La sezione dedicata a nuovi e vecchi cafoni nel fortunato sito internet (Cafonal di Dagospia) si è intasata nelle ultime settimane sia per le numerose visite che per le infinite imprese che vi sono narrate. Fra tutte, alcune accomunate dalla volgare ostentazione dei soldi che solo a chi nelle vene ha acqua più che sangue, vien in mente di fare.
Oggi Grasso sul 'Corriere', riferendo di alcuni fatti di tale pietoso comparto conclude dicendo che nobili si nasce e ricchi si diventa. Ed i protagonisti citati dal noto critico nobili, in nessun senso lo sono, soltanto ricchi e cafoni.
E cita un celebre cantante, Fedez, quello che spara sentenze su tutti, anzi tutti contro, il quale sui social - sempre i social - perchè tutti questi i cazzi ( pardon, c'è sfuggito!) propri vogliono sempre mostrarli agli altri, sbatterglieli in faccia anche quelli che sarebbe meglio tenere nascosti, come nel caso di Fedez? - mostra quel superattico milanese da due milioni di Euro in cui vive.
Sulla stesa scia e nella medesima categoria dei cafoni arricchiti, un celebre giocatore del'Inter in viaggio verso Napoli ( purtroppo siamo costretti da una smodata passione calcistica del nostro nipotino a tenerci aggiornati), Icardi e la sua signora che fanno sapere a tutti che hanno orologi da parecchie migliaia di euro ed anche altro. A noi verrebbe in mente di scrivergli via social: ' metteteveli...( scusateci ancora, ma questi te le tirano dalla bocca!).
E per finire, solo momentaneamente, la lista dei nuovi cafoni, le immagini postate dalla diretta interessata, la signora Bonolis, la quale ha fatto sapere a tutti che per andare in vacanza ha noleggiato un aereo privato ( lei poi si è giustificata dicendo che fra i figli ve n'è uno che ha problemi di deambulazione; per carità, bene ha fatto a noleggiare l'aereo). Ma a noi che ci frega?
Ora Dagospia ci ha pregato di far sapere ai diretti interessati ed a tutti gli altri aspiranti cafoni, che la sezione 'Cafonal' è al limite, non c'è più spazio per nessuno. E perciò, almeno per un pò, si astengano dall'esibirsi in pubblico, attraverso i social.
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domenica 7 agosto 2016
mercoledì 3 giugno 2015
Andrea Battistoni datti una calmata. Sul palcoscenico dell'Arena un guitto fuori ruolo
Andrea Battistoni, veronese, è quel giovane direttore d'orchestra del quale negli ultimi anni s'è detto molto, anche a seguito di un suo libriccino, confezionato in velocità per non perdere il treno della incipiente notorietà, stucchevole abecedario musicle, intitolato 'la classica non è musica per vecchi', o giù di lì.
Ieri sera, nella lunga maratona trasmessa da Canale 5, dal titolo 'Lo spettacolo sta per cominciare', ideato da quelle menti che governano l'Arena, la stessa che ha già ospitato, per Rai 1, due giorni fa, la coppia Al Bano-Power (coppia finta, ricomposta solo per far soldi e perché piace alla gente, chissà perché) l'abbiamo visto in tutte le salse sbracciarsi sul podio, come neanche il Daniel Oren dei tempi migliori riusciva a fare. Forse solo perchè è più giovane, anche se ugualmente in carne e peso. Un direttore - e questo vale anche per Oren e per tutti quelli della sua 'scuola' - non ha bisogno di saltare continuamente come uno scimmione in amore, sul podio, non serve, ed anzi è inutile e dispone malamente chi lo guarda. Non diverte nessuno. Perchè non lo capiscono?
