Il concerto di questa sera che ha inaugurato ufficialmente l'Expo 2015, con l'Orchestra ed il Coro del Teatro alla Scala di Milano, ci ha fatto subito pensare al Concerto di Capodanno che, in diretta, Rai Uno ha trasmesso dal Teatro La Fenice, a partire dal 2004 per festeggiare 'dov'era e com'era' il teatro ricostruito, dopo l'incendio. E, più ancora, alla fatica che un direttore artistico come Pereira ( sovrintendente, innanzitutto) ha dovuto fare per convincere i solisti, soprattutto loro, a cantare all'aperto una serie di brani celebri di opere le più diverse e di diversi autori, l'uno dietro l'altro, alla maniera di famosi Concerti 'Martini & Rossi', ed anche, appunto, del Concerto di Capodanno di Rai Uno.
Perché i cantanti - lo sappiamo per esperienza diretta, o perchè così ci è stato detto in più d'una occasione - non amerebbero questo tipo di concerti, anche se al chiuso, come non li amerebbero neanche i direttori artistici che, invece, godono solo alla riscoperta di un titolo sconosciuto, soprattutto quando è apprezzato solo dalla critica e niente affatto dal pubblico, che per loro vuol dire appuntarsi una medaglia al 'valore culturale' sul petto.
S'è ascoltata anche 'Di quella pira' - che a Venezia è vietato - il brindisi dalla Traviata, la Tarantella di Rossini, e il pucciniano 'e lucean le stelle' ecc... Bocelli mattatore, direttore Armiliato.
E c'è poi il capitolo P.P.( Presentatori Peracottari), nel quale è scritto a lettere cubitali il nome di Bonolis che non è capace di presentare, come si deve, una serata che mette l'Italia sotto gli occhi di tutti, come quella dell'inaugurazione dell'EXPO. Saluta in varie lingue, trattandosi di una trasmissione in mondovisione, ma le storpia e ci scherza come si fa quando si vuole ingiuriare uno straniero di cui non si capisce la lingua. Vergognoso. Scherza, rasentando anche la volgarità, nel presentare la Clerici - certo una scelta non felicissima per l'occasione - attirata a Milano, sottolinea Bonolis, a causa del cibo, ( lei la signora delle tagliatelle!) anzi, aggiunge, 'lei stessa è un padiglione' che...' andrebbe visitata' aggiunge testualmente, mentre gli punta gli occhi addosso, squadrandola dalla testa al petto.
E poi, annunciando Lang Lang che sta per suonare 'alla turca', celebre rondò da una sonata di Mozart ( n.11) dice testualmente: ed ora 'il Concerto per pianoforte n.11 di Mozart'. E' possibile che nessuno degli autori sapesse il titolo esatto del brano pianistico mozartiano? Che figura ci facciamo di fronte al mondo?
Non manca - come poteva? - il coro 'Va pensiero'. esattamente come a Venezia, mentre il brindisi finale del concerto veneziano qui è stato servito in apertura, per augurare all'EXPO un felice svolgimento.
E, per finire, sorpresa delle sorprese, 'O sole mio', cantato a squarciagola da tutti i cantanti schierati davanti all'orchestra, augurandosi che domani il sole , più sereno sereno, splenda davvero sull'avversata EXPO milanese, oscurando quel costoso inutile pacchiano 'albero della vita' orgoglio di Balich, inventore agricoltore.
P.S. Grande successo per Rai 1: 6.361.000 telespettatori, per uno share del 27,2%, hanno seguito la lunga diretta da Piazza Duomo, per il concerto inaugurale dell'EXPO, durato dalle 21.15 circa fin quasi a mezzanotte.
