giovedì 26 marzo 2026

Alla fine Santanché si è dimessa. Dopo tre anni di resistenza, nonostante tutto ( Rai News)

 

Daniela Santanchè 13/12/24

"Volevo che le mie dimissioni fossero separate dalla vicenda contingente ed assai diversa che ha riguardato l'On.Del Mastro che pure paga un prezzo alto. Chiarito questo non ho difficoltà a dire "obbedisco" e a fare quello che mi chiedi". Così Daniela Santanchè nella lettera di dimissioni alla premier Giorgia Meloni. "Non ti nascondo un pò di amarezza per l'esito del mio percorso ministeriale ma nella mia vita sono abituata a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri. Tengo di più alla nostra amicizia e al futuro del nostro movimento". 

Sono passati 13 mesi da quando la ministra del Turismo Daniela Santanchè intervenne in parlamento. Era il 25 febbraio 2025, e il contesto era quello, concitato, relativo alla discussione e al voto sulla mozione di sfiducia individuale contro di lei alla Camera dei deputati

In Fratelli d'Italia le dimissioni erano ritenute "scontate" da Giovanni Donzelli, per alcuni parlamentari di alto rango addirittura era già cosa fatta. Sicuramente l'obiettivo, come aveva detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, era non arrivare a discutere la mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni, calendarizzata a partire da lunedì: "Penso non sarà necessaria", aveva detto Ciriani in transatlantico.

La questione delle dimissioni di Santanchè era ormai in piedi da mesi, la ministra aveva dichiarato davanti all’Aula che non intendeva fare alcun passo indietro, aggiungendo però una clausola esplicita: si sarebbe dimessa solo se a chiederglielo fosse stata “la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni”. Questa frase è stata ripresa più volte come una sorta di “patto” politico: finché Meloni tace, la ministra resta. 

Ma ieri qualcosa è cambiato, perché è stata proprio la premier ad “auspicare” un passo indietro della ministra del Turismo in una nota pubblica, praticamente un inedito nella storia della Repubblica, come ricordano oggi diversi quotidiani. 

Dopo l'auspicio di Meloni attraverso la nota di Palazzo Chigi per le dimissioni di Santanchè, sul modello di quanto già avvenuto con il sottosegretario Andrea Delmastro e il capo di Gabinetto Giusi Bartolozzila ministra a stretto giro aveva dichiarato attraverso una nota del suo ministero che oggi si sarebbe trovata al suo posto di lavoro regolarmente

 

I  guai giudiziari: Visibilia, falso in bilancio e truffa all’Inps

Sul piano giudiziario, la situazione di Santanchè è complessa e stratificata, con due procedimenti principali che la vedono coinvolta a Milano. Il primo riguarda la società Visibilia, fondata e gestita dalla ministra fino al 2021, su cui la Procura l’ha iscritta nel registro degli indagati per presunto falso in bilancio e per un’ipotesi di bancarotta; nel 2025 il Tribunale di Milano l’ha rinviata a giudizio sul capo di falso in bilancio, mentre l’istruttoria sulla bancarotta resta in corso

Il secondo filone è quello della cosiddetta “truffa Covid” ai danni dell’Inps, legato alla gestione della cassa integrazione della Visibilia: la Procura ha chiesto l’udienza preliminare e, dopo la conferma della competenza da parte della Cassazione, il giudice di Milano ha fissato l’udienza del 26 marzo per decidere se rinviare nuovamente a giudizio la titolare del Turismo.

La reazione delle opposizioni

Schlein, 'Santanché si è dimessa, comunque sempre troppo tardi' Alla notizia dell'addio della titolare del Turismo, alla Camera rimbomba l'applauso delle opposizioni, epilogo di una giornata ad altissima tensione. A due giorni dal referendum, lo scontro politico deflagra dentro e fuori le Aule parlamentari. Il centrosinistra attacca a testa bassa "Meloni che fugge". La segretaria del Pd Elly Schlein parla di una "crisi profonda" del governo. 

Nel mirino restano anche le dimissioni "tardive" del capo di gabinetto del ministero della Giustizia Giusy Bartolozzi e del sottosegretario Andrea Delmastro con il caso delle azioni della 'Bisteccheria d'Italia' su cui le opposizioni continuano a chiedere chiarezza. "Dietro il governo c'è un sistema di potere a cui hanno detto NO milioni di ragazze e ragazzi", punta il dito il pentastellato Riccardo Ricciardi

"Santanchè si è dimessa, dopo che per 3 anni Meloni l'ha scudata e l'ha fatta scudare dal Parlamento, salvandola anche dalle nostre mozioni di sfiducia. Ci sono voluti 15 milioni di vostri voti al referendum per ottenere solo oggi le sue dimissioni. Abbiamo un Governo che barcolla e una premier debolissima, che deve delle spiegazioni sul degrado istituzionale di cui si è resa responsabile. Lo deve fare difronte al Paese e al Parlamento". Lo scrive sui social il leader dei 5 stelle, Giuseppe Conte.

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