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venerdì 29 giugno 2018

La faccia tosta della seconda carica dello Stato italiano, la presidente del Senato Casellati

Alla presidente del Senato, anche i più benevoli, non possono non riconoscere una bella faccia tosta ed una dose di ipocrisia e doppiopesismo. Tutte qualità che in un Paese civile e dalla storia millenaria, la seconda carica dello Stato, farebbe meglio ad evitare.

La Casellati era famosa, prima di assurgere a tale carica istituzionale, negli anni in cui il protettore Berlusconi l'ha incardinata in Parlamento, per la strenua difesa del suo protettore, nella faccenda relativa alla 'nipote' del presidente egiziano che frequentava le cene galanti, ed anche i dopocena, di Arcore.

Una foto la ritrae assieme ad altre/i graziate/i da Berlusconi che protestano davanti al Palazzo di giustizia di Milano contro la cosiddetta 'giustizia ad orologeria' messa in atto dalla magistratura milanese contro il protettore comune.

Al protettore 'comune' Lei è grata anche perché all'inizio del suo mandato parlamentare, lui assunse in Publitalia la figlia. La quale però, non appena la sua mamma divenne sottosegretario alla sanità, in uno dei governi del suo sempre protettore, fu richiamata a lavorare nella sua segreteria, cassandola dal libro paga del suo protettore che già per lei aveva fatto molto, ed iscrivendola in quello dello Stato, 'per dare una mano alla sua mamma'. Povera cocca!

 Ma al clou della sua attività politica,  resteranno le dichiarazioni seguite alla nomina di quattro celebrità italiane a senatori a vita, per decisione di Napolitano - fra cui Renzo Piano e Rubbia - Lei che non era nessuno o quasi, e non lo è ancora, oltre ad essere la seconda carica dello Stato per un patto scellerato fra partiti e in un gioco di veti incrociati. Allora ebbe l'ardire di dichiarare che non vedeva quali meriti scientifici e sociali potessero vantare per meritarsi tale nomina. Non vogliamo immaginare la faccia della vergogna che la Casellati,  presidente, ha fatto quando li ha incrociati nelle sedute del Senato.

 I giornali questi giorni scrivono che la sua segreteria e lo staff si stano gonfiando come palloni aerostatici,  perché la Casellati sta mettendo dentro, dopo aver licenziato dei contrattisti, amici e...

 E proprio Lei, con tutto questo passato ed anche presente, ha appena dichiarato che sui vitalizi non è d'accordo con Fico, il suo omologo della Camera dei Deputati,  che sta tentando di abolirli o limarli secondo criteri di equità. Lei non è d'accordo, capito? Ma non perchè non ne condivida la logica, per carità una insigne politica e giurista come Lei, non farebbe mai un passo falso di questa portata. No, Lei pone soltanto un problema 'di diritto', per la cui soluzione chiede a Fico di sedersi insieme attorno ad un tavolo e ragionare. Rimandando tutto alle calende greche, al contrario di come ha fatto nei casi precedenti, quando ha preso decisioni rapide, come sempre tutte disinteressate e per l'esclusivo bene del Paese.

giovedì 24 maggio 2018

I governanti del CAMBIAMENTO: Fico,Raggi,Conte

L'altro ieri Fico, che 'figo' non è, presidente grillino della Camera dei Deputati, a Palermo, nel corso della manifestazioni per la 'giornata della legalità' è stato colto in castagna dai fotografi che l'hanno ritratto, durante l'Inno nazionale, con le mani in tasca.
Lui, in nome del CAMBIAMENTO, di cui è un esponente in vista ( attraversamenti a piedi, o in bus con beneficio di telecamere e fotografi; e non ci mettiamo anche la storia della colf 'amica di famiglia'), ha risposto che 'non importa dove si tengono le mani, anche perché coloro che se le mettono sul petto, quegli stessi con quelle mani , poi commettono delitti".

Ma poi c'è l'ineffabile Raggi, dalla parlantina scioltissima, che poi nell'agire non è lentissima, è immobile: "...perchè abbiamo trovato una situazione disastrosa e prima che la risolviamo passeranno anni... noi ci stiamo lavorando...'.

In queste ultime settimane l'ennesimo esempio, in due casi paralleli:disinfestazione contro la zanzara tigre e verde incolto. E Di Maio e Salvini, dopo essere andati da Bramini, per difenderlo dallo Stato ingiusto e crudele, si fossero fatti una passeggiata per Roma, per mettersi in testa al corteo di protesta che ogni giorno i cittadini formano per marciare sul Campidoglio, non prima però che Salvini si sia fatto visitare da un oculista,visto che l'altro ieri ha detto che, girando per Roma, di buche non ne ha viste neanche una - ma forse ironizzava sul governo del CAMBIAMENTIO cittadino, già attuato dalla  alleata grillina.

La Raggi e la sua spalla Montanari hanno emesso due ordinanze, relative alle due ultime emergenze- senza naturalmente che anche quelle anteriori siano state risolte: rifiuti, buche, trasporto pubblico.

 L'ultima riguarda il verde pubblico. E' fatto obbligo ai cittadini - si legge nell'ordinanza - di  curare il verde pubblico delle proprietà private prospiciente i luoghi pubblici, onde evitare con il caldo della stagione estivo che si sviluppino incendi.... Chi non ottempererà a tale obbligo, sarà multato pesantemente con sanzioni che arrivano anche intorno ai 1000 Euro.
 Sulla cura del verde pubblico invece nessuna risposta e neppure multa alcuna per l'amministrazione. per cui durante la prossima estate , che tuttavia è alle porte, potrà accadere che andranno a fuoco interi parchi, mentre giardinetti e aiuole di condomini privati  continueranno a far risplendere il loro verde curatissimo, ad opera dei singoli cittadini.

