Inutile chiamare il numero verde per segnalare le emergenze e chiedere il pronto intervento di ACEA. Se vedi uscire acqua dal sottosuolo, o da un tombino, devi solo raccomandarti che sia interrotto, per altre ragioni, il flusso idrico. Quelli del 'pronto intervento', non verranno mai, perchè l'acqua a Roma è una emergenza continua e generale, e forse i tecnici di ACEA se la prendono anche comoda.
Noi stessi abbia chiamato già tre o quattro volte, nelle ULTIME DUE SETTIMANE, e come noi moltissimi altri cittadini che, da una quindicina di giorni, vedono uscire acqua da un tombino situato esattamente su via F. D'Ovidio, nel punto in questa via incrocia via Carlo Lorenzini, zona Talenti, a qualche centinaio id metri, ma in una parallela, da via Ojetti su cui si affaccia lo Zio D'America.
Esattamente su questo tombino, e per la stessa ragione: la fuoruscita continua di acqua, un mese circa o poco più ACEA era intervenuta; e sulla medesima via D'Ovidio, una ventina di metri prima del tombino interessato, ACEA o ITALGAS o chissà quale altro diavolo, un mese fa circa, hanno compiuto importanti lavori.
Ora la fuoruscita da tanto tempo di acqua fa pensare che il tombino sia invaso dall'acqua, la quale poi avrà già trovato altre vie di scorrimento nel sottosuolo. Che può accadere? Che magari si allaghino le cantine dei palazzi più vicini, che ci verifichino infiltrazioni... e ACEA, al tempo della sindaca Virginia Raggi, che fa?
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sabato 7 ottobre 2017
sabato 29 luglio 2017
Virginia Raggi levati di torno. Un'emergenza al giorno
La monnezza e le buche stradali emergenza n.1 di Roma, sotto l'amministrazione Raggi: un capitolo ancora aperto con l'annuncio di una soluzione non prima di una anno per la monnezza, da parte di AMA ; e per le buche, da poco concluso il censimento, ora si provvederà, sempre il complotto generale verso l'amministrazione Cinquestelle allenti la morsa. E nel frattempo?
L'approvvigionamento idrico, per la quota parte prelevata dal Lago di Bracciano (l'8% del fabbisogno cittadino) emergenza n.2. Per ora l'emergenza non è del tutto scongiurata, ma solo rimandata. Il governatore Zingaretti dopo la prima ordinanza che azzerava il prelievo a partire da ieri, con una nuova ordinanza ha rimandato l'azzeramento al 1 settembre. I tecnici fanno notare che ciò è impossibile perché la chiusura potrebbe causare danni alle tubature ancora maggiori di quelle già esistenti. il problema gli esperti di idraulica l'avevano suscitato anche dopo il precedente annuncio della Raggi di chiudere tutti i nasoni della città. Perché non pensare ad installare rubinetti a tutti i nasoni? E perché, intanto, non riparare tutte le perdite che ogni giorno i cittadini, ai tecnici segnalano in città, dove sovente si formano pozzanghere d'acqua senza che l'ACEA intervenga prontamente? E nel frattempo? Speriamo che giove pluvio si faccia sentire, questa volta, con una certa costanza e consistenza. Altrimenti a fine agosto saremo di nuovo nell'emergenza idrica.
L'ATAC, con le clamorose dimissioni del direttore generale Rota, emergenza n.3. Questa terza emergenza, nel giro di pochi mesi, ha dell'incredibile. Il manager tecnico chiamato da Milano per le sue riconosciute capacità in aprile, riceva le deleghe dal presidente solo a giugno. ai primi di luglio fa presente alla sindaca che la condizione di ATAC è fallimentare - oltre un miliardo di debiti, casse vuote, mancanza di fondi anche per acquistare i pezzi di ricambio dei mezzi, stipendi del personale in forse ecc...
lei gli chiede di pazientare assicurandogli solidarietà e comprensione e stima professionale. Ma nulla accade. Allora Rota presenta le dimissioni e con una intervista al Corriere denuncia la situazione drammatica dell'azienda. Gli si rivolta contro un luminare della scienza dell'amministrazione, Stefano - con l'accento sulla 'a' - che gli imputa la mancata cacciata dei dirigenti. Rota non ci sta e gli risponde per le rime: perchè quel consigliere con l'accento sulla 'a' ha brigato tanto per far assumere da Rota un'azienda amica? E, perchè - lo scrivono oggi i giornali - i dirigenti ATAC nell'ultimo esercizio si sono spartiti oltre due milioni di Euro come premio produzione? Di debiti!