L'Arena ieri sera ha ospitato di tutto, perfino qualche briciola di melodramma, spiegato dalle bellezze televisive Rodriguez e Santarelli, 'muse' di Bonolis il guitto mattatore che non si smentisce mai ( 'avevo chiesto due Muse, mi hanno dato due suocere!', ha detto; lui rappresenta sempre se stesso su qualunque palcoscenico. Ha dato qualche lezioncina di melodramma, quando ha spiegato la 'cavatina' aggiungendo 'aria di sortita'- ma avranno capito gli spettatori dell'Arena e della televisione?- per fortuna senza gli svarioni del concerto milanese per l'apertura dell'EXPO), e che, dopo il successo del Concerto in Piazza Duomo a Milano, temiamo di doverci ancora sorbire chissà quante altre volte.
Lo spettacolo di ieri sera ci ha confermato nella convinzione che molti reggitori di storiche istituzioni musicali non credano fino in fondo al valore della musica che dovrebbero amministrare e perciò ricorrono a qualunque mezzo per far accettare la musica che tutti accettano, anche i più volgari, inutili e lontani dalla musica, forti della stupida convinzione che ' non c'è musica alta e musica bassa, perchè tutta la musica è musica!
Per tre ore buone, hanno fatto vedere e ascoltare di tutto, anche il rock 'progressivo', e perfino qualche scena da melodramma ( Gounod, Donizetti, con la star Grigolo, Verdi, con il 'Va pensiero' del 'Nabucco' che inaugura fra qualche giorno la stagione dell'Arena, per la quale l'avvilente spettacolo televisivo di ieri sera doveva costituire uno spottone in piena regola.
C'era anche qualche idea indovinata, per carità. Come mostrare gli intrecci che corrono da sempre fra diversi generi musicali e che ha dato modo a Beppe Vessicchio, eroe di Sanremo, di esibirsi nella direzione di una celebre sinfonia di Mozart - solo l'incipit naturalmente, non c'è tempo per i tempi di una sinfonia - solfeggiata in maniera da meritarsi una solenne bocciatura anche nel più disastrato dei Conservatori italiani.
Si assiste sempre più spesso ad una continua invasione di campi, specie in televisione, nella insana convinzione che una signorina appena uscita da un night club possa poi recarsi, senza cambiarsi d'abito e rifarsi il trucco, in un teatro d'opera per assistere magari alla rappresentazione di 'Traviata' di Giuseppe Verdi, così come si trova.
Chi glielo va a dire ai dirigenti televisivi come anche a quelli dell'Arena che ieri sera sembravano gongolare per il successo della serata, con l'Arena piena zeppa? E poi, lo capirebbero?
Ieri sera, nella lunga maratona trasmessa da Canale 5, dal titolo 'Lo spettacolo sta per cominciare', ideato da quelle menti che governano l'Arena, la stessa che ha già ospitato, per Rai 1, due giorni fa, la coppia Al Bano-Power (coppia finta, ricomposta solo per far soldi e perché piace alla gente, chissà perché) l'abbiamo visto in tutte le salse sbracciarsi sul podio, come neanche il Daniel Oren dei tempi migliori riusciva a fare. Forse solo perchè è più giovane, anche se ugualmente in carne e peso. Un direttore - e questo vale anche per Oren e per tutti quelli della sua 'scuola' - non ha bisogno di saltare continuamente come uno scimmione in amore, sul podio, non serve, ed anzi è inutile e dispone malamente chi lo guarda. Non diverte nessuno. Perchè non lo capiscono?
L'Arena ieri sera ha ospitato di tutto, perfino qualche briciola di melodramma, spiegato dalle bellezze televisive Rodriguez e Santarelli, 'muse' di Bonolis il guitto mattatore che non si smentisce mai ( 'avevo chiesto due Muse, mi hanno dato due suocere!', ha detto; lui rappresenta sempre se stesso su qualunque palcoscenico. Ha dato qualche lezioncina di melodramma, quando ha spiegato la 'cavatina' aggiungendo 'aria di sortita'- ma avranno capito gli spettatori dell'Arena e della televisione?- per fortuna senza gli svarioni del concerto milanese per l'apertura dell'EXPO), e che, dopo il successo del Concerto in Piazza Duomo a Milano, temiamo di doverci ancora sorbire chissà quante altre volte.
