Ieri sera, invitato nel salotto televisivo de La7 dalla padrona di casa Lilli Gruber, per presentare il suo nuovo libro, Giampaolo Pansa, richiesto di esprimere un parere sull'attuale momento politico e prima ancora sulla candidatura di Luigi Di Maio, rispondeva, senza mezzi termini: non so se ridere o piangere, o se ridere e piangere insieme. Per la 'pochezza' del candidato Cinquestelle. E per la buffonata delle primarie, relative alla sua candidatura, per le quali si sono ritirati, richiamati all'ordine dell'ex comico fondatore, tutti gli altri candidati forti - in un movimento assai debole! - e cioè Fico e Di Battista, lasciando a competere a Di Maio la candidatura, semplici comparse che non faranno ombra né al candidato designato prima delle primarie, e né alla decisione del padre padrone del movimento, l'ex comico Grillo, proprio nel momento in cui sembra svoltare verso i partiti tradizionali, con la differenza che nel partito di Grillo chi comanda ancora è Grillo e solo lui. Peggio pure di Berlusconi che, a differenza di Grillo, per contare ha sempre pagato.
Grillo, intanto, per far dimenticare il suo attuale momento critico che lo vede dimenarsi come un serpentello cui hanno tagliato la coda, gira in Sicilia con un risciò, in compagnia del candidato governatore, fa pendere dalla finestra del suo albergo romano, delle lenzuola legate, come fanno i carcerati nei tentativi di fuga ( lui o tutti i candidati alle primarie? il 'comunicatore' del Movimento, tale Cozzolino, addottorato all'Università 'estiva' di Miami Beach, non l'ha precisato), e va pronunciando frasi e slogan che inducono al riso (amaro!), nel tentativo di distogliere i cittadini dal riflettere sulla tragicità del momento per il suo movimento; che, a dispetto di tutto, sembra premiato, come purtroppo sembra - ma non ci fideremmo poi tanto - dai sondaggi e dalle 'promesse' di voto che settimanalmente i vari telegiornali offrono al paese; e che gli altri esponenti del suo Movimento al governo delle varie municipalità dimostrino la loro incapacità e quindi dovrebbero mettere sull'avviso che i Cinquestelle al governo del paese, con tutti i difetti degli altri partiti, sarebbero una vera tragedia nazionale. Una iattura, dalla quale chissà se riuscirà poi a tirarsi fuori, il paese .
Mette pensiero il fatto che dopo l'esempio disastroso del governo della Capitale, da parte di una Cinquestelle, i sondaggi li diano per vincenti, dopo che in 15 mesi dal loro insediamento in Campidoglio NON HANNO ANCORA RISOLTO L'EMERGENZA RIFIUTI, e riducendo Roma peggio dei precedenti amministratori. Una discarica a cielo aperto, paradiso di piccioni e gabbiani, con i cassonetti che immancabilmente cintinuino a vomitare monnezza, che solo Grillo non vede, con la faccia di c... che può avere un buffone che , solo in palcoscenico, può inventarsi una realtà inesistente - mentre lui lo fa giù dal palcoscenico. La prossima volta che gira per la città si affacci, ad esempio, in Via Nomentana, all'altezza del palazzo di vetro dell'INAIL e vedrà che gli sembrerà di trovarsi, in viaggio vacanza, a Beirut, bombardata e piena di rifiuti.
Panza ha avuto parole durissime, anche parlando dell'attuale momento politico e sociale, quando ha fatto calare il gelo nello studio televisivo, profetizzando che il paese è sull'orlo di una guerra civile; e precisando, che non si meraviglierebbe se prossimamente qualcuno scendesse in piazza non in corteo per protestare, ma con i fucili per sparare.
Padellaro e Damilano, e la stessa Gruber, hanno replicato che non vedono un tale pericolo imminente, e che il nostro paese alla fine si fa scivolare addosso qualsiasi situazione anche grave. Pansa ha risposto: risentiamoci fra qualche tempo. Perché, nonostante alcuni dati dovrebbero far sperare sull'efficacia della cura da cavallo somministrata al paese che sembra stia uscendo dalla crisi, i benefici di tale meno negativa situazione non arrivano ancora a tutti i cittadini, con stipendi e pensioni fermi, con consumi al palo, e con la fiducia nel futuro che è pari a zero, specie nelle giovani generazioni, tuttora afflitte, drammaticamente, dalla disoccupazione.
