Visualizzazione post con etichetta richetti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta richetti. Mostra tutti i post

giovedì 5 aprile 2018

Vitalizi degli ex parlamentari? Alla prossima legislatura

Prima che chiudesse la precedente legislatura, Giorgia Meloni, a proposito dei vitalizi  se ne era uscita con una battuta: rimandata alla prossima legislatura. Infatti se ne era parlato per l'ennesima volta  negli ultimi mesi di attività del vecchio Parlamento, tanto per finire in bellezza dopo una legislatura ingloriosa, ma con un nulla di fatto; le varie proposte erano state bocciate da veti incrociati  e dalle minacce di 'incostituzionalità', lanciate dagli strenui difensori dei diritti - chiamiamoli  con il vero nome: privilegi - acquisiti.

I Cinquestelle, più dei Leghisti di Salvini, ed anche del PD che dopo la bocciatura della proposta di legge di Richetti aveva deciso di glissare sull'argomento, ne avevano fatto un cavallo di battaglia durante la campagna elettorale; ed ora, cominciando dalla Camera, presidente Fico, una delle prime  decisioni da assumere. Anche perché, con le  evidenti  (e forse anche prevedibili fin dal 4 marzo) difficoltà nella formazione del nuovo governo, i Cinquestelle, nel caso si dovesse andare a seconde immediate elezioni, sperano  intervenendo sui vitalizi, che gli elettori dimentichino le pretese di Di Maio sul premierato:  o io o morte!

 Senonchè già ancora prima di procedere a calendarizzare tale provvedimento, si rifanno vivi gli strenui difensori dei privilegi dei Parlamentari. Che pochissimi vorrebbero cancellare, pochi ridurre, ricalcolandoli con il sistema contributivo -  tutti quelli in essere prima del 2012, quando è entrato in vigore il sistema contributivo per tutti - e, forse, la maggioranza potrebbe accettare che ad essi venisse  applicato un contributo di solidarietà ancora per qualche anno, fino a quando i populisti la faranno finita di mettere in piazza la vita agiata degli ex parlamentari, a spese dello Stato. Tanto per fare un solo esempio: l'ex Parlamentare, Publio Fiori, del quale nessuno aveva memoria, già quando  esercitava, figuriamoci dopo, riceve da molti anni un vitalizio di oltre 10.000 Euro mensili: un furto - come altrimenti vogliamo chiamarlo?

  I Cinquestelle temendo  le elezioni bis, almeno sui vitalizi vogliono portare a casa il risultato,  anche prevedendo che  un futuro Parlamento possa nuovamente intervenire sulla materia,  con una decisione più favorevole ai 'ladri di Stato'!

Naturalmente tutti sottolineano che tale misura antivitalizi di per sé non arrecherebbe grandi vantaggi alle casse dello Stato, trattandosi della revisione di un numero limitato di ex Parlamentari che godono del vitalizio: 2500 circa; ma che, comunque, andrebbe assunta per mandare un segnale al paese: i privilegi vanno cancellati, se non possono goderne tutti i cittadini nella stessa misura, e se la situazione economica generale non li consente.

C'è infine chi, a difesa dell'operato del Parlamento afferma che  esso è già intervenuto, energicamente e con determinazione, su detta materia nella passata legislatura; dunque non è restato alla finestra a guardare senza agire. Ha, infatti, tolto i vitalizi ai Parlamentari  cui è stata inflitta una condanna definitiva.

Forse volevano dirci che tale misura ha fatto rientrare nelle casse dello Stato ingenti somme, perchè il numero dei Parlamentari che delinquono abitualmente e che per questo hanno subito una condanna definitiva è quasi pari al totale dei componenti le due Camere?

domenica 30 luglio 2017

Riusciranno i nostri eroi di cartapesta (parlamentari, senatori, consiglieri regionali) a riformare i propri vitalizi?

Alla fine potrebbe accadere - e tutti si augurano che accada, come dovrebbe - che i vitalizi passati, presenti e futuri , vengano  ricalcolati tutti con il sistema contributivo, annullando, di conseguenza, la somma di privilegi che i parlamentari, con varie ragioni talune anche condivisibili, si sono attribuiti nel corso degli anni.

