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martedì 23 maggio 2017

Attratti dal palcoscenico sul Palatino, per l'opera rock ' Divo Nerone', ai più è sfuggita la cena nelle vicinanze nella Notte dei Musei

L'indignazione per la mega struttura sul Palatino che ospiterà, fra qualche giorno la prima del centinaio di recite circa dell'opera rock 'Divo Nerone', non accenna a diminuire. L'autorizzazione è stata concessa dal sovrintendente  Prosperetti ( sì proprio lui, che fece coprire le statue in Campidoglio per non offendere la sensibilità del presidente iraniano in visita a Roma) che non  crede di dover fare 'mea culpa', viste le polemiche e critiche che ha suscitato e suscita ancora in chi non si capacita che quel luogo sia stato concesso, praticamente per FINI COMMERCIALI  ad una società  del nord con fondi, prevalentemente, della Regione Lazio. Su questo  tutto regolare?

Solo a qualcuno non è sfuggito che mentre divampava la polemica, nello stesso sito, praticamente all'ombra di quel palco  megagalattico, nella 'Notte dei Musei', quando non era consentito l'accesso ai Fori perchè NON SONO ILLUMINATI - ecco forse da dove deriva l'interesse di Chicco Testa per i Fori: forse  ha pronto un progetto per la sua illuminazione, magari con sponsor accluso - una zona era illuminata per lo svolgimento di un 'evento' da spavento - è il caso di dire - ma con fini benefici, organizzato da 'Castelli e dimore storiche' e rivolto prevalentemente ad un nutrito gruppo di benefattori americani i quali in cambio di soldi per la finalità benefica, avevano ottenuto la chiusura del Foro, avendo anche acquistato tutti i biglietti possibili per l'ingresso e per uno spettacolo in programma.

E come ciò non bastasse - ancora un evento privato in un luogo pubblico, anzi arcipubblico per le ragioni che tante volte abbiamo espresso - c'era anche un ricco buffet- non sappiamo se anche dei tavoli- come fosse  un banale ristorante,  affidato ad un catering che ha una storia di passi falsi lunghissima e di una fortuna altrettanto lunga: la 'Relais Le Jardin', di proprietà della famiglia Ottaviani, gestita da Stefano Ottaviani sposato a Marina Letta, figlia di Gianni, sputata sua madre Maddalena.

Ma ciò che infastidisce ancora di più per questo assurdo  'ristorante' del Foro, è che  il Foro come moltissimi altri siti archeologici e musei italiani sono gestiti da Civita - di cui è presidente Gianni Letta - e segretario generale Ruberti, figlio dell'ex ministro, il quale è presidente  di Zétema, la società del Comune, partecipata anche da Civita. Ogni volta che si becca un potente o qualcuno della sua famiglia con le mani nella marmellata, ci si trova di fronte ad un dedalo di società con tentacoli ovunque.

Possibile che  nessuno - o quasi - si sia scandalizzato per questa cena a cielo aperto sotto la casa di Nerone, servita da un catering che sbaraglia  sempre tutti gli altri concorrenti per la sua aggiudicazione?  Delle fortune della società 'Realis Le Jardin' negli ultimi anni - Gianni Letta naturalmente non c'entra, lui non si vede e non si sente, ma è ovunque e dà una mano alla famiglia! - sono piene le cronache; basta andare in rete e  ogni curiosità sarà soddisfatta . Ma in rete si legge anche, notizia degli ultimi mesi, che   nell'elenco dei 'PANAMA PAPERS' - società nei paradisi fiscali per sfuggire al fisco italiano - compare anche il nome degli Ottaviani.


