Evidentemente non si può fare a meno, salvo emergenze varie - come in epoca Covid - della stragrande presenza di musicisti stranieri nelle due stagioni ceciliane appena annunciate.
Il cambio alla sovrintendenza (la scelta di Biscardi ci è parsa la più opportuna al momento) non ha prodotto gli auspicati cambiamenti sotto questo profilo: sarà la permanenza da decenni delle stesse persone nella cosiddetta 'segreteria artistica', o la condivisione da parte del nuovo sovrintendente della linea di programmazione tradizionale. Tertium non datur. Non è facile decidersi, né lo è scindere le due possibili responsabilità, anche senza immaginare le pressioni, che pur ci sono, delle agenzie che rappresentano gli artisti.
Tralasciamo di sottolineare le presenze di accademici vecchi e nuovi, meritevoli e miracolati, nei programmi di concerti o nelle 'commissioni' di nuovi brani, ma forse questo discende dallo statuto dell'Accademia che per secoli ha potuto contare sulla presenza dell'aristocrazia musicale, ed oggi deve contare, anche per la sua sopravvivenza, di quel che offre il mercato (che è sempre più scadente dell'aristocrazia' meritocratica).
Notiamo con qualche soddisfazione che altri nostri colleghi si sono accorti del fenomeno e l'hanno segnalato, non lasciandoci quasi 'voce che grida, ma non troppo, nel deserto' della cecità giornalistica.
L'anomalia non riguarda esclusivamente Santa Cecilia. Negli anni passati lo abbiamo segnalato anche a commento di altre importanti stagioni.
Non abbiamo ancora esaminato i repertori, ma non crediamo di essere orbi, nell'immaginare che ci sarà anche il prossimo anno lo 'tsunami Mahler', 'effetto grande' sforzo piccolo, che forse riuscirà a subissare perfino il prossimo il bicentenario beethoveniano (1827-2027).
Ci siamo spesso lamentati del fatto che importanti direttori italiani girano alla larga da Santa Cecilia, mentre scorrazzano dappertutto nel mondo, ma anche in Italia; ed anche questa anomalia si è finalmente appalesata agli occhi di qualche collega 'orbo cronico'.
Tornando a Santa Cecilia, sorprende l'annuncio dell'avvio di stagione, in coppia con il Teatro dell'Opera - per matrimonio 'di convenienza', ma quale?
L'Accademia inaugurerà al stagione da camera sul palcoscenico del Costanzi, con un soprano ( Lisette Oropesa) accompagnato al pianoforte in un repertorio spagnoleggiante, diciamo popolare. Due istituzioni con due orchestre stabili che si associano per inaugurare con un recital di canto accompagnato dal pianoforte. Più che un inizio di 'collaborazione (che dovrebbe essere avviata già in estate, condividendo la Basilica di Massenzio - ma non era stato promessa già la passata stagione? staremo a vedere in che modo si concretizzerà!) a noi sembra l'inizio di una comica che intende prendere per il naso i cittadini amanti della musica che non riescono a capire certe logiche di 'esclusiva' sinceramente fuori tempo.
Comunque tutto deve ancora cominciare, speriamo che dopo gli annunci deludenti sotto questi punti di vista, il futuro riservi qualche sorpresa.
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