Bufalotta / Via della Bufalotta, 1070
Scuola montessoriana chiusa, la protesta di famiglie e insegnanti: "Nessuna risposta, vogliamo la verità"
Sit-in di mamme e papà insieme a lavoratori e sindacati a un mese dallo stop improvviso dell'attività del plesso di via della Bufalotta
Monta la protesta di famiglie e insegnanti della scuola montessoriana della Bufalotta chiusa a fine febbraio. L'istituto ha cessato improvvisamente ogni tipo di attività dopo la decadenza della convenzione con Roma Capitale, a sua volta scaturita dal ritiro delle autorizzazioni da parte di Asl e municipio III per gravi carenze igienico-sanitarie e mancata conformità di spazi e planimetrie depositate.
La protesta dei genitori del Parco dei Bambini
Nella mattinata di sabato 21 marzo le famiglie dei 118 bambini fino a un mese fa ospitati dal Parco dei bambini Montessori, insieme a oltre 20 tra educatrici e impiegate, hanno dato vita a un sit-in di protesta chiedendo l'apertura del dialogo con la scuola, e chiarezza rispetto al futuro delle lavoratrici, che non hanno ricevuto lo stipendio di febbraio e non sanno se saranno licenziate o meno.
Le educatrici rimaste nel limbo
A un mese dalla chiusura, dei 118 iscritti ce ne sono 10 che ancora non sono stati ricollocati nelle strutture del territorio. Maestre e impiegate chiedono un confronto con la società, tramite il sindacato Clap che le rappresenta: “Non siamo libere di accettare nuovi lavori o accedere ai sussidi di disoccupazione” fanno sapere.
I dubbi sull'esposto anonimo
“Genitori e dipendenti non hanno ottenuto risposte - spiegano ancora le famiglie -, né durante la Commissione Trasparenza del Comune e né durante i confronti con le istituzioni, che dovevano portare a dei chiarimenti sulla procedura e sull'operato della direttrice della scuola, Alessia Bilotta, e della proprietaria Rossella Cafagna. Soprattutto rimangono i dubbi sull'esposto anonimo che ha scatenato l'ondata di verifiche sulla scuola: nonostante per anni tutti i controlli e tutte le autorizzazioni siano sempre proseguiti senza approfondimenti da parte delle istituzioni (anzi con ripetuti elogi sulla qualità unica dell'insegnamento erogato), dopo l'esposto di giugno 2025 sono emerse improvvisamente le irregolarità che riguardavano il terreno e gli immobili”.

“Ricorso al Tar annunciato e poi ritirato”
Le famiglie sottolineano poi i dubbi sul ricorso al Tar del Lazio “prima annunciato dalla scuola e poi ritirato in fretta dalla direttrice, comunicando alle famiglie e alle insegnanti anzi l'immediata chiusura delle attività (anche la parte privata) proprio a due giorni dall'espressione del giudice che avrebbe potuto aprire scenari diversi”.
Il sindacato: “Dipendenti liquidate con una pec”
Andrà avanti dunque la battaglia da parte di famiglie e insegnanti del Parco dei Bambini di Montessori: “Per anni le lavoratrici hanno svolto le loro mansioni con professionalità e passione, meritavano molto di più - commenta Tiziano Trobia, coordinatore delle Clap, sigla sindacale -. Ora con una pec di 3 righe le lavoratrici sono state informate dell'apertura della procedura di liquidazione, ma senza nessuna indicazione chiara su quello che sarà il loro futuro”.
Le famiglie: “Mancata volontà di continuare”
"Inaccettabile -concludono mamme e papà - che una scuola che si dedica all'educazione dei più piccoli possa chiudere così, in mezzo all'anno scolastico. Le soluzioni per arrivare a giugno c'erano, è mancata la volontà da parte degli attori coinvolti e a farne le spese sono state bambine e bambini".
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