«In relazione al dossier presentato dal ministero della Cultura per l'inserimento del canto lirico nel patrimonio mondiale Unesco», nella scheda «(pubblicata sul sito del Mic) - come nell'intero dossier - non figura il Teatro San Carlo di Napoli. Vengono citate altresì altre Fondazioni liriche, enti e associazioni italiane». Così in una nota della Regione Campania che rilancia la posizione espressa ieri dal governatore Vincenzo De Luca che aveva lamentato il mancato inserimento del Teatro San Carlo nel dossier Unesco, suscitando la reazione del sottosegretario Mazzi, mentre sulla vicenda è intervenuto oggi il ministro Sangiuliano.
«Volete vedere le carte? Ovviamente il San Carlo, come ha spiegato il sottosegretario Mazzi, è pienamente inserito nel riconoscimento dell'Unesco. Aveva poco studiato». Così a Salerno il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, rispondendo a chi gli chiedeva un commento sulla polemica sollevata ieri dal governatore Vincenzo De Luca. «Noi facciamo cose concrete»ı, ha aggiunto Sangiuliano che, dopo aver elencato i progetti avviati dal suo ministero per la Campania, è tornato all'attacco di De Luca. «Poi c'è chi, invece, Wanda Osiris, l'avanspettacolo, vuole gli applausi dopo lo scalone, ma siamo a Natale, siamo generosi e quindi con spirito natalizio lo spettacolo va bene e quindi chi fa l'imitazione di Crozza, che a sua volta imita lui, è un moto circolare che si articola, va bene così».
*****
Commento (sottovoce, ma non troppo)
Anche noi non siamo riusciti a capire se poi il Teatro San Carlo di Napoli che, come la Scala e forse anche più della Scala, ha rappresentato la storia del canto lirico, c'è o non c'è, nel documento del MIC per la candidatura UNESCO del 'Canto lirico italiano'.
Non siamo riusciti a leggere il documento del MIC nella sua versione integrale, cui si appellano il ministro Sangiuliano e il sottosegretario Mazzi, per rispondere alle accuse del governatore campano De Luca.
Leggiamo soltanto, anche nella dichiarazione qui riprodotta del ministro, una carriola di insulti dell'uno contro l'altro; forse maggiori quelli del ministro nei confronti del governatore.
Apprezziamo il ruolo della 'spalla' Mazzi a difesa dell'azione di Sangiuliano; ruolo nel quale si è prodotto altre volte, come a fianco della sua amica (di partito) Cecilia Gasdia, riconfermata (non senza merito, ma in dissidio aperto con il presidente della Fondazione Arena, il sindaco di Verona) alla sovrintendenza della Fondazione lirica veronese.
Sorprende ancora di più il fatto che Mazzi arrivi al Ministero direttamente da Sanremo, da ben altra musica come si capisce.
Mentre della sopravvalutata ( come direttrice d'orchestra) Beatrice Venezi, nominata 'sua' consigliera per la musica da Sangiuliano, si sono perse le tracce al Ministero.
Da tempo vaga tra le fondazioni di città o regioni amministrate dal centrodestra. Come ti sbagli? La ricompensa, sperata ed inseguita, per la sua adesione pubblica al partito di Giorgia Meloni, l'ha ottenuta. Tutto il resto passa in secondo piano (Pietro Acquafredda)
Nessun commento:
Posta un commento