Lo spettacolo di ieri sera ci ha confermato nella convinzione che molti reggitori di storiche istituzioni musicali non credano fino in fondo al valore della musica che dovrebbero amministrare e perciò ricorrono a qualunque mezzo per far accettare la musica che tutti accettano, anche i più volgari, inutili e lontani dalla musica, forti della stupida convinzione che ' non c'è musica alta e musica bassa, perchè tutta la musica è musica!
Per tre ore buone, hanno fatto vedere e ascoltare di tutto, anche il rock 'progressivo', e perfino qualche scena da melodramma ( Gounod, Donizetti, con la star Grigolo, Verdi, con il 'Va pensiero' del 'Nabucco' che inaugura fra qualche giorno la stagione dell'Arena, per la quale l'avvilente spettacolo televisivo di ieri sera doveva costituire uno spottone in piena regola.
C'era anche qualche idea indovinata, per carità. Come mostrare gli intrecci che corrono da sempre fra diversi generi musicali e che ha dato modo a Beppe Vessicchio, eroe di Sanremo, di esibirsi nella direzione di una celebre sinfonia di Mozart - solo l'incipit naturalmente, non c'è tempo per i tempi di una sinfonia - solfeggiata in maniera da meritarsi una solenne bocciatura anche nel più disastrato dei Conservatori italiani.
Si assiste sempre più spesso ad una continua invasione di campi, specie in televisione, nella insana convinzione che una signorina appena uscita da un night club possa poi recarsi, senza cambiarsi d'abito e rifarsi il trucco, in un teatro d'opera per assistere magari alla rappresentazione di 'Traviata' di Giuseppe Verdi, così come si trova.
Chi glielo va a dire ai dirigenti televisivi come anche a quelli dell'Arena che ieri sera sembravano gongolare per il successo della serata, con l'Arena piena zeppa? E poi, lo capirebbero?
venerdì 22 maggio 2015
Rai 1 batte sul tempo Canale 5. Ed ambedue se la battono in tema di banalità. Le Teche Rai non insegnano niente a nessuno
Non appena si è sparsa la notizia dello spettacolo venduto a Canale 5 che apre la stagione in Arena, a Verona, quello stesso spettacolo che negli anni passati era presentato dalla pacioccona fuori luogo e ruolo, Antonella Clerici ed ora da Bonolis della medesima scuderia artistica, Presta, sotto l'ala produttrice di Gianmarco Mazzi (l'ennesima serata con l'ennesima banalità spettacolare, nella quale lo spettacolo lirico per il quale la serata dovrebbe fungere da volano non è che l'ultima preoccupazione , e, infatti, ci saranno le più grandi stelle del rock - come si legge nei comunicati areniani - accanto al tenore tal dei tali, o del soprano tal dei tali...); Rai 1, con scatto felino, anticipa l'Arena con una serata che sarà memorabile per la coppia protagonista, perchè sarà quella che ci guadagnerà più di tutti - la coppia Carrisi ricomposta per l'ennesima volta dopo Mosca e Sanremo, Romina e Al Bano.
Al Bano le canterà: 'In ginocchio da te', Romina, con quel fil di voce che le è rimasto ( ma ci saranno amplificatori bombastici) risponderà:' Non son degno di te', ma insieme non torneranno nella vita. Perchè a lei di Al Bano piace solo la colonia che usa abitualmente - come ha dichiarato ironicamente. E così, prendendo per l'ennesima volta per i fondelli gli italiani bocconi, reciteranno la farsa ignobile e patetica della coppia scoppiata che le tenta tutte per tornare insieme. No, per far soldi.
