Soltanto qualche settimana fa un programma veramente giornalistico come pochissimi altri, Le iene, ha teso un tranello alla signora Sveva Cardinali, rivelando che lei, che ha cambiato sesso con un intervento chirurgico effettuato in estremo oriente, altri non è che Paolo Catanzaro, le cui vicende di vita prima dell'operazione, sono ora al vaglio della magistratura pugliese, che la indaga per TRUFFA AGGRAVATA.
Perchè lui/lei, si era proclamato/a per molti anni visionario/a, perchè vedeva la Madonna ad intervalli fissi, e con tale raggiro aveva frodato tanta gente bisognosa che si recava dal malfattore per problemi seri, anche di salute, sperando in una guarigione per la sua intercessione e con il pagamento di grosse somme di denaro.
Insomma un ladro e impostore, ora un ex ladro ed ex impostore, ma che non cessa di esserlo,anche con il nuovo corpo, femminile. Le cui vicende giudiziarie a eguito delle sue malefatte, Le Iene hanno scoperto e raccontato attraverso le le voci delle vittime alle quali l'ex impostore aveva venduto false speranze, dietro il pagamento di soldi veri.
La Procura di Bari la indaga per TRUFFA AGGRAVATA.
L'11 novembre del 2015, neanche due anni fa, Cristina Parodi la ospita a 'La vita in diretta' presentandola come una 'povera donna che finalmente aveva potuto coronare il suo sogno, dopo anni di sofferenze. Quello di diventare donna visto che tale Lei era sempre stata dalla nascita , benchè avesse un corpo da uomo.
Dopo il servizio delle Iene i social si sono scatenati con commenti sarcastici verso la giornalista Cristina Parodi che con la sua intervista aveva in qualche modo concesso la palma del martirio ad un ex truffatore ed impostore.
CRISTINA PARODI E LA SUA REDAZIONE POTEVANO NON SAPERE? NO, NON POTEVANO NON SAPERE - sentenziano i social e sentenziano giusto.
E allora perchè Cristina Parodi non paga come ha pagato per un errore non molto più grave di questo Paola Perego - che non ha la nostra simpatia - perchè moglie di Presta? Ma neanche la Parodi se la merita la simpatia ed anche la stima professionale., e tuttavia resta in Rai. Perchè moglie di Gori?
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venerdì 26 maggio 2017
domenica 6 marzo 2016
Campo Dall'Orto guarda la tv di domenica?
Oggi, con una intervista a Repubblica, Campo Dall'Orto comincia a rivelare i suoi progetti sulla RAI del futuro prossimo, affidato alla sua gestione, della quale il cambio dei direttori di rete, rappresenta il primo tassello.
Ci ha confermato che dal 1 maggio la pubblicità, qualunque pubblicità, sparirà dai canali per bambini; ci ha detto che il talk deve in qualche maniera cambiare e rinnovarsi - come ha saputo fare Fazio ( rappresentato da Caschetto che rappresenta molti altri personaggi della nuova RAI di Campo Dall'Orto) e che programmi che sfruttano sentimenti, bambini robot, dolori ( vergognoso, doppiamente vergognoso, 'Così lontani così' vicini' affidato alla coppia Romina/Al Bano) per fare spettacolo, vanno cancellati dalla tv. E ci ha detto pure - ed è questa la ragione di queste poche righe - che da domenica prossima via la cronaca nera dalle trasmissioni della rete ammiraglia.
Il riferimento è alle trasmissioni pomeridiane affidate a presentatori rappresentate dal pilastro n. 2 che regge, con Caschetto, i programmi della RAI, e cioè quel Lucio Presta che ora si candida sindaco in Calabria, ed è marito della Perego.
Però Campo Dall'Orto oggi,di domenica, la televisione non la guarda, perchè, appena prima di arrivare a domenica prossima, quando la nera sarà oscurata da RAI 1, consente alla Perego di intervistare a lungo, uno dei volti che proprio nelle trasmissioni centrate sulla cronaca nera, è fra i più popolari ed abituali, quella bionda criminologa che fa nome Bruzzone, che solo la domenica non vedremo più, mentre ce la vediamo ogni giorno, ogni pomeriggio, a 'la vita in diretta'. C'era proprio bisogno? Che ci frega di sapere chi è la Bruzzone? non la vediamo ogni giorno sentenziare su qualunque delitto, anche su quelli - e forse non dovrebbe - in cui è implicata come esperta? Basta con questa tv che si parla addosso, proponendoci persone e personaggi che in un altro paese se ne starebbero a casa a fare la calza o a badare i figli , o nei rispettivi uffici a lavorare, e non a fare comparse in tv. Dalla quale solo, unita a piccola dose di bravura e competenza, raggiungono spesso il successo anche professionale.
