Papa Leone XIV - Membri delle comunità monastiche e Monache Benedettine
Nella domenica delle Palme, che è una delle feste più importanti della cristianità, perché apre la settimana santa, il Papa ha lanciato la sua maledizione contro i guerrafondai. Scusate se uso una parola forte come “maledizione” ma a me è sembrato che il tono usato dal Papa giustifichi questa espressione. Il Papa, in modo del tutto evidente, ce l’aveva con il governo israeliano e con il governo americano. Direi proprio con Netanyahu e Trump. Probabilmente anche con Putin che sta facendo in Ucraina cose molto simili a quelle che l’asse israelo-americano sta facendo in medio oriente.
Trascrivo le parole esatte del papa: “Gesù percorre la via della croce come Re della pace. La sua mitezza e pacatezza si contrappongono alla brutalità e ai soprusi degli uomini. Cristo non si è armato, non si è difeso, non ha combattuto nessuna guerra. Ha manifestato il volto mite di Dio, che sempre rifiuta la violenza e si è lasciato crocifiggere per abbracciare tutte le croci piantate in ogni tempo e luogo nella storia dell’umanità. Questo è il nostro Dio: un Dio che rifiuta la guerra, che nessuno può usare per giustificare la guerra, che non ascolta la preghiera di chi fa la guerra e la rigetta dicendo: Anche se moltiplicaste le preghiere, io non ascolterei: le vostre mani grondano sangue”. Lo scontro tra la Chiesa cattolica e l’establishment guerresco occidentale a guida americana ormai è asperrimo. L’unica potenza occidentale che si è chiamata fuori è stata la Spagna. Per il resto i governi sono tutti con le mani più o meno insanguinate. E si contrappongono ai milioni di giovani che scendono in piazza in tutto il mondo contro la guerra e i crimini di guerra. Ricordano molto, questi giovani, la generazione generosa del Vietnam. E in Italia sono moltissimi.
L’ultimo incidente diplomatico tra Santa Sede e Israele è stato lo sbarramento di polizia che ha fermato il Cardinal Pizzaballa il quale stava andando a celebrare la messa al Santo Sepolcro. Persino il governo italiano si è un pochino indignato per questo sgarbo ai cristiani. E ha reagito. Tajani addirittura ha convocato l’ambasciatore di Israele, cosa che non si era mai sognato di fare quando l’esercito di Israele uccideva, giorno dopo giorno, migliaia di bambini palestinesi. Né quando occupava la spianata delle Moschee, offendendo l’islam. Comunque ha fatto bene Tajani, e di fronte alla sollevazione anche degli alleati, Netanyahu è stato costretto a tornare indietro. E questo dimostra che non è vero che i governi europei non possono in nessun modo influenzare le politiche di Netanyahu. Ora vedremo se riusciranno a fermare il nuovo crimine progettato dalla destra fascista israeliana: introdurre la pena di morte in modo da poter fare strage dei palestinesi in carcere. Italia, Francia, Gran Bretagna e Germania si sono opposte. Nei prossimi giorni sapremo con quanta forza.
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