Al peggio, si dice da secoli, non c'è mai fine. Proprio così. sempre più in basso, sempre più spettacoli di bassissima qualità, anche in quel luogo sacro che è la immensa Arena di Verona.
Albano e Romina, in diretta, il 29 maggio, su Rai 1, Bonolis ed il suo carrozzone variopinto, il 2 giugno, in differita, su Canale 5.
In questi ultimi mesi, alle molte trasmissioni costruite facendo razzia di materiali delle Teche Rai - delle quali proprio oggi sul 'Venerdì' di Repubblica, parlerà la nuova direttrice, Maria Pia Ammirati, da poco entrata a far parte del Consiglio di Indirizzo del Teatro dell'Opera di Roma - se ne è aggiunta un'altra su Rai 3, svelandoci tanti altri tesori, già noti ai cultori del 'tempo che fu' televisivo, anche non lontanissimo.
Tutte quelle trasmissioni fatte con nulla, pescando qua e là nelle Teche Rai, che ancora oggi, a distanza di anni, riscuotono successo nel pubblico, suonano come un rimprovero, anzi come atto di accusa contro la banalità, mancanza di stile e di idee di ogni nuova trasmissione, soprattutto quelle di intrattenimento o di varietà puro, tutte costosissime, che i vari direttori mandano in onda.
La televisione di un tempo, per qualche verso forse più ingenua, non suonava mai come un insulto alla intelligenza del telespettatore, come purtroppo suonano tutte, quelle di oggi.
Un'intera stagione , magari estiva, costruita attingendo alle Teche Rai, mostrerebbe agli italiani una televisione di qualità, costerebbe molto meno di qualunque pur povera trasmissione nuova, e forse potrebbe indurre gli attuali direttori di rete a fare esercizio di autocritica.
Al Bano le canterà: 'In ginocchio da te', Romina, con quel fil di voce che le è rimasto ( ma ci saranno amplificatori bombastici) risponderà:' Non son degno di te', ma insieme non torneranno nella vita. Perchè a lei di Al Bano piace solo la colonia che usa abitualmente - come ha dichiarato ironicamente. E così, prendendo per l'ennesima volta per i fondelli gli italiani bocconi, reciteranno la farsa ignobile e patetica della coppia scoppiata che le tenta tutte per tornare insieme. No, per far soldi.
Al peggio, si dice da secoli, non c'è mai fine. Proprio così. sempre più in basso, sempre più spettacoli di bassissima qualità, anche in quel luogo sacro che è la immensa Arena di Verona.
Albano e Romina, in diretta, il 29 maggio, su Rai 1, Bonolis ed il suo carrozzone variopinto, il 2 giugno, in differita, su Canale 5.
In questi ultimi mesi, alle molte trasmissioni costruite facendo razzia di materiali delle Teche Rai - delle quali proprio oggi sul 'Venerdì' di Repubblica, parlerà la nuova direttrice, Maria Pia Ammirati, da poco entrata a far parte del Consiglio di Indirizzo del Teatro dell'Opera di Roma - se ne è aggiunta un'altra su Rai 3, svelandoci tanti altri tesori, già noti ai cultori del 'tempo che fu' televisivo, anche non lontanissimo.
Tutte quelle trasmissioni fatte con nulla, pescando qua e là nelle Teche Rai, che ancora oggi, a distanza di anni, riscuotono successo nel pubblico, suonano come un rimprovero, anzi come atto di accusa contro la banalità, mancanza di stile e di idee di ogni nuova trasmissione, soprattutto quelle di intrattenimento o di varietà puro, tutte costosissime, che i vari direttori mandano in onda.
La televisione di un tempo, per qualche verso forse più ingenua, non suonava mai come un insulto alla intelligenza del telespettatore, come purtroppo suonano tutte, quelle di oggi.
Un'intera stagione , magari estiva, costruita attingendo alle Teche Rai, mostrerebbe agli italiani una televisione di qualità, costerebbe molto meno di qualunque pur povera trasmissione nuova, e forse potrebbe indurre gli attuali direttori di rete a fare esercizio di autocritica.
