Un prezioso patrimonio multimediale
che documenta alcune fra le più rilevanti esperienze di artisti performativi nazionali e internazionali
nel campo della ricerca vocale e sonora
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Il Centro internazionale di ricerca vocale e sonora
MALAGOLA
presenta al pubblico e apre in modo permanente i suoi
ARCHIVI SONORI
Inaugurazione
sabato 14 e domenica 15 marzo
Palazzo MALAGOLA
Ravenna
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In mostra i materiali audiovisivi di:
ALVIN CURRAN | SCOTT GIBBONS | JOAN LA BARBARA
CLARON Mc FADDEN | SCANNER (ROBIN RIMBAUD) | MYRIAM GOURFINK
KASPER T. TOEPLITZ | KASSEL JAEGER (FRANÇOIS J. BONNET)
ERMANNA MONTANARI | MARIANGELA GUALTIERI | CHIARA GUIDI
SONIA BERGAMASCO | ANNA BONAIUTO | DEMETRIO STRATOS
SIMONA BERTOZZI | MONI OVADIA | ROBERTO LATINI | VALTER MALOSTI
MASQUE TEATRO | FRANCESCO GIOMI | LUIGI CECCARELLI
MIRELLA MASTRONARDI | ROBERTO PACI DALÒ | SANDRO LOMBARDI
ANDREA VENERI | FRANCESCA DELLA MONICA | MADDALENA CRIPPA
MARCO OLIVIERI | CHIARA MICHELINI | DANIELE ROCCATO
FRANCESCA PROIA | DIEGO SCHIAVO | LUIGI AGOSTINI
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Il 14 marzo alle 10.30 presso la Sala Dantesca della Biblioteca Classense,
l’inaugurazione sarà preceduta da una tavola rotonda
a cura di
MARCO SCIOTTO (Responsabile Archivi)
con
RENATA MOLINARI (scrittrice, drammaturga e docente)
ANTONIO AUDINO (critico teatrale)
LUCA VALTORTA (giornalista)
FRANCESCO GIOMI (compositore)

(Joan La Barbara in un frame da Joan by Joan, installazione Jessy Razafimandimby, video Matthias Joulaud, Ginevra, 2025)
(Malagola_sala pratiche_foto di Enrico Fedrigoli)

(Maddalena Crippa in un frame da Schönberg Kabarett, regia di Peter Stein, coproduzione Teatro Massimo di Palermo per il festival “Sul Novecento”,
Filarmonica di Roma, Opera di Nizza, 1999)

