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domenica 3 maggio 2015

La buona scuola. Peggio della Gelmini c'è solo la Gelmini, 'faccia tosta'

Dopo i disastri che ha procurato in tutti i modi, compresi quelli di immagine, quand'era ministro, la Gelmini, Maria Stella, ha anche il coraggio di parlare e criticare quello che il Governo non ha ancora fatto, dimenticando che se la scuola è oggi nelle condizioni disastrose in cui è, qualche responsabilità ce l'ha avuta anche lei. Ed, invece, se ne dimentica. Critica il governo che non assume tutti i cosiddetti aventi diritto - il termine 'diritto' ricorre spesso sulle bocche di molti e nelle pagine di giornali in questi ultimi tempi,  quasi sempre a sproposito.  La usano soprattutto coloro che intendono difendere con l'espressione 'diritti acquisiti', privilegi che la classe politica s'è data, e la usano esclusivamente i privilegiati, perchè tutti gli altri non hanno diritti ed anche quei pochi e miseri, acquisiti una volta, nessuno assicura che lo saranno per sempre.
 Alla Gelmini 'faccia tosta', nel tempo sono succeduti al dicastero di Viale Trastevere rettori universitari, da Profumo alla Carrozza ed ora la Giannini, che con la Gelmini può fare solo rima, e nient'altro, visto che lei all'università di Perugia, da dove è stata presa,  c'è arrivata per meriti, non come la sua 'rimata'  che è andata a rubare la promozione all'esame di Stato per esercitare la professione forense in Calabria e non nella sua terra d'origine dove giustamente l'avrebbero bocciata, e così forse non l'avremmo avuta a Viale Trastevere.
 In una lunga intervista al Messaggero, 'faccia tosta' Gelmini' - che l'unica cosa che sa dire, e dice perciò sovente, è: 'il Presidente Berlusconi - interviene su tutti i temi caldi della scuola, dall'edilizia scolastica  - critica Renzi che ha promesso, come altrove, e non ha ancora fatto quasi nulla, mentre il governo del 'presidente Berlusconi' aveva  fatto una anagrafe sui lavori urgenti per mettere in sicurezza gli edifici scolastici. bella impresa!; al potere dei presidi- che Lei vuole e che la scuola non vuole concedere; ai precari da assumere - perchè non li assume tutti, non è giusto, dice 'faccia tosta' che ha tolto alla scuola anche i soldi per la carta igienica dei bagni, ed ha accorpato scuole che ha fatto diventare spesso, le singole classi, dei pollai,  governati da un solo insegnante ; ed interviene anche sulla carriera degli insegnanti che non hanno una vera progressione, con aumento di stipendio.
 Cara 'faccia tosta' che nei lunghi anni in cui 'il presidente Berlusconi' ti ha  graziato, hai imparato solo a vestirti meglio, a nostre spese, e pure cambiato parrucchiere, quando mai, se fossi rimasta nel tuo paesino, senza andare a rubare l'abilitazione in Calabria e senza  metterti a fare politica, avresti avuto quello che la politica ti ha dato e tu non hai in nessun modo restituito? Bene, 'faccia tosta' che cosa hai fatto per pagare gli insegnanti che ora fai finta di difendere? La tua difesa suona per la  scuola  come un' offesa. Agli altri ministri che ti sono succeduti ti unisce la medesima faccia tosta  con la quale avete  promesso di 'premiare il merito' anche economicamente e nessuno l'ha fatto. In questo caso, con tutta l'inefficienza dei governi  che hanno mandato a casa Berlusconi, il' presidente Berlusconi', un vantaggio, non da poco, è  quello di non dover più ascoltare le idiozie che andavi dicendo ogni volta che aprivi bocca su qualunque argomento che aveva a che fare con la formazione , il massimo quello sul tunnel che da Ginevra conduceva al Gran Sasso, quando parlavi dell'acceleratore di particelle che non produce quasi mai effetti di accelerazione sul cervello.

