Attacco russo con droni su Kharkiv, almeno cinque feriti
Raid russo nella notte su Kharkiv: auto e appartamenti in fiamme. Almeno cinque le persone rimaste ferite, tra cui un bambino.
Putin a Trump, successi militari spingeranno Kiev ad accettare accordo
In una conversazione con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il presidente della Russia Vladimir Putin ha sottolineato il successo dell'avanzata delle truppe russe nel distretto militare nord-orientale, che dovrebbe spingere Kiev ad accettare un accordo. Lo ha affermato l'assistente presidenziale per gli affari internazionali Yuri Ushakov.
Trump, con Putin parlato di Ucraina
"C'è stata una telefonata con Putin molto buona, abbiamo parlato di Ucraina, una guerra che sembra non finire mai: c'è molto odio tra Zelensky e Putin, però penso che la telefonata sia andata bene. Putin vuole aiutare sul Medio Oriente, gli ho detto che ci potrebbe aiutare di più se mettesse fine alla guerra in Ucraina". Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nel corso di una conferenza stampa a Miami. E aggiunge: “C'è molto odio tra Zelensky e Putin”.
Telefonata di un'ora Putin-Trump, l'Iran si incrocia con l'Ucraina
Al decimo giorno di guerra in Iran, squillano i telefoni del Cremlino e della Casa Bianca: da una parte lo zar Vladimir Putin, dall'altra il presidente Donald Trump. Una chiamata di oltre un'ora, incentrata sul conflitto in Medio Oriente e sull'Ucraina. Con Mosca che manda un messaggio chiaro: "Il successo dell'avanzata delle truppe russe in Donbass dovrebbe incoraggiare Kiev a risolvere il conflitto attraverso i negoziati". Con l'implicita richiesta al tycoon di intensificare la pressione su Volodymir Zelensky, preoccupato dal rinvio del nuovo round di colloqui proprio per la crisi iraniana. Un fronte, quest'ultimo, su cui Mosca finora non si è esposta se non con appelli alla de-escalation e gli auguri alla nuova Guida Suprema con la promessa di "una partnership affidabile". Putin ha così ribadito a Trump la necessità di trovare una "rapida soluzione diplomatica", mentre il presidente americano si era appena detto convinto che la guerra in Iran "è praticamente conclusa, finirà presto". Una partita che incrocia i due scacchieri con i due leader che si sono detti "pronti" a contatti "regolari" dopo questa telefonata "costruttiva e aperta", la prima da due mesi.
Putin intanto manda anche un messaggio agli europei: forte dell'impennata dei prezzi energetici, getta sul piatto della bilancia nei rapporti con la Ue tutto il peso del suo Paese come grande produttore di petrolio e gas, affermando che la Russia è pronta a garantire le forniture di petrolio e gas necessarie per stabilizzare i mercati. Ma per fare questo aspetta "segnali" da Bruxelles. Quasi una provocazione dopo quattro anni di gelo e accuse incrociate sull'Ucraina, sfociate nella chiusura totale da parte dell'Ue dei rubinetti del gas dalla Russia.
Nel suo messaggio a Mojtaba Khamenei, Putin si è detto sicuro che il nuovo Rahbar "continuerà con onore l'opera di suo padre", Ali Khamenei, e riuscirà a tenere unito il popolo iraniano di fronte alla "aggressione armata". Il presidente russo ha anche confermato il "continuo sostegno a Teheran". Ma non è chiaro se esso si sia concretizzato in aiuti militari per far fronte ai raid delle forze di Washington e Israele. Nessuna conferma è venuta da Teheran o da Mosca su presunte informazioni di intelligence che, secondo il Washington Post, i russi fornirebbero agli iraniani per colpire obiettivi militari americani in Medio Oriente. Né alle voci tra gli osservatori militari a Mosca che parlano di consegna di nuovi sistemi di difesa aerea trasferiti a Teheran a partire dalla Guerra dei 12 Giorni del giugno 2025. "Abbiamo un dialogo con i rappresentanti della leadership iraniana e continueremo, senza dubbio, questo dialogo. Questo è tutto ciò che volevo dire su questo argomento", ha risposto in modo enigmatico il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ai giornalisti che gli chiedevano commenti in proposito.
La nuova guerra del Golfo, e la conseguente impennata dei prezzi dell'energia, ha intanto portato una insperata boccata d'ossigeno alle casse di Mosca, che negli ultimi mesi aveva mostrato qualche difficoltà nel continuare a finanziare il conflitto in Ucraina. E consente alla Russia di presentarsi come un elemento di stabilità sui mercati mondiali. "Stiamo aumentando le forniture ai nostri partner affidabili in diverse regioni del mondo", ha dichiarato Putin. "Continueremo - ha insistito il capo del Cremlino - a fornire petrolio e gas ai Paesi che sono anch'essi partner affidabili. Mi riferisco non soltanto ai partner nell'Asia-Pacifico, ma anche alle nazioni dell'Europa orientale, come la Slovacchia e l'Ungheria". Ma il primo ministro ungherese, Viktor Orban, in una lettera alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha affermato che è necessario "sospendere tutte le sanzioni imposte all'energia russa in tutta Europa.
Zelensky annuncia il rinvio dell'incontro trilaterale
L'incontro trilaterale tra Ucraina, Russia e Stati Uniti, previsto per questa settimana, è stato rinviato a causa della guerra in Medio Oriente. Lo rende noto il Presidente ucriano, Volodymyr Zelensky.
Zelensky afferma: "Ho tenuto un incontro con il nostro team negoziale. E' importante comunicare con la parte americana praticamente 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Attualmente, la priorità e l'attenzione dei partner sono rivolte alla situazione in Iran e, per questo motivo, l'incontro previsto per questa settimana su suggerimento della parte americana è stato rinviato".
Zelensky osserva che l'Ucraina ha riferito informazioni sui piani della parte russa grazie alle nostre attività di intelligence. Ha incaricato di comunicare agli americani che l'Ucraina è pronta a una cooperazione strategica per la sicurezza, in particolare per quanto riguarda la protezione dai droni d'attacco.
Ed è anche pronta a impegnarsi in modo significativo per porre fine alla guerra della Russia contro l'Ucraina. "Vediamo che i russi stanno ora cercando di manipolare la situazione in Medio Oriente e nella regione del Golfo a vantaggio della loro aggressione, nonche' di trasformare gli attacchi del regime iraniano contro i Paesi vicini e le basi americane in un secondo fronte di fatto nella guerra della Russia contro l'Ucraina e, piu' in generale, contro l'intero Occidente. Questo non puo' assolutamente essere permesso. Non si possono dare opportunità di coordinamento al male, ma la protezione della vita deve essere chiaramente coordinata".
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