Non tutti in una botta i due milioni di nuovi posti di lavoro. Anche per Berlusconi sarebbero troppi. Ma un secondo milione che va aggiungersi al primo che Berlusconi tirò fuori dal suo cilindro magico molti anni fa, regalandoli al paese, dopo averli promessi con impegno solenne assunto con la firma del suo 'patto' con gli italiani nel salotto tv di Bruno Vespa.
Sono trascorsi molti anni da allora, l'Italia gode ancora dei benefici del suo governo - anzi dei suoi governi, perchè altre volte è tornato al timone della nazione - ed ora torna più arzillo che mai - salvo che per la calotta marrone che ogni giorno deve disegnarsi in testa prima di uscire allo scoperto - a offrire benefici e miracoli al paese.
Allora come oggi è chiaro a tutti che lui non scende in politica per farsi gli affari suoi, perchè quelli se li è già fatti, ma per liberare l'Italia dal pericolo grillino, esattamente come allora, quando scese in politica per liberarla da un altro pericolo, quello comunista.
Accanto a sè chiama persone che appartengono al mondo del 'fare', al mondo dell'imprenditoria e delle professioni, al quale anche lui appartiene, a coloro cioè che hanno dimostrato di saper governare i loro affari; e se hanno fatto e bene con le loro cose, sapranno farlo con la 'cosa pubblica', senza badare al proprio tornaconto, perché i loro affari vanno in automatico - come ha dimostrato anche Berlusconi con le sue aziende.
Ci sarebbe da dire qualcosa sugli alleati di Berlusconi, ma per ora basta lui, meglio non parlare dei suoi soci, per non danneggiarlo.
Niente a che vedere con i grillini - i nemici suoi e del paese, di oggi. Chi è quel Di Maio - mette in guardia Berlusconi? Un giovanotto, che non è riuscito neanche a laurearsi, che non ha fatto mai un lavoro vero in vita sua, ma solo 'lavoretti', e che ora pretenderebbe di governare il paese, anche con l'appoggio incondizionato di Travaglio e del suo Fatto. Con quale esperienza, va ripetendo Berlusconi? Ma come, aggiunge il Cav. non bastano gli esempi disastrosi che hanno dato al paese governando le città, Capitale compresa? Travaglio affiderebbe il suo Fatto a coloro i quali non hanno saputo governare una città? Ci proverebbe comunque, non temendo che mandino tutto gambe all'aria?
Certi giornali e opinionisti non darebbero mai e poi mai altrettanto credito ai grillini al governo, quando dovessero mettere nelle loro mani i propri beni. Mica fessi!
E il PD? Un titolo de La Stampa di oggi, fotografa la loro attuale situazione: il PD vota contro il PD. Negli interventi televisivi dei vari leader, PD ed ex PD, se le danno di santa ragione. Emerge che il nemico o l'avversario da sconfiggere siano i loro ex compagni. E le varie frangette, staccatesi dalla casa madre, vagano alla ricerca di un posto, senza un capo credibile. Perchè quel Grasso, che hanno voluto al vertice, è l'assicurazione della loro sconfitta. Ieri, a Mentana che gli chiedeva della presenza delle donne nel partito, ha fatto un paio di nomi - ma si stava per dimenticare che vi milita anche la Boldrini - e poi ha detto che hanno coinvolto anche una direttrice d'orchestra. Chi è costei? Si chiama Gianna Fratta, è moglie di Piero Pelù, ma le sue gesta direttoriali solo Grasso apprezza, avendola invitata, un paio di anni fa, a dirigere un concertino in Senato ( noi quel concerto l'abbiamo anche visto e non ci è parso che Grasso e il suo partito con Lei abbia fatto un grande acquisto, non essendo una esponente di valore nel suo campo!) .
Insomma per chi votare? In fin dei conti quello più affidabile è Berlusconi con il secondo milione di nuovi posti di lavoro. L'ha promesso. E Berlusconi le Promesse - le chiama così le olgettine? -le mantiene. ( La battuta, caustica ma esilarante, non è nostra, l'abbiamo letta su qualche giornale!)
Vero!
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lunedì 26 febbraio 2018
mercoledì 10 maggio 2017
...circolare, circolare!...la ricetta di Virginia Raggi per salvare i monumenti dagli assalti dei nuovi barbari
Da mesi, forse anni, si discute sui provvedimenti da assumere dalle autorità competenti per la salvaguardia e difesa dei monumenti storici, di Roma - il discorso vale anche per altre celebri città italiane, Venezia prima di tutte le altre. Ma di tutte le ricette finora proposte, sembra non ve ne sia una ben accetta alle autorità comunali.