Ci ha confermato che dal 1 maggio la pubblicità, qualunque pubblicità, sparirà dai canali per bambini; ci ha detto che il talk deve in qualche maniera cambiare e rinnovarsi - come ha saputo fare Fazio ( rappresentato da Caschetto che rappresenta molti altri personaggi della nuova RAI di Campo Dall'Orto) e che programmi che sfruttano sentimenti, bambini robot, dolori ( vergognoso, doppiamente vergognoso, 'Così lontani così' vicini' affidato alla coppia Romina/Al Bano) per fare spettacolo, vanno cancellati dalla tv. E ci ha detto pure - ed è questa la ragione di queste poche righe - che da domenica prossima via la cronaca nera dalle trasmissioni della rete ammiraglia.
Il riferimento è alle trasmissioni pomeridiane affidate a presentatori rappresentate dal pilastro n. 2 che regge, con Caschetto, i programmi della RAI, e cioè quel Lucio Presta che ora si candida sindaco in Calabria, ed è marito della Perego.
Però Campo Dall'Orto oggi,di domenica, la televisione non la guarda, perchè, appena prima di arrivare a domenica prossima, quando la nera sarà oscurata da RAI 1, consente alla Perego di intervistare a lungo, uno dei volti che proprio nelle trasmissioni centrate sulla cronaca nera, è fra i più popolari ed abituali, quella bionda criminologa che fa nome Bruzzone, che solo la domenica non vedremo più, mentre ce la vediamo ogni giorno, ogni pomeriggio, a 'la vita in diretta'. C'era proprio bisogno? Che ci frega di sapere chi è la Bruzzone? non la vediamo ogni giorno sentenziare su qualunque delitto, anche su quelli - e forse non dovrebbe - in cui è implicata come esperta? Basta con questa tv che si parla addosso, proponendoci persone e personaggi che in un altro paese se ne starebbero a casa a fare la calza o a badare i figli , o nei rispettivi uffici a lavorare, e non a fare comparse in tv. Dalla quale solo, unita a piccola dose di bravura e competenza, raggiungono spesso il successo anche professionale.
domenica 14 febbraio 2016
Tutti, ma proprio tutti cantano 'A' Sanremo
Se aggiungiamo una semplice vocale, la prima delle cinque, una 'A', allo slogan che ci ha ossessionati ancora due mesi prima che il festival cominciasse, realizziamo, sfruttando quello stesso slogan con una leggera modifica, la sintesi più completa ed azzeccata del festival di Sanremo di quest'anno, ma anche di ogni Sanremo: festival della canzone, dove la musica è un semplice ingrediente e non dei più sapidi del gran minestrone sanremese che ogni anno ci fa vedere la bionda e la bruna, e ce le fa vedere senza nasconderci nulla quasi senza veli; ci fa pentire delle nostre cattive azioni chiamando chi lotta ogni giorno per dare un senso alla vita, chi non si arrende mai anche a cent'anni tondi tondi ecc... e la musica? la musica c'è anche, ma non è necessaria ed indispensabile.
Basta guardare chi dirige l'orchestra - dove si salvano Beppe Vessicchio e magari anche Renato Serio - per mettersi le mani nei capelli. Un esercito di dilettanti che non sa muovere le mani a tempo, e che forse non sa neanche leggere la musica, sebbene abbia sotto gli occhi la partiture delle varie canzoni che qualcuno ha preparato.
Lo spettacolo è desolante, le canzoni tutte uguali, manco a a dire che sono tagliate sui canoni della canzone popolare; i testi inutili o talmente prosaici da risultare inascoltabili. E i cantanti - a Sanremo li chiamano ancora così - che hanno bisogno di mascherarsi per farsi notare o di arrivare in palcoscenico con mise improbabili che ci stanno a dire?
Che vincono gli anziani, più normali, che sanno costruire una canzone, e che sanno raccontare, a differenza di quelli che partono con una buona idea - come quella canzone che apre la borsa di una donna, che poteva essere fra le più inconsuete se condotta sul filo dell'umorismo, ma dalla quale si estrae l'ennesima paccottiglia sentimentale... che noia.