Che aspetta la Raggi a levarsi di torno, visto che il complotto del mondo intero contro di lei e contro il movimento Cinquestelle non si può sventare?
L'approvvigionamento idrico, per la quota parte prelevata dal Lago di Bracciano (l'8% del fabbisogno cittadino) emergenza n.2. Per ora l'emergenza non è del tutto scongiurata, ma solo rimandata. Il governatore Zingaretti dopo la prima ordinanza che azzerava il prelievo a partire da ieri, con una nuova ordinanza ha rimandato l'azzeramento al 1 settembre. I tecnici fanno notare che ciò è impossibile perché la chiusura potrebbe causare danni alle tubature ancora maggiori di quelle già esistenti. il problema gli esperti di idraulica l'avevano suscitato anche dopo il precedente annuncio della Raggi di chiudere tutti i nasoni della città. Perché non pensare ad installare rubinetti a tutti i nasoni? E perché, intanto, non riparare tutte le perdite che ogni giorno i cittadini, ai tecnici segnalano in città, dove sovente si formano pozzanghere d'acqua senza che l'ACEA intervenga prontamente? E nel frattempo? Speriamo che giove pluvio si faccia sentire, questa volta, con una certa costanza e consistenza. Altrimenti a fine agosto saremo di nuovo nell'emergenza idrica.
L'ATAC, con le clamorose dimissioni del direttore generale Rota, emergenza n.3. Questa terza emergenza, nel giro di pochi mesi, ha dell'incredibile. Il manager tecnico chiamato da Milano per le sue riconosciute capacità in aprile, riceva le deleghe dal presidente solo a giugno. ai primi di luglio fa presente alla sindaca che la condizione di ATAC è fallimentare - oltre un miliardo di debiti, casse vuote, mancanza di fondi anche per acquistare i pezzi di ricambio dei mezzi, stipendi del personale in forse ecc...
lei gli chiede di pazientare assicurandogli solidarietà e comprensione e stima professionale. Ma nulla accade. Allora Rota presenta le dimissioni e con una intervista al Corriere denuncia la situazione drammatica dell'azienda. Gli si rivolta contro un luminare della scienza dell'amministrazione, Stefano - con l'accento sulla 'a' - che gli imputa la mancata cacciata dei dirigenti. Rota non ci sta e gli risponde per le rime: perchè quel consigliere con l'accento sulla 'a' ha brigato tanto per far assumere da Rota un'azienda amica? E, perchè - lo scrivono oggi i giornali - i dirigenti ATAC nell'ultimo esercizio si sono spartiti oltre due milioni di Euro come premio produzione? Di debiti!
Che aspetta la Raggi a levarsi di torno, visto che il complotto del mondo intero contro di lei e contro il movimento Cinquestelle non si può sventare?
mercoledì 26 luglio 2017
1 romano a guardia di 1 cassonetto. La fantasia dei Cinquestelle al potere
La notizia è di quelle bomba. L'amministrazione capitolina e la sua controllata AMA - perchè poi le hanno dato un tale nome soave? - hanno assicurato che ci vorrà un anno prima che la situazione della monnezza a Roma venga definitivamente risolta.Nel frattempo, a giorni alterni, vediamo accumularsi montagne di rifiuti presso ogni cassonetto, che non riesce più a contenerli, visto che la raccolta non è più neanche giornaliera. L'assessore Montanari, spalleggiata dalla sindaca che ora , in verità, s'è trovata anche un'altra gatta da pelare, quella dell'acqua, messa in mezzo da Zingaretti da una parte - il quale ha emanato quella sua ordinanza di divieto di prelievo delle acque del Lago di Bracciano, che soddisfano solo l'8% del fabbisogno cittadino, dopo che il consorzio, presieduto da Raggi, che monitora la salute del nostro territorio, ha fatto presente che il Lago di sta abbassando, e, mentre , al
contrario, il presidente di Acea , pur considerando il periodo di grave siccità, dice che l'allarme per il Lago di Bracciano è ingiustificato - e dall'altra dalla ministra Lorenzin che ha ingiunto alla sindaca ed a Zingaretti, a provvedere di acqua gli ospedali , minacciandoli di denuncia.
