Luca Zaia si è espresso in merito alle polemiche nate a La Biennale e riguardanti la reintroduzione del padiglione della Russia. Il presidente del Consiglio del Veneto ha detto: «È fondamentale ribadire che nella vicenda ucraina va sosteunto il governo e che c'è un aggressore, che è rappresentato dalla Russia, e un aggredito che è l'Ucraina. Detto questo, per quanto riguarda la Biennale, difendo la posizione del presidente Buttafuoco, una posizione contro le censure, visto e considerato che la Biennale è un'istituzione culturale a livello internazionale». Zaia: «Cultura settore che non contempla la censura» «Sono fermamente convinto che la cultura e lo sport siano due settori in cui la censura non deve esserci e in cui non si può vietare a un Paese di partecipare a una manifestazione. Leggere che si dovrebbe lasciare il padiglione della Russia, che esiste dal 1914, chiuso per i temi della guerra, significa non avere l'accortezza di rendersi conto che altri Paesi che partecipano hanno situazioni di guerra e insurrezioni nei loro territori». «Venezia sede di dialogo per la pace» Zaia ha concluso con queste parole: «Penso, poi, che le Paralimpiadi, che vedono la partecipazione della Russia, siano la dimostrazione che nei comparti dello sport e della cultura bisogna essere disponibili al dialogo e incentivare la pace. Ricordo le parole del presidente Mattarella che, ricevendo la fiamma olimpica, ha detto che lo sport può essere un incentivo per portare la pace. Quindi, libertà e non censura nella speranza che Venezia possa essere sede di dialogo affinché si arrivi a un accordo di pace». Biennale, Tosi (FI): «Padiglione russo? Con Salvini siamo su fronti diversi»
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