Appena noto l'elenco dei ministri del governo Gentiloni, Di Battista, detto 'Dibba', sputa tutto il veleno possibile sulla sua composizione, dai microfoni de La7. Non che manchino le occasioni e le ragioni, per sputare addosso ad un governo fotocopia del precedente, al punto che il comico in pianta fissa dalla Berlinguer su Rai 3, in una finta lista dei nuovi ministri, ha messo in ogni ministero, l'on. o il dott. Matteo Renzi. Fuori la Giannini, che non ha ben gestito l'Istruzione; dentro, invece, ancora Poletti, Madia e Boschi, nonostante che avessero anche loro non meritato nelle iniziative di legge che recano la loro firma. E la Boschi, per giunta, promossa a Palazzo Chigi.
Insomma, eccetto i ministri di Alfano, lui compreso, il resto del governo è un 'monocolore' PD;
perciò il 'Dibba' qualche goccia di veleno aveva tutto il diritto di sputarlo, ma non quel vomito incontenibile. Come senza giustificazione sarebbe anche l' assenza materiale dei Cinquestelle , in buona compagnia con leghisti e cosiddetti 'verdiniani', dall'aula del Parlamento da oggi e per i prossimi mesi... hanno annunciato. Insomma un gran chiasso. Perchè, è lecito chiederselo.
Perchè è di questa notte l'ennesima decapitazione della giunta Raggi a Roma, con le dimissioni della Muraro, richieste a gran voce da mesi, raggiunta da avviso di garanzia ed ora indagata.
Il 'Dibba' ha detto che i partiti, tutti escluso i Cinquestelle, stanno lavorando per loro: ogni giorno di più che restano al governo ed in Parlamento fanno crescere, a causa delle loro malefatte, le adesioni al loro movimento. E la Raggi? Non lavora sul fronte opposto, per dare una mano ai partiti avversari del suo movimento?
Infatti stesso discorso avrebbero fatto a Dibba ed ai suoi compagni tutti gli altri partiti oggi, se lo avessero avuto a portata di microfono. Anche la Raggi, al governo del Campidoglio lavora da tempo, per tutti gli altri partiti, esclusi i Cinquestelle, perché che ogni giorno in più che resta in Campidoglio, toglie voti al movimento e li regala ai partiti.
Il disastro Raggi (ma vogliamo dimenticare i casi delle firme false per la presentazione delle liste elettorali in Sicilia ed a Bologna, dei quali si sta occupando la magistratura?)va coperto, e i Cinquestelle per questo si inventano un nuovo casino ogni giorno.
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martedì 13 dicembre 2016
domenica 9 agosto 2015
Salvo Nastasi scrive a Dagopsia per rettificare un articolo apparso sul sito, ma commette a sua volta alcune imprecisioni.
La lettera è dei primi di questo mese. La lettera che Salvo Nastasi ha inviato a Dagospia che, nel dare notizia di un suo probabile invio, come commissario, nel sito di veleni di Bagnoli, ne ricostruiva la carriera politica come Direttore generale dello Spettacolo e dava notizia anche dei suoi padrini o protettori.
Ci ha colpito un nome, quello del dr. Gianni Letta che Nastasi dice di conoscere, a differenza di quanto afferma di Verdini e Dell'Utri, che non conosce - 'per il ruolo istituzionale ricoperto da Letta negli ultimi anni'. Falso!
Almeno questa precisazione è falsa. Nastasi conosce Letta da molti più anni di quanto vuol dare a credere e non certamente per il suo ruolo istituzionale.
Spieghi ai lettori di Dagospia, che ci faceva il dr. Gianni Letta ai primi di settembre del 2010 a Filicudi. Era suo testimone di nozze con Giulia Minoli, arrivata in chiesa sul dorso di un mulo, salutata da due ali di folla plaudenti, nelle quali era possibile ammirare la crema della crema del potere politico italiano, da Bernabei Ettore, nonno della sposa, a Bernabei Matilde, madre della sposa, a Giovanni Minoli, al ministro Bondi, suo capo, all'ex ministro Melandri, cugina di Minoli, che diverrà sua cugina acquisita a seguito di quel matrimonio, a Bertolaso ecc.. ecc...