P.S. 
Sergio Rizzo oggi sulla 'romana' del Corriere è tornato a parlare delle stranezze dell'evento opera rock 'Divo Nerone', finanziato per la quasi totalità dalla Regione Lazio e prodotto da una società che è riuscita a mettere insieme un gruppetto di premi 'oscar', ma che come attività principale cerca giovani artisti - pittori- da lanciare sul mercato. ed ora fa il grande salto. La società ha come dominus un ex capo dei giovani Forza Italia, Cristian Casella ( in coppia con Jacopo capanna), mentre un altro Cristian, ma Carrara di cognome, di professione compositore, che è a capo della Commissione cultura della Regione lazio, e che , da quando ha questa carica politica le esecuzioni e commissioni di sue opere fioccano - per  pura coincidenza - potrebbe aver dato il suo benestare all'operazione che  è partita da una idea di Migliaccio, l'autore di tante canzoni compresa 'nel blu dipinto di blu' ed affidata per la realizzazione a suo figlio. Una bella famiglia imprenditoriale.

sabato 4 febbraio 2017

Finalmente il Foro Romano è uno ed unificato. Per sempre? No. Solo per 12 domeniche all'anno

La storia del Foro romano tagliato in due, in parte dalla stupidità delle leggi nazionali e cittadine che hanno voluto una sovrintendenza statale ed una comunale, in parte - forse - da quella strada dell'Impero voluta dal Duce per celebrare non si capisce quali fasti  pare abbia scritto il suo capitolo finale. Anche se, non bisogna dimenticarlo, che proprio chi oggi si fa vanto della unificazione dei 'due' Fori, ha deciso da poco che la zona nobile del Foro (Colosseo, Domus Aurea, Palatino),quella che produce più ricchezza a causa della maggiore attrattiva e del maggior  numero di visitatori sia nettamente staccata, con un suo proprio sovrintendente,  dall'altra che comprenderà tutto il resto del Foro, quello che di visitatori ne ha di meno, anche perché dopo aver fatto la fila al Colosseo e, se si è fortunati anche alla Domus Aurea, ed aver visitato il Palatino, se uno non ha previsto tanti giorni di permanenza a Roma, dà per scontato che  può fare  a  meno di visitare anche il resto, senza danno.
 Insomma il Foro romano che è sempre stato uno ed indivisibile, torna ad essere tale, dopo anni ed anni di divisione, per volontà di Franceschini, il nostro grande ministro della Cultura, aspirante premier, alla faccia di Renzi.
 E tale resterà. Per sempre? No,  soltanto per le dodici prime domeniche del mese, quando la visita al Foro come anche ai Musei è gratuita. Dopo, per tutti gli altri trecentoquarantacinque giorni dell'anno il Foro sarà nuovamente doppio, ci saranno cioè 'i Fori' romani.

giovedì 28 luglio 2016

Il rispetto dei luoghi. Cartolina n.3 da' Music for Mercy' al Foro romano

 Per l'invasività di palcoscenico e platea al Foro per  'Music for Mercy', s'era pronunciato più d'uno, ma più di tutti il sindacato delle guide turistiche che, con quell'armamentario di tubi e file di sedie, vedeva già scemare i  guadagni dei propri associati.
 E, invece, anche a loro è stata data assicurazione che il palcoscenico e la platea, montati già qualche giorno prima, avrebbero solo per una minima parte impedito la vista del Foro ai numerosi turisti.
 Il problema dell'impatto di simili manifestazioni - a dispetto di quel che pensa Franceschini che non vede l'ora di avere la platea del Colosseo ricostruita per farci sfilare majorettes ed elefanti - su determinati siti archeologici o architettonici  comunque delicati a causa del peso sia della storia  che degli anni, è in verità assai più sentito, a differenza della totale insensibilità verso ciò che si fa  in quei luoghi - come ha dimostrato anche  l'ingiurioso concerto 'giubilare', 'Music for Mercy', a totale ed esclusivo beneficio del ricco malese, Yeoh e della sua compagna Carly, cantante.
 Tante volte il problema è stato affrontato ed altrettante volte denunciate le manchevolezze delle soluzioni proposte.
 Chi non ricorda, tanti anni fa, lo sbarco dell'Arena di Verona alle Piramidi in Egitto per una fastosa e monumentale Aida, quando diversi organi di stampa, compresa una  ben nota rivista di musica come 'Piano Time', fra le più attente all'epoca, denunciarono con immagini fotografiche lo scempio che i tecnici dell'Arena di Verona stavano mettendo in atto in quel sito storico straordinario, poggiando tubi su  marmi  storici che potevano essere irrimediabilmente danneggiati? Come andò a finire la storia, e quali danni avessero poi procurato quelle impalcature, si  poteva sapere solo allo smontaggio, ma intanto importante ed alta  fu l'attenzione generale
 In un altro caso, romano questo, assai recente, i giornali gridarono allo scandalo. In occasione della serata che festeggiava la nascita dell'Associazione dei 'Mecenati della Galleria Borghese'. Ci fu una cena esclusiva, ma si documentò che l'invasivo catering aveva piazzato le sue tende con le cucine  da  campo all'esterno della Galleria ma senza rispetto eccessivo del luogo, danneggiando o correndo il rischio di danneggiare, quel luogo, fra i più belli ed esclusivi al mondo, proprio da parte di chi si associava per finanziare restauri e lavori della celebre galleria d'arte.
 Nel caso di questi giorni,  in occasione del cosiddetto 'Music for Mercy' al Foro romano, i fatti tragici di terrorismo hanno evidentemente distolto l'attenzione pubblica dal  delicato problema dell'impatto di simili  eventi sulla sacralità e fragilità dei luoghi storici, e la voce di protesta si è levata più flebile.

