Visualizzazione post con etichetta borletti buitoni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta borletti buitoni. Mostra tutti i post

martedì 15 settembre 2015

Il caso dell' Orchestra Verdi di Milano. Contro la mascalzonata di Salvo Nastasi e contro quell'imbroglione di algortimo al quale egli ha affidato la gestione del FUS, fioccano i ricorsi

 Ora tutti  si sono convinti che Nastasi ha fatto l'ultima mascalzonata, prima di lasciare il Ministero, nonostante non possano dirglielo in faccia, perché lui ha sempre una legge od un suo decreto a portata di mano, per dimostrare che è nella ragione, mentre tutti gli altri sono nel torto.
 Ora che tutti, oltre gli esclusi, si sono accorti di quanto sia coglione ed imbroglione quell' algoritmo ( chissà che il nome della società milanese fornitrice non ci dica qualcosa di nuovo su quel 'coglione' di algoritmo) al quale Nastasi ha affidato la distribuzione dei finanziamenti del FUS, fioccano i ricorsi al TAR.
Non solo, perfino il sottosegretario  Ilaria Borletti Buitoni  è scesa in campo contro l'ex direttore generale che, se non avesse protezioni  in alto loco, da Letta in avanti, da tempo sarebbe stato sbattuto a calci  in culo fuori del ministero.
Tutto il mondo della musica, per quel che ne sappiamo, ma anche in generale il mondo dello spettacolo, avrebbe mille ragioni per sferrargli il suo calcio in c... perchè di danni ne ha fatti tanti; e l'ultimo, che ha convinto la Borletti Buitoni a dichiararsi apertamente, ha dell'incredibile.
 L'incapace Franceschini sulla decisione del suo direttore generale che disconosce un suo decreto, non dandogli corso - quello della inclusione della Orchestra Verdi di Milano fra le ICO, firmata il 1 aprile 2015 - non si è fatto sentire, prendendo per buona la giustificazione del 'grande&grosso' Nastasi, e cioè che il decreto del Ministro, suo superiore, è  arrivato dopo la data della richiesta dei finanziamenti che va fatta entro il 31 dicembre dell'anno precedente quello per il quale si chiede il finanziamento.
 Si viene poi anche a sapere che in luglio, a finanziamenti attribuiti dall' algoritmo, ad alcune orchestre (orchestrine) è stato detto dal Ministero che, attraverso qualche escamotage, potevano essere destinatari di altri finanziamenti - come abbiamo letto sui giornali. E' chiaro l'imbroglio che da sempre alberga nelle operazioni FUS al Ministero?
 Aggiungiamo solo che dell'incredibile situazione della VERDI di cui NASTASI è responsabile e da decenni - lui che, invece, dalla sera alla mattina crea un Museo (Teatro San Carlo) e trova un posto per la sua mogliettina, la Giulietta Minoli - una vergogna, anzi uno schifo! - abbiamo scritto su questo stesso blog, prima di chiunque altro, non appena - in data 16 agosto 2015 - abbiamo letto con attenzione i decreti del 'grande&grosso' Nastasi, autore dell'imbroglio ai danni dell'Orchestra Verdi di Milano, e alla faccia del Ministro, suo superiore.

