Due stabilimenti di gas e un gasdotto, sono stati presi di mira da attacchi israeliani e statunitensi poche ore dopo che il presidente americano Donald Trump aveva annunciato un rinvio dei raid sulle infrastrutture energetiche.
Danni agli impianti di Isfahan e Khorramshahr
"Nell'ambito dei continui attacchi perpetrati dal nemico sionista e americano, l'edificio dell'amministrazione del gas e la stazione di regolazione della pressione del gas in via Kaveh a Isfahan sono stati presi di mira", ha affermato l'agenzia di stampa Fars. Gli impianti nell'Iran centrale sono stati "parzialmente danneggiati", ha aggiunto Fars, l'unica testata giornalistica iraniana a riportare l'incidente. L'agenzia ha inoltre riferito che un attacco ha colpito anche il gasdotto della centrale elettrica di Khorramshahr, nel sud-ovest del Paese. "Un proiettile ha colpito l'area esterna alla stazione di trattamento del gasdotto di Khorramshahr", ha riportato Fars, citando il governatore della citta' al confine con l'Iraq.
Il dietrofront di Donald Trump e i negoziati
Ieri Trump aveva parlato di colloqui in corso con Teheran e annunciato una tregua di cinque giorni sugli attacchi alle centrali elettriche della Repubblica islamica. L'improvviso cambio di rotta era avvenuto poche ore prima della scadenza dell'ultimatum al termine del quale aveva minacciato di attaccare le centrali elettriche iraniane se Teheran non avesse riaperto lo Stretto di Hormuz. Tuttavia, i media iraniani hanno smentito che ci fossero negoziati in corso.
Nessun commento:
Posta un commento