Conservatorio di Milano, sale chiuse d'urgenza: a rischio il concerto sold out di Martha Argerich
Annullati i concerti previsti per mercoledì 11 marzo in Sala Verdi. Chiusa anche la Sala Puccini. Documentazioni scadute sarebbero alla base della decisione della commissione di vigilanza. Preoccupazione per l'esibizione di Argerich venerdì 13 marzo
Luci spente al Conservatorio di Milano: la commissione di vigilanza ha deciso di chiudere le sale Verdi e Puccini in seguito a un sopralluogo. Le sale sono state chiuse al pubblico nel pomeriggio di mercoledì 11 marzo, portando all'annullamento dei due concerti in programma. Potrebbe essere a rischio anche l'esibizione (sold out) di Martha Argerich, prevista per venerdì 13 marzo.
Due concerti annullati
Alla base del provvedimento ci sarebbe una questione burocratica legata ad alcune documentazioni scadute. Lo stop forzato ha colpito direttamente la Società dei Concerti, che ha dovuto cancellare le esibizioni della pianista Rachel Naomi Kudo e dell'Anna Tifu Tango Quartet, previsti nel pomeriggio e in serata in Sala Verdi.
Nonostante i tentativi di mediazione portati avanti dai vertici dell'istituzione e dal presidente Giovanni Fosti, i tecnici del comune non hanno concesso deroghe: “Abbiamo fatto il possibile - hanno spiegato in un avviso al pubblico - insieme ai responsabili del Conservatorio e al suo presidente Giovanni Fosti per garantire i concerti previsti per oggi. Purtroppo la commissione è stata irremovibile”.
Incertezza per concerto di Martha Argerich
La direttrice artistica della Società dei Concerti, Enrica Ciccarelli, punta a recuperare le date entro due settimane, ma l'incertezza ora avvolge i prossimi eventi internazionali. In particolare, c'è preoccupazione nella Società del Quartetto per il concerto della pianista Martha Argerich, star internazionale del pianoforte, previsto per il 13 marzo.
L'evento è già sold out da tempo. “Doverlo annullare - ha commentato la presidente della Società del Quartetto, Ilaria Borletti Buitoni - rappresenterebbe un danno molto serio per la Società del Quartetto e, più ancora, un fatto grave per l'immagine della città di Milano, che si apprestava ad accogliere una delle più grandi artiste del mondo”. Per Borletti Buitoni ci si trova davanti a “una situazione paradossale” che “la musica, e le istituzioni milanesi che la promuovono con serietà e impegno, non meritano”.
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