Analoga ordinanza è stata emanata anche per le disinfestazioni di luoghi privati, obbligatoria ed a carico dei cittadini, mentre  per la disinfestazione dei luoghi pubblici, a carico del Comune, la sindaca del CAMBIAMENTO ha fatto sapere che ha avviato le procedure per l'affidamento dei lavori di disinfestazione, bandendo la gara, come prevede la legge.

 Insomma la Raggi con  i Romani, come lo Stato con  Bramini: dai singoli cittadini pretende osservanza delle regole, alle quali lei ed il Comune si sottraggono.

 E ancora ieri sera, invitata a Piazza Pulita da Corrado Formigli ( La 7), ha sfoggiato una invidiabile parlantina, con l quale ci ha riempiti di dati, di gare da bandire, o sul punto di esser bandite, e di altre appena bandite, di mezzi pubblici da acquistare ecc... concludendo . nel 2021 arriveranno a Roma, altri 200 nuovi autobus per sostituire quelli ormai vecchi e malandati, che il fuoco uno per volta sta divorando.  Ha salutato l'arrivo del principe, anzi Conte dal CAMBIAMENTO al Governo, elogiandone la severità- lei l'ha conosciuto perché ha sostenuto con lui l'esame di diritto privato a Roma, e lui, severo,anzi giusto, le diede un bel 25. Ora dal suo governo Raggi spera di avere  se non 25, almeno 2 0 3 miliardi  di Euro per la Capitale, perché Roma è diversa da tutte le altre, anche grandi, città italiane, Milano compresa, dalla quale un celebre architetto, vorrebbe rapire il sindaco, Sala, per insediarlo per qualche mese a Roma.

 E Conte? il premier grillo-leghista rischia di fare la stessa fine di Raggi, ma nel governo del paese. Molti sono pronti a scommettere che il suo governo, di 'dilettanti allo sbaraglio, lui compreso, non durerà a lungo. Non potrà durare  sia perché sarà un burattino nelle mani dei due grandi statisti-strateghi, sia perché al primo scoglio della impossibilità di realizzare uno dei tanti sogni scritti nel contratto i due burattinai cominceranno a litigare addossando l'uno all'altro le responsabilità, ma anche perché lui non farà in tempo a capire come funziona la macchina dello Stato, per quanto tutti facciano affidamento sulla sua intelligenza, che già si dovrà tornare alle elezioni, magari con una nuova legge elettorale. E, allora, dei buoni propositi, troppi per ambedue gli strateghi, rimarrà traccia solo sulla carta, del contratto che è assai simile a quello che l'altro imbonitore, Berlusconi, tornato ora sulla scena politica, firmò, nel salotto di Bruno Vespa. E non dimentichiamo che  prima ancora delle prossime Europee, ci saranno altre tornate elettorali in Italia, che potrebbero far scoppiare le recenti alleanze governative e far riemergere, per necessità, quelle di coalizione fra forze politiche simili.

 E, nel frattempo, quando sarà purtroppo tardi, ci accorgeremo e convinceremo, toccandolo con mano, che questi nuovi 'barbari' hanno mandato il paese a sbattere!


venerdì 4 maggio 2018

Vitalizi? alla prossima legislatura. I Cinquestelle sono ancora alle prese con la ricognizione. Ma i privilegi da cancellare in Italia sono infiniti

Aveva ragione Giorgia Meloni. Dei vitalizi, in ogni legislatura ci viene detto: se ne riparlerà alla prossima. Vale anche per la Meloni che, come tutti i suoi sodali, e benchè sia ancora lontanissima dalla pensione, si guarderà bene dal porre mano a questo privilegio, con tutti gli annessi e connessi, che è letteralmente un insulto al paese che continua a dibattersi in una crisi che non è stata ancora spazzata via dalla crescita che è lenta e flebile.

Di Maio 'superman' , e con lui Fico e tutto il Movimento dietro a lui, avevano assicurato che bastava  qualche settimana per cancellare questo assurdo privilegio ( si parla naturalmente dei vitalizi in essere, da ricalcolare). E che ci sarebbero riusciti loro dopo che tutti gli altri partiti al governo nel tempo avevano uno dopo l'altro dichiarato forfait. A godere da anni di tali vitalizi  soo anche illustri nomi del giornalismo e persone in vista della società civile e delle professioni. Li avete mai sentiti spendere una sola parola a favore della loro abolizione?  Qualche vocina s'è udita a malapena, che ci ha detto che devolve in beneficienza il  vitalizio, che solitamente si cumula ad altre pensioni, altrettanto sostanziose. Ma perchè, allora, non destinare  la beneficienza al paese intero, facendosi promotori della loro  abolizione (parliamo ovviamente sempre di quelli passati).

I commentatori andavano scrivendo che i Cinquestelle al governo - ipotesi abortita per la sete di potere e superlativo 'ego' di Di Maio -  avrebbero in qualche mese messo mano ad alcune riforme per assicurarsi una vittoria ancora più strepitosa alle prossime elezioni, sempre più vicine. Oltre che dei vitalizi avrebbero  toccato gli emolumenti dei parlamentari e dei consiglieri regionali, quelli almeno che non l'hanno ancora fatto - e sono la maggioranza!) Ma c'è ancora chi crede che lo faranno, che saranno proprio i parlamentari in carica a ridursi le indennità vergognose? E l'elenco dei privilegi ingiusti da abolire potrebbe continuare ancora.  Ve ne sono in ogni settore, e la speranza che vengano eliminati è  già morta.