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venerdì di repubblica
venerdì 15 maggio 2015
Che c'entra Bonolis con l'Arena di Verona? E Mazzi? Basta il fatto che sia veronese come l'Arena?
L'invito alla conferenza stampa di presentazione del prossimo Festival areniano di Verona, estate 2015, annuncia fra i protagonisti di tale incontro stampa anche Paolo Bonolis, l'eroe della serata milanese da Piazza Duomo, trasmessa in mondovisione, per l'inaugurazione dell'Expo, essendogli state evidentemente perdonate tutte le banalità, e volgarità e stupidaggini che è stato capace di lanciare al pubblico che purtroppo accetta ormai tutto della tv.
C'è, perciò, chi pensa non si sia toccato ancora il fondo. E, per questo, il sovrintendente Girondini, quello a cui Tosi non chiede conto del buco di una venticinquina di milioni di debito - stiamo parlando dell'Arena, il più vasto spazio di spettacolo al mondo - che dovrà ripianare nel corso dei prossimi anni, si fa vanto di avere Bonolis a fianco dell'Arena ( negli anni passati l'Arena aveva come volto immagine quello di Placido Domingo).
A Paolo Bonolis verrà affidata quella porcheria che, negli anni passati, conduceva dall'Arena la pacioccona Antonella Clerici, che quest'anno ha fatto coppia con Bonolis da Piazza Duomo? oppure quell'altra serata inqualificabile - che presumiamo sarà replicata, per il piacere della coppia Tosi-Girondini, della notte sul ghiaccio, con musiche letteralmente massacrate dalle dozzinali coreografie, a favore di telecamere, a mezza strada fra olimpiadi di pattinaggio e giochi sul ghiaccio? Il direttore artistico Paolo Gavazzeni nel frattempo si riposa?
E che farà Gianmarco Mazzi, veronese, in Arena, lui che abita a Sanremo - festival - e che sarebbe fra gli organizzatori del famoso Concerto in Piazza Duomo, insieme a Presta, che ha 'prestato' i due campioni presentatori - Bonolis, Clerici - alla Rai?
C'è, perciò, chi pensa non si sia toccato ancora il fondo. E, per questo, il sovrintendente Girondini, quello a cui Tosi non chiede conto del buco di una venticinquina di milioni di debito - stiamo parlando dell'Arena, il più vasto spazio di spettacolo al mondo - che dovrà ripianare nel corso dei prossimi anni, si fa vanto di avere Bonolis a fianco dell'Arena ( negli anni passati l'Arena aveva come volto immagine quello di Placido Domingo).
A Paolo Bonolis verrà affidata quella porcheria che, negli anni passati, conduceva dall'Arena la pacioccona Antonella Clerici, che quest'anno ha fatto coppia con Bonolis da Piazza Duomo? oppure quell'altra serata inqualificabile - che presumiamo sarà replicata, per il piacere della coppia Tosi-Girondini, della notte sul ghiaccio, con musiche letteralmente massacrate dalle dozzinali coreografie, a favore di telecamere, a mezza strada fra olimpiadi di pattinaggio e giochi sul ghiaccio? Il direttore artistico Paolo Gavazzeni nel frattempo si riposa?
E che farà Gianmarco Mazzi, veronese, in Arena, lui che abita a Sanremo - festival - e che sarebbe fra gli organizzatori del famoso Concerto in Piazza Duomo, insieme a Presta, che ha 'prestato' i due campioni presentatori - Bonolis, Clerici - alla Rai?
lunedì 4 maggio 2015
Mazzi e Presta che c'entrano con il Concerto in Piazza Duomo con l'Orchestra della Scala, trasmesso da Rai1, per l'apertura di Expo 2015?