Trinità dei Monti. Protetta da una cancellata, chiusa di notte - come s'era proposto per la splendida Scalinata? Non sia mai, la scalinata è di tutti, e deve essere di tutti, sia di notte che di giorno, con vigilanza o senza. E infatti la vigilanza non c'è, e la scalinata è oggetto di bivacchi di giorno e di di notte, ed anche di pasti consumati sdraiati sui suoi gradini. Luca Bergamo l' assessore-intellettuale della giunta propone come rimedio l'educazione dei cittadini, la sola che può nei secoli dei secoli proteggere i monumenti. Chi la fa tale eduzione, quando si comincia e quanto dovrà durare per vedere i primi frutti? Ci sta ancora pensando. E nel frattempo?
E la Barcaccia fatta oggetto di un'offesa inimmaginabile, appena qualche anno fa, messa in atto da barbari camuffati da tifosi scalmanati? Mettiamoci almeno attorno alla celebre fontana una cancellata, che non impedisca ai visitatori di ammirarla ma che ne vieti qualunque gesto di offesa, come quello di entraci dentro per bere alle fontanelle. No, cancellate niente!
E per la Fontana di Trevi , ammirata giornalmente da un fiume di turisti, e che nelle ultime settimane ha visto alcuni scalmanati bagnarsi nudi e ragazzotti incivili percorrere il monumento, da poco restaurato, da destra a sinistra, sotto lo sguardo assonnato e immobile dei vigili?
Virginia Raggi ha trovato, FINALMENTE, per la celebre fontana, un sistema di protezione 'made in Rome', e l'ha esposto ieri sera nel salotto di Bruno Vespa. Non potendo disporre di vigili per un turno ininterrotto di vigilanza ( ne ha soli cinquemila in dotazione, e la gran parte, in coppia, dunque 2.500, gira per le strade per beccare macchine fuori posto, anche momentaneamente, e comminare contravvenzioni) impartirà ai due vigili, messi all'una e all'altra estremità della fontana, l'ordine di non far fermare i turisti e di invitarli a circolare. Signori, circolare! E la Fontana è salva!
Trinità dei Monti. Protetta da una cancellata, chiusa di notte - come s'era proposto per la splendida Scalinata? Non sia mai, la scalinata è di tutti, e deve essere di tutti, sia di notte che di giorno, con vigilanza o senza. E infatti la vigilanza non c'è, e la scalinata è oggetto di bivacchi di giorno e di di notte, ed anche di pasti consumati sdraiati sui suoi gradini. Luca Bergamo l' assessore-intellettuale della giunta propone come rimedio l'educazione dei cittadini, la sola che può nei secoli dei secoli proteggere i monumenti. Chi la fa tale eduzione, quando si comincia e quanto dovrà durare per vedere i primi frutti? Ci sta ancora pensando. E nel frattempo?
E la Barcaccia fatta oggetto di un'offesa inimmaginabile, appena qualche anno fa, messa in atto da barbari camuffati da tifosi scalmanati? Mettiamoci almeno attorno alla celebre fontana una cancellata, che non impedisca ai visitatori di ammirarla ma che ne vieti qualunque gesto di offesa, come quello di entraci dentro per bere alle fontanelle. No, cancellate niente!
E per la Fontana di Trevi , ammirata giornalmente da un fiume di turisti, e che nelle ultime settimane ha visto alcuni scalmanati bagnarsi nudi e ragazzotti incivili percorrere il monumento, da poco restaurato, da destra a sinistra, sotto lo sguardo assonnato e immobile dei vigili?