sabato 7 marzo 2015

La BUONA(?) SCUOLA Giannini del CATTIVO(!) GOVERNO Renzi

Tre governi, tre diversi ministri  dopo la Gelmini per mettere finalmente una toppa alle cosiddette riforme della ministra del governo Berlusconi, la Maria Stella, la quale era stata messa lì dal Cavaliere proprio in dispregio al merito, al quale andava dicendo che avrebbe improntato la sua riforma scolastica. Sì questo diceva anche la Gelmini, proprio lei che per prendere l'abilitazione alla pratica forense era andata in un distretto calabrese dove gliel'avrebbero data con più facilità. Come poi regolarmente accadde. Berlusconi, per dimostrare che sì vale il merito e valgono anche le capacità, però se uno si industria, non importa in quale modo, ottiene sempre quel che vuole, la mise all'Istruzione. Non lo dimostrò, sempre sotto il governo Berlusconi, anche il 'trota' di bossiana filiazione, come del resto la Gelmini, con la sua laurea 'albanese', pagata con i soldi pubblici, di cui l'altro genio 'verde', Salvini, ha perso la memoria?
 Berlusca chiese al suo ministro  Maria Stella - che mai ha luccicato, salvo che per il suo cavaliere benefattore - in linea con le richieste sottoscritte anche da Tremonti, di ridurre  le spese, e lei non solo, ubbidiente e riconoscente ridusse le spese, ma ridusse anche gli insegnanti. Ridusse quasi tutto, e poco ci mancò che non riducesse, fino a cancellarli, anche i cosiddetti 'plessi' scolastici, che pur ridusse. Con il miraggio del premio al merito, agitato sotto il naso degli insegnanti. I più bravi e meritevoli li premiava. Così disse.
 Poi fortunatamente per la scuola, la Maria Stella fu mandata a casa, e da quel momento si disse 'niente più analfabete  al Ministero dell'Istruzione'. Ancora gira la barzelletta  dei neutrini  che da Ginevra viaggiavano, in un tunnel sotterraneo, alla velocità superiore a quella della luce fin sotto il Gran Sasso. Poverina, Lei, oltre i suoi dati anagrafici e la devozione totale per il Berlusca, non sapeva nient'altro.
 E perciò, nei governi che si succedettero al ritmo di uno all'anno, si ricorse a professori per il Ministero dell'Istruzione, anzi a Rettori di istituti universitari. Prima Profumo, dal Politecnico di Torino, nel governo Monti, poi la Carrozza dalla Scuola di Sant'Anna di Pisa- da dove proveniva il suo capo, Letta, il nipote - ed infine con il Governo dello sveltino Renzi, la 'straniera' Giannini, da Perugia. Tutti e tre con un'unica missione: cancellare i danni prodotti dalla cosiddetta riforma Gelmini che della scuola voleva fare un riformatorio. Oltre il riformatorio che la scuola - come qualunque altro ambiente professionale - è già, senza neppure la geniale Gelmini.
 Chi ha insegnato per tutta la vita, come noi abbiamo fatto in diversi ordini di scuola, sa che la scuola - gli insegnanti intendiamo -  presentano vizi e virtù in egual misura di qualunque altro ambiente. Con una sola differenza.  che nella scuola le criticità caratteriali e di preparazione degli insegnanti producono maggiori danni che in altri ambienti.  Di insegnanti bravi ne abbiamo incontrati tanti, ed anche di insegnanti dediti al loro lavoro senza mai risparmiarsi, convinti che al centro della loro professione andavano sempre e comunque messi gli alunni. Ma anche di insegnanti disadattati, di insegnanti con turbe mentali, tutti dannosi per la crescita e la formazione degli alunni, ne abbiamo anche incontrati. Insegnanti ai quali noi non avremmo mai, e per nessuna ragione, affidato un nostro figlio, anzi avremmo fatto di tutto per  farlo cacciar dalla scuola. Cosa che non sempre riesce ed è possibile. E nei Conservatori, dove abbiamo insegnato per trent'anni, casi simili, purtroppo, ve ne sono più d'uno.
 Dopo la Gelmini la canzone del merito l'hanno cantata tutti da Profumo alla Carrozza ed ora alla Giannini. Tutti convinti che la scuola 'buona' la fanno i 'buoni'( bravi) insegnanti.
Naturalmente ci sono anche altri problemi, senza arrivare ai soldi per l'acquisto della carta igienica o alla messa in sicurezza degli edifici - un problema che accomuna scuole di ogni ordine ed in ogni angolo del paese. Questo sì da risolvere immediatamente, come va promettendo Renzi da quando è arrivato a Palazzo Chigi, mentre ogni tanto si ha ancora notizia di controsoffitti o intonaci che crollano sugli allievi, per fortuna senza danni negli ultimi mesi. O di scuole  che, semplicemente entrandoci, mettono il malumore ed invitano a degradarle sempre più, senza ritegno, tanto fanno schifo.
 Per certi ordini di scuola - vedi il settore AFAM - oggi c'è anche il problema dei capi di istituto eletti direttamente dai docenti i quali assai spesso preferiscono avere un capo di istituto 'ciuccio' del tutto, che già non dovrebbe insegnare, che però asseconda ogni loro richiesta, piuttosto che uno bravo che, invece, discute, in nome della buona scuola, ogni richiesta. quando sia di dubbia provenienza. Ed ha un progetto in testa. Potremmo fare anche qualche nome, per conoscenza diretta. Evitiamo solo per carità cristiana.
 Adesso con la Giannini le cose stanno per cambiare davvero, sempre ed ancora un volta sotto la bandiera del 'premio al merito'. Ed anche per altre cosucce di cui si parla da tempo ( studio delle lingue, scuola-lavoro, istruzione artistica, musica ecc..).
 Finalmente con la buona(?) scuola della Giannini , dopo una decina d'anni di fermo, anche i compensi degli insegnanti - che sono fra i più bassi del mondo civile! - riprenderanno a salire, perchè a detta di Renzi un buon governo si misura dall'impegno che mette nel migliorare la sua scuola, quella che forma i cittadini di domani. E gli insegnanti sono  il perno di questa riforma.
 Sono pronte già le tabelle che saranno presto  approvate dal Consiglio dei ministri e avallate dal Parlamento.
 L'anzianità degli insegnanti si tradurrà in 10,00 Euro lordi al mese in busta paga, e per i più bravi, il merito sarà premiato con 16,00 Euro lordi al mese, che sommati- ma solo e soltanto per i più bravi e meritevoli - fanno 26,00 Euro lordi al mese; e netti, qualcosa - ma solo per i più bravi e meritevoli - come 192,00 Euro all'anno. Finalmente. Converrebbe agli insegnanti, autoridursi di poco lo stipendio,  per  essere iscritti di diritto  nelle liste dei più bisognosi per avere 80.00 Euro al mese. Ma da subito.
Perchè invece gli aumenti della Giannini e di Renzi dovrebbero - il condizionale è necessario - a partire dal 2019. Il domani della riforma della Scuola. Quando Renzi non ci sarà più, ed il suo successore lavorerà per premiare merito e bravura degli insegnanti. A partire dal...