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giovedì 30 aprile 2015
mercoledì 11 marzo 2015
Bentornato CLASSIC VOICE con le sue inchieste
Eravamo in pensiero, perchè per qualche mese non ci sembrava che i giornali amici avessero riportato i soliti esiti strabilianti delle inchieste, fuori dall'ordinario, che in ogni numero, Classic Voice regala ai suoi attoniti lettori. E puntualmente siamo stati smentiti perchè, come apprendiamo dal Corriere, a firma Giuseppina Manin, un'altra inchiesta ancora c'è stata, ed anche questa volta con risultati inimmaginabili ed inattesi
Gli attenti ed acuti giornalisti della rivista italiana di musica questa volta hanno puntato i loro riflettori sui cachet della musica, opera e concerti, facendoci scoprire che i cachet che circolano sono più decenti di quelli effettivi e comunque sottostimati rispetto a quelli reali. Insomma direttori d'orchestra importanti, celebri solisti e cantanti di grido non se la passano male. I direttori di prima fascia guadagnano 30.000 Euro a concerto; come anche strumentisti celebri, da Kavakos a Lang a Pollini; a proposito di quest'ultimo e di Lang scrive la Manin che non si siedono al pianoforte se prima non gli hanno pagato il cachet. Dunque i tempi hanno cambiato anche la modalità del pagamento che si voleva effettuato nell'intervallo fra prima e seconda parte di un recital o di un concerto. Adesso, stando a Classic Voice, non entrerebbero in sala se prima non hanno riscosso il cachet. Evidentemente, con i tempi che corrono, suonano più rilassati ed anche più spediti con i soldi in tasca. Perchè?
La ragione è semplice. Salvo poche, pochissime grandi istituzioni, con i conti in regola e liquidi in cassa, del cachet non c'è certezza. E di questa situazione abbastanza gravosa è chiaro che non ne risentono i grandi nomi, ma i giovani musicisti, ai quali si fa attendere anni prima di ricevere il saldo delle loro prestazioni. E la situazione è molto più diffusa di quanto si pensi. Questo problema noi l'abbiamo sollevato da tempo su questo blog, perchè conoscevamo molti casi di giovani strumentisti o cantanti che attendono da due o tre anni di essere pagati da istituzioni italiane che ormai appartengono ad una lista nera ben nota.
Con questi cachet non vogliamo fare i conti in tasca a celebri direttori musicali che lavorano da noi come anche a noti strumentisti che perciò non se la passano male. Ed anche questo lo abbiamo più volte scritto riferendo di qualche direttore straniero che quando era Milano non c'era giorno che non suonasse o dirigesse, mettendo insieme in pochi mesi un bel gruzzolo, di molto superiore a ciò che guadagna, tutto l'anno, in altro paese dove ha un simile incarico stabile. O di qualche altro direttore che in una stagione fra concerti in sede e in tournée, fa una cinquantina di concerti: fate voi il conto del suo cachet a fine stagione.
Abbiamo anche scritto che attraverso certi escamotage quel cachet era nei fatti inferiore a quello effettivamente percepito - e la fonte dell'informazione era attendibilissima.
I cantanti guadagnano un pò meno a recita, anche perchè, tolti i recital, la partecipazione ad un'opera prevede parecchie recite, dunque facendo la somma, anche loro si mettono in tasca un bel gruzzolo. La bella Netrebko va dai 20.000 a concerto a 17.000 per ogni recita d'opera.
Guadagnano meno di tutti i registi, con 60.000 Euro per ogni regia. Non recita, ovvio.
Niente di nuovo sotto il sole. Ciò che Classic Voice crede di rivelare a seguito di indagine approfondita ed accurata, era cosa risaputa. Come spiegarsi altrimenti un contratto da 600.000 Euro per Temirkanov per i concerti diretti al Regio di Parma, epoca Meli- come leggemmo su diversi giornali?
L'unica cosa che Classic Voice rivela è che la fonte di tali dati è il Ministero medesimo di Franceschini e Nastasi. Lo stesso ministero che dovrebbe calmierare i prezzi, specie in tempo di crisi, vigilare su strani giri per far fessa la legge che prevede certi tetti, e sanzionare coloro i quali contravvengono alle regole. Ed invece, è diventato inerte, riducendosi a semplice ufficio informazioni per Classic Voice. E non è la prima volta.
Gli attenti ed acuti giornalisti della rivista italiana di musica questa volta hanno puntato i loro riflettori sui cachet della musica, opera e concerti, facendoci scoprire che i cachet che circolano sono più decenti di quelli effettivi e comunque sottostimati rispetto a quelli reali. Insomma direttori d'orchestra importanti, celebri solisti e cantanti di grido non se la passano male. I direttori di prima fascia guadagnano 30.000 Euro a concerto; come anche strumentisti celebri, da Kavakos a Lang a Pollini; a proposito di quest'ultimo e di Lang scrive la Manin che non si siedono al pianoforte se prima non gli hanno pagato il cachet. Dunque i tempi hanno cambiato anche la modalità del pagamento che si voleva effettuato nell'intervallo fra prima e seconda parte di un recital o di un concerto. Adesso, stando a Classic Voice, non entrerebbero in sala se prima non hanno riscosso il cachet. Evidentemente, con i tempi che corrono, suonano più rilassati ed anche più spediti con i soldi in tasca. Perchè?
