mercoledì 13 dicembre 2023

Lunghe file degli universitari a Bari, per ricevere un pasto in mensa. Al governo in carica 'gliene può fregare di meno' ( da La Repubblica, di Gennaro Totorizzo)

 


Bari, la fila lunghissima degli studenti universitari per un pasto in mensa: “Triste e imbarazzante”
Bari, la fila lunghissima degli studenti universitari per un pasto in mensa: “Triste e imbarazzante”

Un centinaio di studenti universitari in coda per un pasto. Una fila mastodontica, che inizia all’ingresso “di Agraria” del Campus, percorre tutto il marciapiede lungo via Amendola, sale per le scale ed entra nella mensa universitaria Cum dell’Adisu. Lo scatto è stato realizzato e pubblicato dal professor Roberto Bellotti, direttore del dipartimento di Fisica, mentre passeggiava: “L’immagine di quella lunghissima fila, già alle 12,30, orario in cui le studentesse e gli studenti dovrebbero essere a seguire le lezioni, è triste e anche imbarazzante”. E non è un episodio isolato: accade quasi ogni giorno.

Gli studenti in coda, con i nuvoloni che incombono e il freddo che si fa sempre più pungente, sembrano ormai rassegnati. “In realtà la mensa funziona, semplicemente siamo molti di più rispetto alle persone che ci lavorano”, racconta Caterina Lombardi, studentessa di biologia quasi arrivata al traguardo. Molti di più è un eufemismo: arrivano gli ospiti di tre residenze universitarie vicine (Petrone, Mennea e Diomede Fresa, qualcuno pure dalla Starace anche se è un po’ più lontana) e i beneficiari iscritti ai tanti dipartimenti del Campus, tra quelli dell’Università e quelli del Politecnico. E arrivate le 12, migrano come fossero uno stormo in via Amendola. “Scoccia dover rimanere fuori, soprattutto quando piove perché la pensilina c’è solo nel tratto finale”, continua Caterina.

È difficile stimare quanto bisogna attendere. La media è di 40 minuti. Alcuni dicono trenta, altri addirittura un’ora. Sicuramente si aspetta più a pranzo che a cena. “Ma è sempre così, soltanto nel weekend la fila è più corta perché non ci sono i pendolari”, continua Sathyaram Pontillo, studente di informatica in coda con i suoi amici, poco più dietro.

E gli studenti non riescono neanche a individuare il motivo specifico: “Sicuramente dipende dal fatto che, rispetto alle mense del Policlinico e quella in centro, qui vengono molti più studenti – aggiungono Valeria Avella e Imma Casciaro, le ultime arrivate – Ma i posti a sedere ci sono, non si rimane mai in piedi”. Quindi l’attesa è soltanto per presentare la tessera e ricevere il cibo. “Qualcuno non beneficiario paga in contanti, magari dipende da quello, e forse si perde tempo anche nel controllo della tessera. Ci vorrebbero più casse, ora ce n’è solo una”, ipotizza uno nel gruppo di Sathyaram.

“Le signore al bancone lavorano tantissimo e sono veloci”, precisa Caterina. “Al massimo se c’è un piatto buono e finisce, tutti lo aspettano e quindi la fila si ferma”, ricorda un altro. Sta di fatto che bisogna aspettare. “Abbiamo le lezioni, e non è possibile perdere così tanto tempo – lamentano Simone Lobasso e Laura De Marco, fuorisede – Diventa complicato conciliare la pausa con il pranzo qui, non chiediamo che ci si sbrighi in cinque minuti, ma un’ora sembra eccessivo”.

La soluzione dunque sembrerebbe solo una: aprire un’altra mensa. “Durante la fase pandemica si aveva la possibilità di prendere il pranzo d’asporto – racconta la consigliera d’amministrazione Adisu, rappresentante degli studenti per Link, Noemi Sassanelli – e questo consentiva di velocizzare le tempistiche. Da quando è stata eliminata questa modalità, perché non prevista dal capitolato originario, si è creato nuovamente l’affollamento”.

Nella prossima riunione del consiglio d’amministrazione porterà una proposta per migliorare il servizio, cioè l’estensione degli orari della mensa, da due a tre ore. “Servirebbe un’altra mensa, ma non è una cosa che si fa dall’oggi al domani, vanno fatte le giuste valutazioni interagendo anche con il Comune e altri enti. Si parla della riqualificazione dell’ex Caserma Magrone o quella dell’ex Nautico che dovrebbe aprire nel 2024, ma sono tutti investimenti che daranno i propri frutti in tempi non proprio brevi”.

“Questa questione è costantemente all’attenzione del consiglio d’amministrazione – conferma il presidente Adisu Puglia Alessandro Cataldo – E siamo sempre alla ricerca di una soluzione. Naturalmente bisognerebbe considerare sempre la distanza quando si parla della possibilità di poter dotare altre strutture del servizio mensa, perché poi non dobbiamo creare disagi per raggiungerle”. Ed è concorde su una modifica degli orari come soluzione tampone: “Si potrebbe intervenire utilizzando un criterio di accesso scaglionato con margini più ampi”.

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