sabato 9 dicembre 2023

Come mai le due condottiere vittoriose, le sorelle Meloni, non riescono ancora a conquistare il MES che l'Italia è rimasta la sola nazione a non aver ancora approvato? (da Il Sole 24 Ore). Sono una 'squadra Fortissimi'.

 

Mes, il 14 dicembre in Aula alla Camera: le posizioni, i numeri e i tempi
Mes, il 14 dicembre in Aula alla Camera: le posizioni, i numeri e i tempi

Il giorno è il 14 dicembre: mentre Giorgia Meloni sarà a Bruxelles impegnata in un Consiglio europeo, dalla capitale delle istituzioni europee in molti guarderanno a Roma, dove la ratifica del nuovo trattato del Meccanismo europeo di stabilità tornerà in Aula alla Camera. È molto improbabile però che il Mes venga ratificato.

La mancata ratifica (unico caso tra i venti aderenti dell’Eurozona) resta un neo nei rapporti tra l’Italia e Bruxelles, un nodo incomprensibile per i funzionari europei per il semplice fatto che l’Italia ha firmato la riforma del fondo salva-Stati. Non c’è una scadenza per l’attivazione del meccanismo. Senza la ratifica dell’Italia il Mes continua a esistere ma il suo fondo di riserva per gestire i dissesti bancari dal 1° gennaio diventa inutilizzabile per tutti.

Dopo il periodo di costituzione di otto anni a fine anno scadono, infatti, gli impegni bilaterali degli Stati che fanno da puntello al Fondo unico di risoluzione bancario, il serbatoio di 80 miliardi di euro versati dalle banche stesse, pronto ad attivarsi per arginare una crisi bancaria evitando contagi e corse agli sportelli. Al Mes su 708,5 miliardi di capitale sottoscritto ne sono stati versati 81 miliardi dai 20 Stati aderenti: il Meccanismo ha però una potenza finanziaria per 500 miliardi, disponibile ancora per 417,4 miliardi. Secondo la riforma del Mes dal 1° gennaio 2024 il Meccanismo potrà aumentare la potenza di fuoco del Fondo unico di risoluzione bancaria attivando ulteriori 68 miliardi di euro: è la funzione di backstop o “paracadute” per fronteggiare casi come quello avvenuto a metà marzo al Credit Suisse.

Per la maggioranza di centrodestra il Mes è stato da sempre indigesto. Tuttavia qualcosa si muove. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani , si è detto «non contrario» alla ratifica del fondo-salva Stati, pur ribadendo che il meccanismo ha bisogno comunque di un restyling. Una maggioranza parlamentare sul Mes comunque non c’è, visto che anche una parte delle opposizioni (Movimento 5 Stelle in testa) non si è mai detta favorevole. La svolta di Forza Italia annunciata da Tajani potrebbe forse cambiare questo trend ma è quasi certo che si scavalli l’anno.

Il sì di Roma, per i vertici brussellesi, è imprescindibile. E, sebbene sia formalmente slegato da qualsiasi altro dossier (in Ue, teoricamente, lo darebbero per scontato visto che più di due anni fa la riforma fu votata anche dall’Italia), il Mes si intrecciato finora con la trattativa per il nuovo Patto di stabilità. Un’eventuale ratifica del Mes potrebbe essere resa più digeribile da un nuovo Patto di stabilità meno rigido e potrebbe essere accompagnata dalla cosiddetta procedura rafforzata, secondo la quale per un eventuale attivazione servirà in ogni caso il voto della Camera. Anche se il Mes fosse ratificato il 14, l’entrata in vigore vera e propria, per i tempi tecnici necessari, sarebbe comunque nel 2024.

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