Un esempio, riguardante istituzioni che senza il congruo finanziamento pubblico - nonostante che abbiano autonomia di gestione - non potrebbero sopravvivere.

Prendiamo il caso dell'Accademia di Santa Cecilia. il cui capo ( Michele dall'Ongaro) - presidente/sovrintendente/direttore artistico ( non vi fate impressionare da tutti questi impegni, ad essi provvede uno stuolo di sottoposti ben pagato) percepisce un compenso annuo di 240.000 Euro. Se vogliamo essere ancor più precisi il predecessore( Bruno Cagli e prima di lui Luciano Berio che se l'era aumentato di parecchio!) ne prendeva oltre 300.000. ( E' sottinteso che tali emolumenti se li sono attribuiti da sè, presiedendo il consiglio di amministrazione dell'Ente che li ha formalmente erogati). Ora  il capo dell'Accademia percepisce lo stesso stipendio del Capo dello Stato e del direttore generale, ad esempio, della Rai. Vi sembra possibile una tale aberrazione? A noi no. Anche perchè per elargire tali lauti IMMERITATI compensi, la stessa Accademia di Santa Cecilia è costretta poi a mettere una tassa di ingresso alla sua biblioteca, perchè non ha i soldi per garantire il sevizio  necessario. Non è vergognoso?

E, per restare nell'ambito delle Fondazioni liriche, alle quali nel complesso lo Stato ogni anno destina 180.000.000 di Euro circa, appare tanto assurdo che il Ministero, che eroga i finanziamenti, stabilisca un tetto per tutti i sovrintendenti, oltre il quale in nessuna fondazione si può andare? Perchè  a S. Cecilia e alla Scala (Pereira), come anche all'Opera di Roma (Fuortes), devono prendere 240.000 Euro, mentre  a Firenze( Chiarot), 200.000, e  in quasi tutte le altre  da 170.000 (Venezia, Torino, Verona, Palermo, Napoli ecc..) in giù?
Neanche a questa anomalia si può mettere fine? E' normale che dopo aver erogato i finanziamenti il Ministero  lasci che ciascuna fondazione li eroda, anche con l'attribuirsi privilegi privi di senso e di logica?

E, invece,  Fico ha sì aperto la discussione sui vitalizi da ricalcolare; ma nel corso della ricognizione, necessaria per  catalogare l'immensa casistica con la quale in ogni legislatura i parlamentari eletti si sono attribuiti od allargati privilegi ingiustificati, s'è reso conto che essa andava per le lunghe. Ma i Cinquestelle non erano quelli che in qualche settimana avevano promesso che  avrebbero cassato questo odioso privilegio? Ora siamo ancora alla ricognizione, che non si discosta dalle consultazioni, ormai in numero di quattro,  se comprendiamo la prossima di Mattarella,  con le quali non si è arrivati a nessuna conclusione.

 Ma questa ricognizione fa venire in mente un'altra analoga operazione della sindaca Raggi, della medesima parrocchia di 'superman' Di Maio. La ricognizione relativa alle buche di Roma ( e potremmo anche aggiungere quella sui rifiuti, emergenza mai finita a Roma!) durata a lunga e che forse tuttora dura, se non sono state ancora ricoperte, causando danni ai cittadini inimmaginabili.

Continueremo a credere a superman Di Maio? Ci ricorderemo di questi flop e, forse, anche  di altri futuri,  togliendo la fiducia a questo inutile salvatore della patria, al momento del voto?

giovedì 5 aprile 2018

Vitalizi degli ex parlamentari? Alla prossima legislatura

Prima che chiudesse la precedente legislatura, Giorgia Meloni, a proposito dei vitalizi  se ne era uscita con una battuta: rimandata alla prossima legislatura. Infatti se ne era parlato per l'ennesima volta  negli ultimi mesi di attività del vecchio Parlamento, tanto per finire in bellezza dopo una legislatura ingloriosa, ma con un nulla di fatto; le varie proposte erano state bocciate da veti incrociati  e dalle minacce di 'incostituzionalità', lanciate dagli strenui difensori dei diritti - chiamiamoli  con il vero nome: privilegi - acquisiti.

I Cinquestelle, più dei Leghisti di Salvini, ed anche del PD che dopo la bocciatura della proposta di legge di Richetti aveva deciso di glissare sull'argomento, ne avevano fatto un cavallo di battaglia durante la campagna elettorale; ed ora, cominciando dalla Camera, presidente Fico, una delle prime  decisioni da assumere. Anche perché, con le  evidenti  (e forse anche prevedibili fin dal 4 marzo) difficoltà nella formazione del nuovo governo, i Cinquestelle, nel caso si dovesse andare a seconde immediate elezioni, sperano  intervenendo sui vitalizi, che gli elettori dimentichino le pretese di Di Maio sul premierato:  o io o morte!

 Senonchè già ancora prima di procedere a calendarizzare tale provvedimento, si rifanno vivi gli strenui difensori dei privilegi dei Parlamentari. Che pochissimi vorrebbero cancellare, pochi ridurre, ricalcolandoli con il sistema contributivo -  tutti quelli in essere prima del 2012, quando è entrato in vigore il sistema contributivo per tutti - e, forse, la maggioranza potrebbe accettare che ad essi venisse  applicato un contributo di solidarietà ancora per qualche anno, fino a quando i populisti la faranno finita di mettere in piazza la vita agiata degli ex parlamentari, a spese dello Stato. Tanto per fare un solo esempio: l'ex Parlamentare, Publio Fiori, del quale nessuno aveva memoria, già quando  esercitava, figuriamoci dopo, riceve da molti anni un vitalizio di oltre 10.000 Euro mensili: un furto - come altrimenti vogliamo chiamarlo?