La ragione è semplice. Salvo poche, pochissime grandi istituzioni, con i conti in regola e liquidi in cassa, del cachet non c'è certezza. E di questa situazione abbastanza gravosa è chiaro che non ne risentono i grandi nomi, ma i giovani musicisti, ai quali si fa attendere anni prima di ricevere il saldo delle loro prestazioni. E la situazione è molto più diffusa di quanto si pensi. Questo problema noi l'abbiamo sollevato da tempo su questo blog, perchè conoscevamo molti casi di giovani strumentisti o cantanti che attendono da due o tre anni di essere pagati da istituzioni italiane che ormai appartengono ad una lista nera ben nota.
Con questi cachet non vogliamo fare i conti in tasca a celebri direttori musicali che lavorano da noi come anche a noti strumentisti che perciò non se la passano male. Ed anche questo lo abbiamo più volte scritto riferendo di qualche direttore straniero che quando era Milano non c'era giorno che non suonasse o dirigesse, mettendo insieme in pochi mesi un bel gruzzolo, di molto superiore a ciò che guadagna, tutto l'anno, in altro paese dove ha un simile incarico stabile. O di qualche altro direttore che in una stagione fra concerti in sede e in tournée, fa una cinquantina di concerti: fate voi il conto del suo cachet a fine stagione.
Abbiamo anche scritto che attraverso certi escamotage quel cachet era nei fatti inferiore a quello effettivamente percepito - e la fonte dell'informazione era attendibilissima.
I cantanti guadagnano un pò meno a recita, anche perchè, tolti i recital, la partecipazione ad un'opera prevede parecchie recite, dunque facendo la somma, anche loro si mettono in tasca un bel gruzzolo. La bella Netrebko va dai 20.000 a concerto a 17.000 per ogni recita d'opera.
Guadagnano meno di tutti i registi, con 60.000 Euro per ogni regia. Non recita, ovvio.
Niente di nuovo sotto il sole. Ciò che Classic Voice crede di rivelare a seguito di indagine approfondita ed accurata, era cosa risaputa. Come spiegarsi altrimenti un contratto da 600.000 Euro per Temirkanov per i concerti diretti al Regio di Parma, epoca Meli- come leggemmo su diversi giornali?
L'unica cosa che Classic Voice rivela è che la fonte di tali dati è il Ministero medesimo di Franceschini e Nastasi. Lo stesso ministero che dovrebbe calmierare i prezzi, specie in tempo di crisi, vigilare su strani giri per far fessa la legge che prevede certi tetti, e sanzionare coloro i quali contravvengono alle regole. Ed invece, è diventato inerte, riducendosi a semplice ufficio informazioni per Classic Voice. E non è la prima volta.
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sabato 24 maggio 2014
Diavoli in testa, dopo la lettura di una intervista di Rampini a Lang Lang
Questo Rampini, giornalista di taglia superiore, non lo capisco. Perchè intervistare Lang Lang? Perchè è una star? Lo sapevamo? Perchè è un fenomeno? Anche. Perchè forse per la muscia riesce a fare ciò che mille governi, mille leggi e mille miliardi non saranno mai capaci di fare? Pure questo lo sapevamo. E allora? Perchè l'Onu l'ha nominato 'ambasciatore di pace' e lui è orgoglioso di tale mission e che ritiene più importannte dei suoi concerti? Non è notizia fresca di giornata: e non lo è nemmeno la sua Fondazione attraverso la quale vuol fare qualcosa per tutti i bambini del mondo, non solo per la loro scolarizzazione musicale, per la loro scolarizzazione e basta. Ed anche quiesto lo sapevamo. Dunque potrebbe averlo intervistato perchè va a suonare a Milano, in Piazza Duomo diretto da Salonen, anche per avviare il conto alla rovescia dell'EXPO 2015, al colmo delle disgrazie dell'esposizione milanese?Per questa ragione magari sarebbe stato meglio tacere, visto che il suo stesso giornale l'ha già intervistato alcune settimane fa.E allora non sappiamo spiegarci il perché. Lo avremmo capito se , per esempio, gli avesse anche chiesto cosa pensa della libertà in Cina, perché allora sarebbe stato interessante ascoltare la sua risposta, altre volte troppo evasiva e che oggi apparirebbe ancor più evasiva per un ambasciatore di pace.
