La decisione l'ha presa Peter Gelb, il potente capo della Metropolitan Opera di New York, sposato alla direttrice d'orchestra Keri-Lynn Wilson. James Levine (che per decenni è stato direttore musicale del teatro, che ha avuto successi in ogni parte del mondo, anche a Salisburgo - dove era invitato regolarmente da Karajan che voleva accaparrarsi il favore dei media e del mondo musicale americano - e che per alcuni anni, di recente, ha dovuto rinunciare alla direzione per gravi motivi di salute, ora, al riemergere di pesanti accuse di molestie sessuali- delle quali si era già a conoscenza ma che il direttore aveva sempre rigettato- che avrebbe rivolto, dagli anni Ottanta a Novanta, ad un giovane, anzi ragazzo, quando lui era un uomo, con la promessa che lo avrebbe fatto diventare direttore d'orchestra), è stato espulso dal teatro immediatamente, e non dirigerà neanche i prossimi impegni di fine anno già programmati, come Tosca, con Grigolo. E, del resto, attendere che le indagini si concludano, anche quelle promosse autonomamente dal Metropolitan, non aveva senso.
A quest'accusa circostanziata con una denuncia alla polizia alla base dell'espulsione, un altro paio se ne sono aggiunte, risalenti addirittura agli anni Sessanta, rivolte sempre al direttore, allora poco sopra i venticinque, da ragazzi che, all'epoca avevano pochi anni meno di lui; e dunque, in questo caso, si tratta di coetanei che denunciano il caso, dopo mezzo secolo.
Adesso il 'vaso di pandora' delle molestie sessuali nel mondo della musica si è scoperchiato e forse anche qui, come nel cinema, chissà quante denunce verranno fuori. Perchè le molestie non riguardano solo quelle fra sessi diversi, ve ne sono anche fra omosessuali, come nel caso di Levine, oltre che, ancor più orribili, quelle ai danni di bambini - come ha dimostrato una recente inchiesta sul Coro di voci bianche di Ratisbona, dove oltre gli abusi sono emersi maltrattamenti, e quelli del cosiddetti 'chierichetti' del papa in Vaticano.
Si deve, comunque, fare chiarezza, anche a costo di gravi conseguenze per i diretti interessati una volta appurata la loro colpevoleza. Chi ha sbagliato, profittando della posizione di potere, deve pagare, senza eccezione. Anche nel nostro mondo di abusi, soprattutto a sfondo sessuale, ve ne sono stati, perché non è immaginabile che ne sia esente, solo perché la musica educa alla bellezza ed eleva lo spirito, e dunque non dovrebbe fare spazio a comportamenti illeciti di sopraffazione a scopo sessuale e non solo.
Anche per il mondo della musica, molti dovrebbero parlare, uomini che donne che hanno subito molestie di ogni genere, per salire qualche gradino nella propria carriera. Coraggio, denunciate soprusi e molestie, sessuali e non, qualcuno salterà, e forse qualcosa finalmente cambierà.
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lunedì 4 dicembre 2017
lunedì 24 agosto 2015
Pacifica invasione venezuelana di Milano. Però non facciamo loro sconti perchè sono ragazzi.
Non si tratta della sola orchestra 'Bolivar', agli ordini di Dudamel, chiamato ormai da tutti Gustavo, ad aver invaso Milano in questi giorni, dove vi resterà fino ai primi di settembre, per la Bohéme scaligera e per altri concerti. No, a Milano c'è anche il coro annesso all'orchestra e poi ancora un'orchestra di ragazzi che si è già esibita diretta da un tredicenne, percussionista di professione, un altro ragazzo che promette bene anche nella direzione come del resto Dudamel e Matheuz ( a proposito quest'ultimo che fine ha fatto?).
In tutto un migliaio circa di ragazzi e giovani invitati a Milano, in occasione dell'EXPO, senza che a nessuno sia venuto in mente di unirvi od invitare anche la 'costola' italiana del cosiddetto 'Sistema' venezuelano, già abbastanza presente nel nostro paese. No, s'è preferita questa ostentata esibizione di gioventù e di allegria, ed anche di prestazione musicale, ad ogni altra cosa.
Passi per la 'Bolivar' che anche noi abbiamo ascoltato tante volte a Roma, rapiti dall'entusiasmo e dalla bravura - non è tutta forma ed esteriorità, c'è anche sostanza - cresciuta di anno in anno; e passi anche per i ragazzi dell'orchestra 'minore' e del loro direttore in fasce.
Però noi stiamo parlando di musica, senza voler frenare il giusto contagioso entusiasmo di tali giovani, al quale soprattutto i giornali sembrano aver prestato attenzione.