Virginia Raggi ha trovato, FINALMENTE, per la celebre fontana, un sistema di protezione 'made in Rome', e l'ha esposto ieri sera nel salotto di Bruno Vespa. Non potendo disporre di vigili per un turno ininterrotto di vigilanza ( ne ha soli cinquemila in dotazione, e la gran parte, in coppia, dunque 2.500, gira per le strade per beccare macchine fuori posto, anche momentaneamente, e comminare contravvenzioni) impartirà ai due vigili, messi all'una e all'altra estremità della fontana, l'ordine di non far fermare i turisti e di invitarli a circolare. Signori, circolare! E la Fontana è salva!
mercoledì 29 marzo 2017
Il caso Madia non è scandaloso per la tesi di laurea, ma per la sua carriera politica (s)folgorante sponsorizzata da Veltroni, in memoria del padre Stefano
Sbaglia 'Il fatto quotidiano' a prendersela con la tesi di laurea dell'attuale ministro Marianna Madia, presentata nel 2008, in una scuola superiore, specializzata in scienze economiche (IMT) sorta appena tre ani prima a Lucca, dove probabilmente la Madia si trasferì subito dopo la Laurea in scienze politiche alla Sapienza, conseguita nel 2004, l'anno medesimo in cui suo padre consigliere comunale, ma prima giornalista ed attore, morì a 49 anni, stroncato da un tumore che non gli lasciò scampo.
Oggi è sceso direttamente in campo il direttore della scuola di Lucca per difendere il valore della tesi di dottorato della Madia, scritta in inglese; lei che già si era laureata 'cum laude', essendo una nota 'secchiona' - come Lei stessa si è definita.
A darle una mano, alla morte del padre, fu Veltroni che la fece eleggere in Parlamento. Per una intera legislatura ha studiato, su consiglio di Miriam Mafai, e dopo Veltroni ha trovato un altro sponsor in Renzi che l'ha fatta ministra. Ha studiato ma non approfonditamente, perchè la sua riforma della Pubblica amministrazione è stata rimandata al mittente perchè con errori che ha dovuto, dopo aver studiato nuovamente la faccenda, emendare (vuol dire che proprio preparata non era!)
Come andò la storia da principio? Alla morte di Stefano Madia, che Veltroni aveva voluto nella sua lista e fatto eleggere come consigliere comunale tre anni prima, Veltroni prende a cuore le sorti della ragazza neolaureata, ma ancora, come tanti giovani, senza arte nè parte. Anche Lei lo è, ma di colpo diventa diversa per interessamento di Veltroni che alal prima occasione, dopo un pò di apprendistato, e il dottorato a Lucca, la vuole capolista del PD e la fa eleggere parlamentare.
A suo padre Veltroni fa intitolare una strada dalle parti del centro commerciale della Bufalotta, parallela a quella di Carmelo Bene, di Lionello e di altri grandi attori del nostro cinema, perchè anche Stefano Madia aveva fatto del cinema in gioventù; ma, ormai, la sua carriera si svolgeva altrove, fra giornalismo (Porta a Porta, con Bruno Vespa) e politica (Lista Veltroni, consigliere comunale).
Il suo buon cuore Veltroni l'ha mostrato almeno in un'altra occasione, che noi consociamo, ma siamo sicuri che sarà accaduto chissà quante altro volte, ma certamente mai con gente comune. Una seconda volta, ma anteriore al Caso di Madia, che noi consociamo, quando una tragica morte prematura toccò un altro suo fedelissimo collaboratore, forse il suo più fedele ed anche bravo ed intelligente. Veltroni in quattro e quattr'otto fece assumere in Rai il suo congiunto più prossimo.
Veltroni fece bene o male in ambedue i casi? Sicuramente bene, per dimostrare che nelle sue vene scorre sangue e non acqua. Bene nell'uno come nell'altro caso. Perché fra i due casi non c'è differenza di situazione - due morti tragiche in giovane età di persone a lui molto vicine, vicinissime - anche se nel secondo dei casi - il primo in ordine di tempo - si trattava di persona che era stata più che vicina vicinissima, al suo fianco sia nel partito che all'Unità, nel periodo in cui ne era stato il direttore; e che fu anche per merito del suo collaboratore il periodo più fiorente di quel giornale del quale, negli ultimi tempi, ogni giorno non si sa se uscirà o meno.
Come non prendersi cura, a posteriori, stabilmente, ed una volta per tutte, di persone che solitamente si sistemano, nel nostro costume politico, già prima di qualche tragico evento? In Italia, del resto, non è un mistero che ci sono Enti pubblici nei quali ad un dirigente o dipendente di grado inferiore uscente spetta l'assunzione di un figlio o di parente strettissimo. E' una regola, scritta o non scritta, sempre rispettata.
Colpisce nei nostri due casi la prontezza del rimedio, mentre ogni volta che si chiede aiuto per una situazione grave viene solitamente risposto: 'alla prima occasione...', oppure: ' ora non ci sono possibilità ma vedrà che quanto prima...'.