E allora ci siamo chiesti, perchè mai Rampini abbia intervistato, nel giro di pochi mesi, a New York, Muti, Mariotti, Noseda, Netrebko ed ora anche Lang (non vorremmo dimenticarne qualcuno o mettere nell'elenco qualcuno che non c'entra)? E lì ci è balenata in testa una diavoleria: forse ha un figlio o una figlia o una compagna che studia musica o che sta per intraprendere la carriera di musicista e per questo s'è avvicinato alla musica, come capita solitamente all'illuminata borghesia occidentale intorno ai cinquanta? O vuole entrarci di peso? Naturalmente tale ultimo pensiero di bassissima lega l'abbiamo subito scacciato, in considerazione della fama di Rampini ma anche perché il caso di un suo altrettanto celebre collega, Caprarica, corrispondente Rai da Londra, che quand'era direttore di Radio Rai aveva fatto fare una serie di trasmissioni a Uto Ughi, perché il figlio di sua moglie studiava violino è e resterà un caso isolato.
Comunque nessuno ha mai pensato che Lang sia un cialtrone, come magari lo è qualche pianista/compositore/classico/contemporaneo di casa nostra; Lang è certamente un pianista, non ci sembra un grande pianista, e il fenomeno Lang, con tutta la simpatia che gli va riconosciuta, senza un accurato marketing non sarebbe mai esploso.
E allora ci siamo chiesti, perchè mai Rampini abbia intervistato, nel giro di pochi mesi, a New York, Muti, Mariotti, Noseda, Netrebko ed ora anche Lang (non vorremmo dimenticarne qualcuno o mettere nell'elenco qualcuno che non c'entra)? E lì ci è balenata in testa una diavoleria: forse ha un figlio o una figlia o una compagna che studia musica o che sta per intraprendere la carriera di musicista e per questo s'è avvicinato alla musica, come capita solitamente all'illuminata borghesia occidentale intorno ai cinquanta? O vuole entrarci di peso? Naturalmente tale ultimo pensiero di bassissima lega l'abbiamo subito scacciato, in considerazione della fama di Rampini ma anche perché il caso di un suo altrettanto celebre collega, Caprarica, corrispondente Rai da Londra, che quand'era direttore di Radio Rai aveva fatto fare una serie di trasmissioni a Uto Ughi, perché il figlio di sua moglie studiava violino è e resterà un caso isolato.
Comunque nessuno ha mai pensato che Lang sia un cialtrone, come magari lo è qualche pianista/compositore/classico/contemporaneo di casa nostra; Lang è certamente un pianista, non ci sembra un grande pianista, e il fenomeno Lang, con tutta la simpatia che gli va riconosciuta, senza un accurato marketing non sarebbe mai esploso.
domenica 11 maggio 2014
Letto sulla stampa. Sinfonie; Alzate di sipario; Milano celebra l'EXPO
Con un buon anticipo il San Carlo di Napoli ha annunciato la sua prossima stagione d'opera, di balletto e concertistica ( sinfonica e da camera). Fatti i conti, risulta che, tutto compreso, ci saranno poco più di cento 'alzate di sipario' come si dice, senza specificare che le serate di opera e balletto saranno in tutto 87: una ogni cinque giorni circa (4 e mezzo, per la precisione). Ricordiamo di aver letto, la stagione scorsa, che il San carlo aveva fatto qualcosa come 380 alzate di sipario, e, supponendo che un teatro aumenti da un anno all'altro la produzione, quest'anno ci sarà una riduzione notevole, oppure quella conta delle cosiddette alzate di sipario contiene qualcosa di malandrino, e che potrebbero aver contato, la stagione scorsa, anche le alzate di sipario che ogni giorno un teatro fa per i lavori di pulizia e controllo sicurezza? Temiamo che simili conteggi li facciano molti teatri quando annunciano, ad inizio di stagione, i futuri splendori. Ci viene in mente quel che succedeva decenni fa al Massimo di Palermo, con il teatro chiuso, ma superattivo. Attenersi per i teatri d'opera alle recite di opera e balletto sarebbe la regola aurea, contro la cui evidenza nessun artificio può esser usato. Un solo esempio, quando Fuortes si vanta di aver aumentato la produzione di Caracalla quest'anno, portando le recite d'opera da 9 a 16 dice il giusto, ma che aumento è per una stagione che dura quasi un mese e mezzo, mentre turisti stranieri a Roma ne arrivano tutti i giorni e sempre numerosi durante l'estate? Stessa affermazione aveva fatto a suo tempo per il Petruzzelli, dove la produzione, durante la sua gestione, era aumentata da 16 a 35 serate d'opera. Trentacinque, in un anno, e gli altri oltre trecento giorni che si faceva al Petruzzelli?