Insomma la stessa Raggi che ha provocato l'ordinanza di Zingaretti, ora prova a gettare la croce sulle spalle del governatore, chiamandosi fuori e facendo la parte di chi vuole a tutti i costi risolvere il problema, convocando attorno ad un tavolo in Campidoglio i protagonisti dell'ultimo dramma capitolino. Perchè di dramma si tratta, anche se ora tutti invocano l'apparizione del deus ex machina, nella duplice veste: della pioggia - che oggi è arrivata, ma solo per inumidire il terreno e forse anche per evitare qualche altro incendio - e della vacanza agostana, quando la città si svuota di residenti e i consumi anche di acqua calano. Insomma anche il problema dell'acqua deve rivolverlo qualcun altro, come del resto tutti gli altri problemi, sempre.
Ma c'è anche la farsa. L'assessore Montanari, che non riesce ad assicurare alla Capitale al raccolta dei rifiuti ed il loro smaltimento - altrimenti si fa il gioco di toglierli da una parte e portarli in un'altra, ha avuto un'idea geniale: mettere un cittadino a guardia di ogni cassonetto, per una duplice o triplice funzione- dopo averli naturalmente istruiti questi guardiani ed educatori di monnezza.
Innanzitutto devono istruire i cittadini sul modo corretto di gettar i rifiuti nei cassonetti, ipotizzando dopo qualche mese di istruzione che i cittadini di rifiuti ne gettano sempre meno, e sanzionando quelli che continuano a tener un comportamento scorretto, cioè a gettare tutti i rifiuti che hanno accumulato in casa ( se vengono educati a gettarne sempre meno, forse un giorno impareranno anche a non produrli - sogna l'assessora che nel frattempo avrà trovato il modo di raccoglierli come si deve e smaltirli).
Il loro secondo compito è quello di restare a guardia dei cassonetti pieni e traboccanti di rifiuti, nel timore che qualcuno che non sia nè la Montanari, nè la Raggi e neppure l'AMA - gli unici abilitati a raccoglierli - li rubi , li trasferisca altrove e ne tragga profitto, come accade in molti paesi ed anche in qualche zona i cui governanti,con meno fantasia dei governanti romani, li raccolgono regolarmente, li trattano e ne traggono vantaggi anche economici, con il riciclo dei materiali che lo consentono.
E intanto, con questi angeli custodi della monnezza, attenderemo che Raggi, Montanari ed AMA, ci facciano l'atteso regalo di togliere dalle strade la montagna di rifiuti divenuta ormai parte del paesaggio romano.
contrario, il presidente di Acea , pur considerando il periodo di grave siccità, dice che l'allarme per il Lago di Bracciano è ingiustificato - e dall'altra dalla ministra Lorenzin che ha ingiunto alla sindaca ed a Zingaretti, a provvedere di acqua gli ospedali , minacciandoli di denuncia.
Insomma la stessa Raggi che ha provocato l'ordinanza di Zingaretti, ora prova a gettare la croce sulle spalle del governatore, chiamandosi fuori e facendo la parte di chi vuole a tutti i costi risolvere il problema, convocando attorno ad un tavolo in Campidoglio i protagonisti dell'ultimo dramma capitolino. Perchè di dramma si tratta, anche se ora tutti invocano l'apparizione del deus ex machina, nella duplice veste: della pioggia - che oggi è arrivata, ma solo per inumidire il terreno e forse anche per evitare qualche altro incendio - e della vacanza agostana, quando la città si svuota di residenti e i consumi anche di acqua calano. Insomma anche il problema dell'acqua deve rivolverlo qualcun altro, come del resto tutti gli altri problemi, sempre.
Ma c'è anche la farsa. L'assessore Montanari, che non riesce ad assicurare alla Capitale al raccolta dei rifiuti ed il loro smaltimento - altrimenti si fa il gioco di toglierli da una parte e portarli in un'altra, ha avuto un'idea geniale: mettere un cittadino a guardia di ogni cassonetto, per una duplice o triplice funzione- dopo averli naturalmente istruiti questi guardiani ed educatori di monnezza.
Innanzitutto devono istruire i cittadini sul modo corretto di gettar i rifiuti nei cassonetti, ipotizzando dopo qualche mese di istruzione che i cittadini di rifiuti ne gettano sempre meno, e sanzionando quelli che continuano a tener un comportamento scorretto, cioè a gettare tutti i rifiuti che hanno accumulato in casa ( se vengono educati a gettarne sempre meno, forse un giorno impareranno anche a non produrli - sogna l'assessora che nel frattempo avrà trovato il modo di raccoglierli come si deve e smaltirli).
Il loro secondo compito è quello di restare a guardia dei cassonetti pieni e traboccanti di rifiuti, nel timore che qualcuno che non sia nè la Montanari, nè la Raggi e neppure l'AMA - gli unici abilitati a raccoglierli - li rubi , li trasferisca altrove e ne tragga profitto, come accade in molti paesi ed anche in qualche zona i cui governanti,con meno fantasia dei governanti romani, li raccolgono regolarmente, li trattano e ne traggono vantaggi anche economici, con il riciclo dei materiali che lo consentono.