mercoledì 17 dicembre 2014

LA MUSICA IN ITALIA, QUANDO NON TACE, FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI

Due notizie, oggi, hanno attirato la nostra attenzione, al punto che si paventa una notte insonne se non riusciamo, prima di andare a letto, a mettere a punto una soluzione.
 Innanzitutto.  In  sala operatoria, si opera con o senza musica? La questione non è di poco conto, specie quando veniamo a sapere che la gran parte dei chirurghi vuole la musica  e preferisce  quella 'leggera'. Peccato, perchè noi stavano già pensando ad una lista di 'classica' a che  'contemporanea', escluso il povero Allevi, da suggerire, come ad esempio 'L'imbalsamatore' di Giorgio Battistelli, senza il recitante ( Lombardi), oltre tutto in linea con quanto si fa in quelle segrete stanze, sperando che non  imbalsamino anche vivi. E perchè non il silenzio? Il prof. Giulio Maira, neurochirurgo che apre la mente per operarla, e che evidentemente sa che cosa di  terribile talvolta vi scopre, consiglia il silenzio, perché ad un certo punto potrebbe confondersi  il basso 'insultante' che proviene dalle viscere del cervello e le note diffuse dagli altoparlanti, con grande pericolo per  per chi ha sotto i ferri. Dunque, quale soluzione proporre, dal basso della nostra competenza? Fate come credete, purché vi ricordiate del vostro mestiere, con o senza musica. Noi sappiamo fare il nostro, e  per questo vi diciamo: riservate la musica a situazioni migliori e più attente.
 Rizzo o Stella, il dilemma non è di facile soluzione, quando ci domandiamo chi, dei gemelli del Corriere, ha lanciato l'ennesima freccia contro  il malcostume italiano. Forse questa volta è stato Stella - o Rizzo? - che ha  colpito  i Conservatori, dove per effetto delle leggi e disposizioni più recenti - e pensare che noi ci sentivamo in mani sicure con l'arrivo della Giannini, rettore a Perugia, oltre che con Profumo e Carrozza, tutti eminenti cattedratici, dopo l'avvocaticchio , a seguito di furto di abilitazione, Gelmini. (A proposito di ignoranti, oggi hanno rimandato indietro un decreto del ministro della salute, Lorenzin, perchè scritto in un italiano zoppicante , a tratti incomprensibile). Insomma nei Conservatori il 'merito' per scalare le graduatorie non viene più  preso in considerazione. Stella - o Rizzo?- avete guardato l'elenco dei direttori dei Conservatori? Ce ne fosse uno, almeno uno, che si possa dire musicista  di un certo nome  in attività! Ne conosciamo uno in particolare, con il quale abbiamo avuto a che fare solo dopo la nostra uscita dal Conservatorio, il quale nel suo curriculum scrive di aver effettuato 'alcune centinaia di concerti'. Noi abbiamo  ribattuto, in chiesa tutte le domeniche. E l'abbiamo sfidato a dirci almeno dieci concerti che contano fra le  diverse centinaia che sostiene di aver tenuto. Attendiamo ancora la risposta. Ora come può pensare Stella - o Rizzo - che un musicista di tale statura valuti il merito, che lui non ha, in altri che l'hanno? a lui basta attenersi alle direttive, inique, del ministero, per esser in regola. Con l'ignoranza. Ciò non toglie che nei Conservatori vi siano anche buoni insegnanti, altrimenti non si spiegherebbe come mai, nonostante tutto e nonostante la gran parte degli inutili direttori, vi escano ancora bravi, giovani musicisti.

mercoledì 3 settembre 2014

I vitalizi non si toccano, e perciò i contratti non si rinnovano, ma il merito verrààààà premiato. Ma quando? Dalla Gelmini alla Giannini,passando per la Madia