Ovvio che la conoscenza, non solo 'istituzionale' di Gianni Letta, era per lo meno anteriore a quel settembre 2010.
Galeotto fu, ahimè, il tragico terremoto aquilano che fece conoscere i due novelli sposi e rinsaldò anche il già forte legame con Gianni Letta, abruzzese ed aquilano, che molto si è adoperato all'epoca, a fianco del Cavaliere, per alleviare le sofferenze dei suoi concittadini.
Sentite sentite. Andiamo a memoria. Fummo testimoni involontari della loro conoscenza... tutte cose che abbiamo scritto già altre volte, anche su questo stesso blog.
Giovanni Minoli, dopo il terremoto, chiama Bertolaso ( lui da Rai Education, dunque in qualità di educatore di anime) e gli consiglia di promuovere una iniziativa per sanare anche le ferite nell'animo degli aquilani. Bertolaso chiama Letta il quale chiama Nastasi ( come pensare che le cose siano andate diversamente?), il quale si assicura innanzitutto lo sbarco a L'Aquila di Riccardo Muti (noi seguimmo da vicino quelle commoventi giornate aquilane del grande direttore). Nastasi mette su un team tecnico per seguire lo svolgimento del festival 'ristoratore dello spirito', nel quale trova posto - ma guarda un pò - anche Giulia Minoli. Suo padre Giovanni voleva rinfrancare gli animi degli aquilani od anche approfittare per trovare lavoro a sua figlia Giulia? No, pura casualità. Piuttosto sfruttamento delle esperienze professionali di sua figlia Giulia. Nastasi conosce Giulia Minoli, che era andata a lavorare in quel team coordinato da Laura Valente, chiamata da Nastasi dal Teatro san Carlo, i due si innamorano ed esattamente un anno dopo si sposano a Filicudi, con il dr. Gianni Letta, appena conosciuto, testimone di nozze.
P.S. Altre semplici coincidenze: nel settembre 2009, Gianni Minoli viene nominato dal Ministero di Bondi e Nastasi presidente del Museo d'arte contemporanea del Castello di Rivoli; nell'ottobre 2012, Giovanna Melandri viene nominata dal ministero di Ornaghi e Nastasi presidente della Fondazione Maxxi di Roma. In quegli stessi anni Giulia Minoli viene nominata da suo marito Salvo Nastasi, che aveva da poco lasciato l'incarico di Commissario del Teatro san Carlo di Napoli, coordinatrice del neonato Museo del Teatro, da dove si è dimessa alla fine dello scorso anno, a seguito di giustissime proteste per quel 'brutto pasticciaccio'.
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Ci ha colpito un nome, quello del dr. Gianni Letta che Nastasi dice di conoscere, a differenza di quanto afferma di Verdini e Dell'Utri, che non conosce - 'per il ruolo istituzionale ricoperto da Letta negli ultimi anni'. Falso!
Almeno questa precisazione è falsa. Nastasi conosce Letta da molti più anni di quanto vuol dare a credere e non certamente per il suo ruolo istituzionale.
Spieghi ai lettori di Dagospia, che ci faceva il dr. Gianni Letta ai primi di settembre del 2010 a Filicudi. Era suo testimone di nozze con Giulia Minoli, arrivata in chiesa sul dorso di un mulo, salutata da due ali di folla plaudenti, nelle quali era possibile ammirare la crema della crema del potere politico italiano, da Bernabei Ettore, nonno della sposa, a Bernabei Matilde, madre della sposa, a Giovanni Minoli, al ministro Bondi, suo capo, all'ex ministro Melandri, cugina di Minoli, che diverrà sua cugina acquisita a seguito di quel matrimonio, a Bertolaso ecc.. ecc...
Ovvio che la conoscenza, non solo 'istituzionale' di Gianni Letta, era per lo meno anteriore a quel settembre 2010.
Galeotto fu, ahimè, il tragico terremoto aquilano che fece conoscere i due novelli sposi e rinsaldò anche il già forte legame con Gianni Letta, abruzzese ed aquilano, che molto si è adoperato all'epoca, a fianco del Cavaliere, per alleviare le sofferenze dei suoi concittadini.
Sentite sentite. Andiamo a memoria. Fummo testimoni involontari della loro conoscenza... tutte cose che abbiamo scritto già altre volte, anche su questo stesso blog.