'Music for Mercy. Cartolina n.2 .La storia del pirata malese, Francis Yeoh, e della sua perla inglese, Carly Paoli.

Il secondo colpo, il ricco malese, Francis Yeoh, con interessi in vari campi ed in tutto il mondo, a capo della YTL, l'ha messo a segno ancora una volta a Roma. Perchè lui che di soldi ne avrebbe da sfamare un intero continente - ma non lo fa - da qualche anno, da quando cioé si  è legato alla sua 'perla' italo-inglese, Carly Paoli, mezzosoprano,  con gli spiccioli del suo immenso patrimonio va organizzando concerti nei quali dove gli riesce, pagando ovviamente tutto, piazza la sua perla canora, giovane, bella, ricca - come ha fatto  anche a Roma, l'altra sera al Foro romano - la quale ha sfoggiato un abito da sera diverso ad ogni esibizione (canzone) e  ogni volta  una diversa parure di orecchini, come fosse andata ad una grande festa mondana, per nulla affatto ad una serata che veniva forzatamente spacciata come 'religiosa', a due passi dallo storico carcere Mamertino, prigione di San Pietro, secondo tradizione.. Più che 'Music for Mercy', era  'Music for Carly'!
 Il primo colpaccio, di pari volgarità,  Francis Yeoh l'ha realizzato l'anno scorso a Caracalla, fra gli osanna ed i ringraziamenti di Franceschini e Fuortes, dopo che per fare ingoiare il rospo di quell'orrendo concerto alle terme, per esibire la sua Carly, aveva donato all'Opera di Roma un milione di Euro che gli davano anche il diritto di essere parte del cosiddetto 'Consiglio di indirizzo' del teatro.
E  così Franceschini e Fuortes,  sapendo di dire il falso, ma felici di far entrare nelle casse del teatro soldi freschi, insperati e neppure  cercati e sudati, hanno acconsentito che alle Terme il ricco malese organizzasse lui uno 'straodinario concerto con generi musicali particolari che dobbiamo a Yeoh' - secondo le testuali parole di Fuortes - al quale naturalmente prendeva parte Carly Paoli - ma anche l'ex tenore Carreras, ormai del tutto svociato,  ma che avrebbe dovuto dar credito (?) alla giovane bella e ricca cantante che dal suo sito ufficiale non risulta - nonostante gli studi in buone scuole inglesi - presente in nessun palcoscenico di una qualche rinomanza.
Anche allora, a Caracalla, come l'altra sera al Foro romano, suonò la 'Roma United Orchestra' allora diretta da Gimenez, in quel periodo occupato al Teatro dell'Opera; ed ora, peggio, da Gianluca  Marcianò e da un gruppo di altri direttori di nessunissimo nome, in una sorta di  triste malinconica sfilata  sanremese al Foro romano e in un programma che più dozzinale ed ingiurioso non si sarebbe potuto compilare.
 Noi non eravamo a Caracalla, mentre l'altra sera abbiamo seguito, su Rai 1, dall'inizio alla fine, l'indecente esibizione, alla quale hanno preso parte - basta pagare e viene chiunque, senza chiedersi se ne vale la pena!- anche Bocelli, Elaine Page, David Foster, The Tenor ( un gruppetto di bei giovani  cantanti canadesi che ci ha evitato 'Il volo'), un clarinettista siriano ed un cantante malese, il siciliano Caccamo ed un giovane uscito da Santa Cecilia che con la chitarra elettrica ha improvvisato sull'Intermezzo della Cavalleria di Mascagni una Ave Maria, tutti a fare da corona alla vera star della serata, la perla inglese del pirata malese,  lei Carly Paoli. La quale ha cantato sette od otto pezzi, quasi sempre canzoni o colonne sonore, mentre tutti gli altri uno o due appena, avendo quasi sempre la Paoli anche come duettante. Tutti gli altri entravano, cantavano e poi uscivano per sempre, ed invece lei tornava ogni volta sul palcoscenico, richiamata dalla brava presentatrice, ogni volta con nuovi ricchi vestiti e brillanti orecchini, per la gioia degli occhi di tutti  ma più di tutti del suo pirata malese, Francis Yeoh, che brillavano di felicità per l'impresa riuscita.
 Anche la brava presentatrice, la biondissima Eleonora Daniele, era all'altezza della serata. Ecco a voi...  immancabilmente  annunciava ogni nuova esibizione, fino a concedersi anche delle libertà come sanno fare solo le presentatrici navigate: maestro Marcianò, come va la serata? Bene. Fa caldo, vero' ? Sì, meglio, così dimagrisco, ha risposto accarezzandosi  la pancia; e in un secondo caso, rivolgendosi al pianista compositore di colonne sonore David Foster, 'questo è l'unico uomo che è riuscito a farmi girare la testa', accennando spiritosamente al 'giramento' che per banali ragioni aveva dovuto compiere al passaggio del musicista che andava a sedersi al pianoforte.
 E questo era il concerto intitolato 'Music for Mercy', organizzato per la sua perla Carly, offerto dal ricco malese al mondo intero nel profanato Foro romano, nella indifferenza generale.

