lunedì 16 marzo 2026

Papa Leone ai giornalisti ( parlando quelli del Tg2 Rai, 50 anni dalla sua nascita) : non vi fate strumentalizzare, la guerra non è un videogame ( da Il Messaggero, di Franca Giansoldati)

 

Iran, Leone XIV mette in guardia i giornalisti: «Evitare di trasformare la guerra in un videogame, non fatevi strumentalizzare»© Ap

Papa Leone mette in guardia i giornalisti «nelle circostanze drammatiche di guerra» di stare attenti a non farsi strumentalizzare fino a diventare una grancassa del potere. «L’informazione deve guardarsi dal rischio di trasformarsi in propaganda. E il compito dei giornalisti, nel verificare le notizie, per non diventare megafono del potere, si fa ancora più urgente e delicato, direi essenziale». Il pontefice affronta il delicato nodo della libertà di informazione e del rapporto con il potere in un passaggio di un breve discorso fatto ai vertici del Tg2 in occasione dell'anniversario del 50esimo di fondazione del telegiornale. E' compito della libera stampa «mostrare le sofferenze che la guerra porta sempre alle popolazioni; mostrare il volto della guerra e raccontarla con gli occhi delle vittime per non trasformarla in un videogame. Non è facile nei pochi minuti di un telegiornale e dei suoi spazi di approfondimento. Ma qui è la sfida». 

Il rischio che la guerra in Iran si stia trasformando un po' in un videogame per la sovrabbondanza di immagini satellitari di droni e missili che centrano gli obiettivi, facendo sembrare quelle reali operazioni militari in una sorta di sequenza tipica dei video giochi, era stato denunciato - prima ancora di Papa Leone - dal cardinale americano Blaise Cupich attraverso una lettera inviata ai cattolici americani.

Egli aveva condannato quella che ha definito la "gamification" della guerra, implorando gli americani di resistere a diventare insensibli ai "veri costi del conflitto" e di proteggere la loro umanità. Cupich si era soffermato a riflettere su un video diffuso sui social media della Casa Bianca contentenente filmati della guerra in corso in Iran, con scene di film d'azione e sottotitolato : la "Giustizia alla strada americana". «Una vera guerra con morte reale e sofferenza reale trattata come se fosse un videogioco - è nauseante" aveva scritto il cardinale condannando l'uso di questi video usati come propaganda e incentivo per i combattenti. Purtroppo viviamo in un'epoca in cui la distanza tra il campo di battaglia e il soggiorno è stata drasticamente ridotta» aveva scritto Cupich.

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