  I Cinquestelle temendo  le elezioni bis, almeno sui vitalizi vogliono portare a casa il risultato,  anche prevedendo che  un futuro Parlamento possa nuovamente intervenire sulla materia,  con una decisione più favorevole ai 'ladri di Stato'!

Naturalmente tutti sottolineano che tale misura antivitalizi di per sé non arrecherebbe grandi vantaggi alle casse dello Stato, trattandosi della revisione di un numero limitato di ex Parlamentari che godono del vitalizio: 2500 circa; ma che, comunque, andrebbe assunta per mandare un segnale al paese: i privilegi vanno cancellati, se non possono goderne tutti i cittadini nella stessa misura, e se la situazione economica generale non li consente.

C'è infine chi, a difesa dell'operato del Parlamento afferma che  esso è già intervenuto, energicamente e con determinazione, su detta materia nella passata legislatura; dunque non è restato alla finestra a guardare senza agire. Ha, infatti, tolto i vitalizi ai Parlamentari  cui è stata inflitta una condanna definitiva.

Forse volevano dirci che tale misura ha fatto rientrare nelle casse dello Stato ingenti somme, perchè il numero dei Parlamentari che delinquono abitualmente e che per questo hanno subito una condanna definitiva è quasi pari al totale dei componenti le due Camere?

lunedì 26 marzo 2018

Boldrini e Grasso sono partiti in vantaggio rispetto a Fico e Casellati, salvo poi ad allinearsi a tutti gli altri che li hanno preceduti, dopo lo scioglimento delle Camere

Il vantaggio dei due ex presidenti di Camera e Senato , Boldrini e Grasso, sugli attuali, i neo eletti Fico e Casellati, sta nel fatto che i primi due  assunsero le rispettive carche ai vertici del Parlamento italiano, senza essere stati prima attivi politicamente, ma solo negli ambii delle rispettive professioni, nelle quali potevano vantare un curriculum di tutto rispetto, e quando aprivano bocca non lo facevano per favorire questa o quella parte politica o per danneggiare ora l'una ora l'altra.

 Dunque furono issati sugli scranni più prestigiosi di Camera e Senato, in qualche modo vergini. Si poteva essere d'accordo o meno sulle rispettive nomine - ma dopo la Pivetti  chiunque può aspirare a quelle cariche - ma nessuno poteva contestare loro di aver onorato le rispettive professioni, senza demeriti: la magistratura e la cooperazione internazionale.  Che erano poi le ragioni principali per cui i rispettivi schieramenti politici li avevano candidati. Avevano spesso anche loro parlato di fatti che conoscevano bene e sui quali potevano esprimere pensieri ponderati; in base ad essi la gente li conosceva ed apprezzava e, di conseguenza li  ha mandati in Parlamento, dove,  esattamente come è avvenuto l'altro ieri, per evitare stalli nelle nomine dei presidenti dei due rami del Parlamento, qualcuno li tirò fuori dal cilindro magico li propose e le assemblee li votarono.

 E, bisogna anche dirlo - contrariamente a quello che pensano Salvini o Calderoli  che è meglio ignorarli per la vergogna che ne deriverebbe per loro -   Grasso e la Boldrini, hanno tenuto onorevolmente e per tutto il periodo del loro mandato alti i nomi delle due Camere.

Poi, a Camere sciolte, anche loro hanno fatto passi falsi, come tutti i politici . Se avessero taciuto avrebbero creato meno sconquasso alle rispettive parti politiche e forse sarebbero stati rieletti senza disonore. E, invece, si son messi a fare  quello che fanno tutti, dimentichi di essere stati  per un quinquennio AUTORITA' DI GARANZIA.

Lo svantaggio con cui, invece, partono sia la Casellati che Fico è dato dal fatto che ambedue, vengono dalla politica, dove hanno lavorato chi più chi meno  in questo o quel partito: la Casellati addirittura dal 1994, in Forza Italia, e Fico nei Cinquestelle, dal 2013. In questi anni, la Casellati da più tempo rispetto a Fico, ha offerto molte occasioni per essere accusata di partigianeria ( e forse anche di piaggeria, nel suo caso, da parte di Berlusconi, suo benefattore politico).

A parte quella vergognosa scivolata sui senatori a vita, Lei che non ha  nessun merito nè scientifico nè sociale, che tutti i senatori a vita citati hanno e in abbondanza,  ha difeso negli anni il suo benefattore politico, anche contro l'evidenza nei vari inciampi in cui l'ex Cavaliere è caduto: politici e giudiziari alcuni, morali e civili altri. Secondo Lei il condannato Berlusconi non ha commesso nè frode fiscale, di cui è stato accusato e condannato  dalla Cassazione, nè evasione ed altro ancora. Basta un sua dichiarazione a chiarire i termini della questione che certamente alla neo presidente del Senato - seconda carica dello Stato - non fa onore:
" Cassazione o meno, Berlusconi,  è e rimane l'unico e irrinunciabile leader politico di Forza Italia e del centrodestra. Oggi con una sentenza che completa un percorso giudiziario lastricato da distorsioni giuridiche, palesi incostituzionalità, si è raggiunto il traguardo coltivato da vent'anni di estromettere Berlusconi dalla scena politica. Un vero e proprio scippo della democrazia. Ma stiamo sereni".
 No, con queste affermazioni, noi non siamo affatto sereni sulla neo presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati; anzi nutriamo qualche serio dubbio che Lei sia in grado di svolgere  il suo mandato parlamentare con assoluta correttezza istituzionale.