MERCY for MUSIC. Da 'Music for Mercy' al Foro romano. Cartoline dallo scandalo

Dall'alto del Campidoglio, nonostante la ridotta distanza, agli occhi degli osservatori istituzionali non è apparso subito in tutta la sua gravità il vero scandalo di quella serata di musica, per la prima volta nella storia ospitata nel Foro romano, un luogo che chiunque dovrebbe considerare sacro.
E così i 5 stelle che governano la città e l'ineffabile Mollicone ( quello che aveva fatto esclamare a Riccardo Muti che lui a Roma conosceva solo Morricone e nessun Mollicone) responsabile 'cultura' dei FdI, l'hanno buttata sul 'sindacale', incolpando Fuortes - nel mirino e dei 5 stelle e della destra - di essere fra gli organizzatori - come Teatro dell'Opera in coppia con l'Opera Romana Pellegrinaggi - della ingiuriosa serata musicale e di aver  fatto utilizzare una  certa 'Roma United Orchestra,  sconosciuta e raccogliticcia - e noi aggiungiamo: anche inadeguata - al posto dell'Orchestra dell'Ente, come chiunque si immaginava e attendeva.
 A loro di quello scandaloso concerto che ha profanato il Foro romano, non importa, anche perché  lor o avrebbero fatto la medesima cosa, se interpellati per l'organizzazione di quella serata 'suoni e luci' al Foro romano, per fare un favore alla Chiesa - alla quale quella serata ha reso un pessimo servizio - e per assecondare ministro, sovrintendente ed anche - e sta qui lo scandalo - il ricco malese che ha messo a segno per una seconda volta a Roma un colpo da maestro - complice, almeno per  la prima delle due volte, Fuortes - semplicemente facendo sentire l'odore dei soldi.
 Ed è ciò che ci fa venire i brividi, pensando a ciò che in futuro Franceschini potrebbe armare una volta ricostruita la platea lignea del Colosseo, dandola  al miglior offerente, senza badare alla merce che intende esporvi.
E, infatti, nelle prime file della eccessiva platea del Foro il ministro e il Cardinale Parolin cingevano il ricco malese, come guardie del corpo, uno alla destra e l'altro alla sinistra, quasi a garantirne l'incolumità, sperando che ancora una o più volte negli anni a venire - come poi ha confermato mons. Andreatta dell'Opera Romana Pellegrinaggi nel suo fervorino - si faccia promotore di simili manifestazioni che, quest'anno, con il Giubileo della Misericordia non hanno nulla da spartire, mentre l'hanno con i suoi interessi personali e con quelli della sua compagna cantante, vera ed unica star della serata.
 Non abbiamo sentito in questa occasione levarsi forte la voce del 'Comitato per la bellezza', sempre molto attento. In confronto a quella orrenda serata, la sfilata di Fendi alla Fontana di Trevi, contro la quale il Comitato aveva gridato allo scandalo, era come una sinfonia mozartiana. E non abbiamo letto neanche un sola riga sui giornali asserviti, ai quali sembra essere completamente sfuggito l'uso strumentale ed affaristico della serata. E non era un caso che sul programma della serata, stretto fra le mani della brava presentatrice, campeggiasse la foto del finto benefattore, per la cui  strabordante ricchezza  il costo di quel concerto, a totale ed esclusivo beneficio della sua compagna - non rappresentava che una elemosina interessata ed ingiuriosa. Meglio  se avesse offerto  quei soldi ai poveri.
 L'altra sera non si aveva avuto neanche un briciolo di pietà, di misercordia per la musica offerta nelle sue espressioni più mediocri e con mezzi assolutamente inadeguati.  Complice anche Rai Cultura- che dovrebbe  mostrare maggior attenzione e sensibilità nelle scelte - la quale, c'è da augurarsi che non diffonda questo concerto all'estero, perchè rischieremmo di farci biasimare per tanta negligenza e banalità; mentre ci sentiamo di discolpare  del tutto Alessia Sodano, che conosciamo da tempo,  nonostante  il suo nome apparisse all'inizio del programma come unico 'autore'.

domenica 3 luglio 2016

PAR TIBI, ROMA, NIHIL. La Capitale in mostra, dal Foro romano a Porta Portese ai Lungotevere. Rovine di una città