lunedì 3 agosto 2015

Attenti a Franceschini. Lui va giù duro

Sembra fare la faccia 'feroce' il ministro Franceschini, dopo aver tenuto per buona parte del suo mandato la faccia 'fessa', come dicevano un tempo a Napoli. Ora che può attribuirsi qualche vittoria, prende coraggio e forza - coraggio e forza che non ha dimostrato nei quasi due anni di governo - e parte, lancia in resta, contro i giornali, che non direbbero mai delle vittorie del suo ministero, mentre delle sconfitte non ne lasciano passare una senza fare titoloni. Beh, udite udite, lui prenderà la rassegna stampa locale e nazionale di oggi e la confronterà con quella dei giorni delle assemblee sindacali a Pompei, per vedere  quanto risalto i giornali di oggi hanno dato alla riapertura della 'Palestra grande' - una vera meraviglia.
 Ci verrebbe da dire a Franceschini - sebbene ci abbia preceduto anche Renzi - che certe proteste nei siti museali od archeologici, tuttora frequenti, sono incomprensibili al punto che Delrio starebbe pensando ad includerli nei servizi di pubblica utilità, nei quali scioperi ed assemblee sono sottoposti a regole speciali. E che di scioperi ed assemblee quasi giornalieri i giornali ormai non parlano più per la noiosa ripetitività della notizia - capito Franceschini?
 E comunque, tanto per aggiornare il calendario dei disservizi, l'altro ieri, ma solo qualche giornale riportava la notizia che uno dei luoghi più importanti del Foro Romano, la 'Curia' sarebbe restata chiusa per mancanza di custodi, ed anche il seguito, e cioè che  il Ministero o la sovrintendenza avrebbe approfittato della prolungata chiusura per fare lavori ordinari di manutenzione. La Borletti Buitoni quand'era ministro aveva suggerito di prendere un pò di impiegati, che al Ministero sono in evidente sovrannumero oltre che inutili, e mandarli ad aprire e custodire musei e siti archeologici; quel suggerimento dell'attuale sottosegretario, è rimasto lettera morta.
 E allora Franceschini, che hanno fatto i giornali in questi giorni? Le hanno fatto, per semplice noia, qualche sconto sulla sua inefficienza.
 Non le è  bastata l'enfasi con la quale hanno trattato la riunione dei paesi che ha avuto luogo a Milano  per trattare dei problemi della cultura, del suo 'sfruttamento' e della sua conservazione'? Già s'è dimenticato che la proposta più innovativa, quella dei 'caschi blu' dell'arte  campeggiava su tutti i giornali, quasi fosse la soluzione per i problemi che l'Italia mostra ogni giorno di più in tale settore?
 Per tornare a Pompei, ieri abbiamo notato la presenza nella 'Palestra grande'  oltre al sovrintendente Osanna - un  uomo un nome!- di Michelangelo Lupone, nostro amico e collega di Conservatorio a L'Aquila, compositore elettronico ed inventore di macchine sonore, il quale per quel sito archeologico s'è inventato una installazione sonora che deve avere mandato in visibilio il barbuto affannato Franceschini.
 Infine, a proposito del Ministero, non abbiamo poi letto neanche una riga sulla dipartita dal Ministero del fedelissimo - fedelissimo di tutti i ministri, sotto l'ala protettrice di Gianni Letta - Salvo Nastasi che Renzi avrebbe voluto mandare a Bagnoli, a risanare quell'aria di veleni tossici. Non vorrà mica ripensarci Renzi? Era una delle poche intuizioni nel settore della cultura.

giovedì 26 marzo 2015

Francesca Barracciu, sottosegretario ai beni culturali, nei guai si è messa da sola. Alessandro Gassman non c'entra