E di musica avremmo voluto leggere sui giornali, i quali c'è sembrato fare troppi sconti alle giornate venezuelane a Milano, in un atteggiamento di imbarazzo generale. Qualche giornale se l'è presa, avendo deciso di chiudere un orecchio oltre che un occhio sull'orchestra, con Grigolo e la Agresta, facendo le pulci ad ambedue, rilevando per il primo che la sua voce non era poi a posto, e per la seconda, che stilisticamente era 'fuori'.
E tutto questo puntiglio per non toccare minimamente giovani e ragazzi venezuelani, riguardo ai quali l'unica cosa che è parsa importante rilevare era la nascita di un altro direttore prodigio, quel timpanista che, ora, le bacchette con le quali percuote i timpani, le usa per impartire ordini.
In tutto un migliaio circa di ragazzi e giovani invitati a Milano, in occasione dell'EXPO, senza che a nessuno sia venuto in mente di unirvi od invitare anche la 'costola' italiana del cosiddetto 'Sistema' venezuelano, già abbastanza presente nel nostro paese. No, s'è preferita questa ostentata esibizione di gioventù e di allegria, ed anche di prestazione musicale, ad ogni altra cosa.
Passi per la 'Bolivar' che anche noi abbiamo ascoltato tante volte a Roma, rapiti dall'entusiasmo e dalla bravura - non è tutta forma ed esteriorità, c'è anche sostanza - cresciuta di anno in anno; e passi anche per i ragazzi dell'orchestra 'minore' e del loro direttore in fasce.
Però noi stiamo parlando di musica, senza voler frenare il giusto contagioso entusiasmo di tali giovani, al quale soprattutto i giornali sembrano aver prestato attenzione.
E di musica avremmo voluto leggere sui giornali, i quali c'è sembrato fare troppi sconti alle giornate venezuelane a Milano, in un atteggiamento di imbarazzo generale. Qualche giornale se l'è presa, avendo deciso di chiudere un orecchio oltre che un occhio sull'orchestra, con Grigolo e la Agresta, facendo le pulci ad ambedue, rilevando per il primo che la sua voce non era poi a posto, e per la seconda, che stilisticamente era 'fuori'.
E tutto questo puntiglio per non toccare minimamente giovani e ragazzi venezuelani, riguardo ai quali l'unica cosa che è parsa importante rilevare era la nascita di un altro direttore prodigio, quel timpanista che, ora, le bacchette con le quali percuote i timpani, le usa per impartire ordini.
mercoledì 3 giugno 2015
Andrea Battistoni datti una calmata. Sul palcoscenico dell'Arena un guitto fuori ruolo
Andrea Battistoni, veronese, è quel giovane direttore d'orchestra del quale negli ultimi anni s'è detto molto, anche a seguito di un suo libriccino, confezionato in velocità per non perdere il treno della incipiente notorietà, stucchevole abecedario musicle, intitolato 'la classica non è musica per vecchi', o giù di lì.
Ieri sera, nella lunga maratona trasmessa da Canale 5, dal titolo 'Lo spettacolo sta per cominciare', ideato da quelle menti che governano l'Arena, la stessa che ha già ospitato, per Rai 1, due giorni fa, la coppia Al Bano-Power (coppia finta, ricomposta solo per far soldi e perché piace alla gente, chissà perché) l'abbiamo visto in tutte le salse sbracciarsi sul podio, come neanche il Daniel Oren dei tempi migliori riusciva a fare. Forse solo perchè è più giovane, anche se ugualmente in carne e peso. Un direttore - e questo vale anche per Oren e per tutti quelli della sua 'scuola' - non ha bisogno di saltare continuamente come uno scimmione in amore, sul podio, non serve, ed anzi è inutile e dispone malamente chi lo guarda. Non diverte nessuno. Perchè non lo capiscono?
L'Arena ieri sera ha ospitato di tutto, perfino qualche briciola di melodramma, spiegato dalle bellezze televisive Rodriguez e Santarelli, 'muse' di Bonolis il guitto mattatore che non si smentisce mai ( 'avevo chiesto due Muse, mi hanno dato due suocere!', ha detto; lui rappresenta sempre se stesso su qualunque palcoscenico. Ha dato qualche lezioncina di melodramma, quando ha spiegato la 'cavatina' aggiungendo 'aria di sortita'- ma avranno capito gli spettatori dell'Arena e della televisione?- per fortuna senza gli svarioni del concerto milanese per l'apertura dell'EXPO), e che, dopo il successo del Concerto in Piazza Duomo a Milano, temiamo di doverci ancora sorbire chissà quante altre volte.
Lo spettacolo di ieri sera ci ha confermato nella convinzione che molti reggitori di storiche istituzioni musicali non credano fino in fondo al valore della musica che dovrebbero amministrare e perciò ricorrono a qualunque mezzo per far accettare la musica che tutti accettano, anche i più volgari, inutili e lontani dalla musica, forti della stupida convinzione che ' non c'è musica alta e musica bassa, perchè tutta la musica è musica!
