L'ultima che ho annotato, memorizzandola, qualche ora fa, dopo aver sfogliato i giornali, è di Stefania Craxi, figlia di Bettino, appena eletta, in sostituzione del dimissionario (dimissionato) Gasparri, capo dei senatori di Forza Italia.
Marina Berlusconi, in tale avvicendamento non c'entra: il seguito della esilarante dichiarazione. Figurati! Questa della Craxi è l'ultima della serie 'figli di...graziati' e, quando non graziati, imposti. I quali però con la faccia di b... che si ritrovano si appellano al detto che le benemerenze dei padri non sono mai di aiuto a loro - come del resto si vuole che non cadano sui figli le colpe dei padri.
In quell'angolo di memoria, vi sono tanti nomi, da quello di Chiara Muti (figlia di Riccardo) a quello di Alessio Vlad (figlio di Roman) tanto per citarne i primi due, evidentemente i più facili, che mi vengono subito in mente; la vicinanza dei due cognomi non è casuale, perchè il figlio di Roman deve al padre di Chiara buona parte della sua carriera, in ricordo del fatto che il direttore Muti ebbe a Firenze il primo incarico di prestigio, dal padre del graziato, Alessio.
Di contro mi viene da ricordare ciò che una volta a tal proposito, parlandosi evidentemente di figli di... graziati, ebbe a dire ario Zafred, musicista ed anche presidente di Santa Cecilia: per fortuna mio figlio non fa il musicista.
Finiamola allora con questa storia che i cognomi illustri danneggiano i rampolli di famiglie note e potenti.
E' esattamente il contrario, anche perchè un modo per piazzare i propri rampolli chi ha il potere lo trova sempre, siano essi meritevoli o no.
Ora il caso di Stefania Craxi mi ha fatto tornare alla memoria che, non è da oggi che quel suo cognome la danneggia. Molti anni fa, al tempo della mia direzione di Piano Time, denunciai proprio il caso di Stefania Craxi, titolare di una società di produzione tv e di altro. che si fregiava anche del nome 'Italia' la quale ebbe dall'allora ministro De Michelis - di che partito era?- un lauto finanziamento per una ricerca sui tratturi. Lei milanese che lavorava ai tratturi del meridione. Dunque già da giovane danneggiata dal cognome.
In questi giorni in tv è passato un bel servizio sui tratturi, le strade della transumanza.
n quello stesso anno anche un nostro concorrente, Lorenzo Arruga direttore di Musica viva (mica socialista!) ottenne un analogo lauto finanziamento da De Michelis per una ricerca sui cambiamenti del linguaggio dovuto alle contaminazioni. La ricerca si materializzò in una videocassetta che oltre Arruga nessun altro ha visto perchè non fregava a nessuno; ma i soldi, e tanti, li aveva presi lui come Stefania Craxi, le ricerche erano solo un pretesto, per non far sembrare troppo sporca quella dazione che altro non era che una mazzetta, o finanziamento illecito - chiamatela come volete.
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