Insomma ciò che vogliamo dire, senza più giri di parole, è che bene ha fatto Veltroni a provvedere alla vedova ed alla figlia dei suoi fidati collaboratori, ma, d'ora in avanti, non si tiri indietro se una persona qualunque venga a chiedergli aiuto, trovandosi in una situazione parimenti drammatica. E non pensi di rispondere che non ci sono posti. Perché allora dovrà spiegarci come mai quei posti li ha trovati in poco tempo, giorni se non addirittura ore. Se li inventi.
La 'tesi' contro la quale il 'Fatto quotidiano' ha puntato il suo dito accusatorio, bollandola di 'plagio' non è, perciò, gravissima al punto da costringere la ministra alle dimissioni. Lei si sarebbe dovuta dimettere quando fu eletta in Parlamento, solo per grazia ricevuta, e soprattutto quando Renzi la volle ministro; dimettersi per INCOMPETENZA, che in Italia non è ragione sufficiente.
Anzi tanto poco conta la tesi di laurea, che la Fedeli, ministro dell'Istruzione, senza laurea e neanche scuole superiori terminate, rischia di figurare come il ministro più efficiente. delle ultime legislature.
Oggi è sceso direttamente in campo il direttore della scuola di Lucca per difendere il valore della tesi di dottorato della Madia, scritta in inglese; lei che già si era laureata 'cum laude', essendo una nota 'secchiona' - come Lei stessa si è definita.
A darle una mano, alla morte del padre, fu Veltroni che la fece eleggere in Parlamento. Per una intera legislatura ha studiato, su consiglio di Miriam Mafai, e dopo Veltroni ha trovato un altro sponsor in Renzi che l'ha fatta ministra. Ha studiato ma non approfonditamente, perchè la sua riforma della Pubblica amministrazione è stata rimandata al mittente perchè con errori che ha dovuto, dopo aver studiato nuovamente la faccenda, emendare (vuol dire che proprio preparata non era!)
Come andò la storia da principio? Alla morte di Stefano Madia, che Veltroni aveva voluto nella sua lista e fatto eleggere come consigliere comunale tre anni prima, Veltroni prende a cuore le sorti della ragazza neolaureata, ma ancora, come tanti giovani, senza arte nè parte. Anche Lei lo è, ma di colpo diventa diversa per interessamento di Veltroni che alal prima occasione, dopo un pò di apprendistato, e il dottorato a Lucca, la vuole capolista del PD e la fa eleggere parlamentare.
A suo padre Veltroni fa intitolare una strada dalle parti del centro commerciale della Bufalotta, parallela a quella di Carmelo Bene, di Lionello e di altri grandi attori del nostro cinema, perchè anche Stefano Madia aveva fatto del cinema in gioventù; ma, ormai, la sua carriera si svolgeva altrove, fra giornalismo (Porta a Porta, con Bruno Vespa) e politica (Lista Veltroni, consigliere comunale).
Il suo buon cuore Veltroni l'ha mostrato almeno in un'altra occasione, che noi consociamo, ma siamo sicuri che sarà accaduto chissà quante altro volte, ma certamente mai con gente comune. Una seconda volta, ma anteriore al Caso di Madia, che noi consociamo, quando una tragica morte prematura toccò un altro suo fedelissimo collaboratore, forse il suo più fedele ed anche bravo ed intelligente. Veltroni in quattro e quattr'otto fece assumere in Rai il suo congiunto più prossimo.
Veltroni fece bene o male in ambedue i casi? Sicuramente bene, per dimostrare che nelle sue vene scorre sangue e non acqua. Bene nell'uno come nell'altro caso. Perché fra i due casi non c'è differenza di situazione - due morti tragiche in giovane età di persone a lui molto vicine, vicinissime - anche se nel secondo dei casi - il primo in ordine di tempo - si trattava di persona che era stata più che vicina vicinissima, al suo fianco sia nel partito che all'Unità, nel periodo in cui ne era stato il direttore; e che fu anche per merito del suo collaboratore il periodo più fiorente di quel giornale del quale, negli ultimi tempi, ogni giorno non si sa se uscirà o meno.