Berlusconi parlando della sua Francesca Pascale ha detto che lei, in questi tempi non proprio allegri della sua vita, è stata per lui come la 'Nona' di Beethoven, con evidente riferimento alla 'gioia' dell'ultimo movimento ( gioia o libertà?). La Pascale, che sembrava aver gradito, s'è poi sentita offesa, ricordando, lei napoletana verace, che ai tempi d'oro di Maradona, sui muri della capitale campana si leggeva 'Maradona è meglio di Beethoven'.
A proposito di sinfonie, ieri sera s'è inaugurata l'Opera di Firenze ( ma non è la prima inaugurazione, ed altre ancora ve ne saranno, almeno altre due o tre) e s'è inaugurata con un gala d'opera e balletto, trasmesso in diretta da Rai 5, con la solita coppia di presentatori di ambo i sessi, e in rappresentanza di quello femminile la graziosa Maria Concetta Mattei, che fa - e non è la prima volta - la parte della brava ma INUTILE E STUCCHEVOLE presentatrice, come quando ha più volte ribadito che i costumi delle 5 ballerine per 'La valse' di Ravel erano di Scervino, costumi rossi e di pizzo, ha detto con gli occhi suoi belli sgranati. Erano niente più che mini sottovesti con inserti di pizzo in alto, su coulotte rosse: le avrebbe potuto fare chiunque altro, o si potevano comprare, senza scomodare lo stilista tanto caro alla Mattei, in una di quelle catene di biancheria intima diffuse su tutto il nostro territorio. E' possibile che non si possa fare del buon giornalismo nelle serate di Rai 5 affidate ormai a coppia fissa, spesso in disaccordo per evidente superficialità di preparazione ed incompetenza ? Tornando al gala, non sarebbe stato meglio eseguire in apertura l'Incompiuta di Schubert, e rimandare il resto del programma alla vera inaugurazione?
A proposito, quando sarà?
Ancora un concerto celebrativo, a Milano, davanti ad un pubblico straripante. La Filarmonica della Scala, con Lang Lang solista, per l'Expo. Peccato che capita proprio in un momento - e non è il primo, in questi anni - in cui sull'Expo milanese dovrebbe calare un pietoso silenzio, essendo stati raggiunti i suoi vertici da mandati di cattura per mazzette.
Berlusconi parlando della sua Francesca Pascale ha detto che lei, in questi tempi non proprio allegri della sua vita, è stata per lui come la 'Nona' di Beethoven, con evidente riferimento alla 'gioia' dell'ultimo movimento ( gioia o libertà?). La Pascale, che sembrava aver gradito, s'è poi sentita offesa, ricordando, lei napoletana verace, che ai tempi d'oro di Maradona, sui muri della capitale campana si leggeva 'Maradona è meglio di Beethoven'.