Chi metterebbe alla guida di un paese in una situazione ancora fluida fra crisi e timida ripresa, come l'Italia, uno come Di Maio che non ha nè arte nè parte, e che sembra un clone perfetto della Raggi, più manichino della sindaca ma incompetente ed incapace quanto Lei?
I Cinquestelle, almeno fino ad ora, saranno pure, per la maggior parte, onesti, ma se sono 'mezzepippe'- come ha definito acutamente ma alla sua maniera, il governatore De Luca, la coppia Di Maio, Di Battista - meglio allora tutti gli altri, anche se nella maggior parte ladri, ai quali comunque si si spera che un domani si arrivi a tagliare le mani, ma che, di fronte alle emergenze, saprebbero cosa fare.
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lunedì 18 settembre 2017
sabato 17 dicembre 2016
La lunga agonia di Virginia Raggi in Campidoglio quando finirà?
Governare Roma è impresa quasi impossibile. Possible che solo chi si candidava alla poltrona di sindaco non lo sapesse? Roma è dominata da Mafia capitale. La lasciamo continuare a fare affari?
Chiunque arriva in Campidoglio avrà contro i poteri forti e distorti. Chi governa e sa di avere nemici da tenere a bada se non da abbattere, che fa vive nella palude e chiude tutti e due gli occhi per non vedere? Roma è in un totale abbandono. Chi governa può continuare a stare alla finestra, a non scendere in strada?
A tutte queste naturali domande ed imputazioni che la cittadinanza rivolge al sindaco Virginia Raggi, in Campidoglio da sei mesi, il Movimento 'Cinque stelle' della ditta 'Grillo& Casaleggio', che l'ha in custodia, risponde o con l' espulsione dal Movimento, o col toglierle il simbolo 'Cinquestelle', che si sta rivelando come una medaglia distruttrice, sul petto della Raggi.
E allora, allora arriva la decisione del sinedrio pentastellato sul sindaco: ci sta rovinando la reputazione, farebbe bene a dimettersi. Il sindaco risponde picche, essendo stata eletta da oltre 700.000 romani - sebbene con il Movimento grillino . Fa 'mea culpa' e dice che ora si volta pagina. Dopo l'arresto di Marra si dimettono Romeo e Frongia, fedelissimi della Raggi, e da sempre contestati dal Movimento e si va avanti - come ha assicurato il comico genovese in persona dopo una seduta fiume con lo stato maggiore del suo movimento, all'interno del quale alcuni colonnelli - soprattutto donne, Lombardi in testa - gli fanno capire che le accuse che esse rivolgevano alla Raggi, avevano un qualche fondamento.
Interrogato sulla faccenda anche Pizzarotti, il contestato ed espulso sindaco di Parma, risponde che la Raggi deve decidere: se ha una squadra di sua fiducia con la quale pensa di poter lavorare vada avanti, se invece, anche dopo il 'commissariamento' del suo movimento - ieri è apparso in tv anche l'ectoplasma di Marino per difendere la Raggi, eletta dai cittadini che il suo stesso movimento vorrebbe abbattere, come fece Renzi con lui ( ma fece bene per non proseguire nell'agonia di una città che non amministrava!), per dirle di andare avanti e di non accettare ordini dal 'comico genovese'- non riesce a governare, vada via. Alla Capitale non serve una lenta inesorabile agonia amministrativa alla quale la Raggi l'ha condannata; ha bisogno di un governo che sappia governarla.
Certo chiamarsi fuori - come ha fatto il Movimento - e la scuse troppo facili della Raggi- non rappresentano una vera svolta. In una città, la Capitale, che fa acqua anche letteralmente, da tutte le parti.
L'ectoplasma di Marino ha fatto anche una profezia. La Raggi non può durare per tutta la legislatura, ancora lunga; cade prima. E siamo d'accordo.