Come non prendersi cura, a posteriori, stabilmente, ed una volta per tutte, di persone che solitamente si sistemano, nel nostro costume politico, già prima di qualche tragico evento? In Italia, del resto, non è un mistero che ci sono Enti pubblici nei quali ad un dirigente o dipendente di grado inferiore uscente spetta l'assunzione di un figlio o di parente strettissimo. E' una regola, scritta o non scritta, sempre rispettata.
Colpisce nei nostri due casi la prontezza del rimedio, mentre ogni volta che si chiede aiuto per una situazione grave viene solitamente risposto: 'alla prima occasione...', oppure: ' ora non ci sono possibilità ma vedrà che quanto prima...'.
Insomma ciò che vogliamo dire, senza più giri di parole, è che bene ha fatto Veltroni a provvedere alla vedova ed alla figlia dei suoi fidati collaboratori, ma, d'ora in avanti, non si tiri indietro se una persona qualunque venga a chiedergli aiuto, trovandosi in una situazione parimenti drammatica. E non pensi di rispondere che non ci sono posti. Perché allora dovrà spiegarci come mai quei posti li ha trovati in poco tempo, giorni se non addirittura ore. Se li inventi.
La 'tesi' contro la quale il 'Fatto quotidiano' ha puntato il suo dito accusatorio, bollandola di 'plagio' non è, perciò, gravissima al punto da costringere la ministra alle dimissioni. Lei si sarebbe dovuta dimettere quando fu eletta in Parlamento, solo per grazia ricevuta, e soprattutto quando Renzi la volle ministro; dimettersi per INCOMPETENZA, che in Italia non è ragione sufficiente.
Anzi tanto poco conta la tesi di laurea, che la Fedeli, ministro dell'Istruzione, senza laurea e neanche scuole superiori terminate, rischia di figurare come il ministro più efficiente. delle ultime legislature.
sabato 25 febbraio 2017
La corte di Beppe Caschetto a viale mazzini, dove Fazio è il re e Conti l'erede al trono
Non c'è verso di sapere , da dichiarazioni ufficiali quanto guadagni Fabio Fazio, il predicatore della tv, il clone di Vincenzo Mollica, almeno per il capitolo delle esclamazioni di meraviglia ad ogni presentazione di gruppi e gruppetti, ma anche di singoli sempre ben accetti, suggeriti dalle case discografiche o dalle agenzie di concerti, davanti ai quali ora Fazio come Mollica un tempo, si prostrano in ginocchio adoranti.
Ma quanto guadagna Fazio anche per tutte queste genuflessioni, inutili e sempre esagerate?
L'agente Beppe Caschetto, al quale Fazio fa gli auguri in diretta televisiva nel giorno del suo compleanno, tiene in pugno la tv di Stato, perché buona parte di artisti, conduttori, comici e comparse vengono dalla sua scuderia. Ed è perciò da considerare l'incaricato di fatto del casting televisivo.
Tre anni fa un giornale gli fece i conti in tasca, ed arrivò a dire - ma noi pensiamo che la cifra finale manchi per difetto - che alla sua agenzia arrivano ogni anno 40 milioni di compensi, che sarebbe quanto guadagnano i suoi rappresentati, insieme.
Ma Fazio quanto guadagna? Mai nessuno lo ha detto con la medesima precisione con cui, in questi giorni in cui si torna a parlare del calmiere ai compensi, anche degli artisti, si sono resi noti i compensi di Piero Angela - ma non è quasi scandaloso che lavori ancora alla sua veneranda età pagato 600.000 Euro circa ogni anno? Non basta già il figlio?; di Bruno Vespa - che ha dichiarato che il Ministero dell'economia proprietario della Rai troverà una soluzione al problema dell'applicazione del calmiere, che potrebbe svuotare la tv di Stato dei gioielli, così chiamati anche perché costosissimi! e di Carlo Conti - del quale però è stata resa nota solo la cifra del suo compenso a Sanremo - come della burrosa conduttrice della prova del cuoco, Antonella Clerici.
Di Fazio no, mai una cifra sicura, anche se tutti sanno che lui, in proporzione, guadagna più di Vespa, che certamente non se la passa male.
Che farebbe la Rai se tutto questo carrozzone costosissimo, le cui ruote vengono letteralmente oleate con bigliettoni verdi e viola, si trasferisse altrove? La Rai, povera Rai, rimarrebbe orfana, e forse mentre risparmierebbe da una lato forse perderebbe introiti pubblicitari che seguono le star?