E poi dopo il successo delle 'cinque giornate' di Sanremo - ascolti record che indurranno Campo Dall'Orto all'indulgenza nei riguardi di Giancarlo Leone che a giorni sloggerà da RAI 1 - si fa, oggi domenica, nel salotto di casa Presta e di nonno Costanzo, il contro Sanremo, dove si rigiudicano le canzoni, andando contro la giuria composita che le ha giudicate,e che ha mandato a casa solo quattro gatti, fra cui anche gli 'Zero Assoluto' per timore che all'indomani, nella serata finale, avessero ad incontrasi troppi Zero, con lo show di Renato - il primo e più autentico degli 'Zero' - sul palcoscenico dell'Ariston.
A Sanremo quest'anno, come sempre cantano proprio tutti. Come tutti i cantanti improvvisati dello slogan pubblicitario del festival dove si ascoltavano tutti, ma proprio tutti, perfino qualcuno intonato.
Basta guardare chi dirige l'orchestra - dove si salvano Beppe Vessicchio e magari anche Renato Serio - per mettersi le mani nei capelli. Un esercito di dilettanti che non sa muovere le mani a tempo, e che forse non sa neanche leggere la musica, sebbene abbia sotto gli occhi la partiture delle varie canzoni che qualcuno ha preparato.
Lo spettacolo è desolante, le canzoni tutte uguali, manco a a dire che sono tagliate sui canoni della canzone popolare; i testi inutili o talmente prosaici da risultare inascoltabili. E i cantanti - a Sanremo li chiamano ancora così - che hanno bisogno di mascherarsi per farsi notare o di arrivare in palcoscenico con mise improbabili che ci stanno a dire?
Che vincono gli anziani, più normali, che sanno costruire una canzone, e che sanno raccontare, a differenza di quelli che partono con una buona idea - come quella canzone che apre la borsa di una donna, che poteva essere fra le più inconsuete se condotta sul filo dell'umorismo, ma dalla quale si estrae l'ennesima paccottiglia sentimentale... che noia.
E poi dopo il successo delle 'cinque giornate' di Sanremo - ascolti record che indurranno Campo Dall'Orto all'indulgenza nei riguardi di Giancarlo Leone che a giorni sloggerà da RAI 1 - si fa, oggi domenica, nel salotto di casa Presta e di nonno Costanzo, il contro Sanremo, dove si rigiudicano le canzoni, andando contro la giuria composita che le ha giudicate,e che ha mandato a casa solo quattro gatti, fra cui anche gli 'Zero Assoluto' per timore che all'indomani, nella serata finale, avessero ad incontrasi troppi Zero, con lo show di Renato - il primo e più autentico degli 'Zero' - sul palcoscenico dell'Ariston.
A Sanremo quest'anno, come sempre cantano proprio tutti. Come tutti i cantanti improvvisati dello slogan pubblicitario del festival dove si ascoltavano tutti, ma proprio tutti, perfino qualcuno intonato.
venerdì 22 maggio 2015
Rai 1 batte sul tempo Canale 5. Ed ambedue se la battono in tema di banalità. Le Teche Rai non insegnano niente a nessuno
Non appena si è sparsa la notizia dello spettacolo venduto a Canale 5 che apre la stagione in Arena, a Verona, quello stesso spettacolo che negli anni passati era presentato dalla pacioccona fuori luogo e ruolo, Antonella Clerici ed ora da Bonolis della medesima scuderia artistica, Presta, sotto l'ala produttrice di Gianmarco Mazzi (l'ennesima serata con l'ennesima banalità spettacolare, nella quale lo spettacolo lirico per il quale la serata dovrebbe fungere da volano non è che l'ultima preoccupazione , e, infatti, ci saranno le più grandi stelle del rock - come si legge nei comunicati areniani - accanto al tenore tal dei tali, o del soprano tal dei tali...); Rai 1, con scatto felino, anticipa l'Arena con una serata che sarà memorabile per la coppia protagonista, perchè sarà quella che ci guadagnerà più di tutti - la coppia Carrisi ricomposta per l'ennesima volta dopo Mosca e Sanremo, Romina e Al Bano.