A proposito di sinfonie, ieri sera s'è inaugurata l'Opera di Firenze ( ma non è la prima inaugurazione, ed altre ancora ve ne saranno, almeno altre due o tre) e s'è inaugurata con un gala d'opera e balletto, trasmesso in diretta da Rai 5, con la solita coppia di presentatori di ambo i sessi, e in rappresentanza di quello femminile la graziosa Maria Concetta Mattei, che fa - e non è la prima volta - la parte della brava ma INUTILE E STUCCHEVOLE presentatrice, come quando ha più volte ribadito che i costumi delle 5 ballerine per 'La valse' di Ravel erano di Scervino, costumi rossi e di pizzo, ha detto con gli occhi suoi belli sgranati. Erano niente più che mini sottovesti con inserti di pizzo in alto, su coulotte rosse: le avrebbe potuto fare chiunque altro, o si potevano comprare, senza scomodare lo stilista tanto caro alla Mattei, in una di quelle catene di biancheria intima diffuse su tutto il nostro territorio. E' possibile che non si possa fare del buon giornalismo nelle serate di Rai 5 affidate ormai a coppia fissa, spesso in disaccordo per evidente superficialità di preparazione ed incompetenza ? Tornando al gala, non sarebbe stato meglio eseguire in apertura l'Incompiuta di Schubert, e rimandare il resto del programma alla vera inaugurazione?
A proposito, quando sarà?
Ancora un concerto celebrativo, a Milano, davanti ad un pubblico straripante. La Filarmonica della Scala, con Lang Lang solista, per l'Expo. Peccato che capita proprio in un momento - e non è il primo, in questi anni - in cui sull'Expo milanese dovrebbe calare un pietoso silenzio, essendo stati raggiunti i suoi vertici da mandati di cattura per mazzette.
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martedì 15 ottobre 2013
La stampa, e quella di settore in special modo, si trastullano
Accade di leggere in queste ultime settimane, di cui la memoria ancora è viva, di donne che inonderanno il palcoscenico all'aperto dello Sferisterio di Macerata, la prossima estate, come annunciato da tempo dal suo direttore artistico, il regista Francesco Micheli. Il quale ha così profondamente ragionato: se il palcoscenico è pieno di donne, di ogni genere dalle sante alle puttane, perchè non lo può essere anche il podio? e perciò ha chiamato tre direttrici che avranno la responsabilità delle tre opere in cartellone. La profondità di pensiero ci sconvolge, letteralmente. E allora i giornali, anzi un giornale ne parla, sebbene con quattro mesi di ritardo. E passi.
Ma lo stesso giorno, altra rivelazione - i grandi quotidiani si telefonano alla viglia di scoop mondiali - da un altro grande giornale del quale, pure, non diciamo il nome. In Siberia si è isolato un direttore greco, quarantenne, che predica la rivoluzione nel campo della musica: chiudere l'Opéra, il Metropolitan, il Covent Garden ( non ricordiamo se ci ha messo la Scala) perchè sono il regno di Satanasso, dove regna il marketing, gli affari, gli alti cachets, come in molti altri settori musicali, a scapito della musica. E che nel mondo si voglia di cambiare musica - prosegue l'acuto giornale- lo attestano numerose iniziativ; dunque il lupo siberiano non è poi così solitario. E si citano, esemplarmente, i casi di Dudamel, di Lang, due campioni, sul secondo dei quali, in specie, l'ombra del marketing è visibile a mille chilometri dei distanza.
Dunque se nel mondo della musica, quello istituzionale, regna l'affare o il malaffare, perchè nessuno ne parla, per una vera pulizia, nella prospettiva della stesura di una nuova partitura musicale emendata di tutti gli errori e le illegalità, ma anche di semplici, e pur dannosi, travisamenti?
Se se ne parla, lo fa 'Il fatto quotidiano' che solitamente a simili argomenti non dà spazio, come ha fatto agli inizi di ottobre quando ha segnalato il grande giustificato scontento che regna all'Accademia di Santa Cecilia, in relazione soprattutto alla gestione Cagli che dura da una eternità. Il quale Cagli, di recente, si è fatto sentire per protestare contro il decreto 'Valore Cultura' che toglierebbe posti, nel consiglio di amministrazione ( di indirizzo?) agli accademici (ma come fa Cagli a lamentarsi se proprio lui ha riempito il consiglio di membri 'laici', cioè non accademici ceciliani? Vuole,anzi vorrebbe gli uni e gli altri, per la semplice ragione che quelli esterni li ha dalla sua parte; ed anche quelli interni, sono lì, perchè appartengono al suo giro - come ha evidenziato ' Il fatto quotidiano', accennando alle dure lettere che il Cardinale Bartolucci ha inviato in Accademia per lamentare una situazione nella quale si ravviserebbe perfino il 'voto di scambio'.
