”, ha fatto sapere Riccardo Muti che da pochi giorni è rientrato da Salisburgo, dove ha diretto i Wiener Philharmoniker nella Messa da Requiem che Verdi compose proprio nella villa di Sant’Agata. E si è dunque aperto il giallo su chi avrebbe negato a Muti la possibilità di accedere al giardino per il concerto: “La Soprintendenza”, è emerso da fonti vicine al Maestro. “Non è vero, anzi noi siamo stati entusiasti fin da subito”, hanno replicato dagli uffici di Parma. Soltanto un quiproquo? “L’informazione relativa al presunto diniego della Soprintendenza del concerto del maestro Muti a Villa Verdi è totalmente destituita di fondamento – ha dichiarato in serata il ministro della Cultura Alessandro Giuli –. Qualcuno dovrà presto chiedere scusa al maestro Muti e al ministro della Cultura”.
Giuseppe Verdi acquistò la villa e la tenuta di Sant’Agata con i proventi delle prime opere e vi si trasferì nel 1851 con il soprano Giuseppina Strepponi che avrebbe poi sposato qualche anno dopo. L’elegante residenza di campagna, circondata dal parco, fu per Verdi un luogo d’elezione e di ispirazione: proprio là nacquero anche La Traviata, Il Trovatore, Un ballo in maschera e altri suoi capolavori. Negli anni scorsi, per un contenzioso fra gli eredi, Villa Verdi è finita in vendita: alla fine del 2024 lo Stato ha annunciato l’esproprio e l’acquisizione della casa con la tenuta, e ha destinato 6 milioni e mezzo di euro per restaurarla e farne un grande museo sulla vita e sull’opera del Cigno di Busseto. Tuttavia in questi mesi non si sono visti lavori e la villa resta ancora chiusa. Poche settimane fa, il baritono Luca Salsi, celebre interprete verdiano, ha lanciato l’allarme per le condizioni di abbandono: erbacce e piante selvatiche nel giardino, evidenti infiltrazioni d’acqua... “Occorre intervenire al più presto”, ha detto.
Colpito da queste notizie, Riccardo Muti – insieme alla moglie Cristina – ha deciso di dare un segno di affetto. “Il 12 settembre ho pensato di eseguire nel giardino di Villa Verdi il dolcissimo Notturno di Verdi, un brano che proponemmo anche alla Scala nel 2000”, ha detto agli amici. Muti al pianoforte per accompagnare quattro cantanti che hanno aderito con slancio all’invito del Maestro, il soprano Damiana Mizzi, il tenore Giovanni Sala, il baritono Luca Salsi e il basso Michele Pertusi, in una serata come in famiglia, con pochissimi presenti: un momento semplice, intimo e intenso, senza intenti polemici e tuttavia – certo – anche un segno forte per sollecitare l’avvio dei restauri dell’amata villa.
Ma per riuscire a realizzare il sogno di Riccardo Muti, la prima condizione è togliere il lucchetto e la catena che chiudono il cancello della villa (e magari sistemare un po’ il giardino). Nei giorni scorsi vari contatti in loco avrebbero ricevuto un diniego. Ma quando nel pomeriggio di ieri si è diffusa la notizia, con relativo polverone, al Ministero della Cultura sono caduti dalle nuvole: anzi da Roma si sono detti stupiti – loro per primi – del “no“ che sarebbe stato detto a Muti. “Tutto un malinteso”, è stato ribadito. E che il cancello si possa aprire non sembra proprio impossibile.



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