Al Bano le canterà: 'In ginocchio da te', Romina, con quel fil di voce che le è rimasto ( ma ci saranno amplificatori bombastici) risponderà:' Non son degno di te', ma insieme non torneranno nella vita. Perchè a lei di Al Bano piace solo la colonia che usa abitualmente - come ha dichiarato ironicamente. E così, prendendo per l'ennesima volta per i fondelli gli italiani bocconi, reciteranno la farsa ignobile e patetica della coppia scoppiata che le tenta tutte per tornare insieme. No, per far soldi.
Al peggio, si dice da secoli, non c'è mai fine. Proprio così. sempre più in basso, sempre più spettacoli di bassissima qualità, anche in quel luogo sacro che è la immensa Arena di Verona.
Albano e Romina, in diretta, il 29 maggio, su Rai 1, Bonolis ed il suo carrozzone variopinto, il 2 giugno, in differita, su Canale 5.
In questi ultimi mesi, alle molte trasmissioni costruite facendo razzia di materiali delle Teche Rai - delle quali proprio oggi sul 'Venerdì' di Repubblica, parlerà la nuova direttrice, Maria Pia Ammirati, da poco entrata a far parte del Consiglio di Indirizzo del Teatro dell'Opera di Roma - se ne è aggiunta un'altra su Rai 3, svelandoci tanti altri tesori, già noti ai cultori del 'tempo che fu' televisivo, anche non lontanissimo.
Tutte quelle trasmissioni fatte con nulla, pescando qua e là nelle Teche Rai, che ancora oggi, a distanza di anni, riscuotono successo nel pubblico, suonano come un rimprovero, anzi come atto di accusa contro la banalità, mancanza di stile e di idee di ogni nuova trasmissione, soprattutto quelle di intrattenimento o di varietà puro, tutte costosissime, che i vari direttori mandano in onda.
La televisione di un tempo, per qualche verso forse più ingenua, non suonava mai come un insulto alla intelligenza del telespettatore, come purtroppo suonano tutte, quelle di oggi.
Un'intera stagione , magari estiva, costruita attingendo alle Teche Rai, mostrerebbe agli italiani una televisione di qualità, costerebbe molto meno di qualunque pur povera trasmissione nuova, e forse potrebbe indurre gli attuali direttori di rete a fare esercizio di autocritica.
Al Bano le canterà: 'In ginocchio da te', Romina, con quel fil di voce che le è rimasto ( ma ci saranno amplificatori bombastici) risponderà:' Non son degno di te', ma insieme non torneranno nella vita. Perchè a lei di Al Bano piace solo la colonia che usa abitualmente - come ha dichiarato ironicamente. E così, prendendo per l'ennesima volta per i fondelli gli italiani bocconi, reciteranno la farsa ignobile e patetica della coppia scoppiata che le tenta tutte per tornare insieme. No, per far soldi.
Al peggio, si dice da secoli, non c'è mai fine. Proprio così. sempre più in basso, sempre più spettacoli di bassissima qualità, anche in quel luogo sacro che è la immensa Arena di Verona.
Albano e Romina, in diretta, il 29 maggio, su Rai 1, Bonolis ed il suo carrozzone variopinto, il 2 giugno, in differita, su Canale 5.
In questi ultimi mesi, alle molte trasmissioni costruite facendo razzia di materiali delle Teche Rai - delle quali proprio oggi sul 'Venerdì' di Repubblica, parlerà la nuova direttrice, Maria Pia Ammirati, da poco entrata a far parte del Consiglio di Indirizzo del Teatro dell'Opera di Roma - se ne è aggiunta un'altra su Rai 3, svelandoci tanti altri tesori, già noti ai cultori del 'tempo che fu' televisivo, anche non lontanissimo.
Tutte quelle trasmissioni fatte con nulla, pescando qua e là nelle Teche Rai, che ancora oggi, a distanza di anni, riscuotono successo nel pubblico, suonano come un rimprovero, anzi come atto di accusa contro la banalità, mancanza di stile e di idee di ogni nuova trasmissione, soprattutto quelle di intrattenimento o di varietà puro, tutte costosissime, che i vari direttori mandano in onda.
La televisione di un tempo, per qualche verso forse più ingenua, non suonava mai come un insulto alla intelligenza del telespettatore, come purtroppo suonano tutte, quelle di oggi.
Un'intera stagione , magari estiva, costruita attingendo alle Teche Rai, mostrerebbe agli italiani una televisione di qualità, costerebbe molto meno di qualunque pur povera trasmissione nuova, e forse potrebbe indurre gli attuali direttori di rete a fare esercizio di autocritica.