Che il merito  verrà premiato lo dicono da tempo molti ministri, soprattutto quelli della scuola, il cui nome finisce in... INI. Memorabile la pormessa della Gelmini, maristella del nostro firmamento culturale e politico, quella che ha sostenuto l'esame di stato per la professione forense in Calabria, perchè al nord l'avrebbero bocciata, tutti tranne Berlusconi che oggi, senza pagarla, se la ritrova nel suo pool difensivo, più determinata ed accanita di Ghedini. E quella stessa del tunnel che univa ginevra al Gran Sasso per farci passare  i neutrini della materia o i suoi neuroni cerebrali, ma anche qualunque altra scemenza. Dunque il merito della Gelmini, come lei stessa aveva  dichiarato, è stato premiato. Cancelliamo dalla memoria i due mini ministri Profumo e Carrozza,  provenienti dal mondo della scuola che del loro passaggio ha saputo dai giornali, anche perchè durato il breve tempo di una primavera. E veniamo, invece, all'altra ...INI, la Giannini, che viene dall'Università di Perugia, che Renzi si tiene, benché il suo partito 'Scelta Civica' non conta un c... e che la scuola , il mondo ed i problemi di esso conosce bene e dall'interno. Lei sta rivoluzionando la scuola. Stop al precariato, assunzione di 150 docenti, ma dal prossimo anno ( che bisogno c'era di annunciarlo ora?); lo ha detto al meeting di Comunione e Schiavitù (ai poteri forti, al cattolicesimo illiberale). Poi ha taciuto per qualche giorno, perché il premier voleva egli annunciare la riforma, non semplice riforma, ma rivoluzione. La scuola non sarà più la stessa. In questa storica rivoluzione si inserisce anche madonna Madia, santificata da Veltroni ed anche da Renzi, senza che mai nessun miracolo abbia fatto se non a se stessa per l'improvvisa fulminea ascesa politica, con una sua dichiarazione: anche per il 2015 niente rinnovo contratti per gli statali, scuola compresa. Vige invece il criterio del merito.
Chi, fra tutti quelli che insegnano da anni e sono in attesa di carriera anche economica, dimostrerà 'inclinazione' verso l'insegnamento - come scriveva un idiota su qualche giornale nazionale - e dedicherà più tempo di quello oggi a lui richiesto per l'espletamento delle sue funzioni didattiche, quello e solo quello verrà premiato. Si è saputo poi che la quantificazione del premio, ancora semplicemente promesso esattamente come aveva già fatto la Gelmini, avverrà con un aumento del minimo ad ora di lezione, quelle richieste e quelle aggiuntive. Per il resto acqua in bocca. Tanto, ha detto renzi, prima che un qualche aumento anche per merito venga riconosciuto alla scuola passeranno anni, ben più dei mille giorni del mio governo. E così ha finto di mettere una toppa alla 'precarite' ma l''annuncite' malattia, non è stata ancora né tenuta sotto controllo né tantomeno debellata.
 E Renzi ha dato anche una ragione da usare come stampella dalla spaesata Madia. Perchè non rinnoviamo i contratti pubblici? In parole povere perchè non diamo neanche un euro in più ai dipendenti pubblici , ancora per il 2015?  La ragione è semplice. ha spiegato Renzi. E' quella stessa per cui non tagliamo stipendi immeritati di tanti ladruncoli pubblici, e neanche i vitalizi di ex ladruncoli, inefficienti ed incapaci, i quali per grazia di dio non possono più nuocere alla nazione, se non con la riscossione dei loro vitalizi.
 Finalmente una parola chiara. Bravo Renzi!

