martedì 31 marzo 2026

Emanuela Orlandi aveva un appuntamento, dice una sua amica intima. Una storia sempre più ingarbugliata ( da Il Mesaggero, di Mario Landi)

 

«Emanuela aveva un appuntamento di lavoro, ero con lei il giorno della sua scomparsa». Parla l'ex allieva della scuola di musica© Redazione

È stata ascoltata davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori, Alessandra Cappai, all’epoca dei fatti studentessa della scuola di musica “T. L. Da Victoria” a Roma, dove frequentava insieme alla cittadina vaticana il corso di canto corale, ricostruendo il pomeriggio del 22 giugno 1983, prima della scomparsa di Emanuela. «In quel periodo stavamo preparando il concerto di fine anno» e con Emanuela «quel giorno eravamo insieme alla scuola di musica però poi ci siamo separate all'uscita; di solito andavamo a prendere l'autobus alla stessa fermata in corso Rinascimento, ma siccome c'era mia cugina che abitava verso Colli Albani, noi abbiamo preferito andare verso il Pantheon. Ci siamo salutate all'uscita della scuola, siamo rimaste d'accordo che le avrei fatto una telefonata la sera successiva perché, il giorno dopo ancora, avevamo l'ultima prova» prima del concerto, ha detto, Cappai.

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La scomparsa

Rispondendo alle domande dei commissari proprio sull'ultimo momento in cui si sono viste e salutate, la donna ha spiegato che «siamo uscite insieme dalla scuola, poi noi abbiamo girato subito a sinistra» e «direi che ci siamo salutate davanti alla scuola o all'angolo, molto in prossimità della scuola». L'ex allieva della scuola di musica non ricorda che Emanuela sia arrivata in ritardi quel giorno a lezione e tantomeno che sia uscita in anticipo: «Non lo ricordo, direi che è arrivata puntuale, che siamo uscite insieme» da scuola. «L'aula era grande se durante la lezione sia uscita non lo so», sottolinea replicando a una commissaria che le chiedeva se la cittadina vaticana si fosse assentata chiedendo di uscire nel corso della lezione. Come da accordi presi con la ragazza scomparsa, il giorno seguente, senza sapere che Emanuela fosse già sparita nel nulla, «ho telefonato (a casa di Emanuela ndr) chiedendo di lei e mi ha risposto una persona, immagino della polizia». Ha saputo così della scomparsa. «Emanuela era molto tranquilla, non si truccava, era gentile e non particolarmente appariscente», ha riferito Cappai aggiungendo di non aver notato nulla di particolare nel giorno della scomparsa. «Se avessi saputo di una situazione di disagio di Emanuela non l'avrei rimossa, ne avrei sicuramente parlato», ha sottolineato precisando che però che non si frequentavano al di fuori della scuola di musica quindi «non posso escludere che ne abbia parlato con qualcuno, ma non con me».

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L'offerta di lavoro

«Mi hanno riferito che Emanuela aveva preso appuntamento perché le avevano offerto un lavoro di volantinaggio», ha detto riportando voci apprese da un'altra allieva della scuola ma ai commissari che le chiedevano di eventuali proposte di lavoro avanzate alle ragazze a quei tempi, Cappai ha risposto di «no. Personalmente - ha aggiunto - non sono mai stata fermata da nessuno per offerte di lavoro, ma non ho neanche memoria di qualcuno che le abbia ricevute». Rispondendo a una domanda, Cappai ha detto di non aver mai visto Enrico De Pedis all'interno della scuola di musica e ha aggiunto che «a mia mermoria Suor Dolores (direttrice della scuola ndr) era molto rigida, reputo difficile che estranei potessero entrare anche se non posso escluderlo». Oltre a quella di Cappai si sono svolte oggi altre due audizioni.

La pista del cinema

È stato sentito Giovanni Vairano, da giovane generico dello spettacolo, al quale sono state poste delle domande sull'ambiente e sui personaggi legati a quel mondo, come ad esempio il misterioso Felix. La Commissione parlamentare di inchiesta è tornata così a fare approfondimenti nell'ambito della pista legata al cinema e sull'ipotesi che le giovani all'epoca venissero avvicinate con la scusa di lavoretti nello spettacolo. Vairano ha risposto alle domande dei commissari in merito al contesto dell'epoca quando frequentava i set come comparsa. E proprio replicando alle domande della Commissione ha ricordato di aver notato «un paio di volte» durante le pause sui set «un personaggio che reclutava per film porno» e che per questo tutti se ne tenevano alla larga. «Parlava italiano» ma con un accento «dell'est» ed era «una persona strana» che «girava sempre da sola». Nel corso di un'altra audizione è stata invece sentita Vanessa Vaiani, compagna di classe di Emanuela Orlandi al Convitto nazionale «Vittorio Emanuele II»: su richiesta della donna la seduta però è stata secretata sia in audio sia in video.

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