E intanto, con questi angeli custodi della monnezza, attenderemo che Raggi, Montanari ed AMA, ci facciano l'atteso regalo di togliere dalle strade la montagna di rifiuti divenuta ormai parte del paesaggio romano.
lunedì 11 agosto 2014
Il Teatro Valle sgomberato. Una mattina d'agosto in giro per Roma. Ascoltando Stalteri a Radio 3
Cominciamo dal viaggio in macchina, quando, accendendo la radio ( Radio3) ci imbattiamo nel divino parlatore Arturo Stalteri che, solo un miracolo del cielo tiene ancora a quei microfoni, e al quale noi concediamo ora un momento di celebrità, citandolo. Due chicche almeno da segnalargli. A proposito di una raccolta di CD dedicata alle interpretazioni di Karajan, testualmente: "vi sono registrazioni vecchie, ma anche più recenti, fino a prima della morte di Karajan, naturalmente" e proseguendo:"Karajan con quel suo suono sempre ambizioso". Se Stalteri comprendesse il senso di quell'aggettivo, ne saremmo felici, perchè quell'aggettivo a suo modo è fascinoso; invece, non rappresenta che una delle tante idiozie che quotidianamente gli escono dalla bocca, nelle lunghe mattinate a Radio 3.
Poi ci dirigiamo al Valle, passando davanti al Museo Napoleonico- dove c'è un signore che pulisce i vetri, una rarità da archeologia a Roma- e per Piazza Navona, finalmente tranquilla, affollata, con ristsranti e bar che hanno tirato i tavolini sui marciapiedi. Ma la meraviglia maggiore ci viene nel vedere polizia municipale e polizia di stato ed anche carabinieri, che presidiano la piazza per la tranquillità dei turisti. O perchè devono multare i fautori di 'tavolino selvaggio'? Noi osiamo pensare che resteranno lì a protezione dei turisti, anche quando i tavolini non scenderanno dai marciapiedi.
Davanti al Valle c'è un pò di gente, occupanti, che si preparano all'atto ufficiale della consegna del teatro all'Assessore Marinelli - De Andrè le ha dedicato una canzone: 'Questa di Marinelli è la storia vera... il seguito si può leggere in rete. Ci sono tre macchine della polizia in borghese che stazionano davanti al teatro, ma poi vista la loro inutilità perchè l'atmosfera è abbastanza tranquilla - decidono di andare a lavorare altrove, dove forse c'è più bisogno, senza aspettare che giunga l'ora della convocata conferenza stampa degli (ex) occupanti. I quali accompagnano il funzionario del Comune a fare un giro per il teatro ed i locali adiacenti per verificare che viene consegnato - momentaneamente - al Comune, in condizioni buone, senza cioè che ci siano segni visibili dell'occupazione. La visita però deve essere fatta alla luce delle lampade di fotografie televisioni, perchè l'Acea stamattina ha tagliato la corrente. Questo gesto che pacifico non è, mette pensiero agli occupanti i quali temono che verificandosi, anche per l'assenza della luce elettrica, qualche incidente, che danneggi il Teatro, se ne dia la colpa a loro.
L'Assessore Marinelli, quella della canzone di De Andrè, chiama telefono il suo funzionario che la rassicura, dopo la visita al teatro, che tutto è a posto e che sta per iniziare l'annunciata conferenza stampa, nel corso della quale il portavoce del teatro occupato, legge un lungo documento che sintetizza il senso dei tre anni di 'Teatro Valle Bene comune' e ribadisce che il dialogo con il Teatro di Roma è appena iniziato, ed è quindi lungi dall'essere concluso, il che vuol dire che non demorderanno, finchè non avranno assicurazione, e in tempi brevi - della riapertura del teatro per il proseguimento della loro esperienza in accordo con il teatro di Roma, i cui vertici, naturalmente, sono assenti, almeno Sinbaldi non c'è.
Un breve attimo di tensione si ha quando sulla soglia del teatro gli occupanti riconoscono una persona vestita di tutto punto, che è il direttore/gestore del bar del teatro, prima dell'occupazione. Uno degli occupanti lo invita ad allontanarsi, spiegherà poi la ragione principale: ha portato via dal teatro un bancone del '700 che ora sta nel ristorante di sua moglie. Vero o falso che sia, lo riportiamo.