lunedì 27 gennaio 2014

Anche la guardia di finanza denuncia, mentre il governo fa orecchie da mercante

 Un problema che ci sta particolarmante a cuore  per il quale una possibile soluzione non si intravede neanche in fondo al tunnel delle cose irrisolte italiane, è quello del doppio o triplo impiego di  pubblici dipendenti - del  caso Mastrapasqua non non serve occuparci, lui è al di là di ogni immaginazione, sovroccupato! -  nel nostro caso di insegnanti nei Conservatori, classe alla quale fino a due mesi fa appartenevamo anche noi, che svolgono parallelamente  attività di direzione artistica o amministrativa di società ed istituzione private, finanziate anche con soldi pubblici.
La Guardia di Finanza ha denunciato, nel suo rapporto annuale, oltre mille casi di dipendenti pubblici, ad ogni livello, impegnati - contra legem - in  incarichi fuori della pubblica amministrazione, per i quali naturalmente ricevono compensi, con grave danno per lo Stato.
 Nel numero di novembre di Music@ ( si consulta su :www.consaq.it) avevamo già sottoposto all'attenzione dei lettori il caso di numerosi insegnanti di conservatorio italiani che svolgono anche altre mansioni. E l'avevamo fatto perché nel caso particolare di un insegnante del Conservatorio dell'Aquila, il tribunale aveva sentenziato che tale secondo incarico era incompatibile e perciò lo  ha condannato a restituire allo Stato i compensi 'privati' ricevuti. Anche in quel caso la Guardia di Finanza aveva  detto che l'incarico di direttore artistico in un teatro abruzzese era incompatibile con quello di insegnante nel Conservatorio aquilano, il quale  ha iscritto nella sua relazione di previsione del bilancio 2014 le somme da restituire da parte del dipendente illegalmente impiegato fuori dal Conservatorio, come stabilito da tribunale e guardia di finanza.
 Forti di queste sentenze, alla fine di ottobre, prima di decadere dal nostro incarico di dipendente pubblico, avevamo scritto alla direzione del Conservatorio dell'Aquila per investirla del caso di alcuni insegnanti aquilani impegnati in incarichi  non consentiti dalla legge. Non sappiamo quale esito abbia avuto quella nostra lettera ufficiale protocollata. Fino ad oggi i direttori del conservatori come anche il ministero hanno fatto finta di non sapere, oggi possono continuare in questa logica da struzzo, sapendo che la legge impone loro di sapere, anche informandosi direttamente in assenza di sollecitazione diretta,  di vigilare e di intervenire secondo la disciplina che regola lo status giuridico di dipendente pubblico?
 Ora invieremo analoga richiesta al ministro Carrozza ed al Capo dipartimeno AFAM, sperando di  non trovarli ancora una volta distratti perchè impegnati nello studio di altre faccende meno rognose.