Giovanni Minoli, dopo il terremoto, chiama Bertolaso ( lui da Rai Education, dunque in qualità di educatore di anime) e gli consiglia di promuovere una iniziativa per sanare anche le ferite nell'animo degli aquilani. Bertolaso chiama Letta il quale chiama Nastasi ( come pensare che le cose siano andate diversamente?), il quale si assicura innanzitutto lo sbarco a L'Aquila di Riccardo Muti (noi seguimmo da vicino quelle commoventi giornate aquilane del grande direttore). Nastasi mette su un team tecnico per seguire lo svolgimento del festival 'ristoratore dello spirito', nel quale trova posto - ma guarda un pò - anche Giulia Minoli. Suo padre Giovanni voleva rinfrancare gli animi degli aquilani od anche approfittare per trovare lavoro a sua figlia Giulia? No, pura casualità. Piuttosto sfruttamento delle esperienze professionali di sua figlia Giulia. Nastasi conosce Giulia Minoli, che era andata a lavorare in quel team coordinato da Laura Valente, chiamata da Nastasi dal Teatro san Carlo, i due si innamorano ed esattamente un anno dopo si sposano a Filicudi, con il dr. Gianni Letta, appena conosciuto, testimone di nozze.
P.S. Altre semplici coincidenze: nel settembre 2009, Gianni Minoli viene nominato dal Ministero di Bondi e Nastasi presidente del Museo d'arte contemporanea del Castello di Rivoli; nell'ottobre 2012, Giovanna Melandri viene nominata dal ministero di Ornaghi e Nastasi presidente della Fondazione Maxxi di Roma. In quegli stessi anni Giulia Minoli viene nominata da suo marito Salvo Nastasi, che aveva da poco lasciato l'incarico di Commissario del Teatro san Carlo di Napoli, coordinatrice del neonato Museo del Teatro, da dove si è dimessa alla fine dello scorso anno, a seguito di giustissime proteste per quel 'brutto pasticciaccio'.
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mercoledì 2 ottobre 2013
Un galeotto tiene in scacco il paese e si prende gioco delle istituzioni
Una persona condannata, con condanna definitiva, per frode fiscale per giunta, pur essendo un parlamentare, che, addirittura, in passato, è stato anche presidente del consiglio ( il che rende la condanna ancora più dura!), ancora fuori dalle patrie galere, semplicemente perchè l'età gli consente di domandare 'l'affidamento ai servizi sociali' nella lingua italiana si dice che è un galeotto. Ora può un galeotto, per quanto persona in vista nel mondo politico, ed ancor più in vista nel mondo degli affari, tenere in scacco il paese, togliendo la fiducia al governo, minacciando sfracelli perchè pretende, a differenza di qualunque altro cittadino condannato, un lasciapassare ed addirittura la cancellazione di quella condanna, pesantissima per un uomo di governo? In questi giorni passati ha annunciato la caduta del governo; ritirato i ministri, chieste le dimissioni di tutti i suoi parlamentari ( atti di gravità inaudita ed inammissibile, per i quali, soltanto per questi, dovrebbe finire in galera, a causa dell' evidente procurato invito alla rivolta; dall'altro lato, il presidente Letta, nipote, ha detto al Presidente della repubblica che voleva andare in Parlamento e domandare la fiducia; il galeotto gliela ha negata alla vigilia, in Parlamento s'è verificata una scissione all'interno del PDL, ma oggi, ecco che il galeotto, dopo aver dichiarato ancora questa mattina che non avrebbe dato la fiducia al governo Letta - fiducia che, invece, i dissidenti del PDL avevano assicurato per evitare il trionfo dei falchi ( Verdini, la pitonessa maculata, Bondi il serafico e signora ed altri volatili ); il galeotto per non farsi superare e mettere in un angolo dai suoi stessi parlamentari, arriva in Senato e dice che dà la fiducia al governo, a causa del grande senso di responsabilità e di dovere nei confronti del Paese. Ahahahahahahahha! non so se riuscite a sentire al risata.
