sabato 7 febbraio 2026

Anche questi farabutti, torturatori in divisa, avranno lo scudo penale del Governo Meloni? ( da Lego)

 

Detenuti torturati e picchiati in carcere, l'incubo nel blocco C: agenti condannati. «Costretti a stare in piedi con la faccia verso il muro per 40 minuti»© Ansa

Nel silenzio del «Lorusso e Cutugno», la divisa ha tradito la sua funzione. Il tribunale di Torino ha accertato che tra il 2018 e il 2019, all'interno del blocco C, la legge è stata sostituita dalla sopraffazione. Al termine del processo, sette agenti della penitenziaria sono stati condannati per il reato di tortura, punendo un sistema di vessazioni che per anni è rimasto confinato dietro le sbarre della sezione dei sex offender (autori di reati sessuali, ndr.)

Le violenze

Le indagini hanno svelato un catalogo di sofferenze inflitte ai reclusi, trasformando la detenzione in un incubo quotidiano. I detenuti venivano insultati, picchiati con schiaffi al volto e pugni sulla schiena, e sottoposti a punizioni degradanti: erano costretti a stare in piedi con la faccia verso il muro per 40 minuti consecutivi. A completare il quadro, perquisizioni brutali dove i materassi venivano bagnati col detersivo e le mensole strappate dai muri.

La sentenza

Come analizzato anche dal Corriere della Sera, la sentenza mette a nudo una crisi profonda dei diritti umani. Il pubblico ministero ha sottolineato la gravità del gesto: quando un agente colpisce un detenuto, è lo Stato stesso a sferrare quello schiaffo. La decisione del collegio presieduto da Paolo Gallo riconosce che queste pratiche hanno superato il confine della violenza privata per diventare vera e propria tortura.

I nodi legali

Nonostante il verdetto, il dibattito giuridico rimane aperto. La difesa sostiene infatti che la fattispecie di tortura non sia stata pienamente integrata, puntando sulla soglia di sofferenza prevista dai paletti della Cassazione. Le motivazioni della sentenza, attese per maggio, dovranno chiarire come questi atti sistematici si inseriscano nel reato introdotto nel 2017, distinguendoli da semplici condotte disciplinari errate.

Oltre alle condanne penali, il tribunale ha imposto risarcimenti immediati di 10 mila euro per le vittime, coinvolgendo anche il Ministero della Giustizia come responsabile civile. Insieme ai detenuti, verranno risarciti i garanti e l'associazione Antigone. È un atto che non cancella il dolore subito nelle celle di Torino, ma che segna un precedente fondamentale per la trasparenza e la giustizia nel sistema carcerario italiano.

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