venerdì 20 marzo 2026

Belgio. Preti sposati per rispondere alla crisi delle vocazioni

 

Vescovo annuncia di voler ordinare preti sposati, la grana per Leone XIV stavolta arriva dal Belgio© Ap

Non si sa se sia una provocazione per smuovere un po' le acque, oppure se è una promessa. Fatto sta che il vescovo belga di Anversa, Johan Bonny ha annunciato che per far fronte alla crisi vocazionale della sua diocesi è orientato a ordinare degli uomini sposati. La questione che solleva indirettamente è quella dei viri probati, all'origine di furiose battaglie già all'interno del Sinodo sull'Amazzonia in Vaticano alcuni anni fa. In ogni caso l'annuncio contenuto in una lettera pubblica alla diocesi e diffusa il giorno di San Giuseppe stavolta prospetta una rottura con Roma, visto che sull'argomento il Vaticano nel frattempo ha fatto cadere una pietra tombale. 

«Quando visito le parrocchie o le unità pastorali» scrive Bonny, «incontro regolarmente persone che la comunità vedrebbe volentieri come buoni preti". Allo stesso modo, aggiunge, «io stesso conosco molti collaboratori che sarebbero perfettamente adatti a diventare sacerdoti. Per queste ragioni, farò di tutto per ordinare entro il 2028 alcuni uomini sposati sacerdoti per la nostra diocesi». Il vescovo precisa inoltre che contatterà «personalmente» questi uomini e «si assicurerà che dispongano per allora della formazione teologica e dell'esperienza pastorale necessarie, paragonabili a quelle degli altri candidati al sacerdozio. Questa preparazione avverrà in modo trasparente ma discreto, fuori dalla vista dei media».

Il celibato sacerdotale si è imposto nella Chiesa nel corso dei secoli come espressione della configurazione del sacerdote a Cristo, che si dà interamente a Dio e alla Chiesa. Il Concilio Vaticano II insegna che il celibato è «in profonda armonia con il sacerdozio». Il Catechismo della Chiesa cattolica sottolinea poi che i sacerdoti vivono questa scelta "per il Regno dei cieli" sottolineando che si tratta di un percorso radicato in una realtà teologica.

La situazione è più possibilista nelle Chiese orientali dove ci sono anche sacerdoti sposati anche se questa pratica si inserisce in una tradizione propria, antica e coerente, in cui i vescovi sono celibi e dove nessun sacerdote può sposarsi dopo l'ordinazione. Secondo molti in Vaticano questo modello non è trasferibile alla Chiesa latina senza la rottura dell'equilibrio.

Se monsignor Bonny arrivasse a ordinare uomini sposati senza l'autorizzazione della Santa Sede, commetterebbe un atto illecito. La scomunica non sarebbe però automatica, tuttavia potrebbe essere presa in considerazione se dovesse persistere una rottura con l'autorità papale.

IN realtà il vescovo di Anversa ha motivato questa decisione riferendosi in particolare alla situazione del Belgio dove la Chiesa conosce da diversi decenni una drammatica caduta della pratica religiosa, delle vocazioni e una crescente influenza delle correnti teologiche progressiste. Un clima di fermento che si era già tradotto in prese di posizione azzardate nel 2022 quando diversi vescovi fiamminghi - tra cui lui - proposero un rituale di benedizione per le coppie dello stesso sesso in contrasto con le direttive della Santa Sede. Durante il Sinodo sulla famiglia, nel 2014, monsignor Bonny aveva pure chiesto un riconoscimento per le relazioni omosessuali nella Chiesa, sostenendo un'evoluzione della dottrina morale. Aveva persino espresso pubblicamente il suo disagio nei confronti di alcune posizioni conservatrici arrivando a criticare apertamente le decisioni del Vaticano.

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