La recente decisione della Corte di Cassazione, che ha ammesso il nuovo quesito referendario per l'abrogazione della riforma della giustizia (riforma Nordio), ha scatenato una durissima reazione da parte della maggioranza, in particolare di Giorgia Meloni e Maurizio Gasparri.
La Decisione della Cassazione
Il 6 febbraio 2026, l'Ufficio centrale per il referendum della Cassazione ha dato il via libera al quesito che punta a smantellare i punti cardine della riforma Nordio, tra cui la separazione delle carriere e la limitazione dell'appello. La Corte ha inoltre ribadito che l'indipendenza della magistratura è un "caposaldo della Costituzione", affermazione letta dal governo come un attacco politico diretto.
Le Reazioni
- Giorgia Meloni: Fonti vicine a Palazzo Chigi descrivono la premier "irritata" da quello che considera un "tentativo di supplenza giudiziaria" volto a bloccare una riforma votata dal Parlamento. La reazione è stata di fermezza nel difendere la riforma, definendo le critiche delle toghe come un'invasione di campo.
- Maurizio Gasparri: Il capogruppo di Forza Italia al Senato ha usato toni molto accesi, accusando parte della magistratura di fare politica. Ha definito la decisione una "forzatura" e ha promesso una battaglia serrata in vista del voto.
- Carlo Nordio: Il Guardasigilli ha definito "blasfemo" sostenere che la sua riforma limiti l'indipendenza dei giudici, ribattendo colpo su colpo alle motivazioni della Suprema Corte.
Il referendum, le cui date sono state confermate per il 22-23 marzo 2026 tramite decreto firmato dal Presidente Mattarella, si preannuncia come uno scontro frontale tra governo e magistratura.
Nessun commento:
Posta un commento