 Roberto Fico desta minori preoccupazioni e per la sua giovane età e anche per la sua non ancora lunga carriera politica,  Presidente in Commissione di Vigilanza Rai. E forse  può anche vantare il merito di  aver affrontato a viso aperto Di Maio.

Le sue esternazioni  pubbliche,  poi, a confronto di quelle imbarazzanti della Casellati, sembrano addirittura  amenità da 'bar sport', come quella su Beppe Grillo, suo  e di tutto il Movimento, vero unico capo: "Per me Beppe Grillo è patrimonio mondiale dell'umanità come le Dolomiti, la costiera amalfitana ( non anche la 'pastiera' napoletana? forse l'ha dimenticata ) e la musica". Bravo Fico, adesso datti da fare per tagliare, come hai detto, i costi della democrazia, cominciando dai privilegi dei rappresentanti del popolo nel Parlamento che presiedi. Daje, Fico!

lunedì 6 novembre 2017

Grande è la confusione sotto i cieli di Italia

 Anche Renzi ammette la sconfitta, e con lui tutto il PD, ma non prende l'unica vera decisione: mettersi da parte, anzi scomparire.
 Le divisioni interne alla sinistra stanno portando i loro tragici frutti, nell'indifferenza generale, stando ai fatti, senza cioè che nessuno oltre ad ammettere la sconfitta, corra ai ripari.

Renzi dovrebbe convincersi che non è più il candidato premier (e forse segretario) gradito al popolo di sinistra, dunque  via, e , contemporaneamente smetterla di creare problemi istituzionali con tinuando a dire che lui con la riconferma di Visco in Bankitalia non è d'accordo con il Governo.
Chissenefrega! 

Nella storia di Visco sembra ripetersi ciò che in un primo momento si è verificato in Italia, più che in altri paesi,  con l'assalto ad Asia Argento,  dopo che ha accusato, certo in ritardo forse inammissibile, quel porco di Weinstein: hanno dato addosso a Lei più che all'animale. Per le banche, Renzi sembra comportarsi allo stesso modo: vuole punire Visco, imputandogli una vigilanza non solerte, mentre non dice apertamente che gli amministratori di alcune banche, da Boschi a Zonin e a tutti gli altri, imbroglioni e ladri, andrebbero puniti da subito a costretti a restituire ciò che hanno rubato. Intanto, come hanno denunciato alcuni giornali, si assiste al trasferimento dei loro beni a familiari per farsi trovare 'incapienti' quando saranno condannati.

La Boschi dovrebbe seguirlo senza attendere un minuto in più, perchè Lei non può restare al governo dopo le innegabili colpe di cattiva amministrazione della banca di cui il 'su babbo', onestissimo, era vice presidente. Anche per salvare la faccia della famiglia, oltre che la sua.  A Banca Etruria hanno imbrogliato i risparmiatori, un po meno gli investitori; e perciò è tempo che anche la figlia del 'su babbo' tragga le conseguenze. Che aspetta?

 E poi c'è lo scandalo elettorale sotto gli occhi di tutti, a cominciare dai cittadini del Municipio di Ostia che, pur essendo a pochi passi dal Campidoglio e pur avendo sotto gli occhi lo sfascio dell'amministrazione Raggi, continuano a credere nella sindaca ed accusano del disastro generale non la giunta Raggi, ma il complotto degli altri partiti.
 A far chiudere gli occhi ed obnubilare le menti di quei cittadini contribuiscono due fattori. Primo: il tiro al bersaglio contro la Raggi esercitato dagli altri partiti e dalla stampa, quasi quotidianamente. Pensano che tale sport sia praticato per salvarsi le chiappe: da parte dei partiti che rappresentano la vecchia politica, protagonista degli scandali e del saccheggio del paese;  e dai  giornali, perchè organi di stampa di regime che sperano, con i solo servizi, di meritarsi qualche bonus, in tempo di crisi nera per la stampa.

Secondo: chi crede nei Cinquestelle, vergini di... (direbbero i più trucidi)  crede ancora possibile un secondo miracolo dopo il flop di Berlusconi, sceso in politica per difendere il paese che ama, in realtà per mettere al sicuro le sue aziende. Lui che, nella credulità popolare, rappresenta uno che si è fatto da solo e dal niente. Ancora? Senza i  numerosi aiutini, da molte parti pervenutigli - alcuni anche innominabili - e qualche irregolarità penale - non è stato condannato per evasione? -  chissà se potrebbe essere ancora celebrato come l'uomo venuto dal nulla! Coloro i quali continuano a votare Cinquestelle, pensano che  questi parvenus della politica siano immuni da vizi, immacolati. Nessuno riflette sui numerosi attestati di incapacità  amministrativa!

Ma ci sono anche altre  incomprensibili incongruenze ed anomalie sotto i cieli d'Italia. Si prenda il comportamento di Roberto Fico, Cinquestelle, capo della Commissione di vigilanza sulla Rai, a proposito del match televisivo fra Renzi e Di Maio ( Renzi vorrà ancora farlo? Andrà a dire: abbiamo perso? Vale la pena? Non sarebbe meglio che si dimetta prima, annullando  l'incontro  e permettendo da subito alla sinistra di riorganizzarsi, unita?) sul canale televisivo che potrebbe ospitarlo - Rai 1 o La 7- Fico chiude alla Rai che certamente potrebbe assicurare uno share molto più alto. Lui se ne frega e si comporta come fosse un dipendente di Cairo, dirigente della sua televisione; mentre la Rai, che ha reso noto un appello del suo CdA, un pò penoso e lamentevole, neanche Fico la difende, proponendola come la tv più adatta, anche perchè finanziata con il canone.

giovedì 28 settembre 2017

La Commissione di Vigilanza parlamentare - Fico presidente, Anzaldi segretario - bacchetta la Rai

La morte di Bortolotto ed il suo ricordo, hanno ieri distolto la nostra attenzione da un fatto abbastanza importante del quale abbiamo già parlato alla vigilia della ripresa di Che tempo che fa del plurimilionario Fabio Fazio, detto 'Fabbio', del quale oggi dobbiamo necessariamente parlare.

