L'invito a liberarsi del superfluo, a parlare solo se si ha qualcosa di importante da dire. E, ancora, la Cop 28 e i recenti fatti legati al rogo di Tivoli tra gli argomenti toccati oggi da Papa Francesco nel consueto Angelus domenicale.
“Per procedere nel cammino della vita è necessario spogliarsi del 'di più', perché vivere bene non vuol dire riempirsi di cose inutili, ma liberarsi del superfluo, per scavare in profondità dentro di sé, per cogliere ciò che è veramente importante davanti a Dio. Solo se, attraverso il silenzio e la preghiera, facciamo spazio a Gesù, che è la Parola del Padre, sapremo liberarci dall'inquinamento delle parole vane e delle chiacchiere”.
"Un poeta del novecento, Clemente Rebora - ha ricordato il Pontefice - a proposito della sua conversione scrisse un bel verso: 'La Parola zittì chiacchiere mie!'. Il silenzio e la sobrietà - nelle parole, nell'uso delle cose, dei media e dei social - non sono solo 'fioretti' o virtù, ma elementi essenziali della vita cristiana".
"La voce è lo strumento con cui manifestiamo ciò che pensiamo e portiamo nel cuore. Capiamo allora che è molto collegata con il silenzio, perché esprime ciò che matura dentro, dall'ascolto di ciò che lo Spirito suggerisce. Se non si sa tacere, è difficile che si abbia qualcosa di buono da dire; mentre, più attento è il silenzio, più forte è la parola".
Il Papa ha quindi citato Giovanni Battista: "La potenza profetica della sua voce è legata alla genuinità della sua esperienza e alla limpidezza del suo cuore. È un uomo di penitenza che invita alla penitenza, un testimone, le cui parole traboccano dall'animo. Per questo la sua voce non resta inascoltata, ma è capace di incidere sulle vite degli altri e fa tanto bene. Così può essere anche per noi e per le nostre parole. Possiamo chiederci: che posto ha il silenzio nelle mie giornate? È un silenzio vuoto, magari opprimente, o uno spazio di ascolto, di preghiera, dove custodire il cuore? La mia vita è sobria o piena di cose superflue? Anche se vuol dire andare controcorrente, valorizziamo il silenzio, la sobrietà e l'ascolto".
"Saremo capaci di fare passi concreti verso la pace, adesso che ci avviciniamo al Natale? Invitiamo i leader a raggiungere al più presto un trattato di pace", ha detto Papa Francesco al termine dell'Angelus, ricordando il conflitto in corso a Gaza. "Continuiamo a pregare per le popolazioni in guerra, non è facile raggiungere la pace, ci sono conflitti profondi, ma anche testimonianze di uomini e donne che hanno lavorato per la convivenza pacifica. Si proteggano i civili, gli ospedali, i luoghi di culto e si liberino gli ostaggi", ha aggiunto il Papa.
Francesco ha parlato anche della Cop 28 in corso a Dubai: "Preghiamo per arrivare a risultati per la salute della nostra casa globale e delle popolazioni". E infine il Papa ha ricordato anche “le vittime dell'incendio avvenuto nell'ospedale di Tivoli”.


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