Stamattina percorrendo in macchina il Lungotevere siamo stati colti di sorpresa, quando all'altezza di Piazza Gentile da Fabriano, allo sbocco dell'inutile Ponte della Musica veltroniano, non abbiamo più  visto le macerie del palazzo crollato negli ultimi piani, rischiando di far chiudere per sempre il Teatro Olimpico della sig.ra Adriana Panni. C'era solo una inferriata che segnalava ai visitatori giunti in ritardo, il perimetro di quelle macerie, monumento del terzo millennio alla grandezza romana,  che erano state trasferite altrove,  dopo quattro/cinque mesi dall'incidente. Certamente non in una discarica. E dove, allroa? Al Foro romano,  in mostra sul Colle Palatino - ci hanno detto gli abitanti della zona.
Dove Monique Veaute e Raffaella Frascarelli Sciarretta, avevano organizzato una grande mostra, dal titolo assai allusivo ma capace di rendere impotente anche il più prolifico degli artisti di oggi: 'Par tibi, Roma, nihil'; chiamando ad esporre le proprie opere grandi artisti, ben 36, fra i quali anche Kounellis.
Il quale sentendosi impotente di fronte a tanta monumentale grandezza, ha avuto una geniale idea: ha pensato di esporre le rovine del Lungotevere, con la scritta d'autore: 'Haec par tibi, Roma', cioè a dire: solo questi monumentali  calcinacci, eloquente testimonianza della rovina della nostra civiltà, possono reggere il confronto con le rovine del tuo grande passato, Roma. Non le  mie opere. Ora siamo ancora più incuriositi dalla mostra  'Rovine vs Rovine', al Foro. Ci andremo.
 Riprendiamo il viaggio in macchina e giungiamo a Porta Portese, il ben noto mercato domenicale della Capitale, dove c'è di tutto, e dove questa mattina c'era perfino uno spiegamento di vigili come non si vedeva da tempo. Non parliamo dei vigili che girano fra i banchi e fanno multe agli irregolari: quelli, ad ogni cambio di colore in Campidoglio, si fanno vedere. No, intendiamo macchine, pattuglie, coppie di vigili e vigilesse di Roma Capitale , con l'ordine tassativo di  multare tutte le macchine che la domenica, in modo non ordinato, sostano sui marciapiedi di Viale Trastevere e dintorni (Noi posteggiamo nelle stradine e vicoli adiacenti, un pò defilati, lì c'è un cortesissimo parcheggiatore abusivo, e multe non ne abbiamo mai ricevute, almeno lì ).
 Inutile dire che ci ha dato piacere immenso tale vista, perché era da tempo che non vedevamo i vigili della Capitale; anche se ci piacerebbe vederli giornalmente impegnati a dirigere il traffico che non ha mai smesso di essere caotico e congestionato; mentre invece se la spassano per ore nella più riposante occupazione di mettere avvisi di contravvenzione sui parabrezza delle macchine, facendo imbestialire gli automobilisti, e contento il sindaco per i soldi che portano nelle Casse comunali. Soldi RUBATI ai cittadini.
 In via del tutto confidenziale abbiamo saputo che analoga operazione i vigili della Capitale si stanno preparando a fare alla prossima partita di calcio all'Olimpico, quando i Lungotevere e perfino lo stesso Tevere sono praticamente vietati al traffico normale - sia stradale che fluviale- perchè ci sono macchine dappertutto.