Vi abbiamo detto dei contenuti del cosiddetto 'Atto di indirizzo' che la Commissione di Vigilanza parlamentare  Rai aveva inviato alla televisione pubblica, per ottenerne qualche suggerimento - mentre la Rai lo aveva stravolto, per non incorrere in molte sanzioni. I contenuti, riassumendo, erano i seguenti:
1. in una medesima trasmissione uno stesso agente non poteva piazzare più di due artisti;
2.  le agenzie non potevano produrre spettacoli e trasmissioni ma anche fiction nelle quali lavoravano   suoi  artisti ;
3, gli artisti non potevano avere interessi diretti nelle agenzie che li rappresentavano, nè potevano, nel  caso li avessero, produrre i loro spettacoli ( valeva la stessa regola precedente per gli agenti).
4. infine la questione dei cachet che nella tv pubblica non potevano superare  certi tetti, come vergognosamente accade per alcune star.

La Rai, invece, alla fine dell'estate ha rimandato indietro quel documento alla Commissione di Vigilanza parlamentare, stravolgendolo. Per il semplice fatto che essa, nelle, condizioni in cui si trovava, contravveniva a tutte le indicazioni della Vigilanza, prima fra tutte quella di limitare il potere degli agenti, alcuni pochi in particolare, in Rai.

E' dovuto intervenire il soottosegretario Giacomelli per mettere fine al tira e molla perchè altrimenti i contratti dovevano essere ridiscussi e gli agenti messi fuori anche forzatamente ed alcune trasmissioni bloccate.

 Senonchè, nonostante l'intervento di Giacomelli,   quell'Atto di indirizzo, è stato successivamente approvato senza eccessive modifiche e inviato nuovamente alla Rai, perchè ne tenga conto, anche in previsione del prossimo 'contratto di servizio' che la televisione pubblica sottoscrive con il Ministero dell'economia,  che scadrà nei primi mesi del prossimo anno, quando scadrà anche il Cda della Rai, e forse  solo allora si riuscirà  anche a trovare un posto per la Gabanelli , il cui incarico è stato rimandato  di almeno un anno  dai vertici giornalistici della Rai ( Maggioni e Orfeo) e ci saranno le elezioni politiche. Dall'anno prossimo le cose potrebbero cambiare; ed, anzi, sarebbe più  che opportuno che cambiassero.

Non si poteva intervenire già, mettendo un po' di ordine, senza attendere l'anno prossimo? Certamente sì - prendere o lasciare - per i trasgressori. Senonchè, erroneamnete, si è tirato in ballo  il fatto che le leggi o disposizioni non possono essere retroattive. Le stesse ragioni addotte per non toccare i vitalizi passati (in verità non si sono toccati neanche quelli futuri!). Non ascoltando il parere autorevole del costituzionalista Ainis, il quale ha spiegato che la non retroattività può essere invocata in caso di questioni di carattere penale ( non si può condannare uno per un fatto/reato passato, quando viene approvata una nuova, successiva legge che lo sanziona). Ma fatta eccezione per l'ambito penale - dove se ne comprendono le ragioni della incostituzionalità - per tutti gli altri ambiti, amministrativi compresi, la Costituzione non c'entra.
 Dunque anche sulla Rai si sarebbe potuti intervenire, in corsa. Certo creando qualche problema. del quale però non si può dare la colpa al legislatore, bensì a chi quei problemi , coscientemente, li ha creati. Nel caso specifico, anche rimandando di qualche settimana l'esordio della trasmissione di Fazio, e mettendo un freno alle mire occupazionistiche di Beppe Caschetto, agente  anche di Fazio, e di  alcuni altri.

E per questo la stessa Commissione di Vigilanza ha invitato il Governo ad intervenite sulla questione, mettendo ordine nell'universo radio televisivo, per non creare evidenti disparità fra la Rai e le altre reti private. Sebbene la natura della Rai  sia diversa da tutte le altre, per la sua funzione di servizio pubblico, per il canone ecc...

domenica 24 settembre 2017

Per Di Maio un plebiscito di 30.000 voti. E Grillo, l'ex comico, fa lo sbruffone

La designazione di Di Maio, candidato premier per i Cinquestelle, doveva essere un bagno nella democrazia della rete. Ma più che un bagno, si è trattato di una vera e propria immersione, col rischio di annegare. Nientemeno che in 30.000 hanno votato la sua designazione a premier; e siccome ciascuno vale un voto, Grillo ha dato il suo che vale più di tutti e quanto valgono tutti insieme.

 A coloro che da tempo vanno dicendo ai Cinquestelle che è arrivata l'ora di crescere, di cambiare, anche in previsione - dio ci scampi e liberi - di un loro futuro governo del paese (nei governi 'locali' hanno già dato), Di Maio ha detto che il suo mandato non contempla il cambiamento dei Cinquestelle, ma del paese, dell'Italia che vuole ripulire come sta facendo la Raggi a Roma, dove ha cambiato il volto della città liberandola dai rifiuti dai topi, dai gabbiani ed anche dai cinghiali e che ora si appresta a liberarla anche da quella stronza di zanzara che sta colpendo i poveri cittadini. Tempo qualche settimana ed anche questo problema sarà risolto, come tutti gli altri.