Due scritte ci hanno colpito fra le tante inventate al Valle:'Teatro Valle: sotto marino, sotto sgombero'; ' Teatro Valle: Il problema è a monte, non al Valle'.
P.S. Dalla televisione abbiamo appreso ('visto') che gli ex occupanti, 'ex' del tutto non sono ancora. Fuori del teatro hanno montato una impalcatura metallica ed anche un palco rudimentale, una sorta di tribuna; loro al Valle vogliono continuare a restarci, nel foyer e fuori perchè vogliono da vicino controllare il procedere dei lavori ed i tempi della conclusione; e, da questa posizione, continuare le trattative con il Teatro di Roma, per il timore che una volta fuori tutte le promesse di Marinelli/Sinibaldi, come quelle elettorali, finiscano a puttane.
Poi ci dirigiamo al Valle, passando davanti al Museo Napoleonico- dove c'è un signore che pulisce i vetri, una rarità da archeologia a Roma- e per Piazza Navona, finalmente tranquilla, affollata, con ristsranti e bar che hanno tirato i tavolini sui marciapiedi. Ma la meraviglia maggiore ci viene nel vedere polizia municipale e polizia di stato ed anche carabinieri, che presidiano la piazza per la tranquillità dei turisti. O perchè devono multare i fautori di 'tavolino selvaggio'? Noi osiamo pensare che resteranno lì a protezione dei turisti, anche quando i tavolini non scenderanno dai marciapiedi.
Davanti al Valle c'è un pò di gente, occupanti, che si preparano all'atto ufficiale della consegna del teatro all'Assessore Marinelli - De Andrè le ha dedicato una canzone: 'Questa di Marinelli è la storia vera... il seguito si può leggere in rete. Ci sono tre macchine della polizia in borghese che stazionano davanti al teatro, ma poi vista la loro inutilità perchè l'atmosfera è abbastanza tranquilla - decidono di andare a lavorare altrove, dove forse c'è più bisogno, senza aspettare che giunga l'ora della convocata conferenza stampa degli (ex) occupanti. I quali accompagnano il funzionario del Comune a fare un giro per il teatro ed i locali adiacenti per verificare che viene consegnato - momentaneamente - al Comune, in condizioni buone, senza cioè che ci siano segni visibili dell'occupazione. La visita però deve essere fatta alla luce delle lampade di fotografie televisioni, perchè l'Acea stamattina ha tagliato la corrente. Questo gesto che pacifico non è, mette pensiero agli occupanti i quali temono che verificandosi, anche per l'assenza della luce elettrica, qualche incidente, che danneggi il Teatro, se ne dia la colpa a loro.
L'Assessore Marinelli, quella della canzone di De Andrè, chiama telefono il suo funzionario che la rassicura, dopo la visita al teatro, che tutto è a posto e che sta per iniziare l'annunciata conferenza stampa, nel corso della quale il portavoce del teatro occupato, legge un lungo documento che sintetizza il senso dei tre anni di 'Teatro Valle Bene comune' e ribadisce che il dialogo con il Teatro di Roma è appena iniziato, ed è quindi lungi dall'essere concluso, il che vuol dire che non demorderanno, finchè non avranno assicurazione, e in tempi brevi - della riapertura del teatro per il proseguimento della loro esperienza in accordo con il teatro di Roma, i cui vertici, naturalmente, sono assenti, almeno Sinbaldi non c'è.
Un breve attimo di tensione si ha quando sulla soglia del teatro gli occupanti riconoscono una persona vestita di tutto punto, che è il direttore/gestore del bar del teatro, prima dell'occupazione. Uno degli occupanti lo invita ad allontanarsi, spiegherà poi la ragione principale: ha portato via dal teatro un bancone del '700 che ora sta nel ristorante di sua moglie. Vero o falso che sia, lo riportiamo.
Due scritte ci hanno colpito fra le tante inventate al Valle:'Teatro Valle: sotto marino, sotto sgombero'; ' Teatro Valle: Il problema è a monte, non al Valle'.
P.S. Dalla televisione abbiamo appreso ('visto') che gli ex occupanti, 'ex' del tutto non sono ancora. Fuori del teatro hanno montato una impalcatura metallica ed anche un palco rudimentale, una sorta di tribuna; loro al Valle vogliono continuare a restarci, nel foyer e fuori perchè vogliono da vicino controllare il procedere dei lavori ed i tempi della conclusione; e, da questa posizione, continuare le trattative con il Teatro di Roma, per il timore che una volta fuori tutte le promesse di Marinelli/Sinibaldi, come quelle elettorali, finiscano a puttane.
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