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lunedì 26 febbraio 2018

Vota Berlusconi/ posti nuovi:due milioni

Non tutti in una botta i due milioni di nuovi posti di lavoro. Anche per Berlusconi sarebbero troppi. Ma un secondo milione che va aggiungersi  al primo che Berlusconi tirò fuori dal suo cilindro magico molti anni fa,  regalandoli al paese, dopo averli promessi con impegno solenne assunto con la firma del suo 'patto' con gli italiani nel salotto tv di Bruno Vespa.

 Sono trascorsi molti anni da allora, l'Italia gode ancora dei benefici del suo governo - anzi dei suoi governi, perchè altre volte è tornato al timone della nazione - ed ora torna più arzillo che mai - salvo che per la calotta  marrone che ogni giorno deve disegnarsi in testa prima di uscire allo scoperto - a  offrire benefici e miracoli al paese.

 Allora come oggi è chiaro a tutti che lui non scende in politica per farsi gli affari suoi, perchè quelli se li è già fatti, ma per liberare l'Italia dal pericolo grillino, esattamente come allora, quando scese in politica per liberarla da un altro pericolo, quello comunista.

Accanto a sè chiama  persone che appartengono al mondo del 'fare',  al mondo dell'imprenditoria e delle professioni, al quale anche lui appartiene,  a coloro cioè che hanno dimostrato di saper governare i loro affari; e se hanno fatto e bene con le loro cose, sapranno farlo con la 'cosa pubblica', senza badare al proprio tornaconto, perché i loro affari vanno in automatico - come ha dimostrato anche Berlusconi con le sue aziende.

 Ci sarebbe da dire qualcosa sugli alleati di Berlusconi, ma per ora basta lui, meglio non  parlare dei suoi soci, per non  danneggiarlo.

Niente a che vedere con i grillini - i nemici suoi e del paese, di oggi.  Chi è quel Di Maio - mette in guardia Berlusconi? Un giovanotto, che non è riuscito neanche a laurearsi, che non ha fatto mai un lavoro vero in vita sua, ma solo 'lavoretti', e che ora pretenderebbe di governare il paese, anche con l'appoggio incondizionato di Travaglio e del suo Fatto. Con quale esperienza, va ripetendo Berlusconi? Ma come, aggiunge il Cav. non bastano gli esempi disastrosi che hanno dato al paese governando le città, Capitale compresa? Travaglio affiderebbe il suo Fatto  a coloro i quali  non hanno saputo governare una città?  Ci proverebbe comunque, non temendo che mandino tutto gambe all'aria?

Certi giornali e opinionisti  non  darebbero mai e poi mai altrettanto credito ai grillini al governo, quando dovessero mettere nelle loro mani i propri beni. Mica fessi!

E il PD? Un titolo de La Stampa di oggi, fotografa la loro attuale situazione: il PD vota contro il PD. Negli interventi televisivi dei vari leader, PD ed ex PD, se le danno di santa ragione. Emerge che il nemico o l'avversario da sconfiggere siano i loro ex compagni. E le varie frangette, staccatesi dalla casa madre, vagano alla ricerca di un posto, senza un capo credibile. Perchè quel Grasso,  che hanno voluto al vertice, è l'assicurazione della loro sconfitta. Ieri, a Mentana che gli chiedeva della presenza delle donne nel partito, ha  fatto un paio di nomi -  ma si stava per dimenticare che vi milita anche la Boldrini - e poi ha detto  che hanno coinvolto anche una direttrice d'orchestra. Chi è costei? Si chiama Gianna Fratta, è moglie di Piero Pelù, ma le sue gesta direttoriali solo Grasso apprezza, avendola invitata, un paio di anni fa, a dirigere un concertino in Senato ( noi quel concerto l'abbiamo anche visto e non ci è parso che  Grasso e il suo partito con Lei abbia fatto un grande acquisto, non essendo una esponente  di valore  nel suo campo!) .

Insomma per chi votare?  In fin dei conti quello più affidabile è Berlusconi con il secondo milione di nuovi posti di lavoro. L'ha promesso. E Berlusconi le  Promesse - le chiama così le olgettine? -le mantiene. ( La battuta,  caustica ma esilarante, non è nostra, l'abbiamo letta su qualche giornale!)
 Vero!

venerdì 12 gennaio 2018

Quant'è piccolo l'orizzonte delle professioni per i nostri politici

Siamo sicuri che se chiedessimo ad uno dei nostri politici, fra quelli più in vista, quale pianista e/o direttore d'orchestra conosca, escludendo ovviamente Riccardo Muti per i direttori, e dando per scontato che egli, neanche per sentito dire, conosca Maurizio Pollini fra i pianisti (forse Lang Lang che ha visto agitarsi in tv?), la risposta più frequente sarebbe Giovanni Allevi, che  non è nè l'uno nè l'altro, anche se si dà tanto da fare nell'uno come nell'altro campo, come anche in quello della composizione della 'musica classica contemporanea', secondo la sua profondissima definizione.

Se, andando avanti  nelle richieste, osassimo voler conoscere chi fra i professionisti  della musica candiderebbero,  in rappresentanza  del settore, nel caso in cui la richiesta fosse rivolta direttamente  a Grasso, capo di 'Liberi e Uguali', costretto a fare il leader della nuova formazione di sinistra, senza averne la stoffa e le caratteristiche, sappiamo già quale sarebbe la sua risposta: Gianna Fratta. E chi è , si domanderebbero in molti, anche esponenti del settore musicale? E Grasso pronto a rispondere leggendo il fogliettino che già in altra occasione gli prepararono, quando ospitò un concerto 'natalizio' al Senato: direttrice d'orchestra; e aggiungerebbe: notissima!

 Notissima, solo per Grasso che non conosce altro, e che l'ha vista dirigere al Senato  in occasione di quel concerto natalizio, addobbata come dovesse andare in arena ad affrontare il toro,  e che lui ha - così sembra - candidato a Foggia,  che è la patria della direttrice.
 Lei è la compagna (moglie, fidanzata, non sappiamo) del Litfiba Piero Pelù , ma Grasso ne conosce il nome per la carriera internazionale, a suo dire.

Noi che un pò seguiamo, da tempo, la vita musicale del nostro paese, pur avendo, negli ultimi anni,  visto scorrere sotto i nostri occhi tanti nomi di 'direttrici', anche italiane, non ci siamo mai imbattuti in  Gianna Fratta, per occasioni importanti. Ciò non vuol dire che non sia una brava direttrice ( a noi, se vi interessa, non ci è parso lo fosse, a giudicare da quel suo concerto trasmesso in tv), mentre sembra esserlo per Grasso che, per questo e solo per questo, ritiene giusto candidarla.