La sfilata nello stadio di San Siro delle delegazioni delle nazioni che prendono parte alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 è stata anche la cartina di tornasole per capire il ‘sentiment’ degli italiani nei confronti della complessa situazione geopolitica attuale. Dopo il boato che ha accolto l’ingresso dell’Italia Team, l’ovazione più grande e unanime da parte del pubblico è stata tributata alla squadra ucraina guidata dai due portabandiera, l’atleta dello short track Yelyzaveta Sydorko e il pattinatore Vladyslav Heraskevych.
Diversa la situazione quando ha fatto il suo ingresso la delegazione degli Stati Uniti, la più numerosa. La squadra è stata applaudita con convinzione, ma non appena sui maxischermi di San Siro è comparso il vicepresidente americano JD Vance, in piedi ad applaudire gli atleti, si sono alzati diversi fischi. Lo stesso è accaduto anche in occasione dell’ingresso del team israeliano, ma il brusio di disapprovazione è stato di intensità inferiore e piuttosto breve.
Tanti i leader in tribuna
Sono decine i capi di Stato e di governo che nelle hanno raggiunto il capoluogo lombardo per l’apertura dei Giochi. Dal presidente tedesco Walter Steinmeier a quello polacco Karol Nawrocki, passando per l’emiro del Qatar, lo sceicco Tamim Bin Hamad Al Thani, il vicepresidente americano JD Vance insieme al segretario di Stato Marco Rubio, e diverse teste coronate, come la principessa Anna d’Inghilterra, sorella di re Carlo III, e il principe Alberto di Monaco. Fra gli assenti invece spiccano i reali spagnoli e il premier Pedro Sanchez, e su tutti Emmanuel Macron, nonostante la Francia ospiti i prossimi Giochi invernali nel 2030. Proprio mentre la cerimonia si stava svolgendo, il capo dell’Eliseo ha scritto un post sui suoi profili social con un messaggio di sostegno per gli atleti transalpini: “Ancora un po’ nostalgici per i Giochi di Parigi… stasera torna l’emozione. La Francia è con voi“.
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