giovedì 7 dicembre 2023

Il loggionista identificato dalla Digos: mi avrebbero dovuto identificare se avessi gridato: VIVA L'ITALIA FASCISTA- come qualcuno sembra voler gridare anche in pubblico, senza essere stato ancora fermato ed identificato

 La situazione volge in tragedia. Non è la prima volta che in teatro, o in pubblico,  si sente gridare 'Viva l'Italia'. Per chi ha la memoria corta, si ascoltò un grido analogo addirittura nel famoso film di Visconti 'Senso': W Verdi' ( da leggersi: W Vittorio Emanuele Re d'Italia) all'indirizzo degli occupanti Austriaci, dal loggione del Teatro La Fenice, nel corso di una  rappresentazione del Trovatore.

 Adesso un malcapitato loggionista scaligero ha aggiunto al grido patriottico la parolina che in questi ultimi giorni ha infastidito non poco  tanti in Italia: 'Antifascista', e tutti contro di lui. Mi avrebbero dovuto identificare se avessi gridato: 'Viva l'Italia Fascista' - ha giustamente detto - perchè sarei andato contro la nostra Costituzione.

 Per dirla tutta, se la logica ha ancora senso, avrebbero dovuto identificare, non il malcapitato loggionista,  ma il 'cittadino' Ignazio La Russa, il quale, pur essendo la seconda carica della Repubblica, non ha mai apertamente condannato/abiurato il Fascismo.  Tale polemica ha occupato i giornali e le istituzioni alla vigilia della Prima scaligera, con interventi dell'Anpi, di Sindacati interni al teatro e dello stesso Sala - tutte cose ben note. E c'è voluto la grande Liliana Segre, antifascista, per mettere fine alla diatriba e mettere d'accordo tutti gli aspiranti 'ospiti' del Palco reale alla Scala.

 Ma a destare ancora più curiosità sono stati alcuni commenti all'accaduto. Il primo di Pereira, ex sovrintendente, il quale ha detto che la politica non deve entrare alla Scala. Su maestro, Lei ha altri guai, non certo onorevoli, cui pensare e che non le darebbero diritto di parola sulle 'convenienze ed inconvenienze teatrali'; non dia lezione ad un povero loggionista che grida ciò che tutti pensano, professano e dicono in privato.

 E poi il commento di Salvini che, da quando frequenta la famiglia della sua fidanzata,  Francesca, cioè quella di Verdini - condannato dai tribunali della Repubblica per gravi illeciti - si mette a dare lezioni di bon ton: 'alla Scala non si grida'. Lui che ne ha fatte di tutti i colori, più di Carlo in  Francia, vuole insegnare il galateo pubblico ai cittadini, mentre ogni giorno dimostra di non aver ancora imparato il galateo istituzionale?

 Il commento più esilarante e il più intelligente e furbo di tutti è stato proprio quello di Ignazio La Russa: io non ho sentito niente: lui da quell'orecchio non ci sente. 

 W L'ITALIA  ANTIFASCISTA! Siamo tutti Marco Vizzardelli

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