Ma dai club dei tifosi delle squadre romane, abbiamo saputo di una ritorsione - che vogliamo dire al Comando dei vigili della Capitale. I supporter delle squadre romane si stanno organizzando in ronde per bucare le gomme a tutte le macchine della polizia urbana, se metterà in atto una simile onta,  perché tale la ritengono le migliaia di frequentatori degli stadi. A fronte di questa minaccia,  cè da immaginare che l'ordine del Comando dei vigili sarà annullato, per gli  automobilisti che vanno allo stadio. Per Viale Trastevere , la domenica, dalle parti di Porta Portese, no.

P.S. La celebre fontana di Piazza Trilussa con la sua bella scalinata, come ogni domenica mattina ( ma forse anche negli altri giorni), è - ancora alle sette - una discarica a cielo aperto, abbandonata. Altre rovine, vergognosa ed indecente  testimonianza del bivacco notturno di ubriaconi e sbandati, poco importa se giovani.

venerdì 13 novembre 2015

L'abate vescovo ( Montecassino) mascalzone, e le assemblee dei dipendenti nei musei. Letto sulla stampa

Sempre così in Italia, dove purtroppo domina ed è incardinato il malaffare. Bastare scoprire una qualunque pentola, per sentirvi un puzzo asfissiante: imbrogli, frodi commerciali, ladrocinii. E il malaffare sembra non risparmiare neanche la Chiesa che Francesco vorrebbe 'dei poveri e per i poveri' mentre deve combattere ancora duramente la 'sua' chiesa, una chiesa di 'principi che vivono da gran signori' sulle spalle, o alla faccia del cosiddetto 'popolo di dio'. L'esempio del famigerato attico del card. Bertone non è che un esempio schifoso. Io fossi Bertone, e non lo sono, quell'attico lo utilizzerei per...
 Alla recente pubblicazione di due libri su 'satana che insidia anche la Chiesa', facendo molti proseliti, s'è accompagnato in questi giorni la rivelazione del caso  del farabutto ex abate dell'abbazia di Montecassino, faro di civiltà divenuto tana di un lupo senza scrupoli. Raccontata ai giovani la sua  vita areligiosa, ci sentiremmo dire, e non senza ragione, nella lingua senza reticenze e senza pudore tipica dei giovani: l'abate 'deve morire'.
 Questo mascalzone s'è rubato i soldi dell'8x1000, per comprare case, fare viaggi nei paesi 'del sesso' ( benchè non sia ancora emersa la ragione 'sociale' dei suoi viaggi in Brasile) e 'della droga' ( già segnalato dalla polizia per uso di sostanze stupefacenti. Un abate, pensate! e poi viaggi a Londra con cene a base di ostriche e champagne. Insomma un maiale. Lo diciamo a ragion veduta e non intendiamo insultarlo. Un farabutto tenuto in palmo di mano dalle gerarchie, prima che le sue disavventure venissero rivelate e l'abate costretto ad andare all'inferno su questa terra, perché laureatosi in medicina si era convertito al sacerdozio, monacale. Gli hanno fatto fare, per questa ragione, una carriera fulminante,  anche per mostrare come le pecorelle smarrite quando tornano nell'ovile sono fulgidi esempi da imitare. Bell'esempio!
 Dopo il caso del monsignore che avrebbe fornito informazioni riservate sui conti vaticani e della sua segretaria tuttofare, disinvolta nell'azione  perché voleva raggiungere il traguardo che si era prefisso e senza attendere molto, la Chauoqui ( come diavolo si scrive), Francesco farebbe bene a seguire il consiglio che gli viene da molte parti.Stia attento, ogni volta che si sceglie dei collaborati li passi ai raggi x e se viene fuori qualche macchia li cacci a calci nel sedere, per non trovarsi di nuovo in simili imbarazzanti situazioni.