Questi giorni, Francesca Barracciu, è alla ribalta della cronaca. Ed è la prima volta, da quando nel febbraio del 2014 Renzi l'ha nominata sottosegretario ai Beni culturali, per toglierla dai guai nei quali s'era cacciata nella nativa Sardegna.
Sorvolando sulla gaffe della commemorazione del Satta confuso, della quale s'è scusata dicendo in pratica: oh, ma io sono laureata in filosofia, vi pare che non me ne sia accorta? mentre ha insistito a commemorarlo, gettando poi la croce dello scambio di persona, sulle spalle del suo staff. Stessa scusa di quell'altra laureata della Gelmini,  che sul tunnel da Ginevra al Gran sasso, incolpò il suo segretario, che ovviamente aveva studiato nella sua stessa università.
 Laureata in filosofia la Barraciu, ha insegnato nelle scuole superiori, laureata come tantissimi altri, insegnante come tantissimi altri; solo che, a differenza di tantissimi altri, lei come la Gelmini - non so chi si deve scusare con l'altra per l'accostamento - se non si mettevano a fare politica, dove si vede di tutto,  la Barracciu sarebbe ancora a fare l'onesta insegnante, e la Gelmini, a fare l'avvocata onesta, mentre fino ad oggi la Gelmini non passa giorno senza che ci dispensi briciole di sapienza, e la Barracciu di giorni ne ha lasciati passare tanti, troppi, senza spiegarci le ragioni vere della sua scappata in continente, aggrappata all'ancora che le ha gettato Renzi.
Non vogliamo parlare anche di Alessandro Gassman che le direzioni degli Stabili deve forse non alla sola sua bravura, sulla quale non osiamo neppure dubitare. Come invece ha osato fare la Barracciu, che se dovesse applicare a se  stessa il criterio che ha usato con Gassman, dovrebbe giungere alle medesime conclusioni e conseguente autoconfessione. Lei, che meriti per fare il sottosegretario ai beni culturali, ed anche competenze non ne  può vantare, bensì solo la sua laurea in filosofia, con la quale ha potuto insegnar. perciò su simili rivendicazioni professionali è preferibile tacere dall'una e dall'altra parte.
 Le medaglie al petto che chiunque esibisce, a fronte di un incarico di responsabilità e prestigio, si valutano partendo da quelle guadagnate in trincea. Tanto per restare ai beni culturali, la sig.ra Ilaria Borletti Buitoni, sarà anche laureata oppure no non importa, ma da presidente del FAI, dove ha dimostrato cosa sapeva fare, la sua nomina a sottosegretario è più che giustificata dalla sua competenza dimostrata sul campo; mentre altrettanto non si può dire nè della Barracciu nè dello stesso ministro Franceschini. Condizioni queste per l'esplosione del potere del Nastasi grande&grosso.
 Tornando alla Barracciu, la sua fuga in continente, dopo essere stata eletta anche parlamentare europea, subentrata a Crocetta, salvata da Renzi, lei renziana, ovviamente, nasce dal clamore suscitato dalle sue spese 'pazze' - così le definì l'opinione pubblica - da consigliera regionale: 33.000 Euro circa di carburante in tre anni - così almeno si legge negli articoli di giornali riguardanti il suo caso.
 Calcolatrice alla mano, se il carburante costava all'epoca all'incirca 1,70 Euro, e con un litro di carburante lei poteva percorrere mediamente una ventina di km, in tre anni la Barracciu avrebbe percorso con la sua macchina 390.000 Km. circa, e perciò ogni anno avrebbe  potuto oltre cento volte percorrere la distanza 'dalle Alpi alle piramidi' della nostra amata penisola, lunga 1200 Km circa, solo che quegli oltre 130.000 km annui, li avrebbe percorsi nella 'incarcata' patria Sardegna, lunga 270 Km. ( l'avrebbe percorsa 500 volte circa circa per anno, una volta e mezza al giorno per tutti i giorni e per tutti e tre  gli anni, ogni giorno) andando su e già all'impazzata, con l'acceleratore a tavoletta, perchè l'altra ipotesi sarebbe, oltre quella dell'alta cilindrata della sua macchina, che non sapendo la consigliera guidare, abbia consumato il doppio o il triplo di quanto consumerebbe un normale ma avveduto guidatore.
 Morale della favola. La cultura, quella vera,  che dovrebbe essere appannaggio di ogni politico, benché non lo sia quasi di nessuno, non dovrebbe far cadere il politico di turno nelle trappole dei falsi o indebiti rimborsi che sono una vergogna fin troppo diffusa nel nostro paese,. E non aggiungiamo altro. L'unico vantaggio, adesso che sta al ministero, è chela Barracciu, usi la macchina di servizio e perciò non debba farsi rimborsare nulla. E con ciò evita altri  possibili addebiti politico culturali futuri.