domenica 22 marzo 2026

NORMALE DI PiSA compra libri messi all'indice dall'America di Trump

 

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La Scuola Normale Superiore di Pisa ha deciso di acquistare e rendere accessibili agli studiosi italiani circa quaranta dei 381 libri rimossi dalla Biblioteca Nimitz dell’Accademia Navale degli Stati Uniti ad Annapolis, nel Maryland, circa un anno fa. L’iniziativa è stata motivata dall’istituto come un gesto simbolico «per continuare a tenere accesi i riflettori sulla situazione che scuole e accademie statunitensi stanno vivendo in questa fase» e sarà ufficialmente presentata lunedì prossimo nell’aula magna di Palazzo Vegni, sede fiorentina della Normale. «Vediamo – spiegano dall’ateneo – un ritorno di tempi scuri nei quali vengono cancellati libri che parlano di disuguaglianze di genere, quello che abbiamo fatto è un gesto di difesa della visione plurale di arte e scienza» per timore di tornare ai «tempi bui, come quando il Ku Klux Klan bruciava i libri degli autori neri».

I libri rimossi per la guerra alla cultura woke

I titoli selezionati formeranno il cosiddetto «fondo Nimitz» della biblioteca della Normale e saranno disponibili per l’intera comunità accademica. Si tratta di opere che trattano temi di diversità, equità e inclusione (Dei), ritenuti a rischio o scomodi per alcune istituzioni militari statunitensi. Secondo quanto spiegato dall’istituto pisano, la rimozione dei volumi dalla Nimitz Library, avvenuta nell’aprile 2025, faceva parte di un programma dell’amministrazione centrale del Dipartimento della Difesa volto a contrastare la promozione di valori legati a diversità, equità e inclusione nelle scuole e accademie militari, nell’ambito della cosiddetta «guerra alla woke culture dell’amministrazione Trump».

La rimozione dei libri negli Usa

La rimozione di questi libri rientrava in una serie di ordini emanati dai vertici militari statunitensi alle biblioteche delle accademie e degli istituti di addestramento dell’esercito e dell’aeronautica. Alle scuole e accademie militari, lo scorso anno, era stato chiesto di esaminare le proprie collezioni e rimuovere ogni titolo che promuovesse diversità, equità e inclusione, ideologia di genere o teoria critica della razza. La rimozione dei libri dalla Nimitz Library ha coinvolto opere storiche e culturali fondamentali, tra cui testi sull’Olocausto, sul femminismo, sui diritti civili e sul razzismo. La decisione aveva suscitato forti critiche negli Stati Uniti, tra legislatori, leader locali e cittadini, soprattutto per la cancellazione di riferimenti storici e figure di rilievo militare e civile.

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