Svetlana Zakharova, l’étoile del Teatro Bolshoi di Mosca, non parteciperà al gala internazionale di danza Les Étoiles, l’organizzazione ha ritirato l’invito alla ballerina russa. La notizia arriva nel pieno delle polemiche sulla presenza della Russia alla Biennale arte di Venezia. L’evento a cura di Daniele Cipriani, è in programma il 20 e 21 marzo sul palcoscenico della Sala Santa Cecilia, all’Auditorium parco della musica Ennio Morricone. Un'edizione denominata 'Il Gala dell'amore'.

In lunga nota gli organizzatori spiegano che la star del balletto "era stata invitata a partecipare con l'idea, profondamente radicata, che l'arte sia un mezzo per unire senza ridurre gli artisti alla loro nazionalità e che la danza sia uno dei ponti che permettono incontri nel segno della pace".

Ma negli ultimi giorni a seguito a comunicazioni da parte di istituzioni, si è ritenuto che la presenza di Zakharova "che non risulta sottoposta a sanzioni nei Paesi dell'Unione europea". potesse essere fraintesa o strumentalizzata. O "di apparire come una normalizzazione di ciò che sta accadendo e di acuire le ferite, il ponte che l'arte prova faticosamente a costruire rischia di franare prima ancora di essere realizzato. Per queste ragioni, pur ribadendo con forza il rispetto per la libertà di espressione degli artisti e la contrarietà a ogni forma di discriminazione per nazionalità, l'organizzazione comunica di aver ritirato l'invito rivolto all'étoile e che, contrariamente a quanto era stato precedentemente annunciato, Svetlana Zakharova non prenderà parte al gala.

Zakharova esclusa col marito dal Maggio Fiorentino

Svetlana Zakharova era già stata esclusa dal Maggio Fiorentino. Il Teatro aveva annunciato la cancellazione del balletto Pas de Deux on Fingers and for Fingers, con la ballerina e suo marito, il musicista Vadim Repin, in programma nel gennaio scorso. Non è una cancellazione, ma una sospensione motivata dal «perdurare delle tensioni internazionali» che avrebbe potuto compromettere il buon esito delle serate".

In quel caso la decisione maturò dopo una lettera formale del Network associazioni per l’Ucraina, indirizzata alla direzione del teatro e alle massime istituzioni cittadine, oltre che al ministero della Cultura. Un documento duro e argomentato che non contestava il valore dell’artista ma il suo profilo pubblico e politico: la ballerina infatti è, sì, nata a Lutsk, in Ucraina, ma dal 2007 è stata membro del partito “Russia Unita” (forza politica dominante al potere nella Federazione Russa) ed è stata deputata della Duma di Stato della Federazione Russa.

Salvini: “Siamo alla russofobia”

"Continuo a ritenere che l'arte, la cultura, la musica e lo sport abbiano la missione di avvicinare popoli e culture e non di esasperare i conflitti in corso. Ieri leggevo che è stato annullato l'invito ad una ballerina russa di eccellenza da un festival di danza a Roma. Mi sembra che siamo alla russobofia". Lo ha detto il vicepremier della Lega Matteo Salvini a Rtl 102.5.