E subito i biografi incaricati hanno licenziato in rete il curriculum 'vitae et studiorum' del candidato premier, professione giornalista  pubblicista, da quando aveva vent'anni. Il suo professore di filosofia fra i primi, attesta, dopo aver giurato sulla Costituzione che  che il 31enne Cinquestelle era un allievo modello, gli piaceva la filosofia, con una predilezione per Hegel - quello delle vacche, secondo Baricco - ed anche per i 'congiuntivi': non ne sbagliava uno! poi la storia dell'Università si è interrotta, ma come si può pretendere da uno che ha impegni politici come di Di Maio che si prepari anche agli esami? Lui si è laureato sul campo, con buona pace di De Luca, il governatore campano, che l'ha definito 'mezzapippa'.

Nel mentre Di Maio annunciava che prossimamente renderà nota la squadra di governo - ed oggi i giornali hanno già fatto i nomi di un direttorio - una sorta di consiglio della corona stellare - che dovrebbe affiancare la 'reggenza' del debuttante premier, Fico, non l'albero o il frutto, ma il presidente della Commissione di vigilanza Rai, pentastellato scontento, ha finto consenso al candidato premier, ma poi s'è dileguato per non farsi leggere in viso il dissenso più totale verso la linea di comportamento di Grillo e del suo 'rasputin', casaleggio jr.  Ma poi, incalzato dai giornalisti, ha detto chiaramente che alla carica di quasi segretario del partito, lui si candida, non intende  tirarsi indietro, e  non intende lasciarlo anche quello a Di Maio,   non come non avrebbe voluto ma è stato costretto a fare dalla ditta,  per la candidatura che ha incoronato, con plebiscito di 30.000 voti, Di Maio.

E Grillo? L'ex comico, dopo aver annunciato che dei 140.000 circa iscritti alla piattaforma e quindi idonei ad esprimere il loro voto,  la percentuale dei votanti era stata inferiore appena al 30% circa, dunque plebiscitaria per la rete dei Cinquestelle, s'è messo a fare lo sbruffone, come più volte ha fatto nei giorni scorsi ancora con i giornalisti, ai quali aveva detto che li avrebbe mangiati volentieri per poi vomitarli e ai quali, a Rimini, dopo la proclamazione del candidato Di Maio, ha distribuito bigliettoni - falsi, non quanto la democrazia del suo movimento.

lunedì 18 settembre 2017

Candidato premier 'cinquestelle' Luigi Di Maio: non so se ridere o piangere - l'ha bollato Giampaolo Pansa

Ieri sera, invitato nel  salotto televisivo de La7 dalla padrona di casa Lilli Gruber, per presentare il suo nuovo libro, Giampaolo Pansa, richiesto di esprimere un parere sull'attuale momento politico e prima ancora sulla candidatura di Luigi Di Maio, rispondeva, senza mezzi termini: non so se ridere o piangere, o se ridere e piangere insieme.  Per la 'pochezza' del candidato Cinquestelle. E per la buffonata delle primarie, relative alla sua candidatura, per le quali si sono ritirati, richiamati all'ordine dell'ex comico fondatore, tutti gli altri candidati forti - in un movimento assai debole! - e cioè Fico e Di Battista, lasciando a competere a Di Maio la candidatura,  semplici comparse che  non faranno ombra né al candidato designato prima delle primarie,  e né alla decisione del padre padrone del movimento, l'ex comico Grillo,  proprio nel momento in cui  sembra svoltare verso i partiti tradizionali, con la differenza  che  nel partito di Grillo chi comanda ancora è Grillo e solo lui. Peggio pure di Berlusconi che, a differenza di Grillo, per contare ha sempre pagato.

Grillo, intanto, per far dimenticare il suo attuale momento critico che lo vede dimenarsi come un serpentello cui hanno tagliato la coda, gira in Sicilia con un risciò, in compagnia del candidato governatore, fa pendere dalla finestra del suo albergo romano, delle lenzuola legate, come  fanno i carcerati nei tentativi di fuga ( lui o tutti i candidati alle primarie? il 'comunicatore' del Movimento, tale Cozzolino, addottorato all'Università 'estiva' di Miami Beach, non l'ha precisato), e va pronunciando frasi e slogan che inducono al riso (amaro!),  nel tentativo di distogliere i cittadini dal riflettere sulla tragicità del momento per il suo movimento; che, a dispetto di tutto, sembra premiato, come purtroppo sembra - ma non ci fideremmo poi tanto - dai sondaggi e dalle 'promesse' di voto che settimanalmente  i vari telegiornali offrono al paese; e che gli altri esponenti  del suo Movimento al governo delle varie municipalità dimostrino la loro incapacità e quindi dovrebbero mettere sull'avviso che i Cinquestelle al governo del paese, con tutti i difetti degli altri partiti, sarebbero una vera tragedia nazionale.  Una iattura, dalla quale chissà se riuscirà poi a tirarsi fuori, il paese .

 Mette pensiero il fatto che dopo l'esempio disastroso del governo della Capitale, da parte di una Cinquestelle, i sondaggi  li diano per vincenti, dopo che in 15 mesi dal loro insediamento in Campidoglio NON HANNO ANCORA RISOLTO L'EMERGENZA RIFIUTI, e  riducendo Roma peggio  dei precedenti amministratori. Una discarica a cielo aperto, paradiso di piccioni e gabbiani, con i cassonetti che immancabilmente cintinuino a  vomitare monnezza, che solo Grillo non vede, con la faccia di c... che può avere un buffone che , solo in  palcoscenico, può inventarsi una realtà inesistente - mentre lui lo fa giù dal palcoscenico. La prossima volta che gira per la città si affacci, ad esempio, in Via Nomentana, all'altezza del palazzo di vetro dell'INAIL e vedrà che gli sembrerà di trovarsi, in viaggio vacanza,  a Beirut, bombardata e piena di rifiuti.