(Frame da Rêche, di Myriam Gourfink e Kasper T. Toeplitz, produzione delegata LOLDANSE, coproduzione Théâtre du Beauvaisis - scène nationale, Atelier de Paris - Centre de développement chorégraphique national, Art Zoyd Studios - Centre de Création Musicale, Festival d’Automne à Paris, 2024)
Dopo lo straordinario successo delle due grandi mostre su Demetrio Stratos, Malagola – il centro di ricerca vocale e sonora fondato e diretto a Ravenna da Ermanna Montanari e Enrico Pitozzi, che accoglie in sé la scuola di vocalità, i seminari del Collegio Superiore di Estetica della Scena, le pubblicazioni della Collana Malagola e già sede dell’Archivio Demetrio Stratos – inaugura sabato 14 e domenica 15 marzo 2026 gli Archivi Sonori: un prezioso patrimonio multimediale che documenta alcune fra le migliori esperienze di artisti performativi nazionali e internazionali nel campo della ricerca vocale e sonora.
In mostra, per due giorni, tra ambienti immersivi e ascolti in cuffia, gli estratti audiovisivi dagli archivi degli artisti che, dalla sua fondazione a oggi, hanno fatto da docenti per i corsi di alta formazione del centro: compositori e compositrici, attori e attrici, coreografi e coreografe, sperimentatori e sperimentatrici che lavorano sulla voce e sul suono in scena.
Si tratta, nello specifico, di Alvin Curran, Ermanna Montanari, Mariangela Gualtieri, Luigi Ceccarelli, Roberto Latini, Scott Gibbons, Chiara Guidi, Joan La Barbara, Demetrio Stratos, Roberto Paci Dalò, Moni Ovadia, Sandro Lombardi, Mirella Mastronardi, Masque Teatro, Simona Bertozzi, Francesca della Monica, Sonia Bergamasco, Maddalena Crippa, Francesco Giomi, Claron McFadden, Marco Olivieri, Scanner (Robin Rimbaud), Myriam Gourfink, Kasper T. Toeplitz, Valter Malosti, Chiara Michelini, Andrea Veneri, Anna Bonaiuto, Daniele Roccato, Francesca Proia, Diego Schiavo, Luigi Agostini, Kassel Jaeger (François J. Bonnet).
In particolare, l’esposizione sarà strutturata in quattro ambienti differenti, al piano terra di Palazzo Malagola, che restituiscono altrettante modalità di fruizione, accomunate da una dimensione al tempo stesso intima e collettiva:
- due sale dotate di schermi touch e cuffie per ascolti e visioni, ravvicinate e individuali, di materiali audio e video;
- una sala per ascolti immersivi, in cui sarà possibile fare esperienza di contributi sonori nati per la spazializzazione a 360° o di proposte di spazializzazione di materiali nati per la stereofonia;
- una sala cinema, con l’opportunità di visionare riprese video di interi lavori teatrali o, comunque, materiali dalla durata più lunga.
L’apertura degli Archivi Sonori rappresenta un ulteriore movimento di sviluppo di quella idea di trasmissione che fonda Malagola, nella direzione di essere sempre di più un punto di riferimento per cittadini, studiosi, ricercatori e artisti, cui viene proposta una via maestra all’ascolto. “Archiviare il suono, oggi, significa dunque restituirlo alla sua originaria tridimensionalità. Archiviare la voce, in modo analogo, significa custodire la traccia di una presenza in assenza del corpo che l’ha emessa. Due diverse forme di spazio. Due modi della risonanza. A partire da questo principio che orienta le nostre scelte, dare forma all’archivio implica necessariamente un nuovo approccio all’ascolto. Ciò è stato reso possibile, in particolare, grazie alla progettazione di una camera immersiva in cui la voce e il suono degli artisti e delle artiste qui convocati/e creano ambienti emotivi a geometria variabile. Ascoltare è abitare uno spazio in cui il corpo dell’ascoltatore e dell’ascoltatrice si fa timpano, risuonatore: anatomia dell’esperienza” sottolineano Ermanna Montanari e Enrico Pitozzi, fondatori e direttori di Malagola. Un concetto ribadito da Marco Sciotto, responsabile degli Archivi, secondo cui la custodia “non è che il requisito di partenza: una simile archiviazione non può che equivalere, soprattutto, alla responsabilità di individuare e realizzare le condizioni ideali per restituire loro un corpo differente, ma altrettanto capace di affidarli nuovamente all’ascolto come pratica al contempo estetica e critica”.
L’inaugurazione sarà preceduta, nella mattina del 14 marzo, da una tavola rotonda presso la Sala Dantesca della Biblioteca Classense, partner del progetto. Con Marco Sciotto dialogheranno la scrittrice, drammaturga e docente Renata Molinari, il critico teatrale Antonio Audino, il giornalista Luca Valtorta e il compositore Francesco Giomi.
Dopo l’inaugurazione, gli Archivi Sonori – che si espanderanno ulteriormente nel corso del tempo – saranno fruibili a ingresso gratuito e in modo permanente: ogni venerdì e il primo sabato di ogni mese dalle 10.00 alle 18.00.
Infine, come segno che corre lungo le sale di Malagola a cucire poeticamente il percorso espositivo, i disegni di Stefano Ricci, il cui tratto segna Malagola fin dalla sua fondazione; e due elementi da uno degli archivi storico-artistici più originali della città di Ravenna: quello di Elisabetta Gulli Grigioni, che da quasi sessant’anni colleziona migliaia di cuori di ogni tipo – da ex-voto a oggetti devozionali e gioielli – che vanno dal ’600 al ’900.
MALAGOLA
Ideato e diretto da Ermanna Montanari (fondatrice e direzione artistica delle Albe) e da Enrico Pitozzi (docente dell’Università di Bologna e Coordinatore del CdLM in "Discipline della Musica e del Teatro"), è il Centro internazionale di ricerca vocale e sonora che ha sede a Palazzo MALAGOLA - edificio storico di proprietà della Provincia concesso in uso dal Comune di Ravenna. Il Centro sviluppa attività di ampio respiro tra loro connesse: una scuola di vocalità e di studi sul suono, archivi sonori e audiovisivi, il “Collegio Superiore di Estetica della Scena” che promuove partnership editoriali, incontri, seminari, performance, concerti.
Nella sua breve vita, Malagola è già divenuta punto di riferimento di studiosi e artisti che l'hanno attraversata anche come docenti dei corsi di alta formazione o come protagonisti dei seminari che vi si sono svolti, tra i quali Meredith Monk, Chiara Guidi, Mariangela Gualtieri, Roberto Latini, Sonia Bergamasco, Joan La Barbara, Roberto Paci Dalò, Sandro Lombardi, Alvin Curran, Valentina Valentini, Moni Ovadia, Luigi Ceccarelli, Piersandra Di Matteo, Silvia Ronchey e molti altri.
Malagola ha ricevuto il Premio Ubu 2022 come progetto speciale e il Premio Radicondoli 2023
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