domenica 22 marzo 2026

Roma. Parco dei Bambini Montessori chiuso n.3. Esplode la protesta ( da Canale 10, di Marco Gasparini)

 

Esplode la protesta dei genitori e degli insegnanti per la chiusura dell’asilo Montessori della Bufalotta 

La protesta e la denuncia dei genitori e degli insegnanti per la chiusura dell’Asilo Montessori della Bufalotta, alcuni bimbi sono ancora a casa.

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Decine di genitori, insegnanti e dipendenti si sono dati appuntamento di fronte ai cancelli sbarrati dell’asilo Montessori della Bufalotta. Una protesta con cui i diretti interessati chiedono indagini capaci di far luce su una vicenda sfociata, tra l’altro, nella presentazione di una denuncia contro i vertici della scuola per interruzione di pubblico servizio e truffa.

La protesta e la denuncia dei genitori e degli insegnanti per la chiusura dell’Asilo Montessori della Bufalotta, alcuni bimbi sono ancora a casa

l parco Bambini Montessori, di via della Bufalotta che ospitava un nido convenzionato, uno privato e una scuola dell’infanzia nella periferia est della capitale tra i quartieri di Casal Boccone e della Cesarina, ha chiuso i battenti alcune settimane fa.

Esplode la protesta dei genitori e degli insegnanti per la chiusura dell’asilo Montessori della Bufalotta (FOTO) 1

Per ragioni poco chiare a conclusione di un iter amministrativo su cui ha, tra l’altro, pesato la rinuncia, da parte della direzione, al ricorso presentato al Tar per ottenere la sospensiva del provvedimento di revoca delle licenze d’esercizio.

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Le ombre sul ritiro delle autorizzazioni

 L’istituto operava nel territorio amministrato dal III Municipio di Roma Capitale da 40 anni ma, nel mese di giugno dello scorso anno, era iniziata una lunga vicenda amministrativa nata da un esposto anonimo in cui si denunciavano problemi di igiene all’interno della struttura, oltre a irregolarità urbanistiche derivanti da difformità attinenti alla planimetria e all’adeguatezza degli spazi dedicati alle attività didattiche.

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Un fulmine a ciel sereno che, tuttavia, inizialmente non aveva destato particolari preoccupazioni da parte della società che gestisce la scuola, anche perché i controlli e le relative abilitazioni erano state sempre rinnovate nel corso del tempo, così come previsto dalle norme vigenti in materia.

La vicenda si era poi ingarbugliata cammin facendo dando luogo a un fitto e, persino eccessivo secondo i genitori dei bimbi, susseguirsi di verifiche e sopralluoghi sfociato in un botta e risposta tra la scuola e le amministrazioni coinvolte.

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Tra la fine dell’anno scolastico e il mese di gennaio 2026 sono stati effettuati, almeno in parte, gli adeguamenti e le correzioni richieste dalla mano pubblica.

Subito dopo la chiusura per le vacanze natalizie i funzionari della Asl si erano fatti vivi di nuovo rilevando, oltre alle già evidenziate difformità planimetriche, una generica “sporcizia delle superfici” degli ambienti riservati ai bambini. In realtà terriccio trasportato dalle loro scarpine dopo il tempo trascorso in giardino.

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La Asl aveva, infatti, concluso che tutte le abilitazioni si dovevano intendere decadute, con la conseguenza che le famiglie dei 118 bambini iscritti, tra zero e sei anni, sono state convocate d’urgenza dall’ufficio competente del III Municipio e avvisate del fatto che i figli dovevano essere trasferiti presso altre scuole del territorio.

Operazione iniziata alla fine di febbraio con lo smistamento dei piccoli in diverse scuole del territorio, come se si trattasse di pacchi postali.

Dieci di loro sono rimasti a casa e non hanno ancora ripreso il loro percorso educativo mentre 25, tra maestre e dipendenti, sono ancora senza risposta. Non sono stati licenziati, ma sono ancora senza stipendio e senza la possibilità di cercare lavoro altrove e di accedere ai sussidi di disoccupazione. La proprietà ha disertato gli incontri sollecitati dalle Camere del Lavoro Autonomo e Precario (Clap) che rappresenta il personale.

Personale e maestre senza risposte

L’ente locale in sede di Commissione Trasparenza non ha preso posizione sulla richiesta da parte dei genitori di fornire chiarimenti sull’esposto anonimo del giugno 2025 che ha scatenato l’ondata di verifiche da parte dell’amministrazione sulla sussistenza delle autorizzazioni previste per di più in merito a presunte irregolarità attinenti al terreno e agli immobili della struttura.

 Verifiche e controlli sempre proseguiti senza approfondimenti da parte degli uffici competenti e, anzi, in presenza di ripetuti elogi alla scuola sulla qualità dell’insegnamento assicurato dalla struttura.

I genitori non si capacitano neppure del motivo per cui la scuola abbia deciso di rinunciare al ricorso al Tar appena due giorni prima di un pronunciamento da parte del giudice che avrebbe potuto aprire scenari diversi.

 Le famiglie: “Non vogliamo rimanere in silenzio. Speriamo che le autorità giudiziarie, interessate a vario titolo sulle questioni che riguardano la scuola, riescano a ottenere le risposte che noi genitori non abbiamo avuto in particolare dalla direttrice e dai soci”.

Ci stiamo rivolgendo agli organi di polizia, affinché siano aperte indagini serie sull’accaduto. E’ inaccettabile che una scuola che si dedichi all’educazione dei più piccoli possa chiudere così, a metà dell’anno scolastico. Le soluzioni per arrivare a giugno c’erano, è mancata la volontà -concludono- da parte degli attori coinvolti e a farne le spese sono stati le nostre bambine e i nostri bambini”.

Continueremo a denunciare quanto accaduto e chiedere conto delle scelte incomprensibili da parte del Parco dei Bambini Montessori. Per anni le lavoratrici hanno svolto le loro mansioni con professionalità e passione, meritavano molto di più. Ora con una Pec di 3 righe le lavoratrici sono state informate dell’apertura della procedura di liquidazione, ma senza nessuna indicazione chiara su quello che sarà il loro futuro“, dice Tiziano Trobia, coordinatore delle Clap.

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