Perchè di questo i giornali, anche quelli di settore non parlano, ed invece propongono agli ignari lettori, ad ogni uscita, un sondaggio rilevatore di chissà quali segreti, come quello recentissimo dedicato alle voci 'verdiane' dal quale è emerso - udite udite- che oggi i cantanti cosiddetti verdiani sono merce rara e che la più grande cantante è stata - lo sapevate? - maria callas.
Ma perchè non parlano mai anche delle gambe storte delle istituzioni da raddrizzare? un esempio? quella gamba storta dell'invasione degli artisti stranieri in Italia. Un argomento che ci sta particolarmente a cuore.
La risposta è una sola: le istituzioni, anche per apparire in detti sondaggi ai primi posti delle classifiche (per noi tali sondaggi sono farlocchi e comunque inutili ed inattendibili; in essi i Berliner sono scesi di molti gradini) si sdebitano attraverso l'acquisto di pagine pubblicitarie ) e sono le uniche che ancora la danno - la pubblicità- alle riviste di settore. Lunga vita alla buona stampa!
Ma lo stesso giorno, altra rivelazione - i grandi quotidiani si telefonano alla viglia di scoop mondiali - da un altro grande giornale del quale, pure, non diciamo il nome. In Siberia si è isolato un direttore greco, quarantenne, che predica la rivoluzione nel campo della musica: chiudere l'Opéra, il Metropolitan, il Covent Garden ( non ricordiamo se ci ha messo la Scala) perchè sono il regno di Satanasso, dove regna il marketing, gli affari, gli alti cachets, come in molti altri settori musicali, a scapito della musica. E che nel mondo si voglia di cambiare musica - prosegue l'acuto giornale- lo attestano numerose iniziativ; dunque il lupo siberiano non è poi così solitario. E si citano, esemplarmente, i casi di Dudamel, di Lang, due campioni, sul secondo dei quali, in specie, l'ombra del marketing è visibile a mille chilometri dei distanza.
Dunque se nel mondo della musica, quello istituzionale, regna l'affare o il malaffare, perchè nessuno ne parla, per una vera pulizia, nella prospettiva della stesura di una nuova partitura musicale emendata di tutti gli errori e le illegalità, ma anche di semplici, e pur dannosi, travisamenti?
Se se ne parla, lo fa 'Il fatto quotidiano' che solitamente a simili argomenti non dà spazio, come ha fatto agli inizi di ottobre quando ha segnalato il grande giustificato scontento che regna all'Accademia di Santa Cecilia, in relazione soprattutto alla gestione Cagli che dura da una eternità. Il quale Cagli, di recente, si è fatto sentire per protestare contro il decreto 'Valore Cultura' che toglierebbe posti, nel consiglio di amministrazione ( di indirizzo?) agli accademici (ma come fa Cagli a lamentarsi se proprio lui ha riempito il consiglio di membri 'laici', cioè non accademici ceciliani? Vuole,anzi vorrebbe gli uni e gli altri, per la semplice ragione che quelli esterni li ha dalla sua parte; ed anche quelli interni, sono lì, perchè appartengono al suo giro - come ha evidenziato ' Il fatto quotidiano', accennando alle dure lettere che il Cardinale Bartolucci ha inviato in Accademia per lamentare una situazione nella quale si ravviserebbe perfino il 'voto di scambio'.
Perchè di questo i giornali, anche quelli di settore non parlano, ed invece propongono agli ignari lettori, ad ogni uscita, un sondaggio rilevatore di chissà quali segreti, come quello recentissimo dedicato alle voci 'verdiane' dal quale è emerso - udite udite- che oggi i cantanti cosiddetti verdiani sono merce rara e che la più grande cantante è stata - lo sapevate? - maria callas.
Ma perchè non parlano mai anche delle gambe storte delle istituzioni da raddrizzare? un esempio? quella gamba storta dell'invasione degli artisti stranieri in Italia. Un argomento che ci sta particolarmente a cuore.
La risposta è una sola: le istituzioni, anche per apparire in detti sondaggi ai primi posti delle classifiche (per noi tali sondaggi sono farlocchi e comunque inutili ed inattendibili; in essi i Berliner sono scesi di molti gradini) si sdebitano attraverso l'acquisto di pagine pubblicitarie ) e sono le uniche che ancora la danno - la pubblicità- alle riviste di settore. Lunga vita alla buona stampa!
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