Abbastanza curioso è il silenzio dei diretti interessati i quali non ripetono ora quello che senza eccezione hanno sempre detto, e cioè che la Rai è la Rai, è la loro azienda, non andrebbero via dalla Rai perchè sembrerebbe a loro come andar via da casa. E certo che è una casa accogliente, ti pare che andrebbero via? Sì, ma se cambia la pigione che la Rai paga ai suoi inquilini, e non il contrario si badi bene, loro vanno via.
Ma insomma quanto guadagna Fabio Fazio? Non lo sapremo mai ufficialmente, anche se proprio oggi abbiamo letto su qualche giornale che il suo contratto in Rai è di appena due milioni di Euro a stagione; sappiamo, con precisione, che quando andò via dalla tv, che poi è diventata La 7, si fece dare tanti di quei soldi che noi tutti ci auguriamo li abbia ben investiti e gli rendano il dovuto, da ora alla eternità. Perché se un giorno dovesse venire a piangere miseria, gli dovremmo concedere anche i benefici della 'Legge Bacchelli' per il suo meritevole servizio alla comunità ed alla Repubblica. Ma anche a Beppe Caschetto, dovesse finire come Lele Mora?
Ma quanto guadagna Fazio anche per tutte queste genuflessioni, inutili e sempre esagerate?
L'agente Beppe Caschetto, al quale Fazio fa gli auguri in diretta televisiva nel giorno del suo compleanno, tiene in pugno la tv di Stato, perché buona parte di artisti, conduttori, comici e comparse vengono dalla sua scuderia. Ed è perciò da considerare l'incaricato di fatto del casting televisivo.
Tre anni fa un giornale gli fece i conti in tasca, ed arrivò a dire - ma noi pensiamo che la cifra finale manchi per difetto - che alla sua agenzia arrivano ogni anno 40 milioni di compensi, che sarebbe quanto guadagnano i suoi rappresentati, insieme.
Ma Fazio quanto guadagna? Mai nessuno lo ha detto con la medesima precisione con cui, in questi giorni in cui si torna a parlare del calmiere ai compensi, anche degli artisti, si sono resi noti i compensi di Piero Angela - ma non è quasi scandaloso che lavori ancora alla sua veneranda età pagato 600.000 Euro circa ogni anno? Non basta già il figlio?; di Bruno Vespa - che ha dichiarato che il Ministero dell'economia proprietario della Rai troverà una soluzione al problema dell'applicazione del calmiere, che potrebbe svuotare la tv di Stato dei gioielli, così chiamati anche perché costosissimi! e di Carlo Conti - del quale però è stata resa nota solo la cifra del suo compenso a Sanremo - come della burrosa conduttrice della prova del cuoco, Antonella Clerici.
Di Fazio no, mai una cifra sicura, anche se tutti sanno che lui, in proporzione, guadagna più di Vespa, che certamente non se la passa male.
Che farebbe la Rai se tutto questo carrozzone costosissimo, le cui ruote vengono letteralmente oleate con bigliettoni verdi e viola, si trasferisse altrove? La Rai, povera Rai, rimarrebbe orfana, e forse mentre risparmierebbe da una lato forse perderebbe introiti pubblicitari che seguono le star?
Abbastanza curioso è il silenzio dei diretti interessati i quali non ripetono ora quello che senza eccezione hanno sempre detto, e cioè che la Rai è la Rai, è la loro azienda, non andrebbero via dalla Rai perchè sembrerebbe a loro come andar via da casa. E certo che è una casa accogliente, ti pare che andrebbero via? Sì, ma se cambia la pigione che la Rai paga ai suoi inquilini, e non il contrario si badi bene, loro vanno via.
Ma insomma quanto guadagna Fabio Fazio? Non lo sapremo mai ufficialmente, anche se proprio oggi abbiamo letto su qualche giornale che il suo contratto in Rai è di appena due milioni di Euro a stagione; sappiamo, con precisione, che quando andò via dalla tv, che poi è diventata La 7, si fece dare tanti di quei soldi che noi tutti ci auguriamo li abbia ben investiti e gli rendano il dovuto, da ora alla eternità. Perché se un giorno dovesse venire a piangere miseria, gli dovremmo concedere anche i benefici della 'Legge Bacchelli' per il suo meritevole servizio alla comunità ed alla Repubblica. Ma anche a Beppe Caschetto, dovesse finire come Lele Mora?
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