Nel settore della regolamentazione dei musei e delle aree archeologiche  equiparate con l'ultima legge di Renzi e Franceschini, ai servizi di pubblica utilità e perciò sottoposti a regole  strettissime in fatto di scioperi e assemblee sindacali, va registrata , ieri, l'ennesima assemblea sindacale che potrebbe aver creato problemi ai turisti che ogni giorno vengono a visitare il Foro romano ed il Colosseo. All'indomani della nuova legge. Sembra una beffa l' intensificarsi di assemblee e scioperi del personale, a danno di turisti e visitatori.

sabato 19 settembre 2015

Dario Franceschini: la misura è colma. Tremate!

Dario Franceschini  ha sempre parlato poco e concluso ancora meno. Ma fino all'altro ieri.
Ieri  davanti al disservizio, l'ennesimo, dei custodi del Colosseo in assemblea, dalle 8 alle 11 di mattina ( lì, dal sovrintendente all'ultimo impiegato, non c'è neanche uno che conosca l'inglese e sappia comunicare agli stranieri che le undici di mattina sono antimeridiane e non serali), ha preso  coraggio e fiato ed ha gridato, perchè tutti lo sentissero: la misura è colma, il dado è tratto.
I venti custodi riuniti in assemblea hanno cominciato a tremare, pensando a quali misure il ministro   decisionista avrebbe adottato contro di loro, per evitare in futuro che cinquemila o poco più turisti stranieri, in fila davanti al grande monumento, si incazzassero di brutto.
 Il ministro sapeva dal giorno prima dell'assemblea,  ma non si è mosso; come del resto nulla ha fatto l'assessore Marinelli ( ogni volta quando c'è un casino non si capisce mai chi dovrebbe risolverlo se il Ministero o il Comune!), oltre alle solite recriminazioni contro i lavoratori.
 Se avessero voluto evitare la chiusura del Colosseo, anche se solo per tre ore, e le proteste dei turisti in fila -  per turisti che includono la visita al monumento nel loro giro in città, e che quindi non possono attendere i comodi dei custodi, tre ore non sono poche- avrebbero potuto muoversi dal giorno prima, senza attendere il peggio. ma lui voleva tuonare,anche a ciel sereno, per mettere paura: la misura è colma, il dado è tratto.
 Anche misura di sopportazione di Franceschini da parte degli italiani è colma, e purtroppo nessun dado viene tratto nei suoi confronti invitandolo ad andare a casa, magari a badare alla sua figlioletta.
 Franceschini parla da tempo, sempre la stessa canzone, e intanto Pompei continua ad essere l'emblema dei disservizi italiani, e la fotografia del paese che va in rovina, il Colosseo troppo spesso (nel caso di ieri anche il Foro romano) resta inaccessibile ai visitatori, con grave danno per le casse pubbliche e per l'immagine del nostro paese, alle biblioteche anche quelle 'nazionali' lesina ogni giorno custodi e fondi; non ha soldi per restaurare e mettere in sicurezza  la Domus Aurea, ma ha già pronti i soldi per trasformare il Colosseo in un circo equestre... Che se ne fa un paese di un ministro come Franceschini. Questo pensavano tutti fino all'altro ieri. Ma da ieri no,  da quando ha detto: la misura è colma, il dado è tratto. S'è mosso tutto il Governo  con una misura urgentissima  che ha messo d'accordo tutti i sindacati: i nostri beni culturali sono regolati dalle stesse norme dei principali servizi pubblici, in fatto di scioperi.

