La cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali ha avuto una protagonista d’eccezione: Mariah Carey si è trasformata nella regina delle nevi di San Siro, conquistando il pubblico con una scelta artistica inaspettata. La cantante statunitense ha infatti interpretato “Nel blu dipinto di blu” – meglio conosciuto come “Volare” – il classico immortale firmato da Domenico Modugno nel 1958.
L’esibizione ha rappresentato un omaggio alla musica italiana su scala mondiale, con la voce potente della popstar che si è misurata con una canzone simbolo della cultura del nostro Paese. Dopo aver emozionato con il brano di Modugno, Carey ha proseguito con “Nothing is Impossible”, traccia estratta dal suo ultimo disco “Here for It All”, pubblicato l’anno scorso.
L’aspetto scenico ha contribuito a rendere magico il momento. Secondo quanto riportato da Vogue, la cantante ha sfoggiato un abito firmato Roberto Cavalli (sotto la direzione creativa di Fausto Puglisi) che richiamava perfettamente l’atmosfera invernale: tessuto bianco e argentato impreziosito da cristalli Swarovski, completato da uno scenografico boa di piume di struzzo. La mise è stata arricchita da una collezione di gioielli Levuma dal valore straordinario, con collana, orecchini e bracciali in platino tempestati di oltre 306 carati di diamanti taglio smeraldo.
Ma i social network hanno fatto esplodere la discussione attorno a un dettaglio tecnico che non è sfuggito agli spettatori più attenti. Durante l’interpretazione del classico italiano, Carey ha utilizzato un teleprompter con trascrizione fonetica delle parole. Sul monitor scorrevano i versi della canzone scritti in modo da aiutarla nella pronuncia corretta dell’italiano, lingua che naturalmente non è la sua madre lingua.
La scoperta ha scatenato reazioni contrastanti online. Molti hanno trovato divertente questo espediente, condividendo screenshot e commenti ironici. Altri hanno sottolineato come si tratti di una pratica assolutamente normale nel mondo dello spettacolo: quando gli artisti internazionali si esibiscono in idiomi che non conoscono, ricorrere a supporti visivi con la fonetica è una strategia professionale standard.
Al di là delle polemiche da tastiera, la performance ha raggiunto il suo obiettivo: portare un pezzo di patrimonio musicale italiano davanti a un pubblico globale di miliardi di spettatori. Con un mi bemolle in sovracuto, mostruso, che Carey ha fatto come se stesse semplicemente bevendo un bicchiere d’acqua.
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