Alberto Leonardis, presidente e amministratore delegato del gruppo editoriale Sae, anche se non ha ancora perfezionato l’acquisto de La Stampa si è già messo alla ricerca di compratori che possano rilevare il polo di quotidiani che ha creato dal 2020 a oggi.
Esborso da 22 milioni di euro da parte di un gruppo indebitato
E in effetti molti osservatori del mercato hanno valutato che l’operazione La Stampa, con un esborso da 22 milioni di euro per un giornale che produce perdite per una decina di milioni all’anno e ha in pancia una redazione di 178 dipendenti, fosse un passo davvero più lungo della gamba per il gruppo Sae, che ha i conti in rosso.
Al momento la Sapere Aude Editori (Sae) già controlla Il Tirreno (Livorno), Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio e La Nuova Ferrara, comprati da Gedi nel 2020, e poi La Nuova Sardegna (rilevata nel 2022) e La Provincia pavese (nel 2025), oltre ad aver rilevato Paese Sera (2025).
Come operano questi “spazzini” di testate in difficoltà
Come insegnano operazioni simili compiute nel passato, questi “spazzini” di testate in difficoltà (e Sae è stato il partner sodale di Gedi in tutte queste dismissioni) ricevono in genere dal venditore una dote milionaria per riuscire a gestire i giornali nei primi tempi. Quando la dote si esaurisce, o li chiudono, o li rivendono a qualcun altro, o fanno pesanti ristrutturazioni per avere un equilibrio economico-finanziario.
Lo schema usato finora da Leonardis è il seguente: lui fa da aggregatore, poi i soldi li mettono soprattutto imprenditori e politici locali. Finora però si trattava di piccole testate molto legate al territorio di competenza. Da valutare, adesso, come verrà strutturato il veicolo che acquisterà La Stampa, e se effettivamente, tra i soci di minoranza, ci sarà anche la Sportcast srl, società posseduta dalla Federazione italiana di tennis e padel, e che si occupa di editoria producendo il canale tivù Supertennis. In questo caso ci sarebbe però un cavillo da superare: lo statuto di Sportcast, nell’oggetto sociale, ammette l’edizione e la produzione di giornali, esclusi però i quotidiani. E quindi sarebbe poco adatta per l’ingresso in Sae. Si vedrà.
Leonardis possiede solo il 3 per cento di Sae
Nel frattempo, come detto, Leonardis da un lato è impegnato a finalizzare il contratto preliminare per l’acquisto de La Stampa (chiusura entro giugno), dall’altro ha già iniziato a sondare il terreno per un’ipotetica cessione di tutta la Sae, di cui lui personalmente possiede solo il 3 per cento.
Tra i tavoli ai quali ha fatto pervenire il dossier Sae c’è di sicuro quello di Rcs MediaGroup, che al momento si è però detto non interessato ad affiancare al Corriere della sera e a La Gazzetta dello sport una catena di quotidiani locali (La Stampa, a tendere, diventerà un giornale locale con una redazione più che dimezzata).
E presto sui tavoli della business community italiana potrebbe arrivare anche un altro dossier: quello di Repubblica. È noto, infatti, che il gruppo greco Antenna ha chiuso l’operazione con Gedi solo perché interessato alle radio (Deejay, M2o, Capital), mentre non sa che farsene del quotidiano, che perde circa 15 milioni di euro all’anno e ha una redazione di 270 giornalisti.
Nessun commento:
Posta un commento