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venerdì di repubblica
venerdì 15 maggio 2015
Che c'entra Bonolis con l'Arena di Verona? E Mazzi? Basta il fatto che sia veronese come l'Arena?
L'invito alla conferenza stampa di presentazione del prossimo Festival areniano di Verona, estate 2015, annuncia fra i protagonisti di tale incontro stampa anche Paolo Bonolis, l'eroe della serata milanese da Piazza Duomo, trasmessa in mondovisione, per l'inaugurazione dell'Expo, essendogli state evidentemente perdonate tutte le banalità, e volgarità e stupidaggini che è stato capace di lanciare al pubblico che purtroppo accetta ormai tutto della tv.
C'è, perciò, chi pensa non si sia toccato ancora il fondo. E, per questo, il sovrintendente Girondini, quello a cui Tosi non chiede conto del buco di una venticinquina di milioni di debito - stiamo parlando dell'Arena, il più vasto spazio di spettacolo al mondo - che dovrà ripianare nel corso dei prossimi anni, si fa vanto di avere Bonolis a fianco dell'Arena ( negli anni passati l'Arena aveva come volto immagine quello di Placido Domingo).
A Paolo Bonolis verrà affidata quella porcheria che, negli anni passati, conduceva dall'Arena la pacioccona Antonella Clerici, che quest'anno ha fatto coppia con Bonolis da Piazza Duomo? oppure quell'altra serata inqualificabile - che presumiamo sarà replicata, per il piacere della coppia Tosi-Girondini, della notte sul ghiaccio, con musiche letteralmente massacrate dalle dozzinali coreografie, a favore di telecamere, a mezza strada fra olimpiadi di pattinaggio e giochi sul ghiaccio? Il direttore artistico Paolo Gavazzeni nel frattempo si riposa?
E che farà Gianmarco Mazzi, veronese, in Arena, lui che abita a Sanremo - festival - e che sarebbe fra gli organizzatori del famoso Concerto in Piazza Duomo, insieme a Presta, che ha 'prestato' i due campioni presentatori - Bonolis, Clerici - alla Rai?
C'è, perciò, chi pensa non si sia toccato ancora il fondo. E, per questo, il sovrintendente Girondini, quello a cui Tosi non chiede conto del buco di una venticinquina di milioni di debito - stiamo parlando dell'Arena, il più vasto spazio di spettacolo al mondo - che dovrà ripianare nel corso dei prossimi anni, si fa vanto di avere Bonolis a fianco dell'Arena ( negli anni passati l'Arena aveva come volto immagine quello di Placido Domingo).
A Paolo Bonolis verrà affidata quella porcheria che, negli anni passati, conduceva dall'Arena la pacioccona Antonella Clerici, che quest'anno ha fatto coppia con Bonolis da Piazza Duomo? oppure quell'altra serata inqualificabile - che presumiamo sarà replicata, per il piacere della coppia Tosi-Girondini, della notte sul ghiaccio, con musiche letteralmente massacrate dalle dozzinali coreografie, a favore di telecamere, a mezza strada fra olimpiadi di pattinaggio e giochi sul ghiaccio? Il direttore artistico Paolo Gavazzeni nel frattempo si riposa?
E che farà Gianmarco Mazzi, veronese, in Arena, lui che abita a Sanremo - festival - e che sarebbe fra gli organizzatori del famoso Concerto in Piazza Duomo, insieme a Presta, che ha 'prestato' i due campioni presentatori - Bonolis, Clerici - alla Rai?
lunedì 4 maggio 2015
Mazzi e Presta che c'entrano con il Concerto in Piazza Duomo con l'Orchestra della Scala, trasmesso da Rai1, per l'apertura di Expo 2015?
Non ci crediamo ancora a quel che abbiamo letto sul Corriere, nella rubrica del lunedì di Aldo Grasso, ' A fil di rete'. E cioè che ad organizzare il Concerto di Rai1 con l'Orchestra della Scala , Armiliato sul podio ed una schiera di illustri solisti, a cominciare da Andrea Bocelli, e che ha avuto un enorme successo, quasi 6.400.000 telespettatori, siano stati Gianmarco Mazzi e Lucio Presta. Che c'entrano i due ?
Il primo ha a che fare con Sanremo e qualche cantante, come Gianni Morandi, il secondo con presentatori tv ( Bonolis, Clerici) ed alcuni attori. Ma in Piazza Duomo c'era l'Orchestra della Scala, c'erano cantanti con i quali il Mazzi non ha mai avuto nulla da spartire e soprattutto si trattava di un concerto dal quale i due dovevano girare alla larga, mentre qualcuno li ha chiamati.