lunedì 3 agosto 2015

Attenti a Franceschini. Lui va giù duro

Sembra fare la faccia 'feroce' il ministro Franceschini, dopo aver tenuto per buona parte del suo mandato la faccia 'fessa', come dicevano un tempo a Napoli. Ora che può attribuirsi qualche vittoria, prende coraggio e forza - coraggio e forza che non ha dimostrato nei quasi due anni di governo - e parte, lancia in resta, contro i giornali, che non direbbero mai delle vittorie del suo ministero, mentre delle sconfitte non ne lasciano passare una senza fare titoloni. Beh, udite udite, lui prenderà la rassegna stampa locale e nazionale di oggi e la confronterà con quella dei giorni delle assemblee sindacali a Pompei, per vedere  quanto risalto i giornali di oggi hanno dato alla riapertura della 'Palestra grande' - una vera meraviglia.
 Ci verrebbe da dire a Franceschini - sebbene ci abbia preceduto anche Renzi - che certe proteste nei siti museali od archeologici, tuttora frequenti, sono incomprensibili al punto che Delrio starebbe pensando ad includerli nei servizi di pubblica utilità, nei quali scioperi ed assemblee sono sottoposti a regole speciali. E che di scioperi ed assemblee quasi giornalieri i giornali ormai non parlano più per la noiosa ripetitività della notizia - capito Franceschini?
 E comunque, tanto per aggiornare il calendario dei disservizi, l'altro ieri, ma solo qualche giornale riportava la notizia che uno dei luoghi più importanti del Foro Romano, la 'Curia' sarebbe restata chiusa per mancanza di custodi, ed anche il seguito, e cioè che  il Ministero o la sovrintendenza avrebbe approfittato della prolungata chiusura per fare lavori ordinari di manutenzione. La Borletti Buitoni quand'era ministro aveva suggerito di prendere un pò di impiegati, che al Ministero sono in evidente sovrannumero oltre che inutili, e mandarli ad aprire e custodire musei e siti archeologici; quel suggerimento dell'attuale sottosegretario, è rimasto lettera morta.
 E allora Franceschini, che hanno fatto i giornali in questi giorni? Le hanno fatto, per semplice noia, qualche sconto sulla sua inefficienza.
 Non le è  bastata l'enfasi con la quale hanno trattato la riunione dei paesi che ha avuto luogo a Milano  per trattare dei problemi della cultura, del suo 'sfruttamento' e della sua conservazione'? Già s'è dimenticato che la proposta più innovativa, quella dei 'caschi blu' dell'arte  campeggiava su tutti i giornali, quasi fosse la soluzione per i problemi che l'Italia mostra ogni giorno di più in tale settore?
 Per tornare a Pompei, ieri abbiamo notato la presenza nella 'Palestra grande'  oltre al sovrintendente Osanna - un  uomo un nome!- di Michelangelo Lupone, nostro amico e collega di Conservatorio a L'Aquila, compositore elettronico ed inventore di macchine sonore, il quale per quel sito archeologico s'è inventato una installazione sonora che deve avere mandato in visibilio il barbuto affannato Franceschini.
 Infine, a proposito del Ministero, non abbiamo poi letto neanche una riga sulla dipartita dal Ministero del fedelissimo - fedelissimo di tutti i ministri, sotto l'ala protettrice di Gianni Letta - Salvo Nastasi che Renzi avrebbe voluto mandare a Bagnoli, a risanare quell'aria di veleni tossici. Non vorrà mica ripensarci Renzi? Era una delle poche intuizioni nel settore della cultura.