A giugno dell'anno scorso l'uomo a cui viene attribuito il merito di aver presentato Melania a Donald Trump, e quindi uno degli uomini più vicini al presidente americano, ha chiesto un favore all'amministrazione. Secondo il New York Times Paolo Zampolli, ex agente di modelle divenuto inviato speciale del tycoon, era venuto a sapere che la sua ex fidanzata brasiliana si trovava in un carcere di Miami, arrestata con l'accusa di frode sul luogo di lavoro.
L'affidamento del figlio
I due all'epoca stavano combattendo una battaglia legale per l'affidamento del figlio adolescente e Zampolli ha colto la palla al balzo. Il fedelissimo di Trump, che a Washington è noto per ostentare la sua amicizia con il presidente, ha contattato un alto funzionario dell'Ice (Immigration and Customs Enforcement), denunciando che la sua ex si trovava negli Stati Uniti illegalmente.
Le pressioni e l'espulsione
A quel punto il funzionario, David Venturella, ha chiamato l'ufficio dell'agenzia a Miami per assicurarsi che gli agenti prelevassero la donna dal carcere prima che questa venisse rilasciata su cauzione. Nel corso della telefonata, Venturella fece notare che il caso rivestiva una certa importanza per una persona vicina alla Casa Bianca. La donna, Amanda Ungaro, è stata presa in custodia dall'Ice e quindi espulsa, un esito che con ogni probabilità si sarebbe verificato a prescindere dalle ingerenze di Zampolli.
Zampolli si difende
L'amico di Trump ha negato di aver chiesto all'Ice di trattenere la sua ex o di aver sollecitato altri favori dichiarando di essersi limitato a chiedere di chiarire la situazione relativa al caso della donna. Il dipartimento per la Sicurezza Interna ha affermato in un comunicato che Ungaro è stata trattenuta ed espulsa poiché in possesso di un visto scaduto da tempo e in quanto accusata di frode.
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