Richiesti poi, sia lui che Marco Damilano a La 7, sul riflesso di tale disastrosa amministrazione sui prossimi risultati elettorali, hanno risposto che non avranno il peso e l'influenza negativa che tutti immaginano, senza spiegare ,perchè. Crediamo si possa spiegare con la tendenza a dimenticare di noi italiani e con l'assenza di alternative forti al movimento grillino.
Mentre Roma - ma anche l'Italia, nel suo piccolo - brucia! Ad eccezione, sembra , di Torino dove la Appendino, che ha ricevuto la città non in condizioni simili a Roma, continua con il 'buongovermo', al punto che il comico genovese vuole candidarla anche a papessa, oltre che a premier e presidente della repubblica
Chiunque arriva in Campidoglio avrà contro i poteri forti e distorti. Chi governa e sa di avere nemici da tenere a bada se non da abbattere, che fa vive nella palude e chiude tutti e due gli occhi per non vedere? Roma è in un totale abbandono. Chi governa può continuare a stare alla finestra, a non scendere in strada?
A tutte queste naturali domande ed imputazioni che la cittadinanza rivolge al sindaco Virginia Raggi, in Campidoglio da sei mesi, il Movimento 'Cinque stelle' della ditta 'Grillo& Casaleggio', che l'ha in custodia, risponde o con l' espulsione dal Movimento, o col toglierle il simbolo 'Cinquestelle', che si sta rivelando come una medaglia distruttrice, sul petto della Raggi.
E allora, allora arriva la decisione del sinedrio pentastellato sul sindaco: ci sta rovinando la reputazione, farebbe bene a dimettersi. Il sindaco risponde picche, essendo stata eletta da oltre 700.000 romani - sebbene con il Movimento grillino . Fa 'mea culpa' e dice che ora si volta pagina. Dopo l'arresto di Marra si dimettono Romeo e Frongia, fedelissimi della Raggi, e da sempre contestati dal Movimento e si va avanti - come ha assicurato il comico genovese in persona dopo una seduta fiume con lo stato maggiore del suo movimento, all'interno del quale alcuni colonnelli - soprattutto donne, Lombardi in testa - gli fanno capire che le accuse che esse rivolgevano alla Raggi, avevano un qualche fondamento.
Interrogato sulla faccenda anche Pizzarotti, il contestato ed espulso sindaco di Parma, risponde che la Raggi deve decidere: se ha una squadra di sua fiducia con la quale pensa di poter lavorare vada avanti, se invece, anche dopo il 'commissariamento' del suo movimento - ieri è apparso in tv anche l'ectoplasma di Marino per difendere la Raggi, eletta dai cittadini che il suo stesso movimento vorrebbe abbattere, come fece Renzi con lui ( ma fece bene per non proseguire nell'agonia di una città che non amministrava!), per dirle di andare avanti e di non accettare ordini dal 'comico genovese'- non riesce a governare, vada via. Alla Capitale non serve una lenta inesorabile agonia amministrativa alla quale la Raggi l'ha condannata; ha bisogno di un governo che sappia governarla.
Certo chiamarsi fuori - come ha fatto il Movimento - e la scuse troppo facili della Raggi- non rappresentano una vera svolta. In una città, la Capitale, che fa acqua anche letteralmente, da tutte le parti.
L'ectoplasma di Marino ha fatto anche una profezia. La Raggi non può durare per tutta la legislatura, ancora lunga; cade prima. E siamo d'accordo.
Richiesti poi, sia lui che Marco Damilano a La 7, sul riflesso di tale disastrosa amministrazione sui prossimi risultati elettorali, hanno risposto che non avranno il peso e l'influenza negativa che tutti immaginano, senza spiegare ,perchè. Crediamo si possa spiegare con la tendenza a dimenticare di noi italiani e con l'assenza di alternative forti al movimento grillino.
Mentre Roma - ma anche l'Italia, nel suo piccolo - brucia! Ad eccezione, sembra , di Torino dove la Appendino, che ha ricevuto la città non in condizioni simili a Roma, continua con il 'buongovermo', al punto che il comico genovese vuole candidarla anche a papessa, oltre che a premier e presidente della repubblica
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