Presta aveva invece altre ragioni. Presto detto: la presenza sul palco di Bonolis e Clerici come presentatori, l'unica nota stonata della serata, con le gags di Bonolis ed anche qualche volgarità, e la Clerici, intirizzita dal freddo, nonostante fosse ben infagottata, e chiamata a leggere quattro cosette. Per non dire degli strafalcioni di Bonolis, dei quali forse né lui né Mazzi e neppure Presta si sono neanche accorti. Esemplare quello sul rondò di Mozart 'Alla turca' suonato da Lang Lang, che secondo Bonolis era un 'concerto' per pianoforte, invece che una sonata ( un tempo di sonata, l'ultimo nel nostro caso, della sonata n.11). Cose simili non sono tollerabili nel corso di un concerto classico in una occasione di grande rilevanza, come l'apertura dell'Expo, trasmesso in Mondovisione. La Rai non aveva i mezzi per organizzare in proprio quel concerto? Orchestra e Coro erano della Scala, ed il concerto al Teatro milanese faceva capo anche per la locandina e gli artisti presenti. E allora che c'entrava la strana coppia? Ha allestito il palco, curato l'illuminazione, la diffusione audio - quest'utlima la Rai sa fare benissimo con i suoi bravi tecnici.
L'Espresso un paio di anni fa, a ridosso di Sanremo, raccontò le gesta di Mazzi, sponsorizzato da Gasparri, poi anche da La Russa ecc. ed anche dello sbarco armato di Presta in tv.
Il primo ha a che fare con Sanremo e qualche cantante, come Gianni Morandi, il secondo con presentatori tv ( Bonolis, Clerici) ed alcuni attori. Ma in Piazza Duomo c'era l'Orchestra della Scala, c'erano cantanti con i quali il Mazzi non ha mai avuto nulla da spartire e soprattutto si trattava di un concerto dal quale i due dovevano girare alla larga, mentre qualcuno li ha chiamati.
Presta aveva invece altre ragioni. Presto detto: la presenza sul palco di Bonolis e Clerici come presentatori, l'unica nota stonata della serata, con le gags di Bonolis ed anche qualche volgarità, e la Clerici, intirizzita dal freddo, nonostante fosse ben infagottata, e chiamata a leggere quattro cosette. Per non dire degli strafalcioni di Bonolis, dei quali forse né lui né Mazzi e neppure Presta si sono neanche accorti. Esemplare quello sul rondò di Mozart 'Alla turca' suonato da Lang Lang, che secondo Bonolis era un 'concerto' per pianoforte, invece che una sonata ( un tempo di sonata, l'ultimo nel nostro caso, della sonata n.11). Cose simili non sono tollerabili nel corso di un concerto classico in una occasione di grande rilevanza, come l'apertura dell'Expo, trasmesso in Mondovisione. La Rai non aveva i mezzi per organizzare in proprio quel concerto? Orchestra e Coro erano della Scala, ed il concerto al Teatro milanese faceva capo anche per la locandina e gli artisti presenti. E allora che c'entrava la strana coppia? Ha allestito il palco, curato l'illuminazione, la diffusione audio - quest'utlima la Rai sa fare benissimo con i suoi bravi tecnici.
L'Espresso un paio di anni fa, a ridosso di Sanremo, raccontò le gesta di Mazzi, sponsorizzato da Gasparri, poi anche da La Russa ecc. ed anche dello sbarco armato di Presta in tv.
"Evidentemente
l'Auditel giustifica i mezzi. A condurre le danze ormai sono
personaggi abili e disinvolti come Mazzi e Presta, mentre la
struttura pubblica abdica al proprio ruolo. Non a caso nei giorni del
Festival Rai e Mediaset hanno sospeso qualsiasi serio tentativo di
contro-programmazione. E così l'edizione 2012 sembra quasi una sfida
di Mazzi con se stesso. Impermeabile alle critiche e alle polemiche,
il direttore del Festival aspetta solo il risultato televisivo. Tra
tanti cantanti in gara, l'unico vincitore annunciato è lui: il
veronese di Sanremo."
Ora i due ascriveranno alla propria presenza il successo di quel concerto che ,sia chiaro a chi li assumerà per un altro concerto del genere, loro con quel successo c'entrano come i cavoli... del proverbio.
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