Per tre ore buone, hanno fatto vedere e ascoltare di tutto, anche il rock 'progressivo', e perfino qualche scena da melodramma ( Gounod, Donizetti, con la star Grigolo, Verdi, con il 'Va pensiero' del 'Nabucco' che inaugura fra qualche giorno la stagione dell'Arena, per la quale l'avvilente spettacolo televisivo di ieri sera doveva costituire uno spottone in piena regola.
C'era anche qualche idea indovinata, per carità. Come mostrare gli intrecci che corrono da sempre fra diversi generi musicali e che ha dato modo a Beppe Vessicchio, eroe di Sanremo, di esibirsi nella direzione di una celebre sinfonia di Mozart - solo l'incipit naturalmente, non c'è tempo per i tempi di una sinfonia - solfeggiata in maniera da meritarsi una solenne bocciatura anche nel più disastrato dei Conservatori italiani.
Si assiste sempre più spesso ad una continua invasione di campi, specie in televisione, nella insana convinzione che una signorina appena uscita da un night club possa poi recarsi, senza cambiarsi d'abito e rifarsi il trucco, in un teatro d'opera per assistere magari alla rappresentazione di 'Traviata' di Giuseppe Verdi, così come si trova.
Chi glielo va a dire ai dirigenti televisivi come anche a quelli dell'Arena che ieri sera sembravano gongolare per il successo della serata, con l'Arena piena zeppa? E poi, lo capirebbero?
Ieri sera, nella lunga maratona trasmessa da Canale 5, dal titolo 'Lo spettacolo sta per cominciare', ideato da quelle menti che governano l'Arena, la stessa che ha già ospitato, per Rai 1, due giorni fa, la coppia Al Bano-Power (coppia finta, ricomposta solo per far soldi e perché piace alla gente, chissà perché) l'abbiamo visto in tutte le salse sbracciarsi sul podio, come neanche il Daniel Oren dei tempi migliori riusciva a fare. Forse solo perchè è più giovane, anche se ugualmente in carne e peso. Un direttore - e questo vale anche per Oren e per tutti quelli della sua 'scuola' - non ha bisogno di saltare continuamente come uno scimmione in amore, sul podio, non serve, ed anzi è inutile e dispone malamente chi lo guarda. Non diverte nessuno. Perchè non lo capiscono?
L'Arena ieri sera ha ospitato di tutto, perfino qualche briciola di melodramma, spiegato dalle bellezze televisive Rodriguez e Santarelli, 'muse' di Bonolis il guitto mattatore che non si smentisce mai ( 'avevo chiesto due Muse, mi hanno dato due suocere!', ha detto; lui rappresenta sempre se stesso su qualunque palcoscenico. Ha dato qualche lezioncina di melodramma, quando ha spiegato la 'cavatina' aggiungendo 'aria di sortita'- ma avranno capito gli spettatori dell'Arena e della televisione?- per fortuna senza gli svarioni del concerto milanese per l'apertura dell'EXPO), e che, dopo il successo del Concerto in Piazza Duomo a Milano, temiamo di doverci ancora sorbire chissà quante altre volte.
Lo spettacolo di ieri sera ci ha confermato nella convinzione che molti reggitori di storiche istituzioni musicali non credano fino in fondo al valore della musica che dovrebbero amministrare e perciò ricorrono a qualunque mezzo per far accettare la musica che tutti accettano, anche i più volgari, inutili e lontani dalla musica, forti della stupida convinzione che ' non c'è musica alta e musica bassa, perchè tutta la musica è musica!
Per tre ore buone, hanno fatto vedere e ascoltare di tutto, anche il rock 'progressivo', e perfino qualche scena da melodramma ( Gounod, Donizetti, con la star Grigolo, Verdi, con il 'Va pensiero' del 'Nabucco' che inaugura fra qualche giorno la stagione dell'Arena, per la quale l'avvilente spettacolo televisivo di ieri sera doveva costituire uno spottone in piena regola.
C'era anche qualche idea indovinata, per carità. Come mostrare gli intrecci che corrono da sempre fra diversi generi musicali e che ha dato modo a Beppe Vessicchio, eroe di Sanremo, di esibirsi nella direzione di una celebre sinfonia di Mozart - solo l'incipit naturalmente, non c'è tempo per i tempi di una sinfonia - solfeggiata in maniera da meritarsi una solenne bocciatura anche nel più disastrato dei Conservatori italiani.
Si assiste sempre più spesso ad una continua invasione di campi, specie in televisione, nella insana convinzione che una signorina appena uscita da un night club possa poi recarsi, senza cambiarsi d'abito e rifarsi il trucco, in un teatro d'opera per assistere magari alla rappresentazione di 'Traviata' di Giuseppe Verdi, così come si trova.
Chi glielo va a dire ai dirigenti televisivi come anche a quelli dell'Arena che ieri sera sembravano gongolare per il successo della serata, con l'Arena piena zeppa? E poi, lo capirebbero?
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