Che valore può avere oggi il fatto che un musicista - restiamo nel nostro orizzonte di conoscenza - che è ospite di una istituzione, specie in una grande città, non si presenti anche in altre della medesima città, concedendo cioè l'esclusiva della sua presenza non a più di una istituzione sulla medesima piazza?
Chi segue le vicende della musica a Roma. come noi facciamo da alcuni decenni - ha fresca in mente la memoria dell'indimenticabile, intraprendente ma eccentrica Adriana Panni che si vantava di avere alla Filarmonica, in esclusiva a Roma, Strawinsky come Boulez, che non andavano a Santa Cecilia, e men che meno all'Opera- anche per ragioni di repertorio in quest'ultimo caso, e , per Santa Cecilia, perchè certi compositori d'avanguardia erano 'indesiderati' e perciò banditi; non tutti, perchè, ad esempio, Berio vi presentò alcuni suoi lavori.
Per restringere il discorso a Roma ( ma potremmo allargarlo anche a Milano, per la concorrenza che per anni si sono fatti la Scala e l'Orchestra Sinfonica di Milano, ex Giuseppe Verdi') quante volte noi stessi abbiamo sottolineato l'anomalia della presneza a Santa Cecilia di direttori che erano magari 'residenti' all'Opera( Gatti e Mariotti i casi più recenti), ma non viceversa. Mai Pappano ha diretto un rigo di musica all'Opera, lui che proprio nel melodramma aveva mosso i primi passi da direttore ed aveva in tale settore il più prestigioso incarico londinese. Tutte le volte che glielo abbiamo detto o rimproverato - a Roma c'è stato quasi 20 anni!!!- la sua risposta ( anche negli anni di sovrintendenza di Fuortes che dalle parti di Santa Cecilia veniva, per approdare all'Opera) è stata sempre: con tutti gli impegni che ho, non c'è spazio libero da dedicare all'Opera.
E' del tutto evidente che era una ragione di comodo quanto idiota, come se l'interlocutore non ne comprendesse la falsità. Medesima risposta quando noi ci adoperammo a più riprese perchè dirigesse un Concerto di Capodanno della Fenice. La risposta di Cagli era sempre: Pappano è nostro e non lo regaliamo ad altri.
Questi discorsi si facevano non mille anni fa, ma solo qualche stagione fa.
Adesso, da qualche tempo, si torna a parlare di collaborazione fra Santa Cecilia e Teatro dell'Opera. Forse si concretizzerà nella utilizzazione di uno spazio comune per concerti quest'estate , alla Basilica di Massenzio, ma ancora nulla di stabilito.
Mentre invece si sa che l'inaugurazione della stagione da camera dell'Accademia si terrà, in data 21 ottobre, al Costanzi; mentre all'Auditorium fervono le prove per il Siegfried di Wagner che dirigerà Harding.
Dunque un recital di canto affidato a Lisette Oropesa, accompagnata dal pianoforte, in un repertorio dedicato alla zarzuela. Una 'toppa' collaborativa peggiore del 'buco' distintivo.
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