 Il Parlamento ha già decretato l' autodistruzione dei suoi membri, a mandato elettorale terminato, perché con la proposta Richetti, già votata ed ora passata al Senato per la definitiva approvazione, i vitalizi saranno tutti ricalcolati con il metodo contributivo, vigente per tutti gli altri pensionati italiani, ed i parlamentari in pensione potranno usufruirne, come tutti gli altri cittadini, allo scadere dell'età fissata per la pensione che, a partire dal 2018 salirà ancora fino a 67 anni.  Ammesso che non abbiano altre pensioni, nel qual caso i contributi andrebbero a sommarsi, evitando anche lo scandalo - che esiste pure altrove, fuori del Parlamento - delle doppie e triple pensioni. Ed oggi accade a chi oltre che Parlamentare è stato consigliere o presidente di regione, o parlamentare europeo - come, ad esempio, è il caso dell'ex governatore pugliese, anche parlamentare, Vendola.

Curioso che nei vari elenchi di beneficiari di vitalizi, che a stralci vengono pubblicati ora qui ora là, non compaiano mai nomi di giornalisti anche famosi che, per un periodo passato a Montecitorio, magari cinquant'anni fa, da almeno trenta o più anni, ne percepiscono uno. Questo ci è balzato agli occhi tante volte, specie quando abbiamo notato che taluni giornalisti anche famosissimi, non hanno scritto neanche una riga su tale argomento. Mai.

Adesso con il gioco perverso fra le due principali forze politiche per appuntarsi sul petto la croce al valor militare per aver sconfitto il vitalizio, si rischia che la legge che lo cancella passi. Salvo sorprese dell'ultima ora o  l'introduzione subdola della tecnica del rimando a dopo l'estate quando il clima sarà meno rovente, certo, ma si avrà altro cui pensare. E la legge adesso votata dal PD e dai Cinquestelle alla Camera potrebbe finire su un binario morto, con un'altra occasione sprecata.

C'è anche chi ricorre ad argomenti capziosi per affossarla, come quelli messi in tavola dall'ex ministro del lavoro e parlamentare Damiano.
 Il quale mette in guardia i cittadini dal gioire del ricalcolo dei vitalizi. Attenti, perchè, come ha fatto capire Boeri, salvo smentite successive,  una volta  ricalcolate le pensioni dei parlamentari e assimilati con il sistema contributivo, il passo successivo dell'INPS potrebbe essere il ricalcolo di tutte le pensioni in atto con il medesimo sistema. Ed allora a piangere sarete tutti voi che ora ridete - sembra ammonire Damiano, con la faccia tosta dell'ex sindacalista già privilegiato e privilegiato una seconda volta come parlamentare.

 Intanto cancelliamo l'onta dei vitalizi che sono uno scandalo troppo evidente in Italia, poi se l'INPS vorrà procedere a rendere tutti gli italiani pensionati ancora più poveri, allora faremo guerra all'INPS.

La regola dei diritti acquisiti che sono intoccabili e la convinzione che la riduzione dei vitalizi rappresentino una quota ininfluente nel bilancio italiano sembrano non avere più tanto seguito. Anche perchè sembra che qualcuno voglia accanirsi contro i poveri pensionati che decidono di andare a vivere all'estero dove il fisco li tartassa meno, la cui evasione legale influisce ancor meno dei vitalizi sul bilancio statale, per il  numero irrilevante di chi sceglie di abbandonare l'Italia.

Insomma adesso sembra essersi dissolta  buona parte degli ostacoli che finora hanno distratto l'attenzione del Parlamento dall'occuparsi dei propri privilegi , nonostante che si chieda ai suoi membri di farsi del male. Vale però per tutto il bene che si sono dati fino ad oggi, senza averlo neanche in parte meritato e senza esserselo guadagnato.

Comunque non cantiamo ancora vittoria, perché il Senato e Montecitorio, rappresentano per la legge in oggetto due gravi pericoli, come Scilla e Cariddi per i naviganti.

sabato 10 giugno 2017

SOS salute.Vitamine per il governo Gentiloni e vaccini per i Grillini

Cominciamo dai vaccini  la cui  somministrazione sembra più urgente, dopo la firma del Quirinale al decreto Lorenzin e la pubblicazione del medesimo sulla Gazzetta ufficiale.
 Preoccupano le voci giunte da alcune asl sulla mancanza di vaccini disponibili e sul  differimento della loro somministrazione all'autunno, quando le scorte saranno nuovamente  disponibili.

