Fabio Rampelli sollecita controlli su decine di scuole: per il Giorno del Ricordo serve memoria attiva. Il nodo resta tra obblighi normativi e libertà d’insegnamento.
Rampelli: “Dovere civico ricordare le foibe”
Il tema della memoria storica torna al centro del dibattito politico e scolastico. Il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, esponente di Fratelli d’Italia, ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara per chiedere verifiche sul rispetto delle iniziative legate al Giorno del Ricordo.
Nel documento viene indicato un elenco di oltre 40 scuole di Roma, sulle quali si chiede di accertare se siano state promosse attività di commemorazione e approfondimento storico in occasione del 10 febbraio.
La ricorrenza, istituita con la legge n. 92 del 30 marzo 2004, è dedicata alla memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, eventi legati alla fase finale della Seconda Guerra Mondiale.
Secondo Rampelli, si tratta di una pagina fondamentale della storia nazionale che deve essere trasmessa alle nuove generazioni. “L’Italia ha istituito il Giorno del Ricordo per conservare e rinnovare la memoria di una tragedia che per anni è stata poco raccontata”, ha dichiarato.
Le verifiche richieste al Ministero
Nell’interrogazione parlamentare, il vicepresidente della Camera segnala che in diversi istituti scolastici non sarebbero state organizzate iniziative adeguate, nonostante le indicazioni ministeriali e i progetti promossi a livello nazionale.
Tra questi rientrano i “Viaggi del Ricordo” e il concorso dedicato al 10 febbraio, strumenti pensati per coinvolgere studenti e docenti nella conoscenza degli eventi storici legati alle foibe.
Qualora le segnalazioni trovassero conferma, Rampelli ritiene necessario un intervento. “Sarebbe grave che leggi dello Stato non trovino piena applicazione nel sistema scolastico”, ha sottolineato, ribadendo il ruolo della scuola nella formazione della coscienza civile.
Il nodo tra obbligo e libertà d’insegnamento
La questione sollevata apre un tema più ampio che riguarda il rapporto tra normativa e autonomia scolastica.
Da un lato, la legge istituisce il Giorno del Ricordo e invita le scuole a promuovere iniziative per mantenerne viva la memoria. Dall’altro, resta il principio della libertà d’insegnamento, che riconosce ai docenti autonomia nella scelta dei contenuti e delle modalità didattiche.
Il punto centrale è quindi stabilire se le scuole siano tenute a organizzare specifiche attività in modo obbligatorio oppure se possano gestire la ricorrenza all’interno della propria programmazione didattica.
La risposta del Ministero dell’Istruzione sarà decisiva per chiarire eventuali responsabilità e per definire se siano previste misure nei confronti di dirigenti e docenti in caso di mancato svolgimento delle iniziative.
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