Il galeotto, finchè non sarà decaduto da parlamentare e non sarà affidato ai servizi sociali - a seguito del quale affidamento vedremo se avrà avuto effetto la sua rieducazione - deve essere fatto tacere, perchè non possiamo più tollerare che proprio un galeotto si prenda gioco delle istituzioni, e tenga in scacco il paese, fregandosene - ma cosa si pretende da un galeotto? - dei problemi drammatici che il nostro paese sta attraversando. i galeotti stanno in galera. non in parlamento.
Il galeotto, finchè non sarà decaduto da parlamentare e non sarà affidato ai servizi sociali - a seguito del quale affidamento vedremo se avrà avuto effetto la sua rieducazione - deve essere fatto tacere, perchè non possiamo più tollerare che proprio un galeotto si prenda gioco delle istituzioni, e tenga in scacco il paese, fregandosene - ma cosa si pretende da un galeotto? - dei problemi drammatici che il nostro paese sta attraversando. i galeotti stanno in galera. non in parlamento.
domenica 29 settembre 2013
Tragica orchestra sinfonica del cav. berlusconi
Sulla copertina del mensile di musica 'Applausi' che dirigevamo, nel numero di febbraio del 1995, si mostrava un fotomontaggio. Al celebre storico manifesto de 'I Pagliacci' di Leoncavallo, il manichino aveva la faccia di Berlusconi. Si poteva vedere, di conseguenza, su uno sfondo rosso sangue, il protagonista vestito di bianco - una camicia di forza, per la verità - con la faccia del Cav. Sotto, la scritta: ' Orchestra ' I pagliacci' del cav. Berlusconi. Concerto annullato'. Riferimento chiarissimo all'azione del governo ed alle sue maldestre uscite, con quell'orchestra di incompetenti ed improvvisatori. Nell'orchestrina allora suonavano 'la spalla' Letta, zio- allora come ora - poi tutti i bossiani, una lega vera e propria, i fiati - poveri loro che dagli strumenti riuscivano ad emettere solo suoni sconnessi e maleodoranti ( una curiosità: nei fiati dominavano cognomi con la finale in 'oni' , Maroni e Speroni tra gli altri, che tante rime evocavano e stimolavano) ; le percussioni erano guidate da Fini; e nelle file dei contrabbassi, al primo leggio 'stabat' Ferrara, Giulianone. Nel frattempo in quell'orchestra, ai vari leggii, molti si sono avvicendati, anche perchè in alcune stagioni ha suonato nei ridotti e nelle sale di paese. Oggi la spalla è sempre Letta, zio, che però è costretto a mettersi da parte quando suona Verdini o Santanchè, spalle 'autorevolissime' anche se troppo rumorose; le percussioni sono in cerca di sostituti, dopo l'addio di Fini, mentre per i fiati a seguito della defezione dei bossiani e maroniani, sono stati reclutati Bondi e signora, Gasparri, Cicchitto, Ghedini - i primi due riconfermati, anche se ripresi dal direttore stabile per uscite fuori tempo; mentre il solo Ferrara, è tuttora incatenato al suo contrabbasso. Nel frattempo, il grande contrabbassista va a sentire regolarmente i concerti romani delle altre orchestre - un modo geniale per reclutare nuovo pubblico: far suonare gente nuova nell'Orchestra del cav. Berlusconi, per appassionarla alla musica.
L'ultima svolta nel cartellone dell'orchestra è la trasformazione da 'comica' in 'tragica'. E siamo ai nostri giorni. Il prossimo concerto si inizia con 'marcia per l'impiccagione del tiranno' del nostro Cimarosa, per terminare con il Dies Irae per il cavaliere, giorno d'ira non più così lontano. Mentre è stato cancellata 'o patria mia, mai più ti rivedrò' che avrebbe dovuto cantare il cavaliere in persona, per evidente falsità espressiva.
L'ultima svolta nel cartellone dell'orchestra è la trasformazione da 'comica' in 'tragica'. E siamo ai nostri giorni. Il prossimo concerto si inizia con 'marcia per l'impiccagione del tiranno' del nostro Cimarosa, per terminare con il Dies Irae per il cavaliere, giorno d'ira non più così lontano. Mentre è stato cancellata 'o patria mia, mai più ti rivedrò' che avrebbe dovuto cantare il cavaliere in persona, per evidente falsità espressiva.
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