Ora però occorre, ad ogni costo, che il vaccino 'trivalente' capace, forse, di immunizzare contro la stupidità, la paranoia e la dissociazione di personalità, venga  fornito alla Asl parlamentare per la vaccinazione obbligatoria dei parlamentari grillini, particolarmente affetti da tali malattie professionali. A cominciare dal parlamentare Sibilia il quale, a sua volta, ha consigliato sempre alla asl del Parlamento di procurarsi il vaccino da somministrare alla Lorenzin, contro la decretazione vaccinale, dalla quale a suo paranoico parere, sembrerebbe affetta. E speriamo che la vaccinazione sortisca i suoi effetti; perchè la sua efficacia potrebbe essere annullata  dall'età avanzata e dallo stato di salute 'mentale' già compromesso dei vaccinandi. Vaccinar non nuoce.

Dai vaccini alle vitamine.  Nei giorni scorsi  più d'un giornale ha elencato tutte le leggi che con le elezioni anticipate avrebbero interrotto il loro cammino parlamentare per l'approvazione, notando che si tratta di leggi importanti che farebbero compiere al nostro paese un passo avanti  decisivo sul cammino delle riforme che da anni si attendono.

Ora, scongiurate - come sembrano -  le elezioni anticipate, il Governo Gentiloni ha bisogno di una robusta iniezione di vitamine per proseguire nel suo cammino riformatore, non strombazzato (alla maniera di Renzi) ma  continuo. Forse con una robusta dose di vitamine anche lo stesso Gentiloni che appare un pò impallidito, prenderebbe  più vigore, e potrebbe fare orecchie da mercante alle lusinghe delle sirene che continuamente vogliono indicargli la strada de seguire ( vedi Renzi). Gentiloni sa che non verrà rieletto, e che forse otterrà, o potrebbe ottenere un ministero nel prossimo gabinetto, anche se per uno che è stato capo del governo, non sarebbe il massimo.

E allora, visto che ha davanti ancora un semestre o poco più di governo, nel quale dimostrerà tutte le sue capacità, governi e faccia, senza sentire nessuno, ciò che crede necessario al futuro del nostro paese. Non serve ingraziarsi nessuno, se farà il premier come il paese si attende da lui, avrà fatto il massimo.

Oltre le vitamine, a Gentiloni serviebbe anche un aiutino dei presidenti delle due Camere. Visto che ora sono salvi i vitalizi degli eletti per la prima volta - secondo la legge vigente - che almeno  Camera e Senato discutano la proposta di legge Richetti, per la quale, vitalizi presenti, e futuri, siano ricalcolati TUTTI, secondo il sistema contributivo. Sarebbe un segnale, non da poco.

sabato 3 giugno 2017

Gentiloni, Boldrini e Grasso: tre amici al bar a scommettere sulla fine prossima o naturale della legisaltura

Ieri, poco prima che iniziasse la sfilata per la Festa della Repubblica, il premier ed i presidenti delle due Camere si sono ritrovati al bar per un 'coffee' di lavoro. Che ne dite, ha chiesto Gentiloni, il mio governo cade o arriva al traguardo? Certamente non gli hanno risposto, all'unisono, Boldrini e Grasso: stai sereno, perchè subito anche il nobile Gentiloni avrebbe fatto i debiti scongiuri, alla 'romana', o forse no in presenza di una signora.

L'hanno comunque rassicurato sulla loro lealtà e sull'impegno assunto di portare al varo le numerose leggi o decreti lasciati in sospeso, che sono tanti, e che loro vorrebbero varati definitivamente prima della fine della legislatura. Anche per non fare davanti al paese la figura di color oche se ne fottono, e basta.

L'elenco delle leggi da approvare in via definitiva, anche escludendo quella 'elettorale', è lungo una quaresima. Gentiloni ha ascoltato soddisfatto, sperando che i Parlamentari si mettano una mano sulla coscienza ed una nel portafoglio ( così scattano anche i vitalizi) e restino in carica fino alla fine della legislatura, per 'senso di responsabilità'  - l'espressione che è sulla bocca di tutti in questi frangenti, specie su quella di molti politici alla Razzi, con o senza  l'aggiunta di Crozza.

In quell'elenco tanto lungo, naturalmente non c'era  più spazio per la revisione dei vitalizi presenti e futuri, secondo la proposta Richetti, trattandosi di poca cosa. E perciò l'avevano cassata dagli ordini del giorno dei lavori, in aula (in commissione era già passata, sembra, e lì riposa). Sempre 'per senso di responsabilità' verso il Paese, che si attende da loro, decisioni molto più importanti.