Panza ha avuto parole durissime,  anche parlando dell'attuale momento politico e sociale, quando ha fatto calare il gelo nello studio televisivo, profetizzando che il paese è sull'orlo di una guerra civile; e precisando, che non si meraviglierebbe se prossimamente qualcuno scendesse in piazza non in corteo  per protestare, ma con i fucili per sparare.

Padellaro e Damilano,  e la stessa Gruber, hanno replicato che non vedono un tale pericolo imminente, e che il nostro paese alla fine si fa scivolare addosso qualsiasi situazione anche grave. Pansa ha risposto: risentiamoci fra qualche tempo. Perché, nonostante alcuni dati dovrebbero far sperare  sull'efficacia della cura da cavallo somministrata al paese che sembra stia uscendo dalla crisi, i benefici di tale meno negativa situazione non arrivano ancora a tutti i cittadini, con stipendi e pensioni fermi, con consumi al palo, e con la fiducia nel futuro che è pari a zero, specie nelle giovani generazioni, tuttora afflitte, drammaticamente, dalla disoccupazione.

Chi metterebbe alla guida di un paese in  una situazione ancora fluida fra crisi e timida ripresa, come l'Italia, uno come Di Maio che non ha nè arte nè parte, e che sembra un clone perfetto della Raggi, più manichino della sindaca ma incompetente ed incapace quanto Lei?

I  Cinquestelle, almeno fino ad ora, saranno pure, per la maggior parte, onesti, ma se sono 'mezzepippe'- come ha definito acutamente ma alla sua maniera, il governatore  De Luca, la coppia Di Maio, Di Battista - meglio allora tutti gli altri, anche se nella maggior parte ladri, ai quali comunque si  si spera che un domani si arrivi a tagliare le mani, ma che, di fronte alle emergenze, saprebbero cosa fare.

mercoledì 3 febbraio 2016

Cronache italiane. Fico quel Roberto. Ancora sulle statue coperte. Il servizio sul sesso a 'Presa diretta'.

Una gran bella figura ha fatto quella faccia tosta di Fico -  già immortalato nel trio delle tre scimmiette con Di Maio e Di Battista, sul caso Quarto - recandosi a Bruxelles, dove al Parlamento europeo ha fatto presente che l'Italia, nel settore dell' informazione, sta andando alla deriva come la Polonia. Il governo italiano sta compiendo, a suo dire, un vero e proprio colpo di Stato. E dunque l'Europa che ha sanzionato la Polonia, dove il colpo di Stato nell'informazione  c'è stato, deve sanzionare anche l'Italia. Poi con la stessa faccia tosta  è tornato in Italia a fare il presidente della Commissione di Vigilanza RAI. Dove naturalmente resterà, e non si dimetterà per protesta; mentre Di Maio va predicando che per le prossime elezioni le candidature vanno vagliate attentamente sulla base della competenze, in base alle quali non solo quel Fico di Roberto non sarebbe stato né candidato né eletto, ma mai e poi mai sarebbe arrivato a presiedere la Commissione di Vigilanza RAI. E poi con quella faccia...

Sul caso delle statue coperte, sembra che ormai tutto sia tornato alla normalità. Renzi non sapeva, Franceschini è rimasto meravigliato, il sovrintendente capitolino, Presicce, ha girato lo sguardo altrove, Tronca c'ha altro da pensare... e le statue si sarebbero ricoperte da sole, per semplice pudore.
mentre la Sapora, capo del cerimoniale di Palazzo Chigi, portata lì da Gianni Letta dalla comune terra natia, l'Abruzzo,  è stata ritenuta appena inadeguata al ruolo, e perciò resta lì fino all'estate quando andrà in pensione con liquidazione, al contrario, adeguata al ruolo. E l'unica colpa che ha è di non aver imparato mai l'inglese. Lei s'è giustificata dicendo che ha sempre parlato con tutti in italiano o a gesti, e si è fatta sempre capire, salvo nel caso della recente visita di Rouhani, quando forse  Lei ha capito il contrario.

Riccardo Iacona nel suo 'Presa diretta'  di RAI 3 ha realizzato un bel servizio all'estero, dove l'educazione sessuale viene insegnata  anche ai bambini ed  è ritenuta materia obbligatoria, e  regolarmente proposta con metodi all'avanguardia, La rete di Vianello, il genio della tv italiana ( per il quale notizie recenti  dicono che si sta preparando una poltrona di prestigio, per un altro mestiere che non sa fare, come il corrispondete da una capitale estera: non bastano i danni procurati alla rete, ora lo premiano!) ha pensato che tale sevizio avrebbe urtato la sensibilità dei genitori italiani  ed ha deciso di prolungare la trasmissione precedente ( Fazio) e preteso da Iacona che il suddetto servizio venisse mandato in onda più tardi.  Noi l'abbiamo visto quel servizio e l'avremmo mandato in onda anche  la mattina o il pomeriggio, al posto di quelle quattro maestrine che  impartiscono ogni giorno - fanno solo quello - lezioni di sangue, davvero disgustose  ed indecenti. Ma si sa come vanno nel cose a questo mondo.
 Iacona ha raccontato brevemente l'accaduto: dai piani alti di Viale Mazzini gli hanno detto che non avrebbe dovuto, mentre dal PD gridano all'oscurantismo ed alla censura.  Come si vede, nell'uno come nell'altro caso, si vede che i responsabili di tali uscite stanno fuori con l'accuso, mentre governano settori che ben altra responsabilità richiederebbe.