Non ci crediamo ancora a quel che abbiamo letto sul Corriere, nella rubrica del lunedì di Aldo Grasso, ' A fil di rete'. E cioè che ad organizzare il Concerto di Rai1 con l'Orchestra della Scala , Armiliato sul podio ed una schiera di illustri solisti, a cominciare da Andrea Bocelli, e che ha avuto un enorme successo, quasi 6.400.000 telespettatori, siano stati Gianmarco Mazzi e Lucio Presta. Che c'entrano i due ?
Il primo ha a che fare con Sanremo e qualche cantante, come Gianni Morandi, il secondo con presentatori tv ( Bonolis, Clerici) ed alcuni attori. Ma in Piazza Duomo c'era l'Orchestra della Scala, c'erano cantanti con i quali il Mazzi non ha mai avuto nulla da spartire e soprattutto si trattava di un concerto dal quale i due dovevano girare alla larga, mentre qualcuno li ha chiamati.
Presta aveva invece altre ragioni. Presto detto: la presenza sul palco di Bonolis e Clerici come presentatori, l'unica nota stonata della serata, con le gags di Bonolis ed anche qualche volgarità, e la Clerici, intirizzita dal freddo, nonostante fosse ben infagottata, e chiamata a leggere quattro cosette. Per non dire degli strafalcioni di Bonolis, dei quali forse né lui né Mazzi e neppure Presta si sono neanche accorti. Esemplare quello sul rondò di Mozart 'Alla turca' suonato da Lang Lang, che secondo Bonolis era un 'concerto' per pianoforte, invece che una sonata ( un tempo di sonata, l'ultimo nel nostro caso, della sonata n.11). Cose simili non sono tollerabili nel corso di un concerto classico in una occasione di grande rilevanza, come l'apertura dell'Expo, trasmesso in Mondovisione. La Rai non aveva i mezzi per organizzare in proprio quel concerto? Orchestra e Coro erano della Scala, ed il concerto al Teatro milanese faceva capo anche per la locandina e gli artisti presenti. E allora che c'entrava la strana coppia? Ha allestito il palco, curato l'illuminazione, la diffusione audio - quest'utlima la Rai sa fare benissimo con i suoi bravi tecnici.
L'Espresso un paio di anni fa, a ridosso di Sanremo, raccontò le gesta di Mazzi, sponsorizzato da Gasparri, poi anche da La Russa ecc. ed anche dello sbarco armato di Presta in tv.
Il primo ha a che fare con Sanremo e qualche cantante, come Gianni Morandi, il secondo con presentatori tv ( Bonolis, Clerici) ed alcuni attori. Ma in Piazza Duomo c'era l'Orchestra della Scala, c'erano cantanti con i quali il Mazzi non ha mai avuto nulla da spartire e soprattutto si trattava di un concerto dal quale i due dovevano girare alla larga, mentre qualcuno li ha chiamati.
Presta aveva invece altre ragioni. Presto detto: la presenza sul palco di Bonolis e Clerici come presentatori, l'unica nota stonata della serata, con le gags di Bonolis ed anche qualche volgarità, e la Clerici, intirizzita dal freddo, nonostante fosse ben infagottata, e chiamata a leggere quattro cosette. Per non dire degli strafalcioni di Bonolis, dei quali forse né lui né Mazzi e neppure Presta si sono neanche accorti. Esemplare quello sul rondò di Mozart 'Alla turca' suonato da Lang Lang, che secondo Bonolis era un 'concerto' per pianoforte, invece che una sonata ( un tempo di sonata, l'ultimo nel nostro caso, della sonata n.11). Cose simili non sono tollerabili nel corso di un concerto classico in una occasione di grande rilevanza, come l'apertura dell'Expo, trasmesso in Mondovisione. La Rai non aveva i mezzi per organizzare in proprio quel concerto? Orchestra e Coro erano della Scala, ed il concerto al Teatro milanese faceva capo anche per la locandina e gli artisti presenti. E allora che c'entrava la strana coppia? Ha allestito il palco, curato l'illuminazione, la diffusione audio - quest'utlima la Rai sa fare benissimo con i suoi bravi tecnici.
L'Espresso un paio di anni fa, a ridosso di Sanremo, raccontò le gesta di Mazzi, sponsorizzato da Gasparri, poi anche da La Russa ecc. ed anche dello sbarco armato di Presta in tv.
"Evidentemente
l'Auditel giustifica i mezzi. A condurre le danze ormai sono
personaggi abili e disinvolti come Mazzi e Presta, mentre la
struttura pubblica abdica al proprio ruolo. Non a caso nei giorni del
Festival Rai e Mediaset hanno sospeso qualsiasi serio tentativo di
contro-programmazione. E così l'edizione 2012 sembra quasi una sfida
di Mazzi con se stesso. Impermeabile alle critiche e alle polemiche,
il direttore del Festival aspetta solo il risultato televisivo. Tra
tanti cantanti in gara, l'unico vincitore annunciato è lui: il
veronese di Sanremo."
Ora i due ascriveranno alla propria presenza il successo di quel concerto che ,sia chiaro a chi li assumerà per un altro concerto del genere, loro con quel successo c'entrano come i cavoli... del proverbio.
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giovedì 30 aprile 2015
Peracottari a Milano, in piazza Duomo, per l'apertura dell'EXPO.
Il concerto di questa sera che ha inaugurato ufficialmente l'Expo 2015, con l'Orchestra ed il Coro del Teatro alla Scala di Milano, ci ha fatto subito pensare al Concerto di Capodanno che, in diretta, Rai Uno ha trasmesso dal Teatro La Fenice, a partire dal 2004 per festeggiare 'dov'era e com'era' il teatro ricostruito, dopo l'incendio. E, più ancora, alla fatica che un direttore artistico come Pereira ( sovrintendente, innanzitutto) ha dovuto fare per convincere i solisti, soprattutto loro, a cantare all'aperto una serie di brani celebri di opere le più diverse e di diversi autori, l'uno dietro l'altro, alla maniera di famosi Concerti 'Martini & Rossi', ed anche, appunto, del Concerto di Capodanno di Rai Uno.
Perché i cantanti - lo sappiamo per esperienza diretta, o perchè così ci è stato detto in più d'una occasione - non amerebbero questo tipo di concerti, anche se al chiuso, come non li amerebbero neanche i direttori artistici che, invece, godono solo alla riscoperta di un titolo sconosciuto, soprattutto quando è apprezzato solo dalla critica e niente affatto dal pubblico, che per loro vuol dire appuntarsi una medaglia al 'valore culturale' sul petto.
S'è ascoltata anche 'Di quella pira' - che a Venezia è vietato - il brindisi dalla Traviata, la Tarantella di Rossini, e il pucciniano 'e lucean le stelle' ecc... Bocelli mattatore, direttore Armiliato.
E c'è poi il capitolo P.P.( Presentatori Peracottari), nel quale è scritto a lettere cubitali il nome di Bonolis che non è capace di presentare, come si deve, una serata che mette l'Italia sotto gli occhi di tutti, come quella dell'inaugurazione dell'EXPO. Saluta in varie lingue, trattandosi di una trasmissione in mondovisione, ma le storpia e ci scherza come si fa quando si vuole ingiuriare uno straniero di cui non si capisce la lingua. Vergognoso. Scherza, rasentando anche la volgarità, nel presentare la Clerici - certo una scelta non felicissima per l'occasione - attirata a Milano, sottolinea Bonolis, a causa del cibo, ( lei la signora delle tagliatelle!) anzi, aggiunge, 'lei stessa è un padiglione' che...' andrebbe visitata' aggiunge testualmente, mentre gli punta gli occhi addosso, squadrandola dalla testa al petto.
E poi, annunciando Lang Lang che sta per suonare 'alla turca', celebre rondò da una sonata di Mozart ( n.11) dice testualmente: ed ora 'il Concerto per pianoforte n.11 di Mozart'. E' possibile che nessuno degli autori sapesse il titolo esatto del brano pianistico mozartiano? Che figura ci facciamo di fronte al mondo?
Non manca - come poteva? - il coro 'Va pensiero'. esattamente come a Venezia, mentre il brindisi finale del concerto veneziano qui è stato servito in apertura, per augurare all'EXPO un felice svolgimento.
E, per finire, sorpresa delle sorprese, 'O sole mio', cantato a squarciagola da tutti i cantanti schierati davanti all'orchestra, augurandosi che domani il sole , più sereno sereno, splenda davvero sull'avversata EXPO milanese, oscurando quel costoso inutile pacchiano 'albero della vita' orgoglio di Balich, inventore agricoltore.
P.S. Grande successo per Rai 1: 6.361.000 telespettatori, per uno share del 27,2%, hanno seguito la lunga diretta da Piazza Duomo, per il concerto inaugurale dell'EXPO, durato dalle 21.15 circa fin quasi a mezzanotte.
Perché i cantanti - lo sappiamo per esperienza diretta, o perchè così ci è stato detto in più d'una occasione - non amerebbero questo tipo di concerti, anche se al chiuso, come non li amerebbero neanche i direttori artistici che, invece, godono solo alla riscoperta di un titolo sconosciuto, soprattutto quando è apprezzato solo dalla critica e niente affatto dal pubblico, che per loro vuol dire appuntarsi una medaglia al 'valore culturale' sul petto.
S'è ascoltata anche 'Di quella pira' - che a Venezia è vietato - il brindisi dalla Traviata, la Tarantella di Rossini, e il pucciniano 'e lucean le stelle' ecc... Bocelli mattatore, direttore Armiliato.
E c'è poi il capitolo P.P.( Presentatori Peracottari), nel quale è scritto a lettere cubitali il nome di Bonolis che non è capace di presentare, come si deve, una serata che mette l'Italia sotto gli occhi di tutti, come quella dell'inaugurazione dell'EXPO. Saluta in varie lingue, trattandosi di una trasmissione in mondovisione, ma le storpia e ci scherza come si fa quando si vuole ingiuriare uno straniero di cui non si capisce la lingua. Vergognoso. Scherza, rasentando anche la volgarità, nel presentare la Clerici - certo una scelta non felicissima per l'occasione - attirata a Milano, sottolinea Bonolis, a causa del cibo, ( lei la signora delle tagliatelle!) anzi, aggiunge, 'lei stessa è un padiglione' che...' andrebbe visitata' aggiunge testualmente, mentre gli punta gli occhi addosso, squadrandola dalla testa al petto.
E poi, annunciando Lang Lang che sta per suonare 'alla turca', celebre rondò da una sonata di Mozart ( n.11) dice testualmente: ed ora 'il Concerto per pianoforte n.11 di Mozart'. E' possibile che nessuno degli autori sapesse il titolo esatto del brano pianistico mozartiano? Che figura ci facciamo di fronte al mondo?
Non manca - come poteva? - il coro 'Va pensiero'. esattamente come a Venezia, mentre il brindisi finale del concerto veneziano qui è stato servito in apertura, per augurare all'EXPO un felice svolgimento.
E, per finire, sorpresa delle sorprese, 'O sole mio', cantato a squarciagola da tutti i cantanti schierati davanti all'orchestra, augurandosi che domani il sole , più sereno sereno, splenda davvero sull'avversata EXPO milanese, oscurando quel costoso inutile pacchiano 'albero della vita' orgoglio di Balich, inventore agricoltore.
P.S. Grande successo per Rai 1: 6.361.000 telespettatori, per uno share del 27,2%, hanno seguito la lunga diretta da Piazza Duomo, per il concerto inaugurale dell'EXPO, durato